No al decreto salva-corrotti

di Alfonso Bonafede

Diciamolo chiaramente: un ministro della giustizia, certe cose non dovrebbe nemmeno pensarle. Circa dieci giorni fa è stato smascherato il tentativo del Ministro della Giustizia Orlando di emettere un decreto che può essere definito “salva-corrotti” .

Il decreto del governo Gentiloni cancellerebbe le intercettazioni dagli atti dei magistrati che, secondo la geniale idea del Ministro, non potranno più riportare i virgolettati: i magistrati dovranno fare la sintesi dell’intercettazione. Insomma, una norma che in un colpo solo rende gravoso e impossibile il lavoro dei magistrati, lede i diritti dell’imputato e imbavaglia la stampa.

Inoltre, il Trojan, lo strumento che serve per intercettare le persone tramite il loro cellulare (che diventa un registratore mobile), non potrebbe essere più utilizzato dai magistrati per i reati di corruzione. Sei un politico corrotto e vuoi incontrare qualche imprenditore intenzionato a pagarti una mazzetta? Hai paura che la magistratura ti intercetti trasformando il tuo cellulare in un registratore? Non ti preoccupare. Con la bozza di decreto di Orlando, la registrazione tramite Trojan verrebbe vietata per legge. Insomma, una vera e propria “istigazione a delinquere di stampo legislativo”.

Per non parlare del fatto, naturalmente del tutto casuale, che un decreto del genere cancellerebbe l’inchiesta Consip.

Se invece sei un cittadino onesto e con il tuo cellulare vuoi riprendere o registrare un politico che sta assumendo un comportamento scorretto che potrebbe configurare reato, allora se lo diffondi rischi 4 anni di carcere.

In questi giorni, mentre tutti gli addetti ai lavori stanno (ovviamente) bocciando la bozza di decreto, Orlando sta andando avanti con mezze smentite e timidi cenni di retromarcia. Da parte di Gentiloni nemmeno una parola. Renzi fa finta di nulla. Sono tutti compatti quando si parla di leggi “salva-corrotti”. I cittadini onesti di questo paese meritano rispetto: Orlando si rassegni e dichiari immediatamente che la bozza di decreto verrà interamente cancellata.

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Chi è senza finanziamento pubblico scagli la prima pietra: il MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle che dal 2010 ad oggi, tra Parlamento e Regioni ha rinunciato e restituito oltre 85 milioni di euro (qualche voce: 47,5 milioni di rimborsi elettorali, 34,5 milioni in tagli stipendi, oltre 1 milione in rinunce indennità di carica, 3 milioni per fondazioni e partiti politici europei etc).

Quello che sta andando in scena tra Salvini che grida al ‘complotto’ per la confisca di 48 milioni di euro per la vicenda ‘diamanti & Tanzania’ e Renzi che accusa il Carroccio di essere “ladri” è il teatrino degli ipocriti.

Mentre il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a oltre 47,5 milioni di euro di rimborsi elettorali, in questi anni la Lega per l’indipendenza della Tanzania ha incassato 180 milioni, il Pd e l’Ulivo oltre 770 milioni di euro di cui oltre 45 in questa legislatura, Forza Italia e Berlusconi 784 milioni di euro e così via fino alla destra della Meloni e la sinistra delle anime belle.

In totale in 20 anni un ‘tesoretto’ di 2 miliardi di euro rubato agli italiani, alla faccia del referendum del 1993.

A questi si aggiungono finanziamenti opachi tramite le varie “Fondazioni politiche”. Renzi quanto ha incassato da Buzzi?

Perché Renzi nel 2015 ha fatto coprire con 105 milioni di euro pubblici i debiti Ds dell’Unità?

Vogliamo parlare della legge Boccadutri che stanzia soldi ai partiti senza controlli? A questi si aggiungono manager di società partecipate pubbliche, nominati dal Pd, che sono obbligati a versare il “pizzo” al partito.

Salvini è disperato. Dichiara che per Pontida non ci sono soldi. Non si preoccupi. Li può chiedere all’attuale presidente della Lega Umberto Bossi. Oppure faccia come il Movimento 5 Stelle, che ha rinunciato a decine di milioni di euro e auto-finanzia incontri e campagne elettorali con micro-donazioni dei cittadini.

