Scafisti, migranti e ong: le rivelazioni shock di una gola profonda

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da Tgcom24

La rivelazione shock a Quotidiano Nazionale di un addetto alla sicurezza, che vuole rimanere anonimo, impiegato su una nave di Save the Children: “I rapporti tra scafisti e molte organizzazioni sono evidenti“. “Ho visto pochi migranti in pericolo di vita, non abbiamo mai salvato qualcuno che stesse morendo in mare: sembrava più una gara a chi arrivava prima“. Ha gli effetti di una bomba l’intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale Qn da un addetto alla sicurezza impiegato su Vos Hestia, una nave di Save the Children, che vuole mantenere l’anonimato. “Una volta abbiamo preso un battello con gente in buone condizioni -racconta. – A dieci minuti dalla costa libica, non in alto mare. Sono evidenti i rapporti tra scafisti e molte organizzazioni. Non importa a nessuno dei migranti, è un business“.

Un problema di coscienza
Forse qualche Ong è animata davvero da spirito umanitario. Ma questo discorso di andare sulle coste libiche non sta né in cielo né in terra. Su migliaia di persone soccorse forse solo il 20-25% era meritevole di aiuto“, prosegue l’anonimo testimone nell’intervista-shock a Qn. “Abbiamo caricato giovani magrebini che erano stati espulsi dall’Italia. Ma dico io, chi abbiamo portato in Italia? Non abbiamo portato i siriani disperati o quelli del Mali che scappano dalla fame. Per me è stato personalmente anche un problema di coscienza“.

Il business in combutta con gli scafisti
Spesso è lo scafista che dà la posizione con il telefono satellitare, – continua l’anonimo – Quando si trova un gommone con decine di persone a bordo sembra quasi che si siano dati appuntamento…“. “Mi sentivo un po’ complice di un’attività vergognosa. Con Save the Children c’erano scontri anche perché non potevo riferire nulla alle autorità di porto o di polizia“. “Sono stato 30 anni in polizia, – prosegue l’uomo, – so come vanno le cose: bisogna sempre seguire la pista dei soldi. Io vorrei capire: il ministero dell’Interno quanti soldi ha dato a Save the Chldren? A bordo mi hanno detto che sono operazioni da mezzo milione al mese, 6 milioni l’anno”. “Dei migranti, alle Ong, non gliene frega un cavolo – sostiene -, è solamente un business del momento“.

La gara a chi arriva prima
Ricordo che avevamo una mediatrice culturale inglese brava, parlava arabo. A un certo punto sbarca e al suo posto arriva un ragazzo italo-eritreo. Guarda caso… due giorni dopo che si fa? Si becca un barcone di eritrei. E fu il team leader di Stc a dare al comandante l’esatta posizione del barcone“. Poi l’accusa alle Ong di fare a gara a chi arriva prima: “Per me aveva un atteggiamento strano Iuventa, troppo piccola. Si capiva che faceva da appoggio. Una volta eravamo in Libia con altre Ong, ma non si vedevano gommoni. Poi un giorno chiama Iuventa e dice ‘abbiamo 400 persone a bordo’. Ma noi in cinque giorni non avevamo visto nessuno! E poi, se carichi tutte quella gente, mi dici dove stanno i battelli che hanno usato? Allora vuol dire che glieli hanno portati gli scafisti“.

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Il flop totale del Pd sull’immigrazione: sei anni di nulla

di Luigi Di Maio

Stamattina i giornali aprono così: “Patto tra ONG e scafisti“. Ieri la Iuventa, una nave di una Ong tedesca, è stata fermata dalla nostra Guardia costiera e condotta nel porto di Lampedusa per accertamenti. La Procura di Trapani ha chiesto il sequestro dell’imbarcazione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo gli inquirenti alcuni componenti dell’equipaggio della nave, avrebbero avuto contatti con trafficanti libici per portare i migranti in Italia: i cosiddetti scafisti per portare i migranti in Italia.

Adesso capite perché l’anno scorso da noi ne sono arrivati 180.000 e in Spagna solo 8000?
Le condotte irregolari di alcune ONG noi le avevamo denunciate quattro mesi fa. A sostegno dell’allarme lanciato dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. E avevamo chiesto di mettere in condizioni le procure siciliane di poter accertare i fatti. Per tutto questo siamo stati accusati e insultati in ogni modo. Ma alla fine avevamo ragione noi. Ora, sia chiaro, io non pretendo alcuna scusa. Non mi interessano le scuse. Ma mi auguro innanzitutto che la politica e tutti coloro che non hanno perso occasione di infangare il nome di un illustre magistrato, si scusino con il procuratore Zuccaro, che per primo ha denunciato i fatti.

Questo è il primo passo per rimettere le cose al loro posto. Ora. In alcune intercettazioni in mano ai magistrati, si ascoltano membri dell’equipaggio della Ong dire: “Non è nostro compito contribuire alle indagini, non daremo foto degli scafisti”. Queste intercettazioni dimostrano una cosa: che sulle operazioni di salvataggio o traghettamento nel Mediterraneo serve un controllo della nostra polizia per combattere concretamente lo sporco lavoro dei trafficanti. E, se necessario, anche uomini della nostra intelligence. Serve una Legge, non un futile codice di condotta. Di questo gioverebbero anche tutte quelle organizzazioni che svolgono correttamente le loro attività umanitarie.

