#RideSoloIlPd

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di MoVimento 5 Stelle

Ancora una risata sulle rovine. Un ghigno alle spalle delle vittime di un sisma. Era già accaduto nel 2009, a L’Aquila, quando un imprenditore se la rise al telefono con il cognato pregustando la possibilità di guadagnare sulla ricostruzione.

Sette anni dopo, stessa storia. Un’indagine dell’Antimafia del capoluogo abruzzese ha infatti rivelato che anche ad agosto scorso, poco dopo la scossa che aveva distrutto Amatrice e sconvolto il centro Italia, un imprenditore se la rideva pensando alle commesse. Questo imprenditore perché è importante? Perché è il presidente della coop L’Internazionale di Altamura (Bari), una delle duecento e passa società del Cns.

Una società che, guarda caso, a distanza di qualche tempo troveremo tra quelle impiegate per i lavori delle casette di legno ad Accumoli. Rieccolo, il Cns, il Consorzio nazionale servizi di Bologna che nel 2014 finì coinvolto in Mafia Capitale… Sì, perché nel Cns c’è anche la cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi, sodale di Massimo Carminati. Entrambi sono stati condannati proprio ieri dalla Procura di Roma con l’accusa di aver tirato su un sistema criminale, insieme alla compiacenza del Pd e del centrodestra, per mangiarsi la Capitale attraverso appalti truccati e mazzette.

Non passano nemmeno 24 ore e spuntano di nuovo gli “affaristi rossi“. Il giro è sempre lo stesso: quello delle coop rosse, del Cns e del Pd. Ieri a Roma, oggi nelle zone terremotate. Cambiano gli obiettivi, ma non la sostanza. speculare sulla disperazione della gente.

Un filo rosso che attraversa le zone del terremoto dal Lazio all’Umbria, dove troviamo la Cosp Tecnoservice (che ovviamente fa parte del Cns). Il presidente è Danilo Valenti, legato – secondo quanto scrivono alcuni organi di stampa – alla governatrice del Pd Catiuscia Marini e al sindaco Pd della sua città, Leopoldo Di Girolamo. Non solo: Valenti il 9 novembre del 2014 partecipa alla cena di autofinanziamento (mille euro a persona) organizzata dall’allora premier Matteo Renzi.

Insomma, finanziano tutti il Pd, Valenti così come Buzzi, che in passato finanziò anche la fondazione di Matteo Renzi. Danno i soldi al Partito Democratico e il Partito Democratico garantisce loro gli appalti, fra immigrazione, alluvioni, terremoti e altre catastrofi assortite. Forse non sarà “mafia”, ma di sicuro è “economia dei disastri”, specialità del PD: grazie al quale c’è un intero sistema che se la ride ogni volta che sul Paese piomba una disgrazia

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I danni della scarcerazione facile voluta dal Pd

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di Vittorio Ferraresi

Il motivo per cui Saidou Mamoud Diallo – il 31enne immigrato irregolare della Guinea che due giorni fa ha aggredito con un coltello un poliziotto all’esterno della Stazione Centrale di Milano, mentre con altri agenti tentava di bloccarlo – è stato scarcerato, lo spiega il gip di Milano Maria Vicidomini nell’ordinanza di scarcerazione dell’indagato: “si ha ragione di ritenere“, dice, che per le tre contestazioni la “pena finale” dopo un eventuale processo non sarà superiore “ai due anni” e che dunque possa godere della sospensione condizionale.

Questa valutazione è stata resa possibile grazie ad una norma approvata nel 2014 dal Pd (Governo Renzi) e Alternativa Popolare (all’epoca NCD), nettamente contestata dal Movimento 5 Stelle, che presentò un emendamento per eliminarla, purtroppo respinto.