Può anche capitare, come accaduto per lo “Tsunami Tour” delle elezioni del 2013, che avanzino oltre 400.000 euro e vengano donati per ricostruire una palestra terremotata a Mirandola.

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Renzi diffama, accusa e poi scappa. Noi andiamo avanti.

di Angelo Tofalo

Ciao a tutti, sono Angelo Tofalo, membro del Copasir e Portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati.

Qualche settimana fa ho postato un video in cui vi raccontavo le motivazioni per cui ho dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi. Le sue bugie non possono restare impunite. Così come i media non possono arrogarsi il diritto di spacciare assurde menzogne come scontate verità.

Rivedendo quel video molti tra amici, colleghi, attivisti o semplici simpatizzanti hanno percepito il mio nervosismo, la mia delusione, consigliandomi di mantenere la calma e continuare a portare avanti idee sane con la passione di sempre.

Oggi posso dire di aver ritrovato in pieno la forza di contrastare chi vorrebbe inquinare la nostra democrazia con ridicoli giochetti di palazzo, e potete essere certi che questo è stato possibile solo ed esclusivamente grazie alla potenza che avete dato alla mia denuncia.

Dopo essere stato accusato, tra le altre cose, di “trattare con la parte sbagliata” solo per aver cercato informazioni dai principali interlocutori libici, in totale trasparenza, con l’attenzione che si deve ad un paese strategico, oggi scopriamo, grazie ai selfie di Minniti con Haftar, che l’interlocutore in Libia non è più uno soltanto. Finalmente il governo ha capito che bisogna dare a tutte le fazioni in campo pari dignità, recependo le istanze per trovare un equilibrio più coerente alla realtà e abbandonare soluzioni preconfezionate. Abbiamo imparato quindi che il dialogo e l’ascolto possono essere un atto eversivo o un colpo da grandi statisti, la valutazione cambia se sei amico o no del giornalista di turno.

Intanto il tempo scorre inesorabile ma chi ha memoria riesce ormai a leggere l’inconsistenza politica delle dichiarazioni di chi, senza alcun senso dello Stato, attacca il “nemico” politico sacrificando la propria onestà intellettuale e mettendo a serio rischio la Sicurezza nazionale.

Qualche giorno fa avrebbe dovuto aver luogo il primo incontro tra me e il signor Matteo Renzi in occasione della Mediazione Obbligatoria. L’ex Presidente del Consiglio avrebbe potuto approfittare del momento per chiedere scusa al sottoscritto ed al MoVimento 5 stelle per aver raccontato fatti totalmente falsi. Poteva farlo proprio lì, presso la sede dell’Organismo preposto per la Mediazione Obbligatoria, ma non si è presentato, né lui né il suo avvocato.

La cosa ancora più sconcertante è il fatto che il governo Renzi era proprio quello che tanto caldeggiava e invogliava a questa pratica, quella appunto della Mediazione Obbligatoria. Bene, vorrà dire che che mi difenderò in tribunale; la prossima volta però a Renzi converrebbe evitare di accusare Travaglio per non essersi presentato all’”udienza di conciliazione” con il padre Tiziano visto che alla fine si è comportato allo stesso modo.

Il tempo del buonismo cara Gruber è finito” verrebbe da dire, quindi, accantonata questa pratica obbligatoria che il signor Matteo Renzi ha totalmente ignorato, pur avendo ricevuto regolare raccomandata A/R, ho definitivamente dato mandato al mio avvocato di procedere per vie legali alla richiesta del risarcimento danni verso tutti coloro i quali saranno ritenuti responsabili.

Come già detto, ogni euro che riceverò come risarcimento danni dal signor Matteo Renzi sarà utilizzato per la formazione di giovani studenti nel settore della Sicurezza.

Vi chiedo di condividere ancora una volta questo messaggio per farmi sentire che siete al mio fianco e che ad ogni loro vergognoso attacco sappiamo rispondere con forza e coraggio, come soltanto una vera Comunità sa fare.