Noi di legge ne abbiamo depositata una mesi fa, a prima firma Alfonso Bonafede che prevede proprio la presenza di polizia giudiziaria a bordo delle navi ong. Il Pd ha i numeri per portarla in aula e farla votare subito. Se serve, riapriamo il Parlamento ad agosto e approviamola. Siamo in emergenza, è una questione di sicurezza nazionale e il parlamento ha il dovere nei confronti dei cittadini che rappresenta, di intervenire immediatamente. Se il Pd vuole presentare un’altra legge uguale alla nostra, come ha fatto con i vitalizi, faccia pure. L’ho già detto, non ci offendiamo, l’importante è iniziare a lavorare per risolvere questa emergenza che ci opprime da anni.

E dobbiamo farlo noi, come Italia. Siamo uno Stato sovrano, non dimentichiamocelo. Tra l’altro in queste ore, leggo di un ridicolo scaricabarile tra l’ex Presidente della Repubblica Napolitano e l’ex Presidente del Consiglio Berlusconi sulle responsabilità dell’intervento militare in Libia. L’unica certezza è che per le loro scelte scellerate a pagare sono stati un’altra volta gli italiani. E qui viene il punto però. Perché da sei anni a questa parte, tutti i governi fabbricati in provetta a guida Pd, sull’emergenza migratoria hanno totalmente fallito.

Questa è la realtà, sei anni di nulla:
– Prima hanno bombardato la Libia, spalancando la rotta del mediterraneo.
– Poi hanno rinnovato il Regolamento di Dublino che impone all’Italia di farsi carico di tutti i migranti che arrivano sulle nostre coste.
– Poi ci hanno assicurato che li avrebbero identificati per ricollocarli per quote negli altri Paesi europei. Non funzionano le identificazioni e gli altri Paesi UE che non accettano i migranti, non vengono sanzionati.
– Non vengono rimpatriati gli irregolari e intanto si favorisce il business sull’immigrazione di cooperative che poi finanziano le campagne elettorali dei partiti di governo.
– Nessuna traccia di un diritto di asilo unico europeo né di un sostegno economico serio all’Italia. Noi impieghiamo questo anno per accoglienza, monitoraggio e tutto ciò che riguarda l’immigrazione, 4,5 miliardi di euro. L’Europa ci mette solo 100 milioni.
– Ma soprattutto in cambio di qualche briciola di flessibilità per finanziare i suoi ottanta euro, Renzi, come ci ha confermato Frontex, ha stretto una intesa con Bruxelles per fare in modo che tutti i migranti dal 2014 in poi approdassero in Italia.

Questo è quanto. In sei anni da parte dei governi Pd il nulla assoluto. Il flop totale. Hanno avuto la Presidenza del semestre europeo inserendo il tema migranti in cima alla agenda politica e non sono riusciti ad ottenere nulla. Pensate che in questi sei anni, sono oltre 700.000 i migranti arrivati in Italia – quasi due volte la città di Bologna – la maggioranza di questi non potrebbe restare in Italia, ma resta nel nostro Paese ad ingrassare il business dei partiti sull’immigrazione.

Malafede, interessi personali e incapacità. Hanno svenduto la nostra sicurezza nazionale per restare incollati alle loro poltrone. Hanno fallito loro e stanno portando al fallimento questo Paese. Il 2018 è vicino. E dei loro disastri sono sicuro ne risponderanno davanti agli italiani.

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Votiamo subito la proposta di legge del MoVimento sulle ONG

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di Luigi Di Maio

Per giorni, settimane, sono stato insultato e accusato di aver sollevato la questione Ong. Uno stimato e stimabile procuratore della Repubblica, qual è il magistrato Zuccaro, è stato messo all’indice da opinionisti e pseudo-tali. Tutto questo come se la Libia non fosse un tema di sicurezza nazionale, come se i flussi migratori nascessero dal nulla, come se i trafficanti di esseri umani fossero cosa di poco conto, ma soprattutto come se difendere i propri confini nazionali debba essere motivo di vergogna. È buon senso, tutto qua.

E non a caso dopo più di un mese il governo ha goffamente tentato di far proprie le nostre proposte, varando un codice che – a loro dire – limiterebbe l’operato delle Ong nel Mediterraneo. Peccato solo che ieri, durante la riunione al Viminale, ben 2 Ong su 3 si siano rifiutate di firmare il protocollo, e questo francamente dispiace. Dispiace, ma restiamo in Paese sovrano e se qualcuno parla di codici, noi preferiamo parlare di leggi: c’è la proposta del MoVimento 5 Stelle a prima firma Bonafede che prevede bordo delle Ong la presenza di unità con compiti di polizia giudiziaria in modo da poter combattere concretamente l’operato dei trafficanti libici. Il Pd ha i numeri per portarla in aula, lo faccia e la voteremo. Se Renzi e i suoi preferiscono invece copiarcela come hanno già fatto con i vitalizi procedano pure, non ci offenderemo. L’importante è porre un argine ai continui flussi migratori verso le nostre coste e, al contempo, impedire che centinaia di persone continuino a morire in mare in questi terribili “viaggi della morte“.

Oggi peraltro il governo informerà anche le commissioni Esteri e Difesa di questa presunta missione navale dopo le voci contraddittorie giunte da Tripoli nelle ultime 48 ore. Da parte nostra, sia chiaro, nessun pregiudizio, ma a guardarci indietro qualche perplessità sulle capacità di pianificazione di Gentiloni e co. sovviene eccome. Del resto, come confermatoci dalla stessa Frontex (l’agenzia Ue che si occupa di monitorare le frontiere terrestri e marittime dell’Unione), è stato Matteo Renzi in persona nel 2014 a svenderci per qualche bonus di 80 euro. Qualche briciola di flessibilità in cambio della nostra sicurezza. E poi questi sarebbero coloro che hanno a cuore il destino del Paese?

