Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre: andiamo a votare

di Giancarlo Cancelleri

Il voto del 5 novembre è un voto fondamentale, per la mia regione e per tutta l’Italia. I siciliani hanno la possibilità di cacciare quelli che l’hanno devastata per anni (i vari Miccichè, Cuffaro, Genovese) e che ora si nasc… Continua a leggere Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre: andiamo a votare

Tutti gli sbarchi in Sicilia: il piano Minniti è un flop totale

di Laura Ferrara, Efdd – MoVimento 5 Stelle

La Sicilia paga il prezzo più alto dell’incapacità del governo. Con 68.537 migranti sbarcati dall’inizio dell’anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di … Continua a leggere Tutti gli sbarchi in Sicilia: il piano Minniti è un flop totale

In Sicilia e Sardegna boom di nuovi sbarchi: è il fallimento della Trattativa Stato-Mafie libiche

di MoVimento 5 Stelle Europa

Le rotte dell’immigrazione sono infinite. Minniti pensava che dialogando con i miliziani libici potesse raggiungere la tregua necessaria per far dimenticare in campagna elettorale i disastri del Partito Democratico sull’… Continua a leggere In Sicilia e Sardegna boom di nuovi sbarchi: è il fallimento della Trattativa Stato-Mafie libiche

L’Italia non è il RisiKo!

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di MoVimento 5 Stelle

Dopo giorni di continui schiaffi dalla Francia sulla questione libica, ieri doveva essere la giornata risolutiva, la giornata della chiarezza da parte del governo. Almeno questo ci avevano detto. Invece è stata la giornata del caos. Sulle Ong abbiamo assistito a un ulteriore bluff: come scrivono anche diversi organi di stampa, non sarà prevista alcuna sanzione per le organizzazioni che non aderiscono al codice di condotta. Perché? Perché “non si tratta di una legge, e quindi non si prevedono sanzioni in caso di inosservanza“, hanno spiegato fonti del Viminale. E’ questo il punto. Non si tratta di una legge, bensì di un pezzo di carta senza alcun valore giuridico e nonostante questo, la maggioranza delle Ong riunite ieri al Viminale non lo ha sottoscritto.

A tal proposito il MoVimento 5 Stelle chiede una cosa molto chiara: chiudiamo i porti a quelle Ong private che non rispettano le regole. E basta con i codici, per noi valgono le leggi dello Stato. C’è una nostra proposta di legge a prima firma Alfonso Bonafede depositata settimane fa che prevede unità di polizia giudiziaria a bordo delle imbarcazioni per combattere i trafficanti. Il Pd ha i numeri per portarla in aula. La porti e votiamola. Se proprio vuole, ce la copi come ha già fatto con i vitalizi. Non ci offendiamo, l’importante è fare qualcosa per fermare i flussi irregolari verso le nostre coste che alimentano i portafogli dei trafficanti. Siamo un Paese sovrano, la Libia è un tema di sicurezza nazionale e non dobbiamo aver paura di dire che la priorità in questo momento è proteggere i nostri confini nazionali.

Dopo di che c’è la missione navale di cui hanno ieri timidamente accennato i ministri Pinotti e Alfano. Eroi della patria, quelli che insieme a Renzi benedivano Triton e l’accordo con Bruxelles per far approdare tutti i migranti sulle nostre coste. Ad oggi quel che ci è stato detto, in ordine, è che:
– Le operazioni italiane saranno di affiancamento con le autorità libiche.
– Le navi utilizzate saranno quelle già previste dall’operazione ‘Mare Sicuro’.
– La missione da nazionale diventa bilaterale.

Punto, nient’altro. Non abbiamo indicazioni su dove dovranno posizionarsi le nostre imbarcazioni, nessuna garanzia sulla sicurezza dei nostri militari. Peraltro la relazione di maggioranza del Pd presentata nelle commissioni riunite Esteri-Difesa è pressappoco uno scarabocchio. In un passo si legge che “l’Italia ha scelto una strategia diversa da quella di breve momento (fatta magari di qualche scatto fotografico in un palazzo di Parigi), ma più centrata sulle esigenze di stabilizzazione di quel Paese“. Ma di quale strategia parlano? Dell’accordo sancito a inizio anno con Serraj, quando il ministro Minniti è andato in Libia? Allora dal governo assicurarono lo stop dei flussi migratori verso l’Italia, poi nelle settimane successive gli sbarchi sono aumentati del 46%…

La verità è che questi signori qui vogliono un’altra volta carta bianca, ma l’ultima volta che gli è stata data carta bianca sui migranti, con la forte opposizione del MoVimento 5 Stelle, Renzi e co. hanno stretto un’intesa con i burocrati di Bruxelles per istituire Triton e far si che tutti i migranti approdassero in Italia. Hanno svenduto la nazione per erogare qualche bonus, in cambio di qualche briciola di flessibilità. E noi non ci stiamo più!