Nell’attesa di riuscire a costruire insieme una nuova via per questo Paese vi ringrazio per l’entusiasmo che state dimostrando e vi do appuntamento al prossimo aggiornamento, ciao a tutti!

P.S. Ci vediamo il 22, 23 e 24 settembre a Rimini per Italia 5 Stelle.

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Ministro delle finanze unico e Troika per tutti. Lo ‘stato dell’Unione’ di Juncker è terrificante

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Con il suo classico discorso sullo “stato dell’Unione” il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è accodato alle recenti dichiarazioni di Angela Merkel, Wolfgang Schäuble, Emmanuel Macron e Mario Draghi. Nulla di realmente nuovo per chi legge questo blog, e proprio per questo è stato un discorso terrificante. La direzione auspicata è quella tedesca, già formalmente approvata da PD e Forza Italia al Parlamento europeo, che hanno votato un report (qui tutti i dettagli) inglobante le idee teutoniche sul ministro unico delle finanze della Zona Euro e l’istituzionalizzazione della Troika.

IL MES DIVENTA FONDO MONETARIO EUROPEO
Così verrà istituzionalizzata la Troika attraverso la revisione dell’assetto istituzionale dell’Unione Economica e Monetaria. La proposta, sulla quale c’è già un mezzo accordo Parigi-Berlino porta alla trasformazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) in un Fondo Monetario Europeo, che interverrà in modo frequente con “aiuti” finanziari elargiti nelle situazioni ritenute “opportune” dai burocrati. Cosa vuol questo dire aiuto? Di certo non sarà gratuito. Per due motivi, primo e più paradossale: lo pagheremo noi stessi. L’Italia, infatti, è il terzo contribuente economico al Meccanismo Europeo di Stabilità. Il secondo motivo, e più crudele: l’attivazione di questo nuovo meccanismo comporterà il “commissariamento”, mirato, ad esempio, ad applicare riforme liberali ed impopolari nel mondo del lavoro, privatizzazioni di sanità e beni pubblici, aumenti di tasse o dell’età per il pensionamento.

BUDGET DELL’EUROZONA
La proposta che è sul piatto non è ad oggi ben delineata, soprattutto su come verrà finanziata questa linea di budget. Non siamo a favore di un bilancio dell’Eurozona che comporterebbe altri sacrifici contributivi, senza che siano prima risolti gli squilibri economici dovuti all’adozione della moneta unica tra 19 economie diverse. Ad esempio chi accumula surplus (Germania, Olanda e Lussemburgo, violando le stesse regole europee odierne) dovrebbe contribuire di più attraverso trasferimenti fiscali nell’ordine di almeno decine di miliardi di Euro. Le riforme richieste in cambio del contributo economico non dovranno avere un orientamento eccessivamente liberale (svalutazione salari tramite riforme del lavoro, riforme delle pensioni, privatizzazioni e vendita di beni dello Stato).

SCHEMA DI GARANZIA DEI DEPOSITI COMUNE
Ad oggi non c’è una chiara volontà politica per creare un sistema di garanzia davvero europeo e credibile. Sul piatto c’è una situazione di compromesso che non comporta una reale condivisione dei rischi. In particolare per l’opposizione dei Paesi del Nord. L’Unione Bancaria nel suo secondo pilastro (che riguarda la risoluzione degli istituti in crisi, dove è contenuto il bail-in) mette di fatto a rischio il risparmio. Noi vogliamo difendere il risparmio degli italiani come sancito dalla Costituzione, quindi vogliamo che ci sia: o un meccanismo europeo credibile; o uno nazionale che garantisca con una banca centrale pubblica senza rischi per i cittadini di perdere risparmi.

EUROBOND
Anche in questo caso la proposta sul tavolo non prevede un vero e completo meccanismo di condivisione del rischio sul debito, ma un progetto dove rimarranno fortemente marcate le differenze tra i debiti dei Paesi. Nella proposta, la maggior parte dei titoli di Stato rimarrà escluso dal sistema di “condivisione”, e verrà introdotto il rischio sui titoli sovrani per i bilanci delle banche. Creando problemi ai sistemi bancari dei Paesi con “rating” inferiore, che ad oggi contabilizzano i titoli di Stato a rischio zero.

