#RomaTagliaGliSprechi: -84% di Alemanno e -72% di Marino

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di MoVimento 5 Stelle Roma

Ecco quello che succede quando ad amministrare è il MoVimento. Oggi sono stati presentati i tagli agli sprechi in Assemblea Capitolina durante il primo anno di consiliatura a 5 Stelle. Quasi 6 milioni di euro in meno rispetto al 2008, primo anno di amministrazione Alemanno e 3 milioni di euro in meno rispetto al 2014, primo anno di amministrazione Marino.

Una forte riduzione delle spese dell’Assemblea Capitolina presieduta da Marcello De Vito. Dai quasi 7 milioni di euro dell’amministrazione Alemanno agli oltre 4 milioni di euro dell’amministrazione Marino ai soli 1.101.629,81 euro spesi quest’anno. In percentuale l’84,05% di spese in meno rispetto al totale sostenuto durante il primo anno del sindaco Alemanno e il 72,94% in meno rispetto a Marino.

Come si evince dalla tabella in foto, il risparmio ottenuto su ogni singola voce è enorme.

Mentre il MoVimento 5 Stelle non impegna fondi per le spese postali e per quelle di editoria, nonostante il già diffuso utilizzo delle nuove tecnologie, con l’amministrazione Marino tre anni fa queste spese superavano rispettivamente i 3.500 euro e i 18mila euro. Nel 2008 con Alemanno il Comune spendeva ben 23.641,20 euro per la posta e quasi 50mila euro per l’editoria.

L’analisi dei dati diventa quasi sconcertante sulle spese di cancelleria: rispetto a nove anni fa il MoVimento 5 Stelle spende circa 117.000 euro in meno per la cancelleria e 57.000 euro in meno per gli altri materiali. Un divario enorme che diventa inconcepibile se si tiene conto anche dell’inflazione.

Il totale delle spese dei Gruppi Capitolini per l’acquisto di beni e consumi e per le prestazioni di servizi arriva a oltre 220.000 euro con Alemanno e a oltre 230.000 euro con Marino a fronte dei 90.000 euro spesi invece dal 1 luglio 2016 al 30 giugno 2017. Se si analizzassero in dettaglio solo quelle del gruppo dei consiglieri di maggioranza MoVimento 5 Stelle il risparmio sarebbe ancora più netto.

Le spese per le iniziative degli Organi Istituzionali del primo anno di amministrazione Alemanno sono di quasi 2,8 milioni di euro; con Marino se ne spendono ‘solo’ 300mila euro che diventeranno però 520 mila l’anno successivo.

L’amministrazione 5 Stelle, anche in questo caso, non spende nulla!

Con Alemanno per le iniziative delle Commissioni Elette e Roma Capitale, in un solo anno, si spendono 141mila euro. L’amministrazione Marino ne spende solo 9mila euro per la Commissione Elette ma quello stesso anno sente il bisogno di investire 160.208 euro per ‘servizi informativi sull’attività dell’Ente’, una voce che non compare nemmeno nel primo anno della assolutamente non parsimoniosa amministrazione Alemanno.

Per quanto riguarda le spese del personale per lavoro straordinario le due amministrazioni precedenti non si fanno bastare il fondo ordinario che utilizzano per un importo rispettivamente pari a 1.080.177,15 euro e 866.978,93 euro, prelevando anche dal fondo straordinario Roma Capitale da cui si attingono 84.911,75 euro con Alemanno e ben 448.771,85 euro con Marino. L’ufficio dell’Assemblea Capitolina, durante il primo anno di consiliatura 5 Stelle, non tocca il fondo straordinario e spende per gli straordinari meno della metà rispetto alle amministrazioni precedenti.

Le spese per contratti di consulenza, per le prestazioni lavorative esterne e per la realizzazione di progetti di varia natura passano da 43mila euro durante il primo anno di mandato di Alemanno, a 426.963 euro con Marino, al totale abbattimento sotto la Presidenza di Marcello De Vito.

Drastico il taglio sul numero di personale in posizione di comando da altra amministrazione: 716.746,00 euro nel primo anno Alemanno, 1.142.469,00 euro durante il primo anno Marino e appena 242.929,00 euro ora grazie a una disposizione dell’Ufficio di Presidenza che in questo primo anno ha ridotto il numero degli incarichi a 13, esattamente venti persone in meno rispetto al 2014: un solo comando per gruppo consiliare e per i membri dello stesso Ufficio di Presidenza.

