L’azzardo ‘legale’ lavatrice delle mafie

di Paola Taverna

Roma ha un problema da 5,4 miliardi di euro che nessuno aveva mai affrontato prima di noi. Dietro la piaga dell’azzardo non ci sono solo cifre spaventose ma anche storie di vittime di usura, mafie, dipendenza, famiglie e attività ec… Continua a leggere L’azzardo ‘legale’ lavatrice delle mafie

Il Reddito di Cittadinanza è un diritto: il 20 maggio tutti a Perugia

di Paola Taverna

Nessuno deve rimanere indietro non è uno slogan. In Italia 11 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi. Non lo possono più fare. L’Italia e la Grecia sono gli unici paesi in Europa a non avere il reddito di cittadinanza. Il 20 maggio faremo una marcia, la Perugia/Assisi per ricordare a questo governo che il reddito di cittadinanza è un obbligo, non è un favore. Vi aspettiamo. Venite anche voi.

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Tutti a Torino! #IoDicoNo

di Paola Taverna

Domani, venerdì 2 dicembre alle 17 piazza San Carlo a Torino: è la fine del treno tour per dire no alla riforma costituzionale. Abbiamo fatto 47 tappe, abbiamo girato l’Italia in lungo e in largo, veramente vi abbiamo incontrati, siamo stati nelle piazze, e questi sono i giorni finali e sono i più importanti. Io vi chiedo un favore: in piazza non venite solo voi che siete convinti del NO e che già sapete che questa sarà la vostra risposta alla riforma costituzionale, portate un indeciso, lasciate che le persone si informino, permetteteci di dire perché bisogna votare NO a questa riforma costituzionale. Io ci credo, vi aspetto, ve lo ricordo: ore 17:00 piazza San Carlo a Torino il 2 dicembre. Manca pochissimo ed è una battaglia troppo importante per non essere informati.

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26 novembre, ore 13.30 a Roma per difendere l’Italia #IoDicoNo

di Paola Taverna

Questo alle mie spalle è il Senato della Repubblica, della Repubblica Italiana, vedete lassù la bandiera? Questa è ancora la casa dei cittadini, perché chi c’è dentro lo avete eletto voi. Questo potrebbe non accadere più se dovesse passare questa riforma. Quindi vi chiediamo di cominciare a prendervi i vostri doveri, e il vostro dovere è quello di proteggere quei 10 metri quadri di questo Paese che vi appartengono. E’ per questo che vi aspettiamo il 26 novembre alle 13,30 a San Paolo Fuori le Mura, con un braccialino, con una piccola bandiera della Repubblica italiana. Perché ognuno di voi si deve sentire sindaco di questo Paese. Vi aspettiamo per una passeggiata pacifica che faccia ricordare a tutti quanto teniamo alla nostra Costituzione e al Paese Italia.

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Il governo fa sparire la legge M5s sugli screening neonatali

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di Paola Taverna

Dopo che i LEA (Livelli essenziali di assistenza) sono stati 16 anni fermi al palo e dopo mesi di annunci, pare che l’aggiornamento arriverà a breve. Fin qui una buona notizia che tutti aspettavamo da tempo. Ma dietro l’angolo si nasconde il rischio dell’ennesimo pacco: nel decreto ministeriale che il governo ha presentato per l’aggiornamento dei Lea incredibilmente non c’è traccia della legge del M5S approvata ad agosto scorso sugli screening neonatali allargati (L.167/2016), e che aspettava proprio questo decreto per essere definitivamente operativa e restituire una speranza a bimbi e famiglie meno fortunati.

Ma non finisce qui, perché non solo il decreto non contiene alcun riferimento alla legge del m5s, ma sembrano scomparsi anche parte dei fondi che la legge stessa stanziava. La norma approvata infatti prevedeva un ulteriore stanziamento per gli screening di 15,7 mln e invece nel decreto ci sono solo 15mln. Che fine hanno fatto questo soldi? Dove vanno a finire?

Con la nostra legge gli screening neonatali allargati diventano obbligatori e gratuiti su tutto il territorio nazionale, senza più nessuna differenza tra una Regione e l’altra. Stiamo parlando di esami semplicissimi ma preziosi per salvare la vita di un bambino: se effettuati entro le 48 ore di vita del neonato possono individuare fino a 40 malattie metaboliche rare, che se prese in tempo possono essere curate e risparmiare al bimbo, e alla sua famiglia, una vita di malattia e sofferenza e addirittura la morte.

Perché la norma sia operativa serve che il Ministero della Salute aggiorni i Lea, come si sta avviando a fare, ma inserendovi anche gli screening neonatali tra gli esami garantiti dal Servizio sanitario nazionale. Se così non fosse, la legge non potrebbe di fatto essere applicata, e così facendo si lascerebbe immutata la situazione di caos e disuguaglianza che regna su tutto il territorio nazionale, con Regioni virtuose come la Toscana che già eseguono gli screening ‘allargati’ (su oltre 40 malattie) e altre in cui non sono nemmeno previsti. La salute è un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione e non può essere una roulette russa, per cui ti salvi solo se nasci nel posto giusto!

Questa assurda vicenda è la prova che quando la Lorenzin ci viene a dire che la schiforma di Renzi azzererà le differenze tra Regioni in tema di sanità, ci sta raccontando balle: per una sanità più giusta e più equa, serve un governo che voglia davvero garantire equità e giustizia ai cittadini e tutelare il diritto alla salute di tutti, e non solo di chi ha il portafoglio gonfio.

Il Ministro della Salute non si azzardi a scherzare sulla salute degli italiani:
vogliamo sapere che fine ha fatto la legge del M5S sugli screening neonatali e sperare che si tratti solo di una svista a cui il governo rimedi il prima possibile, altrimenti la Lorenzin sarà responsabile di aver affossato una legge votata all’unanimità dal Parlamento affinchè non ci fossero più bimbi di serie A e bimbi di serie B. La legge c’è, non lasceremo che questo governo la affossi.

