E’ ora di una ”due diligence” per la Regione Siciliana

La prima cosa che farò da presidente della Regione, dopo aver eliminato i vitalizi, le pensioni da privilegiati e dimezzato gli stipendi degli onorevoli siciliani, sarà quella di avviare una ”due diligence” con la Corte dei Conti, cioè un controllo… Continua a leggere E’ ora di una ”due diligence” per la Regione Siciliana

Vota per scegliere il candidato Presidente per la Regione Lazio

di MoVimento 5 Stelle

Oggi, giovedì 12 ottobre, si vota per scegliere il candidato Presidente del MoVimento 5 Stelle per la Regione Lazio.

I candidati che hanno proposto la candidatura a Presidente sono (in ordine alfabetico):

– Barillari Davide… Continua a leggere Vota per scegliere il candidato Presidente per la Regione Lazio

Il 12 ottobre le votazioni per scegliere il candidato presidente in Lazio

di MoVimento 5 Stelle

Domani, giovedì 12 ottobre, gli iscritti al MoVimento 5 Stelle abilitati ad accedere a Rousseau e residenti in Lazio, saranno chiamati a scegliere il candidato Presidente che rappresenterà il MoVimento 5 Stelle per la Regione L… Continua a leggere Il 12 ottobre le votazioni per scegliere il candidato presidente in Lazio

Vota per scegliere i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni regionali del Lazio

di MoVimento 5 Stelle

Oggi, martedì 10 ottobre, si vota per scegliere i candidati che formeranno la lista e rappresenteranno il MoVimento 5 Stelle alle elezioni regionali del Lazio nel 2018.

Accedi subito a Rousseau per vedere i candidati della tua… Continua a leggere Vota per scegliere i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni regionali del Lazio

#ProgrammaLazio – Sicurezza e casa

di Gianluca Perilli, MoVimento 5 Stelle Lazio

La sicurezza è un bene tutelato dalla nostra Costituzione. Due sono i settori fondamentali sui quali agire nella nostra regione: l’ordine pubblico e l’incolumità dei cittadini, da un lato; la Protezione civile, dall’altro.

Nel primo settore riteniamo indispensabile favorire l’accorpamento della polizia locale, a livello di Città metropolitana e delle province, per ottimizzare le risorse e rendere più efficace il presidio del territorio. Sul secondo punto è necessario che il sistema di Protezione civile si fondi su di un’attività di prevenzione accurata e che coinvolga le popolazioni nei piani di intervento ed evacuazione, oggi insufficienti.

Un altro diritto parimenti importante è quello alla casa.
Ad oggi migliaia di cittadini del Lazio sono in attesa di veder soddisfatto tale diritto come pure quelle di vivere in immobili di edilizia residenziale pubblica che siano in condizioni dignitose. La gestione disastrosa da parte della Regione delle ATER, ovvero le aziende che gestiscono il servizio di edilizia popolare, è sotto gli occhi di tutti.

La nostra proposta è quella di intervenire su due fronti: sulla governance di questi istituti e sulla loro tenuta economica. Un nuovo modello organizzativo garantirebbe il necessario contatto fra l’azienda e coloro che vivono nelle abitazioni. Vanno abbattuti i costi di gestione e soprattutto il numero di poltrone nei consigli di amministrazione. Inoltre, Ater non riesce a manutenere le abitazioni né a costruirne di nuove a causa della voraginosa disparità fra entrate ed uscite. A tale scopo proponiamo di destinare all’edilizia residenziale sociale le risorse del fondo ex GESCAL, decine di migliaia di euro oggi inutilizzati, con interventi concordati con i tutti i comuni del Lazio. Democrazia è condivisione. Nei prossimi mesi raccoglieremo le vostre idee, proposte, suggerimenti. Insieme governeremo il Lazio

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Vota per scegliere il candidato Presidente per la Regione Sicilia

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi, domenica 9 luglio, si vota per scegliere il candidato Presidente per la Regione Sicilia.

I candidati che hanno proposto la candidatura a Presidente sono:

Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
Foti Angela
Listì Maman Alì
Marano Jose
Scarcella Giuseppe
Tancredi Sergio
Trizzino Giampiero
Zito Stefano

Accedi subito a Rousseau rousseau.movimento5stelle.it e guarda il profilo dei candidati con il CV, la dichiarazione di intenti e il video di presentazione.

La votazione è attiva su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00.

Vota subito!