Il commento del portavoce Marco Valli:

“Oggi il presidente della Commissione europea Juncker ha confermato quello che già tutti sapevano: la Germania comanda l’Europa. Le idee di Merkel e Schäuble, su cui c’è già un accordo con Macron, sono quelle di un ministro delle finanze unico della Zona Euro e la conseguente istituzionalizzazione della Troika. Verrano così costretti gli Stati membri a ricevere aiuti da un fantomatico bilancio e fondo monetario europeo (finanziato da loro stessi) in cambio di pesanti condizionalità, sul modello greco. La cosa più incredibile è che PD e Forza Italia si accodino a queste richieste e che anzi abbiano già votato positivamente al Parlamento europeo un report che conteneva tutti questi elementi. Come al solito, la vecchia politica in Europa non è in grado di risolvere alcuno dei problemi degli italiani. Fa sorridere pensare oggi alle “sparate” di Matteo Renzi e del PD contro l’attuale assetto istituzionale imposto da Bruxelles, considerando il fatto che quest’ultimo andrà a peggiorare e divenire ancora più stringente anche grazie ai loro voti. L’Italia e gli italiani hanno bisogno di un Governo che in Europa si faccia rispettare e che non si pieghi supinamente ai voleri della Merkel”.

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Pd: il partito che ha demolito l’Ambiente

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di MoVimento 5 Stelle

È imbarazzante il dibattito iniziato tra Veltroni e Renzi su quanto il Pd sia un partito ambientalista. Sostengono che l’ambiente è ai primi posti del loro programma e che se ne sono occupati molto. Dobbiamo ammettere che hanno ragione. Se ne sono occupati molto. Purtroppo, aggiungiamo.

Il Pd si è occupato di ambiente scrivendo, promuovendo, spingendo, una miriade di provvedimenti CONTRO l’ambiente. E annacquando, fino a snaturarle, quelle leggi che cercavano di affrontare alcuni problemi. Rinfreschiamo la memoria al cittadino distratto che potrebbe farsi ammaliare dalle sirene veltroniane.

OTTOBRE 2014, Sblocca Italia: legge monstrum con la quale è stata spianata la strada – se mai ce ne fosse stato bisogno – dato input alle trivellazioni, agli inceneritori, al cemento, alle opere inutili. Depurazione e le fognature non devono fare parte della visione ambientale del PD, dato che per queste opere i fondi sono stati prontamente congelati;

APRILE 2016: va in scena la campagna per affondare il referendum che chiedeva di porre dei limiti alle trivellazioni nei nostri mari, con un Renzi che, all’afflato ambientalista, univa quello costituzionale, invitando a non andare a votare;
20 aprile 2016: la legge che ha di fatto privatizzato e messo a profitto il bene primario numero uno, l’acqua;

IN DISCUSSIONE AL SENATO: la legge che vuole rendere i parchi “oggetto commerciale” lasciandoli amministrare dalla politica locale e rendendoli quindi merce di scambio.

Smantellamento del Corpo forestale, con le conseguenze che purtroppo abbiamo visto proprio questa estate: enormi difficoltà nella gestione delle emergenze roghi e incendi, con il già scarso personale costretto a un lavoro massacrante senza mezzi adeguati;

Condoni e salva condotti ai patron dell’Ilva, con buona pace del piano ambientale e della salute dei tarantini;

APRILE 2017 Tentativo di golpe alla Valutazione di impatto ambientale sminuendone ruolo ed efficacia;

GENNAIO 2015 Ridotti al lumicino fino a scomparire gli incentivi promessi per le rinnovabili;

Bloccati i fondi per le agenzie ambientali;

Annunci e, manco a dirlo, nessun fondo reale per la programmazione della difesa del suolo.