La norma prevede che il giudice, con una valutazione meramente discrezionale e preventiva, possa non applicare la misura della custodia cautelare in carcere se prevede che il soggetto, per i reati contestati, anche con una condanna definitiva, in carcere non ci finirà mai (pena fino a 3 anni). La responsabilità della valutazione viene quindi interamente addossata sulle spalle del giudice delle indagini preliminari, il quale è tenuto a prevedere gli esiti processuali di un processo ancora tutto da celebrarsi o alle valutazioni sulla meritevolezza del soggetto per l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Il PD, oltre a dare una gravosa responsabilità ai giudici, come denunciammo all’epoca, ha di fatto allargato a dismisura le maglie già larghe della custodia cautelare per soggetti pericolosi, come in questo caso in cui l’irregolare in via d’espulsione non è fortunatamente riuscito a trafiggere l’agente solo grazie al giubbotto antiproiettile indossato da quest’ultimo. Il Sindaco PD Sala pensa che sia arrivato il momento di cambiare le leggi? Bene, inizi a chiederlo al suo partito che questa legge l’ha ideata, proposta e approvata!

Massima solidarietà al poliziotto, vittima due volte
, che dopo l’aggressione ha dovuto assistere all’immediata scarcerazione del suo accoltellatore e massima condanna ad una legge ingiusta, pensata per svuotare le carceri, invece che per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

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Il PD ha già approvato il Fiscal Compact. A febbraio

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Basta speculare sull’abolizione del Fiscal Compact per meri fini elettorali. Il PD e chi lo rappresenta non può permettersi di sbandierare e minacciare l’abolizione di questo mostruoso e folle accordo intergovernativo che, se inserito nel quadro giuridico UE, sancirà la fine dell’Italia. Perché proprio il Partito Democratico, a febbraio 2017 tramite il report a firma Bresso – europarlamentare renziana al Parlamento europeo – ha proposto e ottenuto a suon di voti (dei socialisti e dei popolari, dove siedono a Strasburgo PD e Forza Italia) un’accelerazione nell’istituzionalizzare la Troika a livello comunitario. Il report pretendeva l’immediata “integrazione delle pertinenti disposizioni del patto di bilancio nel quadro giuridico dell’UE” e “la piena attuazione dell’attuale quadro basato sul six-pack e del two-pack”. Quindi, appunto, di integrare il Fiscal Compact nel quadro giuridico dell’Unione Europea. Matteo Renzi ancora sostiene di aver combattuto una battaglia in Europa e di voler cambiare le regole a tutti i costi: questo personaggio inizia ad essere un pericolo ambulante per sé stesso e per l’Italia intera.

La storia del Fiscal Compact e il modo obbrobrioso con cui l’UE l’ha partorito viene da lontano e vede la connivenza della politica italiana tutta, senza eccezioni. Nella sua fase embrionale il Fiscal Compact, o meglio i dettami con cui viene imposta l’austerità nel continente, è contenuto nei cosiddetti Six-Pack e Two-Pack. Votati e voluti dal Governo Berlusconi-Lega (vi era Giulio Tremonti al ministero dell’Economia) nel 2011, sono un insieme di regolamenti e direttive attraverso le quali è stato introdotto un sistema di sorveglianza dei dati macroeconomici di ciascun paese, per cui se la Commissione europea ritiene che ci siano degli squilibri può chiedere allo Stato di adottare misure di politica economica dirette alla loro eliminazione. È l’inizio della fine firmato dal centro-destra italiano, gli stessi che oggi vogliono sembrare euroscettici ne sono stati complici consenzienti.

Poi è arrivato Mario Monti, quando era ormai evidente che i vizi del Cavaliere e i vari bunga bunga non erano più adatti a gestire un Paese sull’orlo del baratro. Lui ha completato ciò che Berlusconi aveva trattato con estrema sufficienza: mentre l’Unione Europea si trasformava in un mostro tecnocratico, i mercati ci attaccavano, l’ex presidente del Consiglio veniva travolto da scandali di ogni genere e il PD si apprestava a spingere verso un’austerità sempre più cieca e disumana. In questo periodo prende definitivamente forma il Fiscal Compact, ereditato dal Governo di centro-destra, firmato dai tecnici e fortemente voluto da un festante Partito Democratico, inebriato dalla smania di andare finalmente al potere. Non solo, siamo anche stati tra i pochi Paesi europei a modificare la nostra Costituzione per inserirvi il pareggio di bilancio (sempre coi voti di PD e PDL); una follia di cui pagheremo le conseguenze a lungo.

