Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

articolo tratto da Radio24

La ricchezza paga, il lavoro no. È la conclusione alla quale arrivano i dati raccolti dalla ong Oxfam che, in occasione di Davos, presenta ai grandi della terra il suo rapporto sulle diseguglianze. Nel 2017 a livello glob… Continua a leggere Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Lotta alla povertà: ecco come si passa dalle parole si passi ai fatti

di Laura Agea, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Era il 2015 quando proprio in questa Aula il Presidente della Commissione europea Juncker presentò la creazione del pilastro sociale. Il 17 novembre di due anni dopo, quindi dopo lunghi tempi di gestaz… Continua a leggere Lotta alla povertà: ecco come si passa dalle parole si passi ai fatti

L’Italia è il Paese con più poveri in Europa

L’Italia è il Paese che ha più poveri in Europa. Sono loro quelli ad avere maggiori difficoltà a far fronte a spese impreviste, a garantire che la propria casa sia sempre adeguatamente riscaldata, a far sì di avere almeno due paia di scarpe (estive e… Continua a leggere L’Italia è il Paese con più poveri in Europa

L’Italia è il Paese con più poveri in Europa

L’Italia è il Paese che ha più poveri in Europa. Sono loro quelli ad avere maggiori difficoltà a far fronte a spese impreviste, a garantire che la propria casa sia sempre adeguatamente riscaldata, a far sì di avere almeno due paia di scarpe (estive e… Continua a leggere L’Italia è il Paese con più poveri in Europa

Un reddito per tutti i cittadini: primo ok del Parlamento europeo

rednesindie.jpg

di MoVimento 5 Stelle Europa

Il sogno di un reddito per tutti i cittadini si avvicina. La Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo ha detto sì con 36 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astensioni al rapporto del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle su “politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà.

Il rapporto contiene punti fondamentali che azzererebbero immediatamente la povertà in Italia: l’uso del Fondo sociale europeo per cofinanziare il reddito di cittadinanza, la creazione di un Fondo ad hoc per quei Paesi che hanno tassi di povertà insostenibili, una direttiva vincolante per tutti gli Stati membri, l’indicazione di un importo per la determinazione di questo reddito: il 60% del reddito medio nazionale. L’esperienza europea è fondamentale per implementare con le dovute coperture economiche questo progetto. In tutti gli Stati europei, tranne in Italia e Grecia, esistono misure di contrasto alla povertà.

Non vogliamo sentire scuse: il debito e l’austerity non possono essere alibi per non occuparsi delle persone in difficoltà. I cittadini non possono pagare gli errori dei politici. Durante la seconda plenaria di Ottobre (che va dal 23 al 26 ottobre) verrà votato il testo dall’aula. Siamo curiosi di vedere come voteranno gli europarlamentari di Pd, Forza Italia, NDC e Lega Nord che in Italia si oppongono strenuamente al reddito di cittadinanza.

VIDEO. Ecco la diretta del voto della Commissione Occupazione e Affari sociali e l’intervista a Laura Agea

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Un reddito per tutti i cittadini: primo ok del Parlamento europeo

Sempre più poveri: il FMI condanna Renzi, Gentiloni e anche sé stesso

italianipoveri.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Ora che anche il Fondo Monetario Internazionale certifica che gli italiani si stanno impoverendo, come faranno Renzi, Gentiloni, Padoan e tutta la galassia che gravita intorno ai partiti a mascherare il loro fallimento? Nell’ultimo rapporto sull’Italia del FMI si legge letteralmente che “Gli italiani in media guadagnano ancora meno di due decenni fa“. Il reddito pro-capite, cioè il reddito nazionale diviso per il numero di abitanti, non mente. Se alla riduzione di questo parametro aggiungiamo l’aumento della diseguaglianza sociale, che è sotto gli occhi di tutti, la conclusione politica diventa chiara: i governi degli ultimi anni, da Monti a Gentiloni passando per Letta e il “rottamatore” Renzi, hanno scaricato una crisi senza precedenti sulle spalle delle classi più deboli e del ceto medio.