Questi sono solo alcuni dei provvedimenti CONTRO l’ambiente. Ma non è finita qui. Che fine ha fatto il testo unico sull’amianto? Che fine ha fatto la sperimentazione del vuoto a rendere che aspetta una firma del ministro?
E non ci parli, Renzi, di quando era sindaco e delle sue presunte azioni contro il cemento selvaggio. Non è cemento selvaggio autorizzare un inutile tunnel che trivella il centro città devastandola per far passare la Tav recuperando solo 5 minuti sulla tratta Roma-Milano?
Se vogliono vedere cosa si può e si deve fare per l’ambiente in Italia, Renzi, Galletti e il resto della combriccola diano un’occhiata qui:

PROGRAMMA AMBIENTE 5 STELLE

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Reddito di inclusione: il gioco delle tre carte del PD

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di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre denunciato che il REI (Reddito di inclusione) approvato di recente dal governo, è solo un bluff. Una trovata di marketing nel tentativo disperato di cercare di copiare, in malo modo, la proposta sul reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle. Ed ora pare che persino le associazioni che inizialmente sembravano sostenere tale misura, abbiano fatto marcia indietro, ripetendo gli stessi concetti che il MoVimento 5 Stelle ribadisce ormai da tempo.

Il REI, infatti, servirà solo a creare poveri di serie A e poveri di Serie B. Le risorse economiche stanziate dal governo sono del tutto insufficienti. Non basteranno nemmeno per aiutare tutte le persone che vivono in condizione di povertà estrema, ovvero, sotto la soglia di povertà assoluta, che oggi in Italia sono 4,7 milioni. Ma non solo. La misura riguarda principalmente le famiglie che hanno al loro interno figli minori, disabili o over 55, lasciando quindi senza alcun tipo di aiuto i giovani e le famiglie che non hanno figli minori, nonché le famiglie più anziane. Ne consegue, dunque, che più del 60% delle persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, saranno completamente escluse dalla misura. Resterebbero esclusi il 41% dei bambini ed il 90% delle persone over 66.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che oggi nel nostro Paese le persone che andrebbero aiutate sono oltre 9 milioni. Ci sono infatti, circa 3 milioni di famiglie che vivono sotto la soglia di rischio di povertà, quantificata da Eurostat/Istat in 780 euro al mese per il singolo individuo. Importo che varia in funzione della composizione del nucleo familiare. A loro sarebbe necessario destinare il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle. L’unica misura che, secondo l’ISTAT, azzererebbe la povertà più grave. L’unica misura che non creerebbe nuove categorie fra poveri. Sul punto bisogna far presente, inoltre, che l’importo del sussidio che percepiranno i beneficiari del REI non sarà nemmeno in grado di garantire loro uno standard di vita minimo, ovvero, resteranno poveri.

Il REI poi è una brutta copia del reddito di cittadinanza anche per quanto riguarda gli obblighi che dovranno rispettare i beneficiari per poter percepire l’aiuto economico. Come è noto, il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle condiziona la percezione del sussidio ad una serie di obblighi che riguardano la formazione e la riqualificazione, finalizzati al reinserimento nel mondo del lavoro. Ebbene, per riuscire a rendere fattibile il citato reinserimento si rende necessario investire nelle politiche del lavoro e rafforzare i Centri per l’impiego, che oggi sono davvero poco funzionanti. Investimento minimo quantificato dal MoVimento 5 Stelle in 2,1 miliardi di euro. Il REI, invece, ignora completamente tale obiettivo e resta una misura puramente assistenziale.

Tutto ciò, senza dimenticare che il REI è il solito gioco delle tre carte a cui ci teneva abituati il governo Renzi. Le risorse economiche che il governo destinerà al REI sono, infatti, le stesse che prima servivano a finanziare il SIA (Sostegno di inclusione attiva) e l’ASDI (Assegno di disoccupazione) che ora spariranno. Quindi nulla di nuovo. Hanno tolto da una parte e messo dall’altra senza cambiare in alcun modo la sostanza e soprattutto senza risolvere minimamente il problema.

C’è solo una ricetta efficace per aiutare tutte le famiglie che attualmente sono in difficoltà, che essendo inoltre una vera e propria manovra economica, influirebbe positivamente non solo sui redditi delle famiglie ma anche sui consumi e quindi sulle piccole e medie imprese. Si chiama Reddito di Cittadinanza e costa 17 miliardi di euro (Il 2% della spesa pubblica dello Stato). Molti meno soldi di quelli che sono stati fino ad ora destinati per aiutare le banche del nostro Paese. Per questo e per tanto altro, il MoVimento 5 Stelle rappresenta l’unica speranza per l’Italia.