Avremmo voluto votare sì, avremmo voluto votare sì perché mai come in questo momento c’è bisogno che l’Italia si faccia protagonista per aprire una fase di stabilità in Libia, dove manteniamo importanti interessi geo-strategici. Avremmo voluto votare sì perché i trafficanti libici vanno fermati, così come i flussi irregolari, in un momento in cui tutti in Europa ci voltano le spalle. Ma per l’ennesima volta questo governo si è dimostrato totalmente incapace. Questa proposta di missione è sembrata più una ripicca verso Parigi (dopo il recente vertici tra Macron, Serraj e Haftar) che un’operazione vera e propria.

Ecco, siamo alle ripicche. Credono che sia tutto un gioco, credono forse che l’Italia sia come il Risiko. Non è così!

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Immigrati e ONG: se n’è accorto anche il governo! E ora i benpensanti?

di Luigi Di Maio

Le stesse identiche proposte sono razziste se le fa il MoVimento 5 Stelle e diventano buone se a proporle è il governo! E’ quello che è successo in questi mesi con l’emergenza immigrazione, chiaramente strumentalizzata da chi non ha nessuna voglia di risolvere il problema.

I primi a lanciare l’allarme sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo ad opera di alcune Organizzazioni non governative e a proporre soluzioni di buon senso siamo stati noi del Movimento 5 Stelle, tra gli insulti e le critiche del Pd, della stampa mainstream e del governo. Oggi, dopo tre mesi, lo stesso allarme e le stesse proposte le ritroviamo sulla bocca del ministro dell’Interno Minniti e sono quelle che il governo ha portato in Europa.

Buongiorno, Ministro, ben arrivato sulla terra! E buongiorno anche a questo governo, che con tre mesi di ritardo si è accorto che le soluzioni per fermare il traffico di esseri umani e contenere l’emergenza immigrazione esistono. E non sono né di destra, né di sinistra, sono semplicemente buone idee.

Ad aprile, mentre gli altri chiudevano gli occhi e facevano finta di nulla, raccogliemmo le denunce che arrivavano da alcune Procure della Repubblica, tra cui quella di Catania, e da Frontex. Io stesso chiesi chiarezza su quelle Ong, battenti bandiere straniere, accusate di spingersi fino al limite delle acque territoriali libiche per recuperare i migranti e poi portarli nei porti italiani, e su cui grava l’ombra, pesantissima, di contatti diretti con gli scafisti.

Per aver semplicemente chiesto la verità, sono stato violentemente attaccato dalla stampa e dal PD. Ricordo benissimo le accuse di quei giorni: Roberto Saviano mi tacciò di ‘cattivismo’ e di ‘voler cercare voti’, i giornali titolavano ‘Le bufale di Di Maio’, ‘M5S ipocrita’, ‘Accuse vergognose’.

Oltre a denunciare, il M5S propose di non far approdare nei nostri porti le imbarcazioni di ONG non trasparenti, che battono bandiera di paradisi fiscali, che non mostrano i propri bilanci, insomma quelle su cui ci sono ombre anche di possibili finanziamenti da parte degli scafisti.

Oggi rivedere il ruolo delle Ong è diventata una missione del governo. Volete sapere cosa ha detto Minniti in Parlamento qualche giorno fa? “La proposta che abbiamo avanzato è quella di un codice di comportamento delle Ong”. Bene!
Il M5S ha presentato, sempre tra aprile e maggio, una proposta di legge per portare sulle navi delle ONG la polizia giudiziaria, affinchè controlli e accerti la presenza di queste anomalie e comportamenti irregolari. E Minniti cosa ci dice in Aula alla Camera? “La seconda questione è un coordinamento con le attività di polizia giudiziaria nei confronti dei trafficanti di esseri umani”. Benissimo!

