Nomine, continua l’occupazione renziana

di Alessio Villarosa e Daniele Pesco

Sotto le feste è andato in scena l’ennesimo blitz del governo che ha proposto la nomina di tre consiglieri di Stato vicini alla maggioranza. Fra costoro c’è anche Carla Ciuffetti, capo dipartimento delle riforme… Continua a leggere Nomine, continua l’occupazione renziana

Torino, nuovo regolamento nomine: giovani, merito e trasparenza

di Chiara Appendino

Con il nuovo Regolamento Nomine della Città di Torino si introducono per la prima volta in Italia delle specifiche che sono in grado di dare davvero una risposta a chi da troppo tempo aspettava un cambiamento in tema di nomine ne… Continua a leggere Torino, nuovo regolamento nomine: giovani, merito e trasparenza

Le indegne nomine del marchese del giglio

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di MoVimento 5 Stelle

Il Governo venga immediatamente a riferire sui criteri e le modalità di conferma e rimozione dei vertici delle partecipate perche queste società statali non sono “cosa vostra”. Infatti le nomine delle più importanti società partecipate dello Stato sono state volute e decise da Renzi in riunioni carbonare con pezzi della maggioranza di centrodestra. Le scelte dei vertici di Enav, Enel, Eni, Leonardo-Finmeccanica, Poste Italiane e Terna non sono state decise dal Mef ma, con il consenso tacito del ventriloquo dell’ex premier, Paolo Gentiloni, sono state ratificate nelle segrete stanze del potere renziano. Il giglio magico ha tentacoli ovunque e, a poco meno di un anno dalla scadenza della legislatura, conferma i suoi uomini al vertice delle maggiori aziende partecipate, in modo da condizionare anche il lavoro del futuro esecutivo che dovrà avere a che fare con gli uomini scelti da Renzi.

Questa cosa è grave perché, a capo di importanti asset strategici per il nostro Paese sono state collocate delle persone che non hanno nessun programma per lo sviluppo delle aziende e che risponderanno agli interessi dell’esecutivo morente, fotocopia del precedente, che li ha designati e che resterà in carica ancora per pochi mesi. Tutto ciò è scandaloso perché i vertici delle aziende strategiche per il Paese, che gesticono migliaia di dipendenti, e che rappresentano il nerbo cruciale dell’economia italiana, rispondono a vergognose logiche spartitorie, senza una pianificazione per il futuro, che viene ipotecato da uomini a servizio del potere, invece di essere a servizio dei cittadini.

Bisognava bloccare le nuove nomine, prorogando le cariche fino all’avvento del nuovo esecutivo, eccezion fatta per i dirigenti coinvolti in inchieste giudiziarie, vedi Mauro Moretti, condannato in primo grado a sette anni per la strage di Viareggio, che avrebbe dovuto essere sostituito dall’esecutivo il giorno dopo la sentenza dei giudici e che è stato mandato via solo in questa nuova tornata di nomine. E comunque non dovrebbero essere presi in considerazione coloro che sono coinvolti, a vario titolo, in inchiste giudiziarie. Se ciò non bastasse è importante dire che i nominati sono tutti amici o vicini al dimissionario segretario del Pd e, per designarli, sono state seguite le tipiche logiche lottizzatorie della Prima Repubblica. Non è stato adottato il criterio del merito o dell’esperienza in un determinato settore, ma solo logiche spartitorie legate al mantenimento del potere e dell’influenza su pacchetti di voti al momento delle elezioni.

Avere delle indagini in corso, quindi, continua ad essere un merito per essere scelto alla guida di un’importante azienda. Ad esempio il banchiere Profumo, che ha in corso due udienze preliminari per la bancarotta dell’azienda Divania e per i bilanci di Mps, per le cui vicende le procure hanno chiesto il processo, è stato designato per guidare Leonardo-Finmeccanica, senza avere nessuna esperienza del comparto. Da più parti si scrive che è stato scelto proprio per fare lo spezzatino di Leonardo da dare in pasto a Francia e Stati Uniti. Claudio De Scalzi, indagato per corruzione internazionale in merito alla questione delle presunte tangenti nigeriane, è stato riconfermato alla guida dell’Eni, coaudiuvato dall’inossidabile Emma Marcegaglia. Per non parlare dell’enorme conflitto d’interessi di Profumo, presidente e socio di Equita, banca d’investimento che opera anche sulle azioni di Leonardo, società che proprio lui andrà a dirigere. Nel cda dell’Enel è stato confermato il signor Alberto Bianchi presidente della Fondazione Open, finanziatore delle campagne elettorali di Renzi, nonché consulente della Consip, ormai nota per le vicende giudiziarie che coinvolgono il ministro Lotti e Tiziano Renzi, guidata Luigi Marroni.

Al posto di Caio, reo di non essere abbastanza renziano, alle Poste andrà Matteo Del Fante, fiorentino e formatosi in JpMorgan. L’elenco dei petali del giglio è così esteso che ci vorrebbero un paio di giorni per parlarne. Insomma per il Pd renziano banche e banchieri, amici e componenti del giglio tragico continuano a farla da padroni nelle aziende di Stato. Il tutto mentre Padoan e Gentiloni ratificano, ossequiosi e genuflessi, la lista del ‘marchese del Giglio’, scritta fuori dalle istituzioni. Noi chiediamo a questo esecutivo, ombra del vero governo di Rignano dove regnano babbi, figli, banchieri e imprenditori, di correre immediatamente in Parlamento a spiegare e chiarire in base a quali criteri e a quali logiche siano state fatte queste nomine e, soprattutto, chi le ha volute e dove sono state decise. Se fossimo in un Paese serio il titolare del Tesoro, Pier Carlo Padoan, che è il primo azionista della maggior parte di queste aziende partecipate, avrebbe respinto l’indegna logica spartitoria propostagli da Matteo Renzi e avrebbe già spiegato alle Camere tutto quanto.