Secondo il FMI servirà un decennio solo per tornare ai livelli di reddito pro-capite pre-crisi (2007), ma potrebbero servirne ancora di più visto che la fragilissima crescita dell’ultimo biennio è stata trascinata da condizioni esterne favorevoli, come il basso costo del petrolio, l’abbassamento dei tassi di interesse provocato da Draghi e qualche margine di flessibilità sul deficit che la Commissione Europea è decisa a rimangiarsi nei prossimi anni.

Si sta realizzando, in pratica, ciò che abbiamo sempre detto: Renzi ha preso tempo, usando la flessibilità di bilancio per illudere i cittadini italiani e convincerli a votare la sua riforma eversiva delle istituzioni. Ha fallito, e ora Gentiloni, altro fedele esecutore dell’austerità europea, deve fare il lavoro sporco sotto dettatura di Padoan e di Bruxelles.

D’altra parte lo stesso FMI che ha distrutto la Grecia insieme a Bce e Commissione europea “suggerisce” all’Italia di fare ancora più austerità di quanto ci chiede l’Europa, portando il bilancio strutturale, cioè quello al netto del ciclo economico, in surplus dello 0,5% nei prossimi anni. E c’è di più: nello stesso rapporto sempre gli uomini del FMI rilevano che la produttività è bassa e gli investimenti sono crollati del 25% rispetto al 2007. Che sorpresa! Non sarà forse perché la cosiddetta “austerità espansiva” che la Troika ha sempre caldeggiato è una balla pazzesca, un vero scempio alla scienza economica?

L’Italia può risollevarsi solo ripudiando tutto il pacchetto neoliberista degli ultimi 20 anni, e tornando a sviluppare una politica economica a misura di lavoratori, piccole medie imprese e risparmiatori. Basta freddi tecnici mandati da Bruxelles a liquidare le nostre ricchezze accumulate nei decenni, basta finti rinnovatori controllati a vista d’occhio da Padoan, e basta lezioncine dalle “istituzioni terze”, che in realtà sono il braccio armato degli interessi della grande finanzia nazionale e internazionale.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Sempre più poveri: il FMI condanna Renzi, Gentiloni e anche sé stesso

Sono giovani e hanno figli: ecco i nuovi poveri

giovanipoveri.jpg

di Riccardo Saporiti, da Infodata

Lo scorso anno, in Italia, più di 1 milione e 600mila famiglie ha vissuto in condizioni di povertà assoluta. Si tratta di 4 milioni e 742mila persone. I numeri arrivano dall’Istat e, questa la nota positiva o perlomeno non negativa, il dato è sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. L’elemento che preoccupa, però, è che l’incidenza della povertà assoluta cresce tra i più giovani. E tra le famiglie con almeno tre figli minori. Chi sta meglio, invece, sono gli over 65.

Prima di addentrarsi nella descrizione di un Paese che vede i giovani impoverirsi, è bene precisare cosa intenda l’Istat per povertà assoluta. L’istituto di statistica calcola il valore della spesa minima mensile necessaria per l’acquisto di un paniere di beni e di servizi considerati essenziali per una qualità della vita minimamente accettabile. Ovviamente, ma questo lo si vedrà nel dettaglio più avanti, questa somma è ponderata sulla base della zona in cui si vive e sulle caratteristiche del nucleo famigliare. Ma, in buona sostanza, se non si arriva a spendere quella cifra al mese, per l’Istat si vive in condizioni di povertà assoluta.

Presentando il suo rapporto, l’istituto mette da subito in chiaro quali siano le categorie tra le quali sia più alta l’incidenza della povertà assoluta. Ovvero la percentuale di soggetti che vivono in queste condizioni. Ci sono innanzitutto le famiglie con tre o più figli minori: lo scorso anno più di una su quattro non era in grado di raggiungere la soglia di spesa calcolata dall’Istat. In numeri assoluti, si tratta di 137mila famiglie. O, detto altrimenti, di 814mila persone, minori compresi. Questo l’andamento negli ultimi dieci anni:

Come si vede dal grafico, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con figli minori è in sostanziale aumento nell’ultimo decennio. Nel grafico si nota un forte incremento a partire dal 2012, l’anno dell’austerity del governo tecnico di Mario Monti. A partire da quella data, la differenza tra avere un unico figlio e averne due ha cominciato a farsi sentire in termini di povertà assoluta dei nuclei famigliari.