Dove sono, adesso, i benpensanti alla Saviano che ci criticarono con tanta violenza? Nulla da dire sulle proposte del governo?

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Più di 8mila sbarchi in 3 giorni: l’oscuro ruolo delle ONG private

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di MoVimento 5 Stelle

Negli ultimi giorni l’Italia ha registrato un record di sbarchi senza precedenti. In poco più di 72 ore circa 8mila migranti sono approdati in Sicilia dopo una lunga traversata in mare. Numeri impressionanti, sopratutto se si considera che nel 2016 c’è stato un vero e proprio boom di arrivi sulle nostre coste: secondo i dati del Viminale, l’anno si è infatti chiuso con 181.436 arrivi. Nel 2017, con questi numeri, gli sbarchi potrebbero raddoppiare.

Con l’aumento degli sbarchi aumenta ovviamente anche la spesa interna dell’Italia. Nel Def (Documento di programmazione economica finanziaria) il governo ha indicato per quest’anno una spesa pari a 4,6 miliardi, vale a dire ben 1 miliardo in più rispetto al 2016. In pratica i flussi migratori ci costerebbero più della manovra e tutto questo mentre Padoan smentisce proprio Matteo Renzi, lasciando intendere che sì, anche quest’anno il Pd aumenterà le tasse agli italiani.

E’ la solita solfa, con un’Europa che ci è totalmente estranea e indifferente, capace però di stringere un accordo di circa 10 miliardi con un apprendista rais come Erdogan per fermare la rotta balcanica. E l’Italia? E il Mediterraneo? Silenzio assoluto. L’unica voce ad oggi si è alzata da Vienna, che si è già detta pronta sigillare il Brennero nel giro di qualche ora nel caso di un nuovo boom di arrivi sulle coste siciliane.

Ma c’è un nuovo capitolo che sta emergendo in queste ore e che merita attenzione. Perché a quanto pare l’escalation di arrivi negli ultimi giorni potrebbe non essere casuale. Insomma, potrebbe esserci dietro una regia e a dirlo non è il M5S, bensì anche un’inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Oltre ai trafficanti di esseri umani in Libia, sta emergendo la questione delle navi di alcune Ong private che soccorrono in mare sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all’interno). Parliamo di circa una dozzina di ONG tedesche, francesi, spagnole, olandesi, e molte di queste battono bandiere panamensi o altre “bandiere ombra”. Se ne starebbero “parcheggiate” a Malta, per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti -salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia-, e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese.

Un meccanismo assai controverso, di cui si sa poco e nulla. Ad esempio non si capisce chi sono i finanziatori di queste Ong, il che non è certo un dato marginale. Se si pensa che l’operazione Mare Nostrum ci costava 10 milioni di euro al mese possiamo immaginare quanto sia alta la spesa di queste organizzazioni, in grado di armare navi da milioni di euro e persino di servirsi di droni. Da dove arrivano questi soldi? In base a quale accordo queste Ong se ne stanno a ridosso delle coste libiche per fare il pieno di migranti e portarli in Italia? Con chi si relazionano in Libia?

E il governo, in tutto questo caos, cosa sta facendo? Se pensavano di sfangarla con la pseudo-intesa firmata da Minniti ed al-Sarraj si sono fatti male i conti. Ci avevano detto che l’accordo avrebbe messo un freno ai flussi migratori. Il risultato, invece, è che gli sbarchi sono aumentati del 46%…

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Libia, l’accordo Minniti-Serraj è un fallimento: sbarchi immigrati +46%

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di MoVimento 5 Stelle

Appena ieri, in Libia, era stato faticosamente raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra il governo di Serraj riconosciuto dall’ONU e le milizie locali, dopo 4 giorni di combattimenti intensi a Tripoli.

Oggi però i combattimenti continuano. Il cessate il fuoco non è servito a nulla, ed è evidentemente frutto di un accordo che non ha nessuna credibilità. Ciò significa che la nostra rappresentanza diplomatica nella capitale è a forte rischio, e che i diplomatici italiani dovrebbero essere rimpatriati al più presto.