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Rigopiano, un convegno vergognoso

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di Sara Marcozzi, Portavoce M5S Regione Abruzzo

Dopo la tragedia di Rigopiano, le vittime, i milioni di euro di danni alle imprese, le inefficienze della Regione, la carenza di mezzi di soccorso che ci hanno portato a donare una turbina spalaneve alla Protezione Civile Abruzzese, leggere il vergognoso titolo di questo convegno fa rabbrividire.

“Dalla grande calamità una valanga di opportunità”.

Questo convegno richiama alla memoria le sconcertanti dichiarazioni del Ministro Del Rio all’indomani del terremoto di Amatrice “L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà PIL!”. La classe dirigente che vede le opportunità per il Paese e per le regioni nell’emergenza dopo le tragedie deve lasciare il passo a chi le opportunità le vede nella prevenzione e nella tutela della salute dei cittadini e del territorio.

Il Presidente di Regione Luciano D’Alfonso, il rettore D’Amico, il Sindaco Brucchi di Teramo, il Presidente della Provincia Di Sabatino e gli organizzatori chiedano scusa e annullino il convegno.

L’unico modo per restituire dignità all’Abruzzo è lavorare sodo e in silenzio nel rispetto delle vittime, dei loro familiari e dei cittadini.

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Lo scandalo dei vitalizi in Trentino

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di Riccardo Fraccaro

Il centrosinistra al governo dimostra ancora una volta la sua vera strategia: tagliare i diritti dei cittadini per alimentare i privilegi della partitocrazia. Lo vediamo ogni giorno in Parlamento ed è accaduto anche in Trentino Alto Adige con lo scandalo dei vitalizi.
Nel 2012 i consiglieri regionali approvarono una riforma truffaldina delle pensioni d’oro, che ufficialmente doveva ridurre la spesa pubblica destinata ai vitalizi, compensando questa riduzione con una buona uscita da incassare al compimento di 60 anni. Peccato, però, che l’ammontare di questa liquidazione sia stato calcolato gonfiando generosamente i parametri su rendimento e aspettativa di vita, prevista addirittura fino all’età di 85 anni. I vitalizi non furono aboliti, ma sostituiti da assegni che in alcuni casi superavano il milione di euro!


Il M5S denunciò questa vergogna, ma ovviamente i partiti fecero spallucce dandoci dei populisti.
Grazie alla nostra azione politica, però, vennero fuori i nomi e le cifre: 130 fra consiglieri ed ex consiglieri si sono spartiti un capitale di oltre 90 milioni di euro.
L’indignazione che montava tra i cittadini e la pressione del M5S costrinse i partiti ad affrontare di nuovo la questione dei vitalizi. Ancora una volta, però, la montagna partorì il topolino: la legge di riforma dei vitalizi approvata in fretta e furia nell’estate del 2014 si risolse con una mini sforbiciata, che chiedeva a consiglieri ed ex consiglieri la restituzione del 28% del vitalizio. Su un totale di 90 milioni, si trattava, quindi, di recuperarne 29,4. Briciole, rispetto ai montepremi che i consiglieri del Trentino Alto Adige si erano nel frattempo assicurati.

Una legge che il M5S ha criticato fin dall’inizio, non solo per i tagli irrisori, ma anche perché si tratta di una restituzione solo temporanea: la parte più consistente delle restituzioni (circa 20 milioni di euro) doveva, infatti, venire da quei consiglieri obbligati a restituire tutto l’anticipo perché non avevano ancora i requisiti anagrafici (60 anni), ma che una volta maturata l’età pensionabile si vedranno accreditata gran parte della cifra restituita. Ma l’aspetto più vergognoso è quello dei ricorsi: 62 consiglieri ed ex consiglieri, infatti, si sono rifiutati di restituire persino quel poco che la legge regionale impone! Se davvero il Pd e i suoi alleati sono contro i vitalizi, perché non si decidono ad espellere chi ancora si rifiuta di restituire i soldi incassati indebitamente?
Quello che sta accadendo in Trentino Alto Adige deve servire da lezione: noi non ci fermeremo finché i vitalizi non saranno aboliti, non solo a Trento e Bolzano, ma in tutta Italia. Nel 2011 dopo aver approvato la legge Fornero sulle pensioni, che ha pesantemente danneggiato milioni di italiani, i partiti si sono riuniti nell’Ufficio di presidenza e, senza il controllo dell’opinione pubblica, hanno deciso che quella riforma non sarebbe stata applicata ai parlamentari.