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DIRETTA – Migranti e ONG: l’audizione della verità

di MoVimento 5 Stelle Europa

Adesso vogliamo tutta la verità. Ci sono contatti fra le ONG che operano nel Mar Mediterraneo e gli scafisti? Chi le finanzia? Ricevono fondi pubblici? A quanto ammontano? Con quale rappresentante del governo italiano Frontex ha negoziato il piano operativo dell’operazione Triton? Chi ha proposto di fare una eccezione sulla regola del mare che obbliga a portare una nave alla deriva nel “porto più vicino”? Quali sono le modalità di recesso di Triton? Perché l’Unione europea non ha mai riempito il vuoto nelle operazioni di ricerca e salvataggio lasciato dalla fine dell’operazione Mare Nostrum e colmato oggi dalle ONG? Cosa fa la guardia costiera europea che non ha risolto il problema degli sbarchi illegali che mettono in pericolo vite umane e arricchiscono bande criminali?

Alle nostre domande risponderanno oggi al Parlamento europeo Fabrice Leggeri, direttore di Frontex, Capitano Sandro Gallinelli della Guardia costiera italiana, Marco Bertotto, Medici senza frontiere e Judith Sunderland, di Human Rights Watch. Il gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle ha chiesto e ottenuto questa audizione speciale della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento europeo.

Dopo l’audizione il MoVimento 5 Stelle incontrerà al Parlamento europeo Fabrice Leggeri, direttore dell’Agenzia FRONTEX e, a seguire, Marco Bertotto, Head of Advocacy di Medici Senza Frontiere. Parteciperanno Laura Ferrara e Ignazio Corrao, eurodeputati M5S, e Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati. Seguirà una conferenza stampa al Parlamento europeo.

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Immigrati e ONG: se n’è accorto anche il governo! E ora i benpensanti?

di Luigi Di Maio

Le stesse identiche proposte sono razziste se le fa il MoVimento 5 Stelle e diventano buone se a proporle è il governo! E’ quello che è successo in questi mesi con l’emergenza immigrazione, chiaramente strumentalizzata da chi non ha nessuna voglia di risolvere il problema.

I primi a lanciare l’allarme sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo ad opera di alcune Organizzazioni non governative e a proporre soluzioni di buon senso siamo stati noi del Movimento 5 Stelle, tra gli insulti e le critiche del Pd, della stampa mainstream e del governo. Oggi, dopo tre mesi, lo stesso allarme e le stesse proposte le ritroviamo sulla bocca del ministro dell’Interno Minniti e sono quelle che il governo ha portato in Europa.

Buongiorno, Ministro, ben arrivato sulla terra! E buongiorno anche a questo governo, che con tre mesi di ritardo si è accorto che le soluzioni per fermare il traffico di esseri umani e contenere l’emergenza immigrazione esistono. E non sono né di destra, né di sinistra, sono semplicemente buone idee.

Ad aprile, mentre gli altri chiudevano gli occhi e facevano finta di nulla, raccogliemmo le denunce che arrivavano da alcune Procure della Repubblica, tra cui quella di Catania, e da Frontex. Io stesso chiesi chiarezza su quelle Ong, battenti bandiere straniere, accusate di spingersi fino al limite delle acque territoriali libiche per recuperare i migranti e poi portarli nei porti italiani, e su cui grava l’ombra, pesantissima, di contatti diretti con gli scafisti.

Per aver semplicemente chiesto la verità, sono stato violentemente attaccato dalla stampa e dal PD. Ricordo benissimo le accuse di quei giorni: Roberto Saviano mi tacciò di ‘cattivismo’ e di ‘voler cercare voti’, i giornali titolavano ‘Le bufale di Di Maio’, ‘M5S ipocrita’, ‘Accuse vergognose’.

Oltre a denunciare, il M5S propose di non far approdare nei nostri porti le imbarcazioni di ONG non trasparenti, che battono bandiera di paradisi fiscali, che non mostrano i propri bilanci, insomma quelle su cui ci sono ombre anche di possibili finanziamenti da parte degli scafisti.

Oggi rivedere il ruolo delle Ong è diventata una missione del governo. Volete sapere cosa ha detto Minniti in Parlamento qualche giorno fa? “La proposta che abbiamo avanzato è quella di un codice di comportamento delle Ong”. Bene!
Il M5S ha presentato, sempre tra aprile e maggio, una proposta di legge per portare sulle navi delle ONG la polizia giudiziaria, affinchè controlli e accerti la presenza di queste anomalie e comportamenti irregolari. E Minniti cosa ci dice in Aula alla Camera? “La seconda questione è un coordinamento con le attività di polizia giudiziaria nei confronti dei trafficanti di esseri umani”. Benissimo!

Dove sono, adesso, i benpensanti alla Saviano che ci criticarono con tanta violenza? Nulla da dire sulle proposte del governo?

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Tre domande sui migranti #RenziRispondi

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di MoVimento 5 Stelle

Le rivelazioni di Emma Bonino confermate involontariamente anche da altri ministri del PD, sono l’elefante nella stanza. Sono proprio gli accordi indicibili sui migranti, ad opera di Renzi e Alfano, ad aver portato il Paese allo sbando, alla mercé di una situazione ormai incontrollabile.

Il Pd non riesce a gestire questo problema, è un dato di fatto
: dicono una cosa su Facebook e poi la cancellano, dicono che le proposte del MoVimento 5 Stelle sono da razzisti e poi sono riprese pari pari da un loro ministro mentre un altro ancora dice il contrario. A pagare la loro incapacità totale sono gli italiani. Il Paese nelle loro mani è una bici con le ruote sgonfie, come quella montata dall’ex premier in una foto infelice.