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Votiamo tutti per realizzare il sogno di un Paese a 5 Stelle

di Paola Taverna

In Italia c’è un MoVimento che ascolta la voce dei cittadini. Che quella voce l’ha portata in Parlamento e nelle istituzioni. Un MoVimento che le proprie regole interne le fa scegliere ai propri attivisti. Questo è il MoVimento 5 Stelle. E i protagonisti di questa esperienza di democrazia diretta e di partecipazione – che non ha eguali in Italia – siete proprio voi. In questo momento, ora più che mai, il vostro voto sul nuovo statuto e sul nuovo regolamento è prezioso. Serve al MoVimento per crescere, per evolversi, per fare ancora di più e ancora meglio. Votiamo (puoi farlo qui) e contribuiamo tutti insieme a realizzare il sogno di un Paese a 5 Stelle.

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Il futuro del MoVimento 5 Stelle

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di Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle continua a crescere ogni giorno che passa e insieme ad esso anche la sua struttura di coordinamento.
Dal novembre del 2014 Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia operano come riferimento più ampio del M5S sul territorio e in Parlamento e si confrontano regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del MoVimento 5 Stelle.
Dal luglio 2015 Manlio Di Stefano, Nunzia Catalfo, Davide Bono, David Borrelli, Alfonso Bonafede, Paola Taverna, Max Bugani, Marco Piazza, Nicola Morra e Danilo Toninelli operano come responsabili delle funzioni di Rousseau, il sistema operativo del MoVimento 5 Stelle.
Da maggio 2016 David Borrelli e Massimo Bugani fanno parte, assieme a Davide Casaleggio, dell’Associazione Rousseau, fondata da Gianroberto per implementare lo sviluppo degli strumenti di democrazia digitale e aiutare il MoVimento 5 Stelle a crescere ancora.
In futuro continueremo ad evolvere, ad allargare di conseguenza la struttura di coordinamento e a potenziare gli strumenti di democrazia diretta a disposizione degli iscritti per le decisioni dirimenti all’interno del MoVimento 5 Stelle.

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Avanti per Roma

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di Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli

Come portavoce e attivisti del MoVimento 5 stelle abbiamo accettato con senso di responsabilità ed entusiasmo il compito di supportare Virginia Raggi per coadiuvarla nelle scelte giuridicamente più complesse e delicate che il sindaco di una città come Roma si trova ad affrontare nei primi mesi del suo mandato. Sono stati mesi intensi e difficili: mesi nei quali il nostro apporto è stato di primaria importanza, in particolare, per l’individuazione della Giunta e per avviare la complessa macchina amministrativa. Mesi in cui non sono mancati neanche i dibattiti interni e le divergenze di opinione – come è giusto che sia in un movimento che ha fatto dell’orizzontalità e della democrazia diretta i suoi obiettivi e valori – ma sempre animate da uno spirito franco e costruttivo: non abbiamo mai omesso di esprimere con zelo e meticolosità il nostro punto di vista.Oggi quella macchina amministrativa è partita, le premesse e le condizioni iniziali sono venute meno ed è quindi giusto che ora proceda spedita esclusivamente sulle sue gambe.
Noi, proprio con lo stesso senso di responsabilità di allora, continueremo a fornire all’amministrazione capitolina il nostro sostegno e il nostro contributo portando avanti il nostro lavoro nelle istituzioni in cui siamo stati eletti. I gravi problemi della Capitale, vessata da anni di malapolitica, continueranno ad avere per noi l’attenzione che meritano. Auguriamo al sindaco e alla sua squadra i migliori successi, nell’interesse della città e della cittadinanza tutta.

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Tornate con i piedi per terra, ipocriti!

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di Paola Taverna

Non può non strapparmi un sorriso leggere che il ministro Lorenzin pensa al fertility day.
Proprio nel giorno in cui la disoccupazione giovanile sale di due punti, ci venite a rappresentare le donne come prodotti con la data di scadenza che devono affrettarsi a sfornare bimbi? Tornate con i piedi per terra!
Le donne, prima di mettere al mondo un figlio, devono fare i conti con uno Stato che se ne frega delle famiglie e dei bambini. Uno Stato che privatizza la scuola pubblica, che non offre asili nido gratuiti, che costringe i lavoratori al precariato permanente dei voucher e dei finti contratti “indeterminati”.

Uno Stato che con la “buona scuola” separa le insegnanti dai figli con destinazioni ai confini della realtà. Uno Stato che privatizza la Sanità, che ti consiglia un’ecografia morfologica al quinto mese, ma poi se provi a prenotarla te la danno che tuo figlio ha 5 anni. Uno Stato che, invece di aiutare i nuovi italiani a nascere, sta aiutando i vecchi italiani a morire.

Gentile ministro, il vostro fertility day dovreste ribattezzarlo “hypocrisy day“. Quella è l’unica dicitura che non vi verrebbe tacciata come milionesima bugia. Il giorno in cui non dovremo più confrontarci con voi non arriverà mai abbastanza presto.

P.S. Dal 18 giugno 2014 giace in Senato la nostra mozione di sfiducia e il 17 marzo scorso, il ministro della Salute rispose a una mia interrogazione su un atto di bullismo istituzionale. Volevano scippare i soldi da me ottenuti nelle precedenti leggi di Stabilità per affossare il ddl sugli screening neonatali. Preferivano fare un dispetto al M5S, piuttosto che salvare la vita dei bambini. Acqua passata: ora gli screening sono legge grazie alla testardaggine della sottoscritta e all’immenso aiuto delle associazioni malati rari

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