D’altronde l’avevamo previsto da tempo: per la precisione da quando il ministro Minniti ha scelto deliberatamente di riaprire l’ambasciata italiana nel Paese. Da allora, parliamo degli inizi di gennaio 2017, un’autobomba è esplosa nei pressi del nostro edificio, e da più parti la misura italiana è stata considerata “un’occupazione”.

In sintesi, tutto l’accordo siglato tra Minniti e al Serraj, che il governo italiano aveva definito la “svolta” nella lotta ai traffici di esseri umani nel Mediterraneo, si è rivelato un bluff. Secondo Frontex, il 99% dei 3mila migranti sbarcati ad Augusta nell’ultimo mese proveniva da Sabrata. Non solo, gli arrivi complessivi segnano un +46%. La prima misura da prendere, lo ribadiamo, è dunque ritirare subito i nostri diplomatici, prima che si ripeta un’altra tragedia come quella di Bengasi 2012 al Consolato Usa e, soprattutto, coinvolgere tutte le realtà rappresentative in Libia in un dialogo che apra un nuovo corso, di pace e stabilizzazione nella regione.

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Libia: il governo fa accordi con un fantasma

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di Manlio Di Stefano

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, così, come era solito fare Renzi, anche il Governo Gentiloni (o meglio Renzi Bis) prova ad accreditarsi a suon di fantasiose e altisonanti dichiarazioni a mezzo stampa sulla gestione della crisi libica e, ovviamente, il tutto senza passare dal Parlamento italiano.

Questa volta è il turno del neo Ministro degli Interni Minniti che si è impegnato a garantire non precisati “aiuti” al fantomatico governo di al-Serraj. Aiuti che, secondo alcuni organi di stampa, non sarebbero solo economici, ma addirittura droni, radar e addestramento militare.

Ma quanto efficaci potranno essere questi aiuti? Zero.

Si tratta, infatti, di una decisione che alimenta e non migliora il disastro libico prodotto dall’invasione occidentale del 2011. Questi aiuti andranno infatti ad al-Serraj, l’uomo che la “comunità internazionale” aveva scelto come il nuovo capo del “governo nazionale libico” e che oggi è un premier in ostaggio, con un controllo quasi nullo del paese. Un Presidente scelto da un’oligarchia occidentale che, non solo non è riuscito a unire i due Parlamenti di Tobruk e Tripoli in lotta, ma ha creato enormi spaccature e addirittura l’occupazione di sedi istituzionali a Tripoli, con le milizie fondamentaliste che si stanno rafforzando ogni giorno di più.

Un disastro esattamente come con la “Missione Ippocrate“con cui l’Italia si è impegnata ad inviare 300 uomini di cui circa 100 paracadutisti della Folgore, 65 tra medici e infermieri e 135 a supporto logistico, oltre allo “schieramento di un C27-J per una eventuale evacuazione strategica e lo stazionamento di una nave attualmente impegnata nel dispositivo di Mare sicuro con funzioni di supporto”.

Il nostro Paese viene ancora una volta portato allo sbaraglio dagli “alleati“: l’apertura dell’unica sede diplomatica occidentale a Tripoli pone a serio rischio l’incolumità del nostro personale e non aiuterà a limare i contrasti nel paese.

In Libia, infatti, la situazione è evoluta sul campo a favore della parte avversa a Tripoli. L’attacco alla Mezzaluna petrolifera libica condotto recentemente dal generale Khalifa Haftar, l’uomo forte di Tobruk e della Cirenaica, ha portato alla conquista di due obiettivi strategici: i terminal petroliferi di Sidra e Ras Lanuf e due porti tra Sirte e Bengasi, da cui viene esportato quasi la metà del greggio libico. Si sono generate sul territorio, da allora, due condizioni critiche che l’accordo di Minniti alimenta ulteriormente: la prima è lo scontro tra Tripoli e quello di Tobruk che allontana l’adempimento delle condizioni previste dalla risoluzione ONU 2215; l’altra è quella meno visibile degli interessi contrastanti delle potenze in campo: Francia, Russia ed Egitto continuano ad appoggiare Haftar, con implicazioni anche sul fronte siriano.