L’Italia a questo punto ha il diritto di avere risposte: tali accordi non possono restare “indicibili”. E se chi non ha coraggio non può darselo, ci troviamo costretti a forzargli la mano.

Quindi, Renzi, ora devi rispondere alle seguenti domande:

1) Vogliamo vedere le carte: cosa hai firmato, nero su bianco? Fino a che punto hai svenduto il nostro Paese “per risparmiare” (come sostieni tu) o “per far guadagnare qualcuno” (come invece sospettano tutti)? Se c’è un accordo sottobanco con l’Europa, che ha costretto un Paese già in ginocchio ad ospitare in due anni oltre mezzo milione di migranti, abbiamo il diritto di conoscerne i dettagli.

2) Quanti soldi ha elargito l’Italia alla Turchia
per chiudere la rotta balcanica? Quanto è costato ai contribuenti italiani alzare il “muro” a protezione della Germania, deviando il flusso sulle nostre coste? Quante centinaia di milioni abbiamo tirato fuori per stipulare con l’Europa l’ennesimo affare che conviene a tutti tranne che a noi?

3) Vogliamo sapere che tipo di rapporti ha il PD con i finanziatori delle ONG. Chi sono coloro che mantengono i costosissimi servizi di tali organizzazioni, inclusi navi, aerei ed elicotteri? E questi hanno per caso finanziato anche le campagne elettorali del PD, o associazioni e circoli nazionali vicini al tuo partito?

Renzi oggi perde tempo tuonando a vuoto contro il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio in Costituzione. Quando il MoVimento 5 Stelle sarà al governo non si limiterà a tuonare a vuoto. Non accetteremo misere mancette dall’Europa per conservare i propri muri aprendo i nostri porti, visto che non abbiamo coop da mantenere. E se l’Europa continuerà a lasciarci soli, faremo un congruo taglio del budget europeo, dirottando i miliardi che pretendono sulla gestione dei migranti e sui rimpatri. L’Europa capisce solo il portafoglio, e lì agiremo.

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Se siamo soli provvediamo da noi

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di Luigi Di Maio

Ora basta. Sulla questione migranti, oggi muore definitivamente l’Europa: Francia e Spagna minacciano di chiudere i porti, l’Austria di schierare l’esercito al Brennero. Si alzano le frontiere e l’Europa “premio Nobel per la pace” rivela il suo vero volto: nel momento del bisogno, ognuno per sé.

In Italia, siamo soli.
Siamo soli con milioni di persone che premono ai confini sud, siamo soli a mantenere centinaia di migliaia di persone senza documenti, senza meta e senza lavoro, sul nostro territorio e coi nostri soldi. Oltre 85 mila in soli 6 mesi.
Scopriamo oggi che il confine europeo, che ieri Minniti proclamava come “a sud della Libia”, in realtà si trova saldamente a nord delle Alpi. Renzi, Monti e Gentiloni sono riusciti a farci sbattere fuori dall’Europa, ma in compenso ci mantengono saldamente dentro l’Euro…

Eppure i francesi hanno votato Macron, gli austriaci hanno votato il verde Van Der Bellen: o forse anche i meno sospettati di “populismo”, quando si tratta dell’interesse nazionale, poi non guardano in faccia nessuno? Probabile. Il nostro governo, invece, gli unici che non guarda in faccia sono proprio i cittadini italiani. Non a caso oggi la Farnesina mette su il teatrino del richiamo dell’ambasciatore austriaco. Domani chiameranno quelli di Francia e Spagna? E poi, dopo che ci avranno tutti riso in faccia, a chi si rivolgeranno?

Intanto, ONG e navi militari da tutta Europa continuano a trasportare migranti nei nostri porti. Che continuano a restare aperti, anche alle ONG con bandiere di fantasia che fanno servizio taxi dalla Libia.

Questa emergenza l’avevo denunciata mesi fa e sono stato offeso con accuse di insensibilità e razzismo, dispensate da qualche pseudo-buonista qua e là. Oggi non chiedo le scuse, ma pretendo i fatti:

– va subito rivisto il regolamento di Dublino III, ridistribuendo i migranti per quote negli altri Paesi e sanzionando gli Stati membri che se ne lavano le mani;
– i porti italiani vanno chiusi alle navi delle ONG che non esibiscono bilanci in trasparenza e che quindi non permettono di conoscere i loro finanziatori;
– va inoltre subito inibito l’approdo nei nostri porti a tutte quelle imbarcazioni straniere, impegnate in queste operazioni, che non accetteranno la presenza della Polizia Giudiziaria a bordo, come proposto da una nostra proposta di legge a firma Bonafede.

Se siamo soli, ebbene allora lo siamo fino in fondo. E provvediamo da noi!

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Le ONG umanitarie: George Soros e la crisi europea dei rifugiati

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di Maria Grazia Bruzzone

Nel panorama frastagliato delle Ong umanitarie che abbiamo delineato nei post precedenti, già emergeva il ruolo centrale del controverso magnate, finanziere e ‘filantropo’ americano di origini ungheresi George Soros, e della sterminata rete di Ong che fanno capo alla sua Open Society Foundations – OSF basata a New York, con le sue varie diramazioni che si estendono in 37 paesi.

