Il caso De Benedetti-Renzi denunciato al Parlamento europeo

di Ignazio Corrao, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

“Avete per caso sentito i tg italiani a reti unificati raccontare il fatto che Renzi informò l’amico De Benedetti (ex editore di Repubblica) favorendo così una speculazione in Borsa? In Italia c’è … Continua a leggere Il caso De Benedetti-Renzi denunciato al Parlamento europeo

Una legislazione europea per le emissioni degli impianti geotermici: priorità a salute e ambiente

di Dario Tamburrano, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Nel 2018 il Parlamento europeo sarà a un bivio: fare la storia cambiando i quadri legislativi che definiscono il modello energetico dell’Unione o mantenersi dipendente dall’importazione di combus… Continua a leggere Una legislazione europea per le emissioni degli impianti geotermici: priorità a salute e ambiente

Una legislazione europea per le emissioni degli impianti geotermici: priorità a salute e ambiente

di Dario Tamburrano, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Nel 2018 il Parlamento europeo sarà a un bivio: fare la storia cambiando i quadri legislativi che definiscono il modello energetico dell’Unione o mantenersi dipendente dall’importazione di combus… Continua a leggere Una legislazione europea per le emissioni degli impianti geotermici: priorità a salute e ambiente

La politica commerciale del MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle Europa

Negli ultimi 20 anni l’Italia è cresciuta del 20% in meno di tutti gli altri Paesi europei. Anziché unire, il mercato unico europeo oggi crea vantaggi per alcuni e difficoltà per altri. Il Movimento 5 Stelle sta lottando al Parlamento europeo per aiutare le imprese italiane a crescere. Per farlo bisogna subito rimediare agli errori del passato e scrivere insieme ai cittadini dei Trattati che difende davvero la produzione italiana.

C’è un Europa delle multinazionali e dei potenti, che usa il commercio per sfruttare i Paesi poveri, sottrarre le loro risorse e distruggere i loro diritti, ma c’è anche un’Europa dei cittadini, giusta, equa e solidale che crede nella giustizia e promuove un mondo migliore. Bisogna rafforzare quest’ultima.

Per preparare al meglio il programma nazionale di Sviluppo economico, il MoVimento 5 Stelle organizza un ciclo di convegni di approfondimento dei principali ambiti dello sviluppo economico. Il primo si è tenuto a Roma lo scorso 28 aprile. Il secondo dal titolo “La politica commerciale del MoVimento 5 Stelle” si terrà al Parlamento europeo oggi alle 15:00. Questo seminario organizzato dai portavoce al Parlamento europeo Ignazio Corrao, Tiziana Beghin e David Borrelli e dai parlamentari del MoVimento 5 Stelle Giorgio Sorial e Barbara Lezzi mette attorno allo stesso tavolo alcuni rappresentanti di altri gruppi politici presenti al Parlamento europeo che si sono occupati di tematiche inerenti al commercio internazionale. All’evento partecipano anche Arianna Giulidori (Coldiretti), Ines Van Lierse (Chair Aegis) e i professori Paolo Becchetti, Salvatore Casabona, Alberto Arrufat e l’avvocato Laurent Ruessmann.

Per il Movimento 5 Stelle tutti i Trattati – dal TTIP al CETA – non devono toccare i beni pubblici: sanità, istruzione, cultura, diritti, accesso all’acqua. La trasparenza deve essere una regola dei negoziati: imprenditori e cittadini devono essere coinvolti attraverso consultazioni pubbliche e i negoziatori devono rispettare la loro volontà.

Seguiteci in diretta live streaming e aiutateci a rendere il commercio uno strumento di pace fra i popoli e di prosperità per le imprese. La diretta inizierà a partire dalle 15:00

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Il Parlamento europeo si alza (ancora) lo stipendio, un altro schiaffo ai cittadini

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Il Parlamento europeo costa troppo. La previsione per il 2018 parla di addirittura 1,971 miliardi di Euro, una cifra abnorme se paragonata ai sacrifici che ogni giorno vengono chiesti ai cittadini. Parallelamente, i dogmi dell’austerità – non è una notizia questa – vengono applicati solo agli Stati membri del Sud, costringendoli a misure lacrime e sangue pur di rispettare improbabili vincoli economici. In questo stato di cose, anche solo pensare ad un aumento del bilancio per il funzionamento delle istituzioni europee è assurdo. Ma è quello che purtroppo è accaduto la scorsa settimana a Strasburgo, con l’appoggio di tutti i grandi gruppi e dei principali (vecchi) partiti politici italiani. Il risultato di questa pantomima è l’ennesimo incremento sul bilancio del 2,3%.