Per il Marchese del giglio e i suoi seguaci ci sono solo poltronissime che tengono strette, fino ad occuparle tutte, fregandosene della produttività e del futuro delle maggiori aziende statali, costruite grazie ai proventi delle tasse degli italiani.

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Le nomine alle partecipate le ha decise Renzi? #PadoanRispondi

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di Gianluca Castaldi e Gianni Girotto

Le liste del MEF per il rinnovo dei consigli di Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane (che verranno nominati dalle assemblee di approvazione dei bilanci 2016) impongono di chiedere conto delle ragioni e delle finalità di queste nomine: più che le conferme, (con tutte le nostre riserve già espresse nel 2014) prevedibili nelle Partecipate, siamo sconcertati dai ricambi proposti, soprattutto perché non giustificati in nessun modo da considerazioni industriali, ma dettate solo da logiche politiche, con sullo sfondo lo scontro in atto tra governo e vertici “esterni” (Renzi) del Pd sulle privatizzazioni e sugli interventi ai conti pubblici richiesti dall’Europa!!!!

Nella Risoluzione approvato 4 giorni fa dalla 10 Commissione Industria, Commercio e Turismo, alla unanimità, sono stato indicati impegni per il Governo che prevedono, tra altre cose:

a) “la riconferma degli amministratori uscenti a un’analisi rigorosa dei risultati, considerando non solo il ritorno per l’azionista ma anche le ricadute dei piani industriali sull’economia, in particolare sull’occupazione e sulla sicurezza sul lavoro, e sull’ambiente, con particolare riferimento agli accordi internazionali e ai programmi europei in materia di clima ed energia”;

b) “impostare la selezione dei candidati, in particolare dei presidenti e degli amministratori delegati, sulla base del merito, attribuendo particolare rilievo all’esperienza in business almeno affini, e assicurare l’equilibrio di genere nel complesso delle diverse funzioni”.

Il pavido Padoan sostiene che “i nominativi che compongono le liste sono stati individuati secondo una procedura di selezione, svolta con il supporto di primarie società di consulenza per la selezione e il reclutamento manageriale sulla base di criteri di professionalità e secondo prassi di uso comune di mercato”.

Allora spieghi a noi, al popolo italiano cosa c’entra un banchiere, anzi il Banchiere per antonomasia Alessandro Profumo ex presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena e amministratore delegato del gruppo Unicredit per tanti anni, con LEONARDO(ex Finmeccanica) azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Forse perché’ ritiene business affini quello delle armi con le banche?

E spieghi cosa c’entri sempre con il business di Leonardo, ad esempio, Luca Bader, dal 2008 al 2014 responsabile del Dipartimento Affari Esteri del Partito Democratico per i rapporti con Nord America ed Europa. C’è bisogno di qualcuno che parli inglese al posto di Renzi?

E come spiega l’arrivo di Matteo Del Fante, fiorentino, alla guida di Poste direttamente dal vertice di Terna, dove era approdato a maggio del 2014 per scelta del governo Renzi?(con un passato in JP Morgan, tanto per cambiare)?

E che bisogno c’era per indicare nel CdA di Poste Italiane un professionista già membro del CdA del Poligrafico e Zecca dello Stato ?

E’ in grado il pavido Padoan di rendere noti
“gli atti volti alla definizione delle liste per i consigli di amministrazione e a esplicitare nei medesimi atti le singole fasi procedimentali svolte, con particolare riferimento all’acquisizione del concerto con altri Ministeri competenti per materia, secondo quanto previsto dalle relative disposizioni di legge o di regolamento ministeriale, e al ruolo eventualmente svolto dall’attuale Presidente del Consiglio dei ministri e dall’ex PdC? E quali sono le fumose ed indistinte “prassi di uso comune di mercato”? Forse quelle di consultare gli ex PdC per farsi imporre i nominativi da designare??E la conferma di De Scalzi?? E quali equilibri di genere nel complesso delle diverse funzioni è stato assicurato rispetto alle nomine fatte nel 2014?Chiederemo a Padoan si venircelo spiegare in Senato!!!!

Le Partecipate non sono la porta girevole che conduce alla sistemazioni degli “amici”
di un ex presidente del Consiglio, e men che meno i “luoghi “ dove compensare le diatribe del PD!!Ci libereremo con le elezioni di questi asservimenti!

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Enel, assurda la proposta di nomina di Mazzei (11-05-2016)

Roma, 11 maggio 2016 – «Il suo nome venne fatto durante l’inchiesta sulla cosiddetta loggia P4, oggi è tra i candidati al Collegio sindacale dell’Enel. Un’assurdità aggravata dal fatto che la candidatura è stata fatta dal Ministero dell’Economia e… Continua a leggere Enel, assurda la proposta di nomina di Mazzei (11-05-2016)