Attiva dal 1983 come Soros Foundation in Ungheria e presto nell’Europa Centrale e Orientale per ‘aiutare a uscire dal comunismo e diffondere ideee anti-totalitarie e capitaliste’, diventa Open Society nel 1993 ma solo nel 2010 Open Society Foundationsche raggruppa tutte le fondazioni nel frattempo sparse nel mondo, enorme rete a sostegno dei Democratici in patria e di una globalizzazione economica e politica, liberista, ‘imperiale’ e anti-Russa nel mondo – ben oltre la “ Open Society and its Enemies”, il libro di Karl Popper del 1945 dal quale si è ispirato il suo nome.

Negli Usa la vasta rete dell’OSF funziona da supporto al partito Democratico e alla sua politica. Nel resto del mondo, con l’appoggio del Dipartimento di Stato e di organismi bipartisan come NED-National Endowment for Democracy e USAID (braccio pubblico della CIA) ha un ruolo centrale nel supportare la politica estera americana, fino al sostegno di ‘rivoluzioni colorate’ e regime change. Clamoroso il caso dell’Ucraina.

La sua estensione in Europa, l’Open Society Policy Institute di cui abbiamo parlato nel post n.2, programmaticamente si propone di “ influenzare e dare forma alle politiche dell’Unione Europea per assicurare che i valori della società aperta siano al cuore dell’azione dell’UE, sia all’interno che all’esterno dei suoi confini” .
Aperta anche all’immigrazione, centrale negli obiettivi e nelle azioni dell’ OSF e delle sue Ong . Umanitarie, ma fino a un certo punto. Obiettivi umanitari, politici e economici si intrecciano.

SOROS, MIGRANTI E RIFUGIATI.
Tenendo anche conto dell’invecchiamento della popolazione in Occidente, specialmente in Europa, e della bassa natalità, aprire le porte agli immigrati è essenziale per il sistema economico-finanziario e per l’élite che lo governa di cui Soros è uno dei fulcri. Oltre ad essere un modo per alleggerire la pressione in regioni (il M. O., l’Eurasia) e continenti (l’Africa) dove sono in atto interventi e guerre che sono parte integrante della strategia geopolitica americana e occidentale. Anche in funzione di contrasto dell’espansione della Cina e dei paesi BRICS.
Vedremo come questi scopi di fondo si mescolino a interessi diretti delle corporations.

Lo scorso settembre (2016), nel pieno della crisi europea dei rifugiati, mentre Angela Merkel si pentiva pubblicamente di aver accolto l’anno prima un milione di profughi in Germania, sul Wall Street Journal appariva un editoriale a firma George Soros in cui il finanziere annunciava che avrebbe investito $500 milioni per incontrare i bisogni di immigrati e rifugiati, spiegando il perchè del suo gesto. L’America era in piena campagna elettorale, e l’immigrazione era un tema cruciale nella campagna della destra nazionalista e anti-musulmana di Donald Trump.

“Confermando ancora una volta di essere il silente burattinaio dietro alla crisi europea dei rifugiati…” scriveva Zerohedge – forse esagerando – nel raccontare la novità non da poco. E richiamava quanto emerso in proposito un mese prima dai DCLeaks, oggetto di un post precedente dello stesso ZH , molto pesante nell’insinuare la parte giocata dal finanziere nelle crisi degli immigrati.

Soros e la crisi europea.
“La crisi dei rifugiati in Europa è la ‘nuova normalita’ – e dovrebbe essere accettata in quanto tale;
l’OSF ha avuto successo nell’influenzare la politica globale dell’immigrazione;
la crisi europea dei rifugiati presenta ‘nuove opportunità ‘ per l’organizzazione” .
Questi i tre punti chiave, segnalati da Zerohedge, nel memo di 9 pagine del 12 maggio ( Migration Governance and Enforcement Portfolio Revew) scritto da due funzionari dell’OSF e trapelato dai DCleaks, i files piratati e resi pubblici da un gruppo americano (vedi post n.2), in piena campagna elettorale, una vasta parte dei quali sono i Soros Leaks.

Nell’introduzione, gli autori del memo parlano dell’ ‘efficacia degli approcci‘ che hanno adottato ‘per ottenere un cambiamento a livello internazionale’. E in una sezione intitolata Our work, il nostro lavoro, descrivono come abbiano lavorato ‘ con leaders sul campo’, ‘per dar forma alla politica dell’immigrazione e influenzare i processi globali che si ripercuotono sul modo in cui l’immigrazione è governata e sostenuta”.

“Ciò può essere interessante soprattutto per i tedeschi, alla maggioranza dei quali non piacciono le politiche della ‘porta aperta’ della Merkel, specie dopo i recenti attacchi terroristi in Germania”, commenta ZH, alludendo a un influsso diretto della OSF sulla politica della Cancelliera (che nel frattempo stava correggendo il tiro, premuta dalla sua opinione pubblica).

“Dobbiamo sostenere personaggi sul campo che si attivino per cambiare politiche, regole e regolamenti che governano l’immigrazione” si legge nella sezione Our Goals, i nostri obiettivi. E più avanti “ Abbiamo sostenuto iniziative, organizzazioni e reti il cui lavoro si lega direttamente ai nostri scopi nei corridoi” .

In un’altra sezione si cita l’IMI [ International Migration Institute che fa capo all’università di Oxford, UK] che inizialmente aveva identificato alcune organizzazioni capaci di impegnarsi sull’immigrazione a livello globale e internazionale…. E ha avuto un ruolo centrale nello stabilire e suggerire gli obiettivi di due nuovi fondi [del Programma Europeo per l’Integrazione e la Migrazione] sul Sistema Comune Europeo di Asilo (CEAS) e la detenzione degli immigrati.
Ancora più importante, sottolinea ZH, è il fatto che il memo “spiega come la crisi europea dei rifugiati stia aprendo le porte per l’organizzazione di Soros per influenzare ulteriormente la politica globale dell’immigrazione.”