A loro basta una legislatura per incassare la pensione già a 65 anni. Noi allo stesso modo, con una semplice delibera, vogliamo abolire questo privilegio medievale.
È una questione di equità. Bastano 5 minuti e l’alzata di mano di una ventina di persone per impedire che il 15 settembre scatti l’ennesimo privilegio. Vogliamo che anche i parlamentari abbiano una #PensioneComeTutti. E se riusciamo a normalizzare il Parlamento, allora riusciremo a normalizzare anche il Paese.

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Per una Sicilia 5 Stelle

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Di seguito un’intervista rilasciata da Beppe Grillo al mensile “S”

Lo Stretto l’ha già attraversato a nuoto, tutto quello che c’è da aspettarsi si sta già realizzando. Con una pattuglia di fedelissimi e il sostegno della “rete”, Grillo è pronto a governare in Sicilia. Ha le idee chiare sul Pd, sulla mafia, su Crocetta e sa come affrontare i problemi dei rifiuti, le questioni infrastrutturali e energetiche.

– Sicilia, si avvicinano le elezioni regionali, prima vera tornata importante. L’ultima volta lei ha attraversato lo stretto di Messina a nuoto, questa volta cosa s’inventerà?

Puoi essere simbolico una volta sola, con un messaggio preciso, queste cose non vanno ripetute perché perdono completamente il loro significato. I riti, nel loro ripetersi, vorrebbero vederci tutti lì fermi… cristallizzati e prevedibili. Credevo fosse ovvio.

– L’Isola è stata sempre un importante laboratorio politico per i futuri assetti nazionali, quale schema di gioco prevede per il prossimo autunno?

La logica che porta all’espressione “laboratorio politico” per noi non esiste.

– Il suo Movimento come intende muoversi sul dopo Crocetta?

Parlare di un prima e di un dopo Crocetta conferirebbe al PD una consistenza che non ha mai avuto, né in Italia e tantomeno in Sicilia. La loro filosofia, nelle regioni con una storia di criminalità organizzata consolidata, si riassume nelle figure di Crocetta qui e De Luca in Campania. In Sicilia non esistono proprio e mandano un rappresentante filosofico-inconcludente in attesa di sviluppi. In Campania il linguaggio è ben diverso, fa accapponare la pelle, la dimostrazione plastica del fatto che il PD non ha una propria consistenza, ma che è invasivamente disposto ad assumere qualunque forma pur di essere lì il giorno in cui la banca dei loro sogni gli conferirà il “buffetto d’oro”. E’ come l’acqua che prende la forma da prendere, neppure quella che resta, quella che va presa per dare meno noie possibili al malaffare in corso e magari pure qualche appoggio logistico/culturale.

– Qual è dunque il suo giudizio politico sull’operato dell’attuale governatore, Rosario Crocetta?

Io lo avrei assunto subito, ma come fermacarte. Come dicevo l’insussistenza di Crocetta è un messaggio preciso del PD alla mafia siciliana: “noi non disturberemo”

– Il candidato del M5s in Sicilia sarà Giancarlo Cancelleri o procederete con le primarie?

Il candidato verrà scelto dalla rete, come sempre

– Piattaforme petrolifere, il mare siciliano ospita colossi, anche della Edison, al centro delle nostre inchieste giornalistiche. Cosa ne pensa di come sono state gestite le estrazioni petrolifere fino ad oggi e che futuro avranno?

Il fossile non ha futuro, tutti i gruppi più grandi, nel mondo, stanno disinvestendo dal fossile

– Non è andata per niente bene con il sindaco grillino neo eletto a Gela, pensate che la strada delle espulsioni vi premi o sarebbe meglio il dialogo?

Adesso quel sindaco non ci rappresenta più. Il dialogo? Questa domanda mi fa precipitare indietro nella storia, io dialogo con chi cerca di ottenere obiettivi simili a quelli che mi sono posto io, non con tutti a prescindere. Cosa significa “dialogo” in casi come questo? Cercargli un’altra poltrona? Fare delle belle foto sorridenti insieme: l’Italia è soffocata da queste consuetudini velenose. Non cerchiamo di essere premiati dal dialogo o da qualcos’altro, vogliamo semplicemente che il nostro
messaggio arrivi chiaro, i cittadini sceglieranno.

– Rifiuti, in Sicilia le discariche sono in mano a pochi nomi noti, un notabile di Confindustria, un potente imprenditore siracusano e un imprenditore accusato di corruzione a Catania. Perché secondo Lei questo sistema non si riesce a cambiare e come lo affrontereste?

Il contrario dei fermacarte: atti amministrativi e poche parole.

– Cosa ne pensa del Ponte?

