Il ministro della Giustizia Orlando complice degli impresentabili in Sicilia

di Giulia Sarti e dei portavoce Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia

Avevamo lanciato l’allarme qualche settimana fa, ora purtroppo è ufficiale: la commissione Antimafia non diffonderà la lista degli impresentabili prima delle elezioni region… Continua a leggere Il ministro della Giustizia Orlando complice degli impresentabili in Sicilia

No al decreto salva-corrotti

di Alfonso Bonafede

Diciamolo chiaramente: un ministro della giustizia, certe cose non dovrebbe nemmeno pensarle. Circa dieci giorni fa è stato smascherato il tentativo del Ministro della Giustizia Orlando di emettere un decreto che può essere definito “salva-corrotti” .

Il decreto del governo Gentiloni cancellerebbe le intercettazioni dagli atti dei magistrati che, secondo la geniale idea del Ministro, non potranno più riportare i virgolettati: i magistrati dovranno fare la sintesi dell’intercettazione. Insomma, una norma che in un colpo solo rende gravoso e impossibile il lavoro dei magistrati, lede i diritti dell’imputato e imbavaglia la stampa.

Inoltre, il Trojan, lo strumento che serve per intercettare le persone tramite il loro cellulare (che diventa un registratore mobile), non potrebbe essere più utilizzato dai magistrati per i reati di corruzione. Sei un politico corrotto e vuoi incontrare qualche imprenditore intenzionato a pagarti una mazzetta? Hai paura che la magistratura ti intercetti trasformando il tuo cellulare in un registratore? Non ti preoccupare. Con la bozza di decreto di Orlando, la registrazione tramite Trojan verrebbe vietata per legge. Insomma, una vera e propria “istigazione a delinquere di stampo legislativo”.

Per non parlare del fatto, naturalmente del tutto casuale, che un decreto del genere cancellerebbe l’inchiesta Consip.

Se invece sei un cittadino onesto e con il tuo cellulare vuoi riprendere o registrare un politico che sta assumendo un comportamento scorretto che potrebbe configurare reato, allora se lo diffondi rischi 4 anni di carcere.

In questi giorni, mentre tutti gli addetti ai lavori stanno (ovviamente) bocciando la bozza di decreto, Orlando sta andando avanti con mezze smentite e timidi cenni di retromarcia. Da parte di Gentiloni nemmeno una parola. Renzi fa finta di nulla. Sono tutti compatti quando si parla di leggi “salva-corrotti”. I cittadini onesti di questo paese meritano rispetto: Orlando si rassegni e dichiari immediatamente che la bozza di decreto verrà interamente cancellata.

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L’Orlando impappinato sugli sbarchi

di MoVimento 5 Stelle

Mentre tutta Italia commenta sbalordita le parole di Emma Bonino, che in un’intervista ha rivelato come sia stato il governo italiano nel 2014 a chiedere all’Europa di gestire “noi” tutto il traffico di migranti nel Mediterraneo, chi è direttamente coinvolto brilla per il suo silenzio. Sarà forse un silenzio-assenso, quello dell’ex premier Renzi e dell’ex ministro dell’Interno Alfano, chiamati direttamente in causa dalle rivelazioni nonché dal Parlamento stesso per voce di Roberta Lombardi?

Non sanno che dire perché le cose stanno davvero così. Lo si è capito ascoltando ieri sera l’attuale ministro della Giustizia Orlando: interrogato in proposito, si è impappinato e non ha spiegato nulla. La Bonino ha detto il vero: il governo Renzi ha chiesto che fosse l’Italia a ricevere per intero, e da sola, tali migrazioni spesso descritte come “epocali”.

Non solo: Orlando ha anche aggiunto che fino a qualche tempo fa i migranti si limitavano a passare per l’Italia dirigendosi in altri Paesi, ma che ora “questo sistema è saltato, per una serie di ragioni”. Quali? Sta dicendo che non solo dobbiamo incaricarci di tutti gli sbarchi, le identificazioni, le richieste di asilo ed il mantenimento, ma dovremo ora tenere qui tutti, incluso chi non vuole starci (e sono la maggioranza)?

Il motivo di questa follia firmata a nostra insaputa e a spese di un Paese già in ginocchio per la crisi, lo sanno solo Renzi, Alfano e i loro accoliti al corrente dell’affarone servito all’Europa. La colpa è solo ed unicamente loro e devono prendersene la responsabilità. Perché l’hanno fatto, ci chiediamo di nuovo? Solo per foraggiare quel mondo di mezzo in cui il PD sguazza? O anche per vantaggi sui conti pubblici? E soprattutto: ora come ne usciamo? Non certo facendoci elargire 4 spicci, e tornandocene a casa da Tallin con le pive nel sacco e i porti aperti.