Oggi tutti sbandierano l’abolizione del Fiscal Compact come uno scalpo per ottenere qualche voto. La verità è che sono incompetenti e in conflitto d’interessi fino al midollo; con questa classe politica mai nulla cambierà, andremo solo a peggiorare. Di anno in anno, di regolamento in regolamento, di decreto legge in decreto legge, l’Italia si trasformerà in un Paese del terzo mondo. Fidatevi di chi il Fiscal Compact e l’Euro gli hanno criticati fin dagli albori. Quando era impopolare alzare il dito contro le folli regole economiche dell’Unione europea, il MoVimento 5 Stelle aveva già compreso il baratro a cui stavamo andando incontro. E ancora ci danno degli incompetenti, proprio loro, che con le loro lauree “honoris causa” stanno distruggendo l’Italia.

Vi riportiamo l’articolo 7 del report Bresso, a firma PD. Ecco quanto vale la parola di Renzi:
art.7. – ritiene che le soluzioni intergovernative debbano rappresentare solo uno strumento di extrema ratio vincolato a condizioni rigorose, in particolare il rispetto del diritto dell’Unione, l’obiettivo di rafforzare l’integrazione europea e l’apertura per l’accesso degli Stati membri non partecipanti, ed è del parere che dovrebbero essere sostituite quanto prima da procedure unionali, anche negli ambiti in cui non tutti gli Stati membri soddisfano le condizioni di partecipazione, in modo tale che l’Unione possa svolgere i propri compiti all’interno di un unico quadro istituzionale; si oppone, in tale contesto, alla creazione di nuove istituzioni all’esterno del quadro unionale e continua ad adoperarsi per l’integrazione del meccanismo europeo di stabilità (MES) nella legislazione dell’Unione, a condizione che vi sia un’adeguata assunzione di responsabilità democratica, come pure per l’integrazione delle disposizioni pertinenti del patto di bilancio (Fiscal Compact), così come previsto dallo stesso trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria, sulla base di una valutazione globale dell’esperienza acquisita nell’ambito della sua attuazione; insiste sulla necessità di non tenere separato il processo decisionale effettivo dagli obblighi di bilancio;

Scarica qui il report in formato originale.

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85 miliardi di euro regalati alle banche

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di Giorgio Sorial

Il Governo ha messo la fiducia alla Camera sul decreto che regala 5 miliardi a Banca Intesa.
Altri 12 miliardi, poi, sono a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti. Un provvedimento che potenzialmente costerà alle casse dello Stato, e quindi ai cittadini, 17 miliardi di euro, accettando il ricatto di Banca Intesa che si è presa solo le parti buone di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che di fatto verranno cancellate dalla faccia della terra lasciando a casa circa 4mila lavoratori e con centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori sul lastrico.
Ma l’operazione di oggi è solo l’ultimo di una serie di regali, composta da prestiti, garanzie, risparmi e dividendi garantiti al settore bancario, veri e propri aiuti di Stato. Il tutto, ovviamente, finanziato con i soldi degli Italiani.

Parliamo, a spanne, di almeno 85 miliardi di euro.
Questa è la cifra spaventosa che lo Stato italiano ha garantito alle banche negli ultimi sei anni.
Si comincia nel 2011, con il Governo Monti, che “presta” 4,1 miliardi di euro a MPS. Soldi pubblici spesi e il risultato finale è davanti agli occhi di tutti.
Sempre nel 2011, poi, arriva il Decreto Salva-banche, che comprendeva le garanzie dello Stato sulle obbligazioni tossiche degli istituti, per un valore di 160 miliardi. Il risultato, per il settore bancario, è di 25 miliardi di euro prodotti tra il 2011 e il 2015.
Passiamo al Governo Letta, che nella Legge di Stabilità del 2013 prevede la revisione del trattamento fiscale delle perdite sui crediti, producendo un risparmio per le banche, secondo una valutazione di Mediobanca, di 19,8 miliardi di Euro.
Nel gennaio del 2014, poi, arriva il decreto che rivaluta le quote di Bankitalia. Si passa dal valore 156mila euro a 7,5 miliardi di euro e le banche socie incassano dividendi per 1.060 miliardi, pari a circa 380 milioni all’anno.