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Basta bufale! I “nasoni” di Roma non sono e non saranno mai a pagamento!

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di MoVimento 5 Stelle Roma

La campagna diffamatoria contro la Giunta Raggi e il MoVimento 5 Stelle, oggi raggiunge un nuovo apice con la bufala diffusa su QN-Carlino-Nazione-Giorno da Elena Polidori (già segnalata all’ordine dei giornalisti per altri articoli contenenti falsità contro esponenti del Movimento 5 Stelle e la Giunta Raggi).

Oggi i lettori del quotidiano diffuso in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lombardia, Liguria saranno sobbalzati leggendo in prima pagina il titolo “I ‘nasoni’ a Roma. Sull’acqua giravolta Raggi Fontanelle a pagamento” e ancora all’interno sempre nei titoli: “bere dagli storici ‘nasoni’ costerà 5 centesimi” e all’interno dell’articolo altre falsità del tipo “I nasoni (ce ne sono duemilacinquecento e zampillano da sempre per la città) non erogheranno più l’acqua gratis, diventeranno a pagamento come le case dell’acqua”, per continuare poi con “per i nasoni quando verranno riaperti il discorso sarà similare: la proposta è dotarli di un erogatore d’acqua a gettone a 5 centesimi”.

Tutto falso eppure pubblicato da questo quotidiano diffuso fuori Roma, senza ottemperare alla disciplina deontologica di controllare e verificare le notizie.

Né l’amministrazione comunale di Roma Capitale, né i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Roma hanno mai proposto di mettere a pagamento i 2.500 ‘nasoni’ (fontanelle), di Roma che hanno una funzione sociale che va preservata. Tra l’altro la decisione di chiudere temporaneamente i ‘nasoni’, è stata avviata su iniziativa dell’azienda gestore del Servizio Idrico integrato dell’Ato2, Acea Ato2.

La mozione approvata nel consiglio di Roma Capitale impegna l’amministrazione a:

-Istituire un tavolo per la ripubblicizzazione dell’acqua di Roma e provincia.

-Gestire il servizio idrico con criterio, scorporando quanto ancora disponibile dei 3 milioni destinati ad installazione di “casette dell’acqua”. I fondi non ancora utilizzati saranno investiti per la manutenzione delle reti idriche, depurazione e fognature, opere necessarie e urgenti previste anche dall’ultimo Piano d’Ambito approvato il 27 luglio 2016.

– Richiedere al gestore di destinare una quota adeguata degli utili derivanti dalla gestione idrica agli investimenti sulla manutenzione dell’infrastruttura.

Il nuovo management di Acea è impegnato a perseguire questi obiettivi tanto che a maggio il gestore ha svolto una ricerca sulle reti (indagine che non veniva effettuata da anni) facendo risparmiare in poche settimane già 500 litri di perdite al secondo.

Per quanto riguarda le “casette dell’acqua” , già oggi il servizio non è gratuito e viene pagato in bolletta da tutti i cittadini. Con la proposta approvata dall’Assemblea Capitolina, come già avviene in altre città italiane, pagherà 5 centesimi al litro esclusivamente chi usufruisce del servizio.

I 2.500 “nasoni” una volta superata la crisi idrica (oggi ne sono stati chiusi meno di una trentina e viene verificato quotidianamente che venga seguita l’indicazione della loro funzione sociale ), continueranno ad erogare gratuitamente acqua per tutti i cittadini e turisti, contribuendo a ridurre la produzione di rifiuti nel rispetto del piano di gestione materiali post-consumo approvato da Roma Capitale.

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Una moratoria sui nuovi arrivi di migranti a Roma

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di Virginia Raggi

Roma è sottoposta ad una forte pressione migratoria. Così non si può andare avanti. Ho inviato nei giorni scorsi una lettera al Prefetto di Roma per chiedere al Ministero dell’Interno una moratoria sui nuovi arrivi di migranti in città.

Dal primo giorno del nostro insediamento abbiamo lavorato pancia a terra sulla questione immigrazione. Con la Prefettura c’è un ottimo rapporto di collaborazione e di confronto su una tematica così complessa. L’emergenza accoglienza è una delle tante che abbiamo ereditato. Un’emergenza aggravata anche dall’inerzia di chi negli anni si sarebbe dovuto occupare dell’assistenza dei migranti.