Oltre alle famiglie, ad impoverirsi sono i più giovani. Istat scrive che dal 2012 persiste una «relazione inversa tra l’incidenza della povertà assoluta e l’età della persona di riferimento». Ovvero che più è giovane il capofamiglia più è probabile che il nucleo familiare viva in condizioni di povertà. Per capirlo meglio, è opportuno osservare il grafico.

Come si può vedere, per tutte le classi di età l’ultimo decennio ha visto un aumento dell’incidenza della povertà assoluta. Per tutte, tranne che per una: gli over 65. Ovvero i pensionati, che dal 2012 ad oggi hanno visto ridursi la percentuale di coloro che vivono in povertà. Gli incrementi più significativi hanno riguardato i nuclei in cui il capofamiglia ha tra i 35 ed i 54 anni.

Per i più giovani, la fascia tra i 18 ed i 34 anni, Istat ha iniziato a raccogliere i dati solamente nel 2014. Ma bastano questi tre anni per registrare due elementi: intanto, che la povertà sta aumentando anche per questa categoria. Inoltre, e soprattutto, che la percentuale più alta di famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta si registra in questa fascia d’età.

I numeri dell’Istat, insomma, restituiscono l’immagine di un Paese in cui la povertà è più diffusa tra i giovani, ovvero le persone che entrano nel mercato del lavoro o almeno dovrebbero entrarci. E che se poi queste persone decidono di mettere su famiglia, al netto del Fertility day, la loro situazione economica non fa che peggiorare. E voi, vivete in condizioni di povertà? Volete conoscere la vostra soglia di povertà assoluta? Potete farlo utilizzando questo strumento.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Sono giovani e hanno figli: ecco i nuovi poveri

5 milioni di poveri assoluti, ma il PD regala miliardi alle banche

anzipoknak.jpg

di MoVimento 5 Stelle

In Italia i poveri assoluti sono quasi 5 milioni, ma il governo Gentiloni, esattamente come quello di Renzi, ha deciso che le banche sono più importanti, che sono loro la vera emergenza a cui far fronte.

Fatalità i dati Istat arrivano proprio nei giorni in cui il governo PD, con il suo vergognoso decreto sulle Banche venete, regala 5 miliardi a Banca Intesa, che si aggiungono ai 12 miliardi a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti.

L’anno scorso i poveri assoluti erano 4 milioni e 598 mila, oggi sono 4 milioni 742 mila. E’ il dato più negativo dal 2005 ad oggi e crescono pure le persone in povertà relativa che passano da 8 milioni 307 mila a 8 milioni 465 mila. Sono persone in carne e ossa, ma per il governo sono solo numeri.

Il governo Gentiloni, in linea con Renzi, continua a proporre misure del tutto insufficienti per aiutare le persone e le famiglie che sono in grave difficoltà economica. E’ un dato di fatto che la politica abbia trascurato per troppo tempo l’argomento, nascondendosi dietro la scusa della mancanza di risorse economiche. Poi però per aiutare le banche le risorse si trovano sempre: dal 2011 i governi hanno regalato in totale alle banche 85 miliardi di euro, ai cittadini italiani in condizioni di povertà solo briciole! Eppure una strada diversa è possibile. Bisogna smettere di pensare alla logica dei bonus, ora più che mai bisogna aprire un dibattito serio sulla necessità di introdurre una misura di sostegno al reddito collegata alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro, come il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle, che giace in Commissione da oltre 2 anni e mezzo proprio per colpa del governo e della maggioranza.