Arriva il momento del Governo Renzi, che nel novembre del 2015 approva un altro Decreto “Salva-Banche”, che azzera quattro istituti del centro Italia, tra cui, guarda caso, Banca Etruria. L’esborso è di almeno 4 miliardi a carico del sistema bancario. Non sono fondi pubblici, ma è sempre un regalo ai banchieri. Mentre decine di migliaia di risparmiatori piangono lacrime amare.
Ad aprile 2016, poi, la riforma dell’articolo 120 del Testo unico bancario genera ricavi per il settore bancario pari a 2 miliardi di euro all’anno.

Infine, il Governo Gentiloni e i salvataggi degli ultimi giorni.
Prima i 5,4 miliardi per Mps, poi una cifra simile per le banche venete. E considerando i costi totali delle due operazioni (l’ipotesi peggiore di perdita sulle garanzie), l’esborso complessivo dello Stato potrebbe arrivare a 23 miliardi.
Il totale parla di oltre 85 miliardi regalati in varie forme alle banche.
Adesso sappiamo perché non ci sono mai soldi per i cittadini: vengono regalati alle banche.
Gli Italiani, grazie agli ultimi governi, pagano le tasse per salvare le banche.
Se però proviamo per un attimo a ignorare gli enormi guadagni garantiti al settore bancario e consideriamo solo i soldi pubblici effettivamente già usciti dalle casse dello Stato, e quindi dalle tasche dei cittadini, abbiamo una spesa di circa 20 miliardi.
Cosa si sarebbe potuto fare con una cifra del genere?
Cosa avremmo potuto realizzare, se il primo interesse dello Stato non fosse stato quello di favorire le banche, ma di investire per i propri cittadini?

Facciamo alcuni esempi:
– in un momento di grande crisi del mondo del lavoro, si sarebbe sicuramente potuto investire per garantire occupazione. Secondo il rapporto Cresme per ogni miliardo investito nella riqualificazione edilizia si generano 14.927 occupati.
Se quindi avessimo usato questi 20 miliardi come investimento nel settore avremmo generato ben 298.540 occupati;
– se si pensa inoltre che quotidianamente il nostro territorio è soggetto a elevate criticità idrogeologiche queste risorse si sarebbero potute investire per la riduzione del rischio idrogeologico, salvaguardando la vita dei nostri cittadini e generando ulteriori opportunità occupazionali. Si stima che per ogni miliardo investito nel settore attiverebbe 6 mila posti di lavoro. Investire 20 miliardi in tale settore avrebbe permesso di avere 120 mila occupati.
Tutto questo, però, resta solo un sogno. Quando si parla di sicurezza della vita dei cittadini italiani, di lavoro, e di tutti gli altri problemi che attanagliano gli italiani, noi siamo sempre in prima linea con proposte serie e dalla parte dei cittadini. La risposta che ci viene data, però, è sempre la stessa: non ci sono i soldi.
Quando saremo noi a governare il Paese, però, i fondi pubblici verranno usati per i cittadini, per il lavoro, per la sicurezza e per il benessere del popolo italiano.
Per dare una risposta ai nostri veri problemi.
Perché si può fare. Basta volerlo.

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Sui migranti #CiHannoMentito: abbiamo le prove

di Luigi Di Maio

Oggi abbiamo incontrato a Bruxelles il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Ci ha confermato, dopo averlo chiarito anche in audizione al Parlamento Ue, che Triton, voluta da Renzi, prevede che tutti i migranti siano portati in Italia. Questa è la verità: Renzi e il Pd ci hanno svenduto per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa, convinti che saremmo rimasti in silenzio. Non solo: ci hanno mentito e pensano di farla franca. In qualsiasi Paese del mondo chi dice bugie ai cittadini si dimette, è tempo che questa pratica venga introdotta anche in Italia. Abbiamo chiesto oggi a Gentiloni, che quando è stato firmato questo accordo era il ministro degli Esteri, di venire a riferire immediatamente in aula.