Siamo lo zimbello dell’Europa, che ci ha chiuso i confini in faccia, e per giunta in violazione di Dublino grazie ai masochistici accordi firmati da governi Pd che pensano ai loro interessi e non a quelli dei cittadini.

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A Palermo cambiamo tutto, nonostante i partiti

di Ugo Forello, candidato sindaco M5s Palermo

Stanno facendo di tutto a #Palermo per impedire che il MoVimento 5 Stelle, l’11 giugno, sia ad amministrare questa città, ma non ci riusciranno. Ci ritroviamo con i vecchi partiti che si stanno coalizzando con un unico, ultimo ed estremo tentativo di opporsi all’avanzata di quello che è un movimento dei cittadini.

Leoluca Orlando, il sindaco uscente che dal 1986 praticamente amministra questa città, ha fatto un accordo con tutti i partiti che vanno dal centrodestra al centrosinistra, anzi alla sinistra estrema, raccogliendo personaggi come Alfano, Vizzini, Cardinale, per passare a Renzi e finire, appunto, alla Sinistra Comune.
E’ una accozzaglia di personaggi che nulla hanno a che vedere l’uno con l’altro, ma che stanno insieme solo per raccogliere più voti.

E dall’altra parte abbiamo un altro personaggio, Fabrizio Ferrandelli, che si è candidato cinque anni fa con il PD proprio come sindaco di Palermo, e oggi si presenta con il centrodestra, appoggiato addirittura da Totò Cuffaro, quello che è stato l’ex presidente della Regione Siciliana sulle cui spalle pesa una condanna definitiva per favoreggiamento a Cosa Nostra, che vede proprio in Ferrandelli il suo pupillo. Ferrandelli, soggetto oggi indagato per voto di scambio politico-mafioso e che ha ricevuto l’apprezzamento e l’appoggio anche di Gianfranco Micciché e di Saverio Romano.
Vecchi partiti pronti a coalizzarsi per evitare che il Movimento 5 Stelle possa amministrare la nostra città.

Non riusciranno nel loro intento, perché i cittadini palermitani hanno compreso qual è il gioco della vecchia politica, cioè quello di trattenere il potere per sé.
I cittadini palermitani vogliono contribuire ad un cambiamento, un cambiamento che il M5S propone ed è fatto di idee, di progetti, di contenuti. Riusciremo a vincere questa battaglia, lo faremo insieme ai cittadini palermitani.
E allora, #RiprendiamociPalermo e facciamolo insieme!

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Per sconfiggere la povertà #VotateRedditoDiCittadinanzaM5S

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di MoVimento 5 Stelle

Da qualche giorno i partiti si sono accorti che il Paese sta sprofondando nella povertà. Erano troppo impegnati a viaggiare con l’aereo blu, a accumularsi la pensione d’oro e a regalare miliardi di euro alle banche. Ora si sono svegliati. Buongiorno! Rispetto a dieci anni fa gli italiani in condizioni di povertà assoluta sono raddoppiati e il trend è in crescita. I governi che si sono succeduti non hanno mosso un dito per porre fine a questa piaga, anzi hanno portato avanti politiche che hanno impoverito ulteriormente con tagli al sociale, aumenti di tasse e livellamento al ribasso delle pensioni. Adesso tutti tirano fuori la loro proposta che scimmiotta il Reddito di Cittadinanza proposto dal MoVimento 5 Stelle come primo punto del programma politico presentato agli italiani nel 2013. Renzi e Berlusconi farneticano e parlano di “lavoro di cittadinanza“: non si sa cosa sia, quanto costi, a chi sarebbe destinato e come si farebbe a creare 9 milioni di posti di lavoro per i poveri italiani. Il Senato ha approvato una legge delega bluff sul “reddito di inclusione” che stanzierà (forse) risorse sufficienti solo a prendere in giro chi muore di fame. Oggi è il turno di Orlando, ministro della Giustizia senza aver neppure la laurea in giurisprudenza nonchè cocco di Napolitano, a sparare la sua: propone il “reddito di connessione” senza dire nulla sulle coperture nè dove prenderebbe i soldi, nè in cosa consiste e chi ne avrebbe diritto. Orlando si connetta alla realtà.
La povertà è un’emergenza che non si risolve con le chiacchiere in tv. Deve essere fatta una legge al più presto. L’unica proposta seria che è depositata in Parlamento ormai da quattro anni è quella del MoVimento 5 Stelle. La nostra proposta di Reddito di cittadinanza prevede:
– di garantire a tutti gli italiani un reddito di 780 euro, che è la soglia di povertà: beneficerebbe del Reddito di Cittadinanza chiunque percepisca un reddito inferiore ricevendo un contributo pari alla differenza tra il reddito percepito e questa soglia. Guadagni 400 euro? Con il Reddito di Cittadinanza del MoVimento 5 Stelle ricevi 380 euro che ti consentono di uscire dalla povertà. Guadagni 0? Ne ricevi 780. Hai una pensione di 500 euro? Ne ricevi 280. I nuclei familiari percepiranno di più, per esempio una coppia con 2 figli avrà diritto a percepire un minimo di 1.482 ed un massimo di 1.950 euro. Qui trovi tutti gli esempi e gli scaglioni.
– di garantire alle persone che percepiscono il Reddito di Cittadinanza di trovare un lavoro utilizzando i centri per l’impiego e facendo corsi di formazione
– di usufruire per due anni del Reddito di Cittadinanza durante i quali devi dimostrare di essere attivamente impegnato nella ricerca di lavoro. Qualora rifiutassi due proposte di lavoro il Reddito di Cittadinanza verrebbe revocato
Reddito subito e aiuto nella ricerca del lavoro. Questa è la ricetta del MoVimento 5 Stelle. La legge con le coperture è depositata in Senato, pronta per essere discussa. Smettetela di farneticare e prendere in giro i poveri italiani e votatela subito.