E’ proprio l’ISTAT a certificare che la proposta del MoVimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza costa 14,9 miliardi e che servirebbe ad azzerare la povertà più grave senza dispersione. I soldi non possono essere una scusa. Le famiglie vanno aiutate ora perché non possono più aspettare.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere 5 milioni di poveri assoluti, ma il PD regala miliardi alle banche

La tassa sulla povertà dello Stato biscazziere

azzardo.jpg

di Beppe Grillo

Ci sono moltissime persone che mettono nelle mani del caso il loro futuro, questo comportamento è diffuso ed ha molto in comune con l’assunzione di stupefacenti. Le persone che sperperano i loro risparmi, spesso addirittura anticipi su pensioni o stipendi che devono ancora arrivare, lo fanno o rivolgendosi alla criminalità organizzata oppure allo stato (Tramite equivoche “concessionarie”). Le persone che si rovinano in questo modo, se lo accettano, sono in cura presso gli stessi servizi predisposti per le patologie psichiatriche (Servizi di Salute mentale) oppure per le dipendenze (i SERD dove vengono trattate tutte le forme di dipendenza: droga, alcool, psicofarmaci e azzardo). Nonostante queste cubitali premesse viene ancora chiamato “gioco d’azzardo” e la dipendenza “ludopatia”. Il gioco non c’entra nulla, giocare è una delle chiavi dell’apprendimento, l’unica comunanza fra l’azzardo ed il gioco è il senso di piacere. Si attivano gli stessi circuiti nel cervello dei “ludopati” ed in quello di chi gioca felicemente, è un paradosso?
Per comprendere l’entità di questo dramma sociale è necessario darvi qualche dato. Nel 2016 in Italia, si sono “giocati” 95 miliardi, praticamente 260 milioni al giorno tolti alla nostra economia reale; una somma pari al 12% della spesa delle nostre famiglie. Dal 2000 ad oggi siamo diventati il paese Europeo dove si ‘azzarda’ di più. Di un giro d’affari mondiale stimato intorno ai 380 miliardi di euro, la parte italiana rappresenta più del 22%. Una enorme tassa sulla povertà
Certamente lo stato si comporta in modo paradossale nei confronti di queste persone: le incita, le tenta, inventa sempre nuovi “giochi” facendo incassare cifre enormi alle concessionarie (lobbyes intoccabili) quasi ne volesse prendere le distanze. Allo stesso tempo il SSN, quindi lo stato stesso, considera la “ludopatia” come qualcosa da curare! Uno stato biscazziere? Un comportamento incomprensibile, corredato da tantissime foglie di fico. E’ stato dimostrato che più sei povero e più rischi di cadere vittima di questa spirale, la pubblicità è incessante e compra la miseria dilagante delle persone, non la loro volontà, a cui non può essere fatto alcun appello. La costituzione prevede che la Repubblica, unica ed indivisibile, articoli la propria azione in modo decentrato, infatti: 1) la capillarità della distribuzione delle risorse e delle attenzioni è la chiave del successo di un organismo funzionante. 2) la sua centralizzazione risponderebbe ad una visione del cittadino unica, l’essenza di ogni dittatura. Non può quindi esistere una politica unica per combattere un fenomeno come questo, tranne che per la sua definizione: non è un gioco ma una degenerazione della debolezza sociale! Chi deve combattere questo male sono gli amministratori locali, proprio secondo quel principio di decentramento amministrativo e assistenziale sancito dalla costituzione. E’ ovvio che il disagio sociale e quello mentale non seguono lo stesso copione in tutto il territorio nazionale, sono davanti agli occhi dei Sindaci, non a caso e da sempre responsabili dell’assistenza sul territorio. Questa visione, che non dovrebbe essere originale, lo diventa per una ragione tanto semplice quanto riprovevole: è uno dei tanti trucchi che permettono a governo, regioni e comuni il rimpallo delle responsabilità… insieme alla ambigua definizione di questa piaga come “gioco”. Così, responsabilizzando i sindaci e le ASL in modo obbligatorio, potremo essere efficaci non solo perché è nella natura dell’impostazione costituzionale della Repubblica ma anche perché saranno annientate le fette di salame che le istituzioni mantengono sugli occhi. L’azzardo e le sue conseguenze pestilenziali sui cittadini saranno visti, combattuti o ignorati, dai sindaci. Chiunque, semplicemente facendo un giro per la città, sarà in grado di vedere come si sta comportando quell’amministrazione locale verso questa piaga. La trasparenza può eliminarla, l’opacità la nutre… come ogni maledizione.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La tassa sulla povertà dello Stato biscazziere