Sulle Ong siamo stati molto chiari: la Libia è un tema di sicurezza nazionale, massimo rispetto per i volontari, ma a chi non rispetta le regole dobbiamo chiudere i nostri porti. Bilanci trasparenti e una stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria italiana sono per il MoVimento 5 Stelle due punti imprescindibili. Abbiamo depositato una legge a prima firma Bonafede che prevede la presenza di ufficiali a bordo delle imbarcazioni battenti bandiere straniere che trasportano migranti. Chi non si trova d’accordo, non attracca sulle nostre coste. Chi arriva a entrare in acque libiche per portare i migranti in Italia, non attracca sulle nostre coste.

Non possiamo più aspettare. L’Europa prima si è preso tutto dall’Italia, grazie all’accondiscendenza dei governi degli ultimi anni, e poi ci ha sbattuto la porta in faccia. Noi chiediamo di chiudere la rotta mediterranea così come è stato fatto con quella balcanica, ma se nessuno ci ascolta allora facciamo da noi, sottraendo parte del contributo italiano al budget Ue e re-investendolo nella gestione dei rimpatri. E’ assurdo che l’Ue riesca a stringere accordi per importare l’olio tunisino e poi non sia in grado di stringere accordi per i rimpatri con i Paesi di transito in Africa. Manca, la volontà politica da parte di tutti, ma non da parte nostra. Adesso ci presentano questo pseudo-Codice sulle Ong, solo fumo negli occhi. Noi crediamo nelle leggi dello Stato non nei codici. E se, come ha sottolineato oggi nuovamente Frontex, in Italia la maggior parte degli ingressi riguarda i migranti economici, allora devono essere rimpatriati, in sicurezza, nei Paesi da dove provengono con i soldi dell’UE.

Ci domandavamo come fosse possibile l’arrivo di 12.000 migranti in Italia in sole 48 ore, più di quanti non ne siano arrivati in Spagna in un anno intero. Lo abbiamo capito. Renzi, Gentiloni, Alfano, tutto il Pd ma anche una buona parte del centrodestra hanno siglato accordi indicibili con i burocrati UE mettendo in ginocchio la nazione. Hanno trasformato l’Italia in un grandissimo campo profughi, per far contenti anche i loro amici nel coop, in cambio di qualche spicciolo. Di poche briciole. Che loro chiamano flessibilità. I giochi però sono finiti. E a giudicarli saranno prima di tutto gli italiani.

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Il fascismo a intermittenza

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immagine: i trinariciuti nelle immagini satiriche di Guareschi

di Beppe Grillo

Incredibilmente il Pd, nelle sue imprese di distrazione di massa, è stato colto dal desiderio irrefrenabile di proporre un restyling del reato di apologia di fascismo. La legge che sanziona quelle poco edificanti trovate nostalgiche previste nei dettagli dall’articolo 4 della legge Scelba del 1952. Per le crisi nostalgiche sono già previste pene e sanzioni: la reclusione (da 6 mesi a 2 anni) e una multa da 206 a 516 euro. Ancora, dal 1993, esiste anche la legge Mancino, che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Vengono (o meglio dovrebbero essere) puniti anche l’utilizzo di simbologie legate a questi movimenti politici.

Cerchiamo di analizzare quello che sta succedendo: l’Italia è una Repubblica che nasce dalle ceneri del fascismo e fonda i suoi valori sulla democrazia ed il lavoro. Come mai il Pd, che sta mercificando questi due pilastri fondanti della Repubblica, si è messo in testa di fare una nuova versione della legge che sancisce comportamenti e tentativi di ripristinare il fascismo? Non sono del tutto fessi, e questo forse ne è il primo segno concreto. Non è di sicuro farina del sacco del giovane paggio, sempre più impegnato a reggere lo strascico delle banche mentre convolano a nozze miliardarie a spese dei cittadini.