Non permetteremo più a nessuno di mangiare sui più deboli. E allo stesso tempo è ora di ascoltare i cittadini romani: non possiamo permettere di creare ulteriori tensioni sociali. Per questo trovo impossibile, oltre che rischioso, pensare di creare altre strutture di accoglienza.

Mi auguro davvero che questo appello non cada nel vuoto.
E soprattutto che il Governo tenga conto di queste mie parole nel momento in cui dovranno decidere dove inviare nuovi migranti. Chiederò un incontro al responsabile del Viminale per intervenire sul tema degli arrivi incontrollati.

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Tutta la verità sui campi Rom

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di MoVimento 5 Stelle

Partiamo subito da una premessa: finora nessuno aveva messo mano al problema dei campi rom, perché per molti non era un problema, ma un affare. Vedi Mafia Capitale. Il MoVimento 5 Stelle a Roma ci ha messo la faccia e ne va fiero. E chi in questi giorni dice che regaliamo soldi ai rom, mente sapendo di mentire. Roma era l’unica capitale europea ad avere ancora campi rom. Diciamo “era” perché grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i “furti” di corrente agli edifici limitrofi. In breve: stop all’illegalità e al degrado.

Di fronte a una emergenza di questo tipo, prodotta da decenni di malgoverno di Roma, le strada è una: smantellare i campi e creare le condizioni affinché l’emergenza non si ripresenti fra qualche anno. Il M5S ha fatto entrambe le cose, senza chiedere un solo euro ai romani. I fondi ottenuti grazie a un bando che abbiamo vinto, circa 3,8 milioni di euro, sono dell’Unione europea e sono vincolati. L’Ue ci mette a disposizione questi soldi a patto che siano destinati esclusivamente all’integrazione delle popolazioni Rom. Se non li usiamo per chiudere i campi rom, li perderemo.

Questo lo vogliamo dire forte e chiaro a tutti quei partiti, Meloni in testa, che in questi anni non hanno mosso un dito e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico. L’alternativa quale sarebbe? Lasciare che nascano nuovi campi a Roma? Restare fermi? Perdere i soldi che ci ha dato l’Ue? Quando si smantella un campo rom, cosa credete che farebbe la vecchia politica? Farebbe scomparire le famiglie da un momento all’altro? No, le trasferirebbero in un altro campo o un’altra area per un nuovo insediamento. E dopo aver smantellato anche quello? Ne individuerebbero un altro ancora! Sono 20 anni che va avanti questa storia e intanto l’Ue continua a farci pagare multe. Questo significa una sola cosa: che a pagare le sanzioni sono le tasse dei romani. E’ quello che hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni, da Rutelli a Veltroni, passando per Alemanno e Marino.

Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d’ora aveva mai affrontato il problema in questo modo. Il servizio applicato è capillare e copre tutta la città. Iniziamo a chiudere i primi due di nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani. Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui.

Infine, giusto per mettere le cose in chiaro: l’obiezione secondo cui daremmo 800€ ai rom è falsa: nessun cittadino romano pagherà un centesimo. L’altra invece, secondo cui ai rom saranno assegnate case popolari è, allo stesso modo, falsa. Una pura invenzione. La procedura per l’assegnazione delle case popolari è e resta identica per tutti: anche i rom dovranno sottostare alle stesse regole di un qualunque cittadino.

Solo il buon senso, in assenza di un sistema mediatico oggettivo e imparziale, può aiutare a comprendere veramente come stanno le cose. E noi siamo certi che i romani sapranno distinguere tra le urla di un Salvini e il lavoro di un’amministrazione che per la prima volta, a Roma, ha iniziato a rimettere in ordine le cose.

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La lotta all’azzardo nelle città 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Comune dopo comune la nostra battaglia contro la minaccia dell’azzardo in difesa dei cittadini continua con grande determinazione. Il nostro scopo è chiaro: limitare la diffusione delle slot, Vlt e scommesse in tutte le città amministrate dal Movimento 5 Stelle. E ci stiamo riuscendo.