Per sconfiggere la povertà #VotateRedditoDiCittadinanzaM5S

poveri.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Da qualche giorno i partiti si sono accorti che il Paese sta sprofondando nella povertà. Erano troppo impegnati a viaggiare con l’aereo blu, a accumularsi la pensione d’oro e a regalare miliardi di euro alle banche. Ora si sono svegliati. Buongiorno! Rispetto a dieci anni fa gli italiani in condizioni di povertà assoluta sono raddoppiati e il trend è in crescita. I governi che si sono succeduti non hanno mosso un dito per porre fine a questa piaga, anzi hanno portato avanti politiche che hanno impoverito ulteriormente con tagli al sociale, aumenti di tasse e livellamento al ribasso delle pensioni. Adesso tutti tirano fuori la loro proposta che scimmiotta il Reddito di Cittadinanza proposto dal MoVimento 5 Stelle come primo punto del programma politico presentato agli italiani nel 2013. Renzi e Berlusconi farneticano e parlano di “lavoro di cittadinanza“: non si sa cosa sia, quanto costi, a chi sarebbe destinato e come si farebbe a creare 9 milioni di posti di lavoro per i poveri italiani. Il Senato ha approvato una legge delega bluff sul “reddito di inclusione” che stanzierà (forse) risorse sufficienti solo a prendere in giro chi muore di fame. Oggi è il turno di Orlando, ministro della Giustizia senza aver neppure la laurea in giurisprudenza nonchè cocco di Napolitano, a sparare la sua: propone il “reddito di connessione” senza dire nulla sulle coperture nè dove prenderebbe i soldi, nè in cosa consiste e chi ne avrebbe diritto. Orlando si connetta alla realtà.
La povertà è un’emergenza che non si risolve con le chiacchiere in tv. Deve essere fatta una legge al più presto. L’unica proposta seria che è depositata in Parlamento ormai da quattro anni è quella del MoVimento 5 Stelle. La nostra proposta di Reddito di cittadinanza prevede:
– di garantire a tutti gli italiani un reddito di 780 euro, che è la soglia di povertà: beneficerebbe del Reddito di Cittadinanza chiunque percepisca un reddito inferiore ricevendo un contributo pari alla differenza tra il reddito percepito e questa soglia. Guadagni 400 euro? Con il Reddito di Cittadinanza del MoVimento 5 Stelle ricevi 380 euro che ti consentono di uscire dalla povertà. Guadagni 0? Ne ricevi 780. Hai una pensione di 500 euro? Ne ricevi 280. I nuclei familiari percepiranno di più, per esempio una coppia con 2 figli avrà diritto a percepire un minimo di 1.482 ed un massimo di 1.950 euro. Qui trovi tutti gli esempi e gli scaglioni.
– di garantire alle persone che percepiscono il Reddito di Cittadinanza di trovare un lavoro utilizzando i centri per l’impiego e facendo corsi di formazione
– di usufruire per due anni del Reddito di Cittadinanza durante i quali devi dimostrare di essere attivamente impegnato nella ricerca di lavoro. Qualora rifiutassi due proposte di lavoro il Reddito di Cittadinanza verrebbe revocato
Reddito subito e aiuto nella ricerca del lavoro. Questa è la ricetta del MoVimento 5 Stelle. La legge con le coperture è depositata in Senato, pronta per essere discussa. Smettetela di farneticare e prendere in giro i poveri italiani e votatela subito.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Per sconfiggere la povertà #VotateRedditoDiCittadinanzaM5S