L’unico modo per colpire delle opinioni in Italia è coinvolgere il fascismo. La mano morta sulla democrazia di Renzi prosegue insinuando, non agendo apertamente, che inizia ad esserci bisogno di fare delle leggi sul come la si pensa. Leggi (per lo più immaginarie) che tinteggino loro, la sinistra frou frou, da progressisti e gli altri come oscuri conservatori. Cosa volete che sia avere dato la fine ai diritti dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati. Sono sicuri che gli italiani si lasceranno ancora ipnotizzare da un dibattito inutile su di una legge inutile.

Il loro nuovo schema mediatico è il fascismo a intermittenza. Quando i partiti e i media che gli strisciano attorno non sanno più come contrastare una posizione di buon senso del MoVimento 5 Stelle gridano al fascismo. Fino a qualche settimana fa, infatti, il MoVimento era fascista perché voleva accendere i fari sul comportamento delle Ong nel mar Mediterraneo. Poi contrordine compagni: “la frase “chi critica la gestione dell’immigrazione e il ruolo delle ONG negli sbarchi in Italia va apostrofato come fascista” contiene un errore di stampa e pertanto va letta: “chi critica la gestione dell’immigrazione e il ruolo delle ONG negli sbarchi in Italia è chiaramente un grande statista”.” Così il ministro Minniti, che ha rubato le nostre proposte senza applicarle, e Renzi, che ha fatto suoi gli slogan della Lega, sono diventati fascisti? Assolutamente no! Ora, scrivete compagni: “fascismo vuol dire non votare la legge scritta coi piedi di Fiano”, tanto gli italiani non se ne accorgeranno. I giornali hanno dimostrato obbedienza cieca, pronta, assoluta. Ed ecco il titolo vergognoso “Di Maio e Di Battista sdoganano il regime” in un articolo di Repubblica che oramai raggiunge vette di propaganda che Il Popolo d’Italia neppure si sognava. Una vera legge antifascista dovrebbe colpire tutti gli assolutismi tramite la prevenzione: ma colpirebbe proprio loro, perché continuando a mentire sistematicamente ad un popolo stanno ponendo le fondamenta del fascismo o di qualunque altra reazione assolutista.

Non sappiamo cosa vorrà dire domani essere fascisti, sappiamo cosa vuol dire oggi: il governo metterà la fiducia sul decreto banche per dare altri 17 miliardi di euro pubblici e salvare il culo dei banchieri mentre 10 milioni di italiani sono a rischio povertà e 250.000 emigrano ogni anno. Ma questo non è fascismo, è solidarietà. Scrivete compagni! Scrivete!

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Immigrati e ONG: se n’è accorto anche il governo! E ora i benpensanti?

di Luigi Di Maio

Le stesse identiche proposte sono razziste se le fa il MoVimento 5 Stelle e diventano buone se a proporle è il governo! E’ quello che è successo in questi mesi con l’emergenza immigrazione, chiaramente strumentalizzata da chi non ha nessuna voglia di risolvere il problema.

I primi a lanciare l’allarme sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo ad opera di alcune Organizzazioni non governative e a proporre soluzioni di buon senso siamo stati noi del Movimento 5 Stelle, tra gli insulti e le critiche del Pd, della stampa mainstream e del governo. Oggi, dopo tre mesi, lo stesso allarme e le stesse proposte le ritroviamo sulla bocca del ministro dell’Interno Minniti e sono quelle che il governo ha portato in Europa.

Buongiorno, Ministro, ben arrivato sulla terra! E buongiorno anche a questo governo, che con tre mesi di ritardo si è accorto che le soluzioni per fermare il traffico di esseri umani e contenere l’emergenza immigrazione esistono. E non sono né di destra, né di sinistra, sono semplicemente buone idee.