“La crisi dei rifugiati – si legge – sta aprendo nuove opportunità per ‘un coordinamento e una collaborazione’ con donatori abbienti”.

“I governi devono giocare un ruolo di leader nell’affrontare la crisi creando un’infrastruttura fisica e sociale per migranti e rifugiati. Ma è necessario anche incanalare la forza del settore privato”.

Nelle conclusioni, si ribadisce la necessità di accettare l’attuale crisi europea come “nuova normalità’.

…Guardando le risposte dei nostri partner, osserviamo che poca attenzione viene data a una pianificazione a lungo termine o ad approcci fondamentalmente nuovi al patrocinio”. Si mette poi l’accento sul bisogno di respingere la “crescente intolleranza nei confronti dei migranti”. Come?

Per promuovere l’agenda Rifugiati l’organizzazione di Soros ha bisogno di alleati.
Nel post n. 2 abbiamo visto come l’ Open Society European Policy Institute abbia
Predisposto un memo intitolato “Alleati affidabili nel Parlamento Europeo 2014-2109” in cui annota l’importanza di costruire ‘relazioni durature e degne di fiducia’ con europarlamentari ‘credibili nel sostenere il lavoro di Open Society’. Una sorta di mappatura degli europarlamentari attuali già convinti o propensi ad appoggiare i valori della Open Society (è il file centrale dei tre che vengono fuori, qui un nudo elenco dei 226 nomi)

Ce n’è abbastanza per tornare all’editoriale del WSJ, e capirne meglio il senso.

SOROS AL WSJ: perché investo $500 milioni sui migranti (fatelo anche voi, è pure un business).
Soros richiamava la Call for action – la chiamata all’azione del presidente Obama, che aveva chiesto ai privati di giocare un ruolo più incisivo nel venire incontro ai problemi posti dall’immigrazione forzata. Decine di milioni di persone che fuggono dai loro paesi in cerca di una vita migliore altrove, scappano da guerre o regimi oppressivi, o sono indotti da povertà estreme, premetteva il finanziere.

“Come risposta ho deciso di destinare $500 milioni ad investimenti indirizzati ai bisogni di migranti, rifugiati e comunità ospiti. Investirò in startups, società già esistenti, iniziative di impatto sociale e business fondati dagli stessi migranti e rifugiati. Sebbene la mia preoccupazione principale sia aiutare migranti e rifugiati che arrivano in Europa, cercherò buone idee che li aiutino in tutto il mondo”.
Tra gli esempi Soros citava l’emergente tecnologia digitale, promettente nell’offrire soluzioni a problemi che si trovano ad affrontare i profughi, come riuscire a contattare i governi o i servizi legali, finanziari, sanitari. Società d’affari – scriveva – stanno già investendo miliardi di dollari per sviluppare tali servizi per comunità di non-migranti.

Soros citava il denaro che si muove istantaneamente via smartphone, gli autisti che trovano clienti nello stesso modo, e come un dottore in America può avere un paziente in Africa. “Estendere queste innovazioni ai migranti aiuterà a migliorare la qualità della vita a milioni nel mondo”, scriveva.

Eppure il finanziere-filantropo sentiva il bisogno di rassicurare sul fatto che “da lungo tempo campioni della società civile, assicuriamo che il nostro investimento conduca a prodotti e servizi che beneficino davvero i migranti e le comunità ospiti” Non solo.
“Lavoreremo a stretto contatto con organismi come l’ufficio dell’Alto Commissario per i Rifugiati nell’ONU (UNHCR) e l’International Rescue Committee- Comitato Internazionale per il Soccorso per stabilire principi-guida ai nostri investimenti”.

Benemerita OSF? In fondo non solo ‘salva’ i profughi ma li vuole aiutare a destreggiarsi. (Perché non aiutare invece i ‘poveri’ dei paesi europei? si chiede un post italiano di Orizzonte48. Osservazione pertinente che però ci porterebbe troppo lontano).

Al di là delle belle parole, in quel che appare un appello ad altri investitori f suoi pari affinché si uniscano alla sua missione, Soros sembra sottolineare molto chiaramente il ritorno economico della faccenda: migranti e rifugiati saranno e sono già oggi dei consumatori, utenti di servizi che i privati possono fornire, anche sostituendo servizi pubblici inadeguati o sicuramente meno efficienti, magari anche usufruendo di sovvenzioni statali/europee.
L’immigrazione come business insomma, per chi sa coglierlo.
Anche favorendo direttamente l’arrivo di migranti & profughi come sostiene ZH?

TRAFFICI SOSPETTI CON LA LIBIA.

Il dibattito ferve oggi sulle Ong che contribuiscono a salvare i profughi in arrivo in Italia dalla Libia, alimentato dalle destre pregiudizialmente anti-immigrati.

GEFIRA, il sito che per primo ha monitorato tra ottobre e novembre 2016 il traffico di navi di alcune Ong che si spingono fin sotto le coste libiche ( ripreso da Zerohedge con aggiunte ), arrivando a indicare complicità con i trafficanti e con alcune capitanerie italiane; e inducendo Frontex a preoccuparsi, già a dicembre 2016 segnalava il FT (qui e qui, qui già a dicembre 2015), citava alcune Ong ‘sospette’.