Il Movimento 5 Stelle è coerente, la nostra posizione in fase di negoziazione preliminare è stata chiaramente contraria a qualsiasi aumento dei costi. Le nostre proposte sono andate esattamente nella direzione opposta: si sono basate infatti su una riduzione significativa del bilancio attuale, attraverso l’ottimizzazione delle risorse presenti e l’eliminazione di diverse voci di spesa, quali i finanziamenti diretti ai partiti politici e alle fondazioni europee, una voce di bilancio che da sola costa ai cittadini più di 50 milioni di Euro l’anno. Per non parlare dello spreco rappresentato dalla tripla sede del Parlamento europeo (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo), quantificabile in diverse centinaia di milioni di Euro l’anno.

Abbiamo chiesto per l’ennesima volta una riduzione dei salari nonché delle indennità giornaliere degli eurodeputati. Abbiamo preteso una procedura del Parlamento che imponga trasparenza in merito alle indennità per spese generali e alle richieste di rimborso presentate dai singoli deputati. E ancora: riduzione dei costi degli uffici d’informazione nei Paesi dell’Unione e a Washington, tramite l’accorpamento degli uffici nei Parlamenti nazionali; che le spese di comunicazione per le elezioni 2019 non vengano considerate come spese straordinarie, in quanto ciclicamente il Parlamento europeo va inevitabilmente elezioni, pertanto i 25 milioni di Euro previsti per il 2018 non sono giustificati.

Queste proposte di assoluto buon senso e tante altre richieste sono state bocciate durante le negoziazioni dalla grande coalizione costituita da S&D (il gruppo del Partito Democratico) e PPE, dove milita ciò che rimane di Forza Italia. Al di là del dato statistico, è sconcertante vedere la compattezza con cui la vecchia politica si oppone alla riduzione dei privilegi anche in Europa.

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Ceta: i Parlamenti nazionali possono far saltare il banco

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Con il voto del Parlamento europeo il Ceta entra provvisoriamente in vigore. Occorre, però, far chiarezza sul complicato meccanismo di ratifica definitiva. Che cosa succede adesso?

Il Ceta è un accordo misto, dunque i Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri saranno chiamati a votarlo. Il Consiglio dell’Unione europea del 28 ottobre 2016 ha deciso quali capitoli sono di competenza nazionale e quali quelli di competenza europea (qui il documento ufficiale). Eccoli:

CAPITOLI DI COMPETENZA NAZIONALE
(entrano in vigore solo dopo l’approvazione dei Parlamenti nazionali)
– investimenti, comprese le misure degli investimenti diretti esteri;
– servizi finanziari, compresa la risoluzione delle controversie tra le multinazionali e gli Stati che prevede la nascita una corte arbitrale.

CAPITOLI DI COMPETENZA EUROPEA
(sono già entrati in vigore dopo l’approvazione del Parlamento europeo)
– abbassamenti dazi tariffari;
– misure he rischiano di far entrare OGM e carne agli ormoni;
– indebolimento delle indicazioni geografiche delle eccellenze del Made in Italy. In Francia, per esempio, le piccole e medie imprese del settore lattiero caseario sono sul piede di guerra;
– liberalizzazione dei servizi. Il CETA stabilisce che non possono essere diminuite le privatizzazioni e le liberalizzazioni fin qui compiute nel settore dei servizi pubblici. Se, per esempio, vengono affidati alla gestione dei privati servizi come quelli della raccolta dei rifiuti, gli enti locali europei non possono più istituire una “corsia preferenziale” per gli operatori locali.

Basta un solo no da parte di un Parlamento di uno Stato membro e il Ceta si blocca anche se è già entrato in vigore provvisoriamente. Il Movimento 5 Stelle si augura che sia il Parlamento italiano a far saltare il pericolosissimo banco del Ceta votando no a questo accordo. Statene certi: continueremo la nostra battaglia per difendere l’ambiente, la salute dei cittadini e le piccole e medie imprese dalla concorrenza spietata delle multinazionali.

Se invece tutti e 28 gli Stati membri dovessero dire sì, i Trattati europei non prevedono una possibilità di marcia indietro. Il Ceta diventerebbe irreversibile, anche se i suoi danni fossero ben più grandi di quelli previsti.

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L’establishment contro il MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement).

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