Ad aprile, mentre gli altri chiudevano gli occhi e facevano finta di nulla, raccogliemmo le denunce che arrivavano da alcune Procure della Repubblica, tra cui quella di Catania, e da Frontex. Io stesso chiesi chiarezza su quelle Ong, battenti bandiere straniere, accusate di spingersi fino al limite delle acque territoriali libiche per recuperare i migranti e poi portarli nei porti italiani, e su cui grava l’ombra, pesantissima, di contatti diretti con gli scafisti.

Per aver semplicemente chiesto la verità, sono stato violentemente attaccato dalla stampa e dal PD. Ricordo benissimo le accuse di quei giorni: Roberto Saviano mi tacciò di ‘cattivismo’ e di ‘voler cercare voti’, i giornali titolavano ‘Le bufale di Di Maio’, ‘M5S ipocrita’, ‘Accuse vergognose’.

Oltre a denunciare, il M5S propose di non far approdare nei nostri porti le imbarcazioni di ONG non trasparenti, che battono bandiera di paradisi fiscali, che non mostrano i propri bilanci, insomma quelle su cui ci sono ombre anche di possibili finanziamenti da parte degli scafisti.

Oggi rivedere il ruolo delle Ong è diventata una missione del governo. Volete sapere cosa ha detto Minniti in Parlamento qualche giorno fa? “La proposta che abbiamo avanzato è quella di un codice di comportamento delle Ong”. Bene!
Il M5S ha presentato, sempre tra aprile e maggio, una proposta di legge per portare sulle navi delle ONG la polizia giudiziaria, affinchè controlli e accerti la presenza di queste anomalie e comportamenti irregolari. E Minniti cosa ci dice in Aula alla Camera? “La seconda questione è un coordinamento con le attività di polizia giudiziaria nei confronti dei trafficanti di esseri umani”. Benissimo!

Dove sono, adesso, i benpensanti alla Saviano che ci criticarono con tanta violenza? Nulla da dire sulle proposte del governo?

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Codice antimafia: il PD gioca ancora al ribasso

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di MoVimento 5 Stelle

Il Pd, come al solito, sul contrasto alla corruzione predica bene e razzola male: nella riforma al Codice Antimafia, approvato in Senato, il partito di Renzi all’ultimo minuto ha presentato in Aula e non in Commissione, dove per 3 anni è stato discusso il provvedimento, un emendamento che depotenzia il testo e di fatto riduce molti degli elementi positivi che la norma poteva avere in principio.

Lo hanno fatto con la legge anticorruzione approvata nel 2015, lo hanno fatto con il 416 ter cp sul voto elettorale di scambio politico – mafioso e sono tornati a farlo di nuovo anche con la riforma al Codice Antimafia.

E’ ormai chiaro che per il PD i singoli corrotti e corruttori che per esempio sono indiziati di aver dato una tangente per aggiudicarsi un appalto pubblico e lo hanno fatto senza far parte di una associazione a delinquere, sono anime innocenti, agnellini e non meritano di subire misure preventive come i sequestri o gli obblighi di soggiorno. Eppure sappiamo benissimo che nei reati contro la pubblica amministrazione, il vincolo associativo non viene contestato neanche nei processi penali, figuriamoci nell’applicazione delle misure di prevenzione! I processi per la maggior parte si fanno per corruzione, non per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Quindi, aver inserito il vincolo associativo, di fatto rende inapplicabile la norma e mette in pericolo l’applicazione delle misure di prevenzione.

Quando si parla di lotta alla mafia e alla corruzione non si fanno sconti a nessuno. Questo è il dovere della politica, non quello di cercare ogni volta vie d’uscita per i responsabili del malaffare e per coloro che delinquono: questi sono tali a prescindere se appartengono o meno ad una associazione. Ci vuole, dunque, un messaggio forte, chiaro e rigoroso contro tutti indistintamente se vogliamo davvero incidere sui fenomeni corruttivi. Ci vuole coraggio: quello che manca ai partiti.