Tra queste Médicins Sans Frontères risulta effettivamente fra i partners dell’ Open Society Foundations, come segnalato nel nostro post n. 2. Mentre la maltese MOAS- Migrants Offshore Aid Station fondata dalla coppia Regina e Christopher Catrambone, che secondo ZH avrebbe donato $416.000 dollari alla campagna elettorale di Hillary Clinton, a sua volta avrebbe ricevuto $500.000 da AVAAZ, Ong legata a MoveOn.Org, organizzazione Democratica finanziata direttamente da Soros. I Catrambone hanno negato collusioni con trafficanti e ogni altra scorrettezza.

SERVIZI MINIMI MA UTILI AI PROFUGHI.
Privati e Ong intanto si stanno già dando da fare nel fornire quanto meno servizi minimi ai profughi, a quanto emerge da vari post di GEFIRA.

Proponiamo la traduzione italiana fornita da associazioneeuropalibera. Abbiamo controllato i siti. E tuttavia, vien fuori che l’ “assistenza “di cui si parla non è una novità ma risale al 2015, anno della ‘crisi’ dalla Siria, via Turchia, dove venivano verosimilmante distribuiti i manuali multilingue ricchi di utili consigli di cui si parla. Del 16 settembre 2015 è del resto lo scoop di SkyNews a ‘scoperto’ i manuali. Che poi c’entri Soros è da dimostrare, SkyNews non ne parla. Se pure non riferite direttamente alla Libia, appaiono notizie interessanti.

Il corrispondente di SkyNews Jonathan Samuels e il suo team hanno scoperto un manuale cartaceo, stampato in arabo , sulla riva dell’isola di Lesbo, che fornisce ai migranti informazioni dettagliate sui percorsi, numeri di telefono importanti, le organizzazioni non governative che aiutano i migranti e sui loro diritti in paesi di destinazione. WatchTheMed (watchthemed.net e alarmphone.org) e w2eu (w2eu.info e w2eu.net) sono tra le organizzazioni elencate in questa guida approssimativa.

Il sito w2eu.info, in un post dal tiolo “informazione indipendente per rifugiati e migranti che arrivano in Europa” , ci racconta che intende sostenere gli sforzi dei migranti perché “la libertà di movimento è un diritto di tutti”. I suoi attivisti, che si trovano in differenti paesi UE, affermano che prestano il loro lavoro gratuitamente. Il sito fornisce informazioni su argomenti quali: i Contatti, una Panoramica, la Sicurezza in mare, il trattato Dublino III in materia di Asilo, Genere, Minori, Regolarizzazione, Detenzione, Deportazione, Soggiorno, Famiglia, Assistenza medica, e Lavoro relativi a tutti i paesi dell’UE.

Per esempio, sotto il titolo di Sicurezza in mare, il migrante – al quale viene fornito un numero di emergenza satellitare operativo h 24 – viene informato che può chiamare WatchTheMed, che a sua volta informerà dell’avaria o del naufragio la Guardia Costiera, coordinerà l’operazione di salvataggio delle imbarcazioni in pericolo; diffonderà tra i media la notizia ed eserciterà una pressione (morale) sulle autorità centrali o locali perché agiscano.

Sotto il titolo Genere i migranti vengono ragguagliati sui loro diritti; per esempio in Danimarca, dove, se dicono di essere perseguitati, discriminati, degradati o altrimenti trattati in modo disumano a causa del loro sesso o dell’orientamento sessuale, non saranno deportati . Alla voce Deportazione si indica al migrante come evitare di essere deportato o come rendere inefficace una tale decisione. Alla voce della Famiglia, per quanto riguarda l’Austria, si spiega come opera il diritto al ricongiungimento familiare. E così via.

Lo stesso sito fornisce volantini, istruzioni e “biglietti da visita” da stampare in lingue come l’inglese, il francese, l’arabo, il farsi il pashtu, tigrino (Etiopia ed Eritrea) e il somali. Il biglietto da visita di WatchTheMed illustra l’allarme via telefono su un lato e una breve guida su due casi: Pericolo in mare e Pericolo di respingimento.

L’opuscolo intitolato “I rischi, i diritti e la sicurezza in mare” (ci sono versioni per il Mediterraneo Occidentale, Centrale e per il Mare Egeo) fornisce istruzioni su come prepararsi per il viaggio in barca attraverso il mare. Al migrante è detto di assicurarsi che la barca sia in condizioni di navigare; che abbia abbastanza cibo, acqua e vestiario; che sia equipaggiata di GPS e di telefono cellulare con le batterie completamente cariche, con abbonamento pagato per le chiamate all’estero; gli si consiglia di informare i suoi parenti e amici nel paese di destinazione, nonché nel suo paese d’origine del luogo e dell’ora di partenza e di arrivo, in modo da sapere quando informare i servizi nel caso in cui l’arrivo stia ritardando; di avere a bordo segnali di allarme per attirare l’attenzione delle navi di passaggio, in quanto ogni capitano ha l’obbligo di salvare la gente di mare, quali che siano le loro nazionalità o status giuridico.

Ancora, lo si istruisce su come comportarsi durante le operazioni di soccorso e, una volta sul suolo europeo, come rivendicare il diritto di asilo ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951. Ai migranti viene detto, senza mezzi termini, che cosa devono dichiarare per ottenere l’asilo, che viene concesso in caso di procedimenti giudiziari per razza, religione, nazionalità, appartenenza a un gruppo sociale o politico. Il migrante è inoltre incoraggiato a segnalare qualsiasi violazione dei suoi diritti.