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La giustizia non interessa alla politica e ai partiti

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di MoVimento 5 Stelle

La giustizia non interessa alla politica e ai partiti. Dopo le accuse lanciate al Governo dall’ANM, dopo quelle dei Giudici della Cassazione (che hanno confermato la necessità di riformare la prescrizione, di prevenire e reprimere la corruzione e di spezzare il legame e le infiltrazioni tra politica e malaffare), dopo quelle del presidente della Corte d’appello di Napoli che ha denunciato la mancata esecuzione di migliaia di sentenze nel solo distretto partenopeo, a causa della carenza di mezzi e personale (ricordiamo che ad oggi, nonostante gli impegni del Ministro e le denunce del M5S, permangono 50 mila sentenze ineseguite, 12 mila persone condannate ed a piede libero, nonostante siano stati i destinatari di un provvedimento irrevocabile di condanna), sono giunte anche le accuse del Procuratore Generale di Milano che parla di una giustizia ormai al collasso e di gravi infiltrazioni della criminalità negli appalti pubblici di Expo.

Il Governo Renzi ed il Ministro Orlando hanno fallito.
Questa è la verità. Nel nostro Paese servono riforme urgenti in tema di giustizia. Serve un ampliamento e un potenziamento degli organici. Servono norme più efficaci e più severe per la corruzione. Gli appalti pubblici devono essere rigorosamente controllati e le procedure trasparenti- Occorrono sanzioni penali e pecuniarie per i responsabili. Serve la certezza della pena. Nessun provvedimento in tal senso è stato approvato. Neanche uno. E’ evidente allora come ai partiti non interessa nè prevenire e reprimere i fenomeni illeciti che stanno erodendo le risorse pubbliche, nè mettere a disposizione dell’autorità giudiziaria gli strumenti necessari per garantire principi costituzionali e affermare l’autorità dello Stato.

Il M5S sin dal 2013 ha presentato in parlamento un pacchetto di misure come il DASPO (cioè l’interdizione perpetua da ricoprire incarichi pubblici o di contrattare con al PA) per politici, funzionari pubblici e imprenditori corrotti, come l’agente provocatore o infiltrato per i reati di corruzione contro la PA, come la riforma della prescrizione, come il whistleblowing, come la riforma del 416 ter sul voto di scambio politico – mafioso, come il sequestro e la confisca dei beni per i responsabili di mazzette, come il potenziamento dell’auto-riciclaggio e come il Codice Etico di comportamento per tutti gli eletti o candidati.

Tutte misure che vanno nella direzione di prevenire e reprimere le condotte illecite e di ripulire gli organi pubblici, a tutti i livelli, da coloro che tentano di infiltrare lo Stato per perseguire interessi privati illeciti. Manca però una cosa: il M5S al Governo!

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Giustizia: il ministro Orlando e la riforma fantasma

Insufficienti, se non fallimentari, figlie dirette ed evidenti del Patto del Nazareno, che mina alla base qualsiasi intento autenticamente riformatore. Sono queste le politiche del governo in materia di giustizia: assolutamente insoddisfacenti. È la risposta dei parlamentari del Movimento… Continua a leggere Giustizia: il ministro Orlando e la riforma fantasma