Un disastro drammatico su tutta la linea di cui Gentiloni è triste protagonista da Premier ma, soprattutto, da ex Ministro degli Esteri, avendo per anni avallato la linea dell’imposizione di un Premier mai riconosciuto dalla società libica. Linea portata avanti anche dal neo Ministro Minniti nelle vesti di responsabile dell’Intelligence italiana per gli ultimi 3 anni e mezzo. Gentiloni e Minniti, una coppia che ha già sbagliato tutto, ogni previsione ed analisi, oggi ci propone, a spot, un accordo? Un documento? E con chi? Con chi in Libia non può nemmeno entrare nei palazzi del governo perché rischia di essere cacciato a fucilate dagli altri gruppi? Siamo nel ridicolo…
Il piano ONU/USA/Italia per riunificare le diverse formazioni militari dell’Est e dell’Ovest della Libia, sotto l’autorità del governo di Tripoli è fallito miseramente. Tutti i protagonisti ne prendano atto, invece di siglare accordi inutili con il simbolo più visibile di quel fallimento.

Il M5S da tempo propone accordi con le municipalità libiche, gli unici rappresentanti credibili per la popolazione, con l’obiettivo di far ripartire la ricostruzione del paese e garantire i servizi minimi essenziali ai cittadini, impiegando, a tal fine, parte della manodopera migrante diretta verso l’Europa.

Invece di finanziare chi ha come sue “milizie” i ribelli di Misurata, tristemente noti per episodi fondamentalisti e razzisti nel paese, Minniti ascolti il Movimento 5 Stelle per arrivare ad un dialogo effettivo tra tutte le componenti presenti nel paese.
Non c’è più tempo da perdere.

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Minniti e i CIE: un fallimento annunciato

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di MoVimento 5 Stelle

Aprire un CIE per regione, come propone il Ministro Minniti, rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europa e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani.

È necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili CIE spesso gestiti dalle mafie, accogliere chi ha diritto d’asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari.

Sono cose che il M5S afferma con buonsenso da anni. Per far questo serve prima di tutto un governo credibile e in grado di farsi rispettare dai partner internazionali. Condizione necessaria affinchè si stipulino tutti quegli accordi bilaterali che ci permetterebbero di espellere gli immigrati irregolari che, come certificato dalla stessa UE, sono l’80% di chi è giunto in Italia negli ultimi anni.
In assenza di questi accordi però, l’Italia ne può espellere solo poche migliaia degli oltre 75.000 che risiedono sul nostro territorio.
Da mesi dai territori della Penisola arrivano disperati appelli. L’ultimo, è quello del prefetto di Reggio Emilia che ha dichiarato che “sono raddoppiati i richiedenti asilo, non sappiamo più dove metterli ed il rischio è che molti non abbiano diritto agli aiuti”.

L’allarme è stato portato subito all’attenzione del Parlamento, dove abbiamo rilanciato le nostre proposte, inclusa quella di assumere migliaia di laureati in discipline giuridiche che possano identificare al più presto chi ha diritto all’asilo e chi no. Gli irregolari identificati dopo questo processo vanno subito rimpatriati, altro che riaprire i CIE che piacciono a ‘Mafia capitale’!

L’ex presidente USA, il premio Nobel per la Pace Barack Obama, tanto osannato dai “democratici” di casa nostra, durante il suo mandato ha espulso 2,5 milioni di irregolari, una media di 300-400mila ogni anno.
Con la proposta di abolizione del reato d’immigrazione clandestina votata dagli iscritti del M5S (reato inutile che ancora non è stato cancellato dal governo Pd-Ncd) miravamo a rendere più snelle le espulsioni, diminuire i costi a carico dei cittadini e facilitare il duro lavoro di magistrati e forze dell’ordine.

Già nel 2008 le forze di Polizia denunciavano l’inefficienza di questa norma propagandistica voluta dalla Lega che nel 2010 ha bloccato l’espulsione dell’89% dei clandestini come ricordavano i sindacati di polizia.
Parliamo della stessa Lega e dello stesso PD che hanno firmato il Regolamento di Dublino III che fa sì che l’Italia si debba accollare tutti i migranti che giungono nel nostro Paese come primo approdo. Regolamento di Dublino che il M5S, per primo, ha proposto di modificare.

Il Movimento 5 Stelle ha le idee molto chiare in tema immigrazione, soluzioni concrete che metterà a punto, in rete, con il voto degli iscritti certificati. Un serio programma sull’immigrazione che coniugerà buonsenso, rispetto ferreo della legalità e diritti umani.

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