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Perché la commissione d’inchiesta sulle banche tarda a partire

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di Alessio Villarosa

La commissione d’inchiesta sulle banche tarda a partire. Vi chiedete il perché? Ve lo spiego in poche righe. Vi sarà noto, nonostante Renzi e il PD vanno in giro a raccontare che vogliono questa commissione d’inchiesta, facendosi beffa di tutti gli italiani, che ci siano degli intrecci tra questi partiti e il sistema bancario, e come abbiano distrutto non gli amministratori che gestiscono quelle banche, ma i risparmiatori che avevano investito; molti di questi investitori erano stati abbindolati con dei MIFID (un documento a tutela degli investitori) che spesso presentavano dichiarazioni false e mai firmate dai clienti.

Detto ciò, siamo andati ad indagare sul perché di questo ritardo, e abbiamo scoperto che la commissione non è stata ancora convocata perché alcuni partiti devono ancora fornire i nomi dei membri. Quali partiti? Provate a immaginare. Ebbene sì. Il PD in primis è il motivo di questo ritardo. Quali hanno già consegnato i nomi?

MoVimento 5 Stelle, Forza Italia, SI-SEL, il gruppo misto, e la Lega Nord solo al Senato.
Quindi perché non parte la commissione? Perché Renzi non la vuole. Perché chissà cosa si verrà a scoprire su di lui e su tutti i suoi amichetti. Continuate a votare PD, mi raccomando!

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Perché la commissione d’inchiesta sulle banche tarda a partire

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di Alessio Villarosa

La commissione d’inchiesta sulle banche tarda a partire. Vi chiedete il perché? Ve lo spiego in poche righe. Vi sarà noto, nonostante Renzi e il PD vanno in giro a raccontare che vogliono questa commissione d’inchiesta, facendosi beffa di tutti gli italiani, che ci siano degli intrecci tra questi partiti e il sistema bancario, e come abbiano distrutto non gli amministratori che gestiscono quelle banche, ma i risparmiatori che avevano investito; molti di questi investitori erano stati abbindolati con dei MIFID (un documento a tutela degli investitori) che spesso presentavano dichiarazioni false e mai firmate dai clienti.

Detto ciò, siamo andati ad indagare sul perché di questo ritardo, e abbiamo scoperto che la commissione non è stata ancora convocata perché alcuni partiti devono ancora fornire i nomi dei membri. Quali partiti? Provate a immaginare. Ebbene sì. Il PD in primis è il motivo di questo ritardo. Quali hanno già consegnato i nomi?

MoVimento 5 Stelle, Forza Italia, SI-SEL, il gruppo misto, e la Lega Nord solo al Senato.
Quindi perché non parte la commissione? Perché Renzi non la vuole. Perché chissà cosa si verrà a scoprire su di lui e su tutti i suoi amichetti. Continuate a votare PD, mi raccomando!

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Cambiano il nome alle loro porcate per farcele digerire

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di Alessandro Di Battista

Sono 4 anni che cerco di mettere in guardia i cittadini dalle “truffe semantiche” del potere, per essere più chiari le loro prese per il culo con le parole. Avete visto come fanno questi truffatori professionisti? Cambiano il nome alle loro porcate per farcele digerire. Il puttaniere diventa “utilizzatore finale”, le guerre di invasione (come quella in Afghanistan) si trasformano in “missioni di pace”, gli inceneritori li chiamano “termo-valorizzatori” e i tagli alla sanità, alla scuola, alle forze di polizia “aggiustamenti strutturali”.

Anche a Berlusconi gli hanno cambiato nome: l’hanno chiamato Renzi ma l’operazione è durata poco
anche perché (mai avrei creduto di arrivare a pensarlo) l’originale era meno peggio della copia arrogante.