In questo caso il cittadino siciliano dovrebbe sentirsi offeso due volte: il ponte è riciclaggio sia locale che nazionale, il PD ha soltanto aggiunto un’opzione: dovrebbe fare anche da salvagente per loro. Il ponte come distrattore di massa e specchietto per i meno scaltri fra i grandi faccendieri industriali, che ancora giocano a prometterne la costruzione a qualcuno.

– Cosa ne farebbe dei fondi già spesi per la progettazione e delle penali che dovremo andare a pagare?

Penso che quel denaro era pubblico e pubblico deve ritornare.

– Siamo la regione con il più alto tasso d’incompiute e di crolli nelle infrastrutture. Affrontare il problema si può? E come?

Potrei dirle che ogni incompiuta fa storia a sé, in parte è la verità, ma così sei già inciampato nella “trappola dell’incompiuta”, perché le hai dato attenzione, ne hai fatto un caso. E allora, appena se ne fa un caso si finisce per legittimare quelli che vogliono buttarci altri soldi dei cittadini per sistemarci qualche parente, qualche sodale e qualche cellula dormiente mafiosa. Le incompiute hanno una sola soluzione: non se ne devono iniziare altre, lo stesso discorso che vale per il ponte… se parli del ponte lo fai per dimenticarti dell’altra grande incompiuta (la SA-RC).

– Il vostro Giancarlo Cancelleri ha rivelato a suo tempo, su questo giornale, di ricevere tutti i giorni, da quattro anni, richieste da Crocetta di entrare nell’attuale Governo, dietro questo rifiuto c’è anche il suo zampino?

Giancarlo e lo zampino di Grillo? Ma che domanda è…

– Il Centrodestra in Sicilia sta tornando a crescere nei sondaggi. Dicono di non temere affatto il centrosinistra, ma vogliono organizzarsi per sfidare voi 5 Stelle. Crede che i siciliani possano essere attirati ancora dalle campane di Miccichè e Berlusconi del 61 a zero?

Essere inseguiti da Berlusconi è tanto inedito (dicono tutti che i fantasmi non esistono) quanto poco interessante, difficile dare importanza a certi ricordi con tutto il futuro che ci aspetta. Ignorarlo è l’unica scelta strategica da fare veramente. Lo psiconano vive la Sicilia come il punto di riferimento iniziale delle sua storia personale e politica e sta cercando di scatramarsi partendo da qui. Un vero incubo che potrebbe diventare un fantasma soltanto se c’è rimasto ancora qualcuno disposto a prenderlo sul serio, certo noi non lo abbiamo mai fatto, perché dovremmo cominciare ora. Non credo che i siciliani vogliano cascarci di nuovo.

– Migranti, la Sicilia è terra di accoglienza, sia Lei che Luigi Di Maio avete parlato rpima di tutt e prima ancora del Procuratore Zuccaro ( procuratore Capo della Repubblica a Catania, ndr) di “ruolo oscuro delle ong”. Vuole approfondire il tema?

L’unica cosa da approfondire è il ruolo e le attività delle Ong. Noi abbiamo solo evidenziato quello che è sotto gli occhi di tutti.

– Gli sbarchi da noi sono diventati quotidiani e quasi insostenibili, le inchieste ci dicono inoltre che qui il business sia più diffuso che altrove. Come gestirebbe il Movimento questo problema?

Come, purtroppo, fra non molto bisognerà fare: attendere l’esito delle indagini. In molti operano per trasformare la disperazione di queste persone nel fenomeno del “caro estinto” europeo. L’unica cosa che c’è da imparare da questo intreccio riguarda la geopolitica del malaffare, questa è la faccia europea dello sfruttamento intensivo dei danni che creiamo… tante belle organizzazioni non regolamentate ma protette dall’estabishment hanno avuto guai serissimi con la giustizia.

– Crede che in Sicilia imbattersi con la mafia sia un “fenomeno fisiologico” o si può, e in che modo, restare indenni?

Si deve restare inavvicinabili, restare fuori dalla mafiosità (prerogativa italiana e non siciliana) come Patrizio Cinque. Non esistono strade diverse da questa, oltre a sostenere la lotta alle mafie sul piano della repressione, una volta al governo del Paese.

– A Roma, a Genova e a Palermo avete avuto dei problemi non da poco ultimamente, crede che ci sia un problema d’inesperienza sotto tutto ciò, o a monte c’è un problema di scelta degli uomini?