In questo Paese è necessario introdurre immediatamente l’agente sotto copertura per i reati contro la PA, il whistleblowing sia nel pubblico che nel privato, il DASPO per politici, funzionari pubblici e imprenditori corrotti, una seria riforma della prescrizione, la modifica del 416 ter del codice penale sul voto di scambio elettorale politico-mafioso. Misure che verranno introdotte dal MoVimento 5 Stelle non appena al Governo.

Niente sconti contro corruzione e mafie. Non ci renderemo mai complici di compromessi al ribasso.
Quelli ai quali è abituato il PD!

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Tre ex deputati condannati riottengono il vitalizio grazie al PD

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di Riccardo Fraccaro

Vi ricordate la presunta abolizione dei vitalizi ai condannati di cui si era tanto vantato il Pd? Era solo un’altra farsa targata Renzi: l’Ufficio di Presidenza della Camera ha restituito l’assegno a tre ex deputati condannati. Il M5S lo aveva denunciato sin dall’inizio, la sospensione dei vitalizi è uno schiaffo nei confronti dei cittadini onesti. Ora i fatti ci danno ragione.

Il Pd ha approvato una riforma vergognosa, che ha sospeso temporaneamente l’assegno a soli 10 ex parlamentari su 1.543 che lo percepiscono ingiustamente in quanto condannati. Non contento, ha previsto anche la restituzione degli assegni in caso di riabilitazione: una misura che, va sottolineato, ha effetti civili ma non cancella affatto la condanna.

Ci eravamo opposti fermamente a questo salvacondotto, dicendo che i cittadini avrebbero finito per pagare di nuovo gli assegni d’oro agli ex parlamentari condannati con tanto di arretrati. Puntualmente, è accaduto proprio questo.

Grazie al Pd Massimo Abbatangelo, ex Msi, condannato a 6 anni per violazione della legge sul controllo delle armi tornerà a percepire 5.600 euro al mese più 100mila euro di mensilità arretrate; Massimo De Carolis, condannato a 2 anni e 8 mesi per corruzione, riottiene l’assegno da 3.100 euro mensili oltre a 43mila euro di mensilità arretrate; Giuseppe Astone, infine, condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per concussione avrà di nuovo il vitalizio da 5.200 euro al mese più la “buonuscita” di 46mila euro.

Ecco le riforme taroccate di Renzi: i parlamentari sono condannati al vitalizio. Anche stavolta abbiamo smascherato la loro ipocrisia, è evidente che il Pd continuerà solo ad alimentare sprechi e privilegi funzionali al suo sistema di potere. Cancelleremo noi questo scandalo non appena saremo al Governo.

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L’ombrellizzazione della donna per i dirigenti del Pd

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di Massimo Bugani

Un tempo si dibatteva sulla “donna oggetto”, i dirigenti del Pd sono andati oltre e hanno inventato la “donna ombrello”.
Due giorni di eventi all’Abbazia di Sulmona con tanto di dibattito finale a cui hanno partecipato il ministro alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti e il Presidente dell’Emilia-Romagna nonché della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini. Nulla di diverso da tanti ordinari eventi, ma ad un certo per riparare i politici maschi dall’alternanza crudele di pioggia e sole, alcune donne vengono trasformate in “ombrelli”.
Gli uomini tronfi e arroganti restano davanti e comodamente seduti con bottigliette d’acqua sui tavolini di fronte a loro, le donne tutte in piedi dietro agli uomini per proteggerli con gli ombrelli, e guai a loro se si fossero azzardate a chiedere un sorso d’acqua.

In tutto questo ci preme sottolineare l’imbarazzante silenzio delle donne elette nel PD, le quali evidentemente approvano questo tipo di comportamento e probabilmente ritengono Bonaccini e soci incapaci di tenere in una mano il microfono e nell’altra l’ombrello come capita spesso ai comuni mortali nei giorni di pioggia.

Per questi motivi oggi sono entrato per protesta in consiglio comunale con un ombrello con il quale ho riparato le colleghe dal sole e dalle correnti d’aria. Bonaccini, dirigenti pd: vergognatevi.

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