Oggi il “sistema” (politica, media, banche) adotta una strategia ancora più deprecabile. Dato che, grazie al M5S, il tema del reddito di cittadinanza è diventato tema nazionale, cosa fa il Governo? Di fatto prende uno strumento per contrastare la povertà (uno strumento già esistente che si chiama SIA – Sostegno Inclusione Attiva, tra l’altro drammaticamente insufficiente) e gli cambia nome. Come lo chiama? Reddito di inclusione! Mica stanziano più fondi per contrastare la povertà, figuriamoci, se non ci fosse povertà in questo Paese anche il cancro del voto di scambio verrebbe debellato. No, cambiano i nomi questi cialtroni. Credetemi non gli frega nulla di contrastare la povertà, il loro interesse è provare a disinnescare una battaglia del M5S ora che si avvicinano le elezioni.

P.S. Domani, domenica 3 settembre, alle 11.30, parteciperò alla Festa del Fatto al Parco la Versiliana (Marina di Pietrasanta – Lucca).

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Non si può ricostruire sulle macerie

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di MoVimento 5 Stelle

Il disastro della gestione post sisma di Renzi-Gentiloni-Errani, ad un anno esatto dal terremoto di Accumuli ed Amatrice, è ormai evidente a tutti. Basti pensare che, finora, dalle zone terremotate, solo l’8 per cento delle macerie è stato rimosso. Per capirci, su oltre 2 milioni di tonnellate di macerie, solo 175 mila sono state eliminate. Questo spiega perché le operazioni sono ancora ferme alla fase uno, cioè a quella emergenziale. E sulla ricostruzione non è stata gettata nemmeno una base minima. Nelle Marche, ad esempio, si è partiti solamente ad aprile e si viaggia ad una media di 1200 tonnellate al giorno, a fronte del milione abbondante complessivo. Ciò significa che, per rimuove tutte le macerie, ci vorranno ancora due anni e mezzo. Ora: è pensabile una cosa simile? No, non lo è. Ed è per questo che, sindaci come quelli di Visso e Castelsantangelo sul Nera parlano seriamente di “comunità a rischio”.

Come si può, infatti, ricostruire se prima non si raccolgono tutte le macerie? Infatti la ricostruzione, nelle zone colpite, non è praticamente iniziata anche perché, ad oggi, sono circa 600 le soluzioni abitative d’emergenza, consegnate agli abitanti delle zone colpite, a fronte di 3827 strutture ordinate, per i 51 comuni che ne hanno fatto richiesta. Dati che dimostrano l’inefficienza dell’esecutivo e che causano una situazione vergognosa che impedisce agli abitanti di sperare di tornare presto ad una vita normale.

D’altronde il totale fallimento di Renzi prima, che si è fatto bello con le false promesse ai terremotati e di Gentiloni poi, è fotografato anche dall’annuncio delle dimissioni del commissario Errani. Una vera e propria fuga a gambe levate di un personaggio, reduce da svariati e gravi errori nella gestione del post-terremoto dell’Emilia del 2012, di cui il Movimento 5 Stelle aveva subito denunciato l’inadeguatezza al ruolo. Funziona così: i politici, in questo caso Renzi e il Pd, collocano le persone in posti chiave e delicati, non in base a qualità specifiche e professionalità per il ruolo, ma per dare poltrone agli amici. La cosa grave è che, in questo caso, lo hanno fatto sulla pelle dei terremotati.

Per non parlare poi dello scandalo sulla gara da un miliardo per i moduli abitativi, bandita dalla Consip, che ha portato all’apertura dell’inchiesta sulla quale stanno indagando le cinque Procure territoriali interessate, la Procura Amtimafia e l’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone.

A Settembre, non appena riaprirà il Parlamento, i parlamentari del MoVimento 5 Stelle chiederanno un’informativa del Governo. Gentiloni deve finirla di mettere la testa sotto la sabbia e deve avere il coraggio di dire alle popolazioni delle zone del centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto del 2016, che ha provocato quasi 300 morti, il perché di questi ritardi, lentezze e intollerabili inefficienze. Deve dire al Paese quando saranno consegnate tutte le casette, e quando saranno tolte tutte le macerie in modo che, finalmente, potrà cominciare la vera ricostruzione. Perché non si può ricostruire sulle macerie.

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