L’opuscolo intitolato “Benvenuti in Grecia” dell’ottobre 2015, spiega che, anche se ai sensi del regolamento di Dublino, il migrante deve poter chiedere asilo nel primo paese in cui arriva, i paesi dell’UE non hanno ancora rinunciato a questa convenzione; viene suggerito senz’altro di procedere con il viaggio verso l’interno dell’Europa. Lo si informa, inoltre che ai migranti economici, non sarà concesso l’asilo; ancora una volta un chiaro accenno a cosa dire per essere accettato. Si fornisce anche il calendario per i traghetti e le navi complete dei prezzi del biglietto. E ci sono informazioni sulla geografia di Atene, gli indirizzi di organizzazioni umanitarie e pure un breve elenco di frasi utili in greco.
Anche in questo caso, che c’entri Soros resta da dimostrare, sebbene lo zampino di qualche Ong ‘amica’ sarebbe coerente con la sua agend.

E vero invece che nel 2015 l’ondata di profughi dal Medio Oriente via Turchia fu immane, provocando reazioni di rigetto in vari stati. La Germania ne accolse subito un milione, fino allo stop grazie all’accordo di Merkel con Erdogan che frutta tuttora alla Turchia €6 miliardi in tre anni. Versati dall’UE, non dalla Germania.

La Libia tenta di emulare da Turchia? C’è chi lo sospetta.

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La Guardia costiera libica dà ragione a Zuccaro: ”Ong responsabili dell’aumento del flusso migratorio”

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da HuffPost

Le organizzazioni non governative fanno credere ai migranti in Libia che verranno comunque soccorsi e questo li spinge a imbarcarsi aggravando la crisi. E le navi delle ong hanno più volte violato le acque territoriali libiche senza avvertire le autorità competenti. Sono le accuse alle ong formulate dal capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale, Rida Aysa, che nel corso di un’intervista esclusiva ad Aki-Adnkronos International parla di “centinaia di migliaia di migranti clandestini” pronti a imbarcarsi per l’Europa, anche se “non esistono cifre precise. La maggior parte di questi migranti proviene dai Paesi dell’Africa orientale e occidentale, come Eritrea e Somalia”.

Scrive Aki-Adnkronos International:

Aysa esprime “irritazione” nei confronti di queste ong affermando che “le organizzazioni presenti nel Mar Mediterraneo con la missione di salvare i migranti hanno dato loro ad intendere che saranno inevitabilmente soccorsi e questo ha aggravato la crisi, aumentando il numero di migranti”. Il funzionario libico spiega quindi che “abbiamo comunicato tutto questo sia all’Ue sia ai comandanti dell’Operazione Sophia, che hanno manifestato irritazione verso queste organizzazioni, ma finora non hanno preso alcuna misura al riguardo”.

Il militare aggiunge che “la Guardia Costiera libica ha fermato alcuni gommoni all’interno delle acque territoriali libiche, per poi imbattersi in alcune organizzazioni umanitarie che si sono lamentate del fatto che quei gommoni appartenevano a loro, benché non l’avessero comunicato alla Guardia Costiera, violando così le acque territoriali libiche”.

Aysa ricorda l’episodio di un “gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) che poi si è rivelato di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ‘Sea Watch'”, oppure del caso di “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – prosegue Aysa – è emerso che apparteneva a ‘Medici senza Frontiere'”.

Quanto alle accuse rivolte alla Guardia Costiera libica di aver attaccato le navi delle ong, Aysa risponde che “tali imbarcazioni entrano in acque territoriali libiche senza avvisare la Guardia Costiera, che è l’organo preposto ad autorizzare questo e di conseguenza è logico rispondere per proteggere le nostre acque e le nostre coste”.

“Quando le navi delle organizzazioni si fermano a 12 miglia dalla costa libica, in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente”, conclude Aysa.

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Che ci faceva Gentiloni con Soros? #TrasparenzaSuSoros

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di Beppe Grillo

George Soros, miliardario grazie alle speculazioni finanziarie sulla pelle dei cittadini come quella del ’92 contro l’Italia che causò una perdita del 30% del valore della lira e una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari, ieri è stato accolto con tutti gli onori dal presidente del consiglio Gentiloni. In barba alla trasparenza, doverosa nel suo ruolo di istituzione, il premier ha tenuto l’incontro nascosto: Palazzo Chigi non ha rilasciato alcun comunicato nè prima nè dopo l’incontro e la vicenda è diventata di dominio pubblico grazie a un’agenzia di stampa. In che veste Gentiloni ha incontrato Soros e in che veste Soros è stato ricevuto da Gentiloni? Se lo ha fatto da premier perchè lo ha tenuto nascosto? Sono amiconi e si sono visti solo per un tè? Difficile da credere e da accettare che il presidente del Consiglio si dedichi a momenti di svago mentre attorno a lui c’è un Paese a pezzi.

Presidente Gentiloni, di cosa avete parlato con Soros? Il miliardario l’ha avvisata che è in vista un’altra speculazione? Vuole comprare a prezzi ridicoli qualche gioiello italiano che ancora non è passato in mani straniere? Si è lamentato per l’inchiesta del procuratore Zuccaro sulle ONG che agirebbero come taxi del Mediterraneo e che sono finanziate con milioni di dollari ogni anno da Soros stesso? Le ha chiesto di intervenire per bloccare l’inchiesta? E lei invece: le ha chiesto conto dei danni arrecati all’Italia 25 anni fa? Le ha chiesto conto dell’attività delle ONG da lui finanziate nel Mediterraneo?

Presidente Paolo Gentiloni Silveri, nobile di Filottrano, di Cingoli e di Macerata, lei deve rendere conto al popolo delle sue azioni. Può scendere dal piedistallo e raccontarci tutta la verità sul suo incontro con Soros? #TrasparenzaSuSoros!

Ps: Zuccaro non si tocca.

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