Non mi aspetto la mancanza di problemi per noi, non me la sono mai aspettata. Quello che stiamo ottenendo è di essere una soluzione per i cittadini italiani che vogliono tornare protagonisti della vita politica del loro paese.

– Perché crede che un futuro governo 5 Stelle sia in Italia “un fenomeno naturale”?

Semplice, siamo nati e continuiamo a crescere in modo spontaneo, senza ideologia. Non siamo un prodotto dell’uomo inventato come una campagna pubblicitaria, non siamo un fenomeno di doping della politica. Siamo una forza consistente e reale, è pertanto naturale che andremo al governo del Paese come è naturale che ci debbano tornare i cittadini. La Sicilia ha avuto l’intelligenza di Majorana e la profondità di Pirandello, la ferocia di Riina e la gestione del potere di Provenzano. La Sicilia è eterna. E’ crudele. E’ indefinibile. E’ ovunque ci sia un siciliano. Per chi vi è nato, Palermo è il centro del mondo. La Sicilia ha tutto. Sole, mare, paesaggi, arte, storia, agricoltura. La Sicilia non ha niente. Inceneritori, emigrazione, criminalità. E’ una chimera nata con l’Unità d’Italia. Una Nazione? Stato? Regione? In crisi di identità o, forse, con identità multiple. In Sicilia si dice ancora cattivo come un piemontese. I libri di storia raccontano la favola di mille camicie rosse che liberano un’isola di milioni di persone. Quell’isola è in catene. E’ autonoma, ma senza autonomia. Ricca, ma povera. Ha il maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO in Italia. Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L’Italia non ha fatto bene alla Sicilia.Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l’Italia, questa Italia, può solo affondare. U pisci feti da testa. E la testa è a Roma.

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Rifiuti: gara truccata in Toscana. Avevamo ragione noi!

di Giacomo Giannarelli, M5s Toscana

È tempo di soddisfazioni per le nostre battaglie. Avevamo ragione noi, tutto scritto nella denuncia pubblica dei nostri gruppi locali datata 2014: la gara da 3,5 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti nell’ATO Toscana Sud era truccata. Il direttore generale dell’ente è agli arresti domiciliari, altre figure sono coinvolte nell’inchiesta della Guardia di Finanza. E come sempre sono i cittadini ad aver pagato il prezzo più alto di un sistema di gestione fallimentare, pensato dalla Regione e a quanto pare terreno fertile per attività illecite. 800 mila cittadini tra Siena, Grosseto e Arezzo pagano una TARI tra le più alte d’Italia benché la raccolta differenziata media sia al 33,56% cioè la metà dell’obiettivo al 2012. ATO Toscana Sud era il primo ambito sperimentale del modello PD di gestione dei rifiuti per macro ATO e questi sono i risultati. Il sistema che Rossi insiste per esportare negli altri due ATO, Centro e Costa, è inefficiente, inefficace e humus di illegalità diffuse. Il PD si fermi e scelga il nostro piano alternativo sull’economia circolare che presenteremo proprio in questi giorni.

Una proposta di governo necessaria anche per l’altra novità emersa oggi: il TAR regionale ha bloccato l’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’inceneritore di Firenze. Ora la palla passa alla Regione che dovrà scegliere tra prendersi la responsabilità di autorizzare un impianto da sempre contrastato da cittadini, medici e ambientalisti o imparare a dire No e rimettere mano alla Pianificazione regionale sui rifiuti.

Noi gli forniamo tutti gli argomenti per scegliere la seconda, proprio nella nostra proposta sull’economia circolare che include una moratoria all’incenerimento dei rifiuti entro tre anni. Un risultato gestibile grazie ad una serie di inequivocabili scelte di sistema messe nero su bianco.

Ma la chicca l’abbiamo scoperta leggendo la sentenza del TAR. Pensate: l’inceneritore di Firenze, fortemente voluto da Matteo Renzi, salta proprio per un protocollo di intesa firmato da lui quando era Presidente della Provincia. Stando all’atto l’ente doveva realizzare le opere di mitigazione prima di dare l’autorizzazione alla costruzione dell’inceneritore. Invece la Provincia non l’ha fatto, autorizzando comunque l’impresa alla realizzazione dell’impianto. I giudici amministrativi la giudicano una scelta “inspiegabile”, mentre per noi è l’ennesima prova dell’incapacità di governo da parte di chi oggi, riformando l’art 117 della Costituzione vorrebbe arrogare a sé la possibilità di poter dire sì o no anche sugli inceneritori.

Conferenza stampa in diretta su Facebook M5s Toscana

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