In ogni città dove amministriamo abbiamo avviato politiche che si concluderanno con la difesa dei luoghi sensibili (scuole, chiese, centri anziani…) e con la limitazione degli orari di accensione delle macchine “mangiasoldi”.

Ieri è stato il turno di Roma. La capitale d’Italia e dell’azzardo per la prima volta nella sua storia avrà un regolamento in materia e questo grazie al lavoro della Giunta Raggi.

Serviva il Movimento 5 Stelle per farlo? Per forza. I partiti nella loro azione di governo hanno fatto sì che il fenomeno proliferasse fino al record di 95 miliardi “giocati” in tutta Italia. E il fatto che vengano finanziati da queste realtà sembra più un indizio che una semplice coincidenza.

Per questo i nostri sindaci attuali e quelli che verranno non si fermeranno nel contrastare un fenomeno che sta portando degrado, povertà e disoccupazione.

Il Professor Maurizio Fiasco, della Consulta anti-usura, già nel 2012 denunciava come le perdite effettive dei cittadini in scommesse portassero una sottrazione alla crescita economica di almeno 20 miliardi di euro annui con una dissipazione di posti di lavoro tradotta in almeno 115.000 impiegati tra commercio e industria.

Lo scopo di un vero amministratore pubblico è portare i ragazzi ed i propri cittadini a scommettere su se stessi e non in una slot, ad investire in attività sportive, cultura e relazioni sociali tutto il contrario degli effetti che provoca l’azzardo, ecco perché per noi tutto questo non è un “gioco” .

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La mafia a Roma non mangia più: l’inizio della fine dei campi rom

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Applausi per Virginia Raggi e l’amministrazione 5 Stelle di Roma. Per la prima volta chi governa la capitale non pensa a come lucrare sulla pelle degli altri e a danno dei cittadini, ma a come risolvere i problemi. Quella dei campi rom era una questione che nessuno aveva mai chiuso, forse neppure affrontato, ma sulla quale tanti (troppi) hanno magnato. Da adesso si inizia a chiuderli, per sempre. E i soldi per farlo ce li facciamo dare dall’Unione Europea, nessun costo extra per i romani. Un capolavoro. Il piddino Buzzi si augurava per i romani “un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve”. Il MoVimento 5 Stelle invece sta risolvendo i problemi. Forza Virginia. Beppe Grillo

di Virginia Raggi

Superiamo i campi rom. E’ l’inizio della fine per una vergogna durata decenni. Politici, criminalità di ogni genere, mafie: tutti si sono nutriti e sono ingrassati nella mangiatoia dei campi. Facevano comodo a tutti: per questo le precedenti amministrazioni promettevano di chiuderli mentre si popolavano ogni giorno di più.
Ora, per la prima volta, un’amministrazione presenta un piano concreto che consentirà di superarli.

Alla base un Patto di Responsabilità che impone doveri precisi e rigorosi alle popolazioni che abitano i villaggi. Affermiamo la legalità dei comportamenti.
Grazie a protocolli che stiamo stipulando con la Guardia di Finanza e con l’Agenzia delle Entrate conosceremo la situazione patrimoniale di chi ha vissuto nel sommerso e nell’illegalità. Metteremo fine a qualsiasi forma di sostegno per chi non ne ha diritto.
Nessuno godrà più di trattamenti speciali. Riguardo la casa, la scuola, la sanità, la formazione e l’accesso al lavoro applicheremo le misure valide per tutti i cittadini. Per la prima volta, viene eliminata ogni forma di assistenzialismo. La legge deve essere sempre uguale per tutti.

Niente e nessuno sarà più immune da questo principio. Abbiamo a disposizione fondi che l’Unione europea ha destinato esclusivamente per le popolazioni rom, risorse che altrimenti andrebbero perdute. Li utilizzeremo per far in modo che non esistano più campi all’insegna della criminalità e dell’illegalità. Non elargiremo bonus a nessuno, ma supporteremo queste persone affinché trovino una casa normale ed escano dall’isolamento che li ha caratterizzati in questi anni. Sino a oggi hanno vissuto in ghetti che consentivano di non pagare tasse, utenze e le spese che devono sobbarcarsi tutti gli altri cittadini. Con il nostro piano, tutto ciò finirà. Con i soldi dell’Unione europea recupereremo milioni di euro dall’evasione e dall’illegalità e li metteremo a disposizione di tutti i cittadini. La mafia a Roma non mangia più.

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L’ennesima fake news del Pd su Virgina Raggi è un boomerang

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di MoVimento 5 Stelle Roma

Le fake news piddine hanno le gambe corte. Il Pd ci ha consegnato una città segnata da anni di malaffare e di politiche scriteriate. Noi stiamo gettando le basi per invertire la tendenza, rimettendo al centro i bisogni dei cittadini. La vecchia politica si sta rendendo conto che il cambiamento ha ingranato la marcia giusta e si appiglia a tutto pur di infangarci.

Hanno raggiunto l’apice del paradosso: citano un articolo del New York Times, che si riferisce ai danni prodotti nell’ultima decade, e lo utilizzano contro di noi. Dice il New York Times: “The past decade or so has not been kind to Rome.” Ma i cittadini non sono così ingenui e non cadono in tranelli di tanto basso livello.

Sono loro, Pd&Company, i professionisti della vecchia politica, ad aver speculato per anni sui rifiuti, sui migranti, sulle buche. Sono loro ad aver tentato di costruire carriere e guadagni sulla pelle dei cittadini. Siamo quindi rassegnati e inorriditi.

La becera propaganda del Pd non riuscirà a nascondere la verità. Dovrebbero, piuttosto, concentrarsi sulle grane giudiziarie che ancora coinvolgono ampie fette del loro partito nel processo di Mafia Capitale.

Noi rispondiamo con l’evidenza dei fatti e con la forza del lavoro. Tutto il resto lasciamo a chi pensa di sopperire con penose strumentalizzazioni alle mancanza di argomenti.

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Il Reddito di cittadinanza per restituire dignità

di Virginia Raggi

Tutelare i più deboli non è un optional, ma un obbligo. Le forme di assistenzialismo puro hanno fallito, dobbiamo pensare a qualcosa di nuovo. Il reddito di cittadinanza è tutto questo: aiuta i cittadini, infatti, a reinserirsi nel mondo del lavoro dopo un’attività di formazione e riqualificazione. Il reddito di cittadinanza serve per restituire dignità alle persone e reinserirle nel mondo del lavoro. Perché secondo l’articolo primo della Costituzione, l’Italia è ancora una Repubblica fondata sul lavoro. Tuteliamo i più deboli, perché nessuno deve rimanere indietro. Il 20 Maggio, vieni a Perugia a camminare con noi.

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Roma, il Pd finalmente ha deciso di pulire

di Virginia Raggi

Da qualche anno a Roma si sono moltiplicati i cittadini che, autonomamente o in forma associata puliscono Roma, le sue strade e i suoi parchi. Questo perché l’amministrazione è obiettivamente un po’ in sofferenza. La situazione dei rifiuti è a tutti nota ma si sta normalizzando.

In queste ultime ore anche un noto partito, il PD, quello che è responsabile del malgoverno degli ultimi 20 anni a Roma, ha deciso finalmente di venire a pulire, chiaramente per il noto principio secondo cui “chi sporca pulisce”.
Un po’ tardivo, comunque lo aspettiamo e gli diamo i migliori auguri di benvenuto. Ci auguriamo che non sia uno sterile spot elettorale: per far questo vi aspettiamo non soltanto questa domenica ma per quelle a seguire per i prossimi vent’anni.

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A Roma nessuna emergenza rifiuti

di Pinuccia Montanari, Assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma

In primo luogo è bene ricordare a tutti i cittadini romani che non c’è assolutamente emergenza rifiuti. Roma non ha mai avuto un Piano per la gestione sostenibile dei materiali post-consumo. Noi in pochi mesi abbiamo approvato e stiamo attuando un Piano che prevede l’obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata.

Quindi la situazione attuale di criticità sarà risolta in pochi giorni. Abbiamo ereditato una situazione impiantistica assolutamente molto fragile e quindi dobbiamo, anche in termini di sistema, fare una programmazione seria. Ed è quello che stiamo facendo con il nostro Piano.

Quello che suggerisce Renzi è solo uno spot elettorale. I romani non vogliono più essere presi in giro come è stato negli ultimi venti anni. Buttino giù la maschera. Renzi, il Governo e la Regione Lazio dicano dove vogliono fare la discarica e l’inceneritore, perché è questo quello che vogliono.

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