Non si può morire di smog

di Dario Violi, candidato presidente per Regione Lombardia del MoVimento 5 Stelle

La Pianura Padana è “una camera a gas”, lo sappiamo. E sappiamo anche che nessun governo regionale o nazionale, di destra o di sinstra, ha mai fatto niente per fermare… Continua a leggere Non si può morire di smog

Meno smog, più felicità

di Luigi Di Maio

Nelle ultime settimane sto passando molto tempo in Nord Italia: è da qui che è iniziato il Rally a tutta velocità che andrà avanti fino a marzo (sostienici con una donazione), il cui traguardo è il governo del Paese. Questa zona è i… Continua a leggere Meno smog, più felicità

La rivoluzione energetica parte da Porto Torres #RedditoEnergetico

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di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle ha inventato lo strumento che riuscirà ad aiutare le famiglie in difficoltà economica e nello stesso tempo a diffondere l’energia rinnovabile del fotovoltaico. È una giornata storica oggi: dopo mesi di lavoro, incontri, sopralluoghi, studi, grazie a un’idea del portavoce Riccardo Fraccaro, nasce il Reddito energetico, che ci impegneremo ad esportare negli altri comuni a 5 Stelle.

L’amministrazione di Porto Torres, guidata dal sindaco a 5 Stelle Sean Wheeler ha dato il via con 500 mila euro a un fondo rotativo con il quale acquisterà impianti fotovoltaici donandoli in comodato d’uso alle famiglie assegnatarie mediante un bando.

Così la bolletta elettrica sarà drasticamente ridimensionata grazie allo scambio sul posto e il ricavato dalla vendita del surplus di energia andrà ad alimentare il fondo. Geniale, no? Il primo agosto parte il bando e invitiamo tutti i cittadini di Porto Torres a partecipare, avete 60 giorni di tempo. A metà ottobre conosceremo gli assegnatari e a inizio anno sarà tagliato il nastro dei primi impianti attivati.

Lo abbiamo sempre detto: la nostra visione è di un’Italia sempre più rinnovabile, dove l’energia pulita andrà a sostituire le fonti inquinanti e dove nessuno dovrà essere lasciato indietro. Porto Torres, comune a 5 Stelle, è il primo a passare dalle parole ai fatti. Ma non ci fermeremo: il Reddito energetico sarà una rivoluzione che si espanderà nelle altre città e conquisterà l’Italia!

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DIRETTA – Presentazione del #ProgrammaEnergia del MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica al mondo a far votare il programma che presenterà alle elezioni online ai propri iscritti. Accompagnati da esperti del settore i nostri iscritti si informano e possono decidere in maniera consapevole. Il primo programma che abbiamo terminato è il Programma Energia, che oggi presentiamo ufficialmente con una conferenza stampa.

Proponiamo una rivoluzione copernicana, necessaria e indispensabile: vogliamo rendere l’Italia un Paese che utilizzi energia rinnovabile al 100%.

Si parte dal risparmio e dall’efficienza energetica per arrivare a dare l’addio al carbone, petrolio e gas entro il 2050, coinvolgendo industria, agricoltura, trasporti e scelte individuali. In un Paese dove si continua a puntare sui gasdotti in un contesto di calo dei consumi invece che investire su rinnovabili, un’altra politica energetica non solo è possibile ma non è più rinviabile.

Il programma che leggete è stato scritto dai cittadini ed è il frutto di sette distinte votazioni sul blog: gli iscritti si sono espressi sugli obiettivi, sulle priorità e sulle politiche da adottare.

1. I cittadini hanno innanzitutto detto sì a sviluppare politiche che scoraggino l’uso di benzina e petrolio, anche se ciò potrà comportare una modifica nella proprie abitudini quotidiane;

2. Vogliono prediligere gli impianti di stoccaggio di energia domestici rispetto ai grandi impianti di pompaggio.

3. Non vogliono più importazione di energia nucleare. E che questo flusso venga interrotto nell’arco di una legislatura;

4. Vogliono che si spostino gli incentivi statali dalle fossili alle rinnovabili;

5. Hanno detto sì a far tornare pubblici Terna o comunque l’azienda che ha la concessione per la trasmissione dell’energia elettrica;

6. Chiedono che i terreni marginali, abbandonati, ex industriali siano utilizzati per impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile;

7. La rete di distribuzione dell’energia deve essere partecipata dai cittadini e non privata.

Questo vogliono i cittadini. Questo sarà contenuto nel programma di governo del M5S nel settore energia. È possibile! La Norvegia ha annunciato che entro il 2030 vuole arrivare a un’economia a neutralità di emissioni. E loro il petrolio lo estraggono e lo vendono. L’Italia, il Paese del sole, può e deve puntare sulle rinnovabili. E il MoVimento 5 Stelle ha un programma pronto per attuare questa rivoluzione.

L’intervento di Beppe Grillo durante la diretta

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Fermiamo il monopolio della produzione di energia elettrica da fonti fossili

di Gianni Girotto

Sosteniamo con forza la petizione online lanciata da diverse personalità che chiede al Presidente del Consiglio Gentiloni di eliminare il monopolio della produzione di energia elettrica da fonti fossili.

Su spinta delle Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica è stata presentata in Senato una proposta importante che riguarda lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbe consentire il ripristino dei “sistemi di distribuzione chiusi”, reti elettriche che permettono di scambiare energia rinnovabile verso più clienti, superando l’attuale modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione che utilizzano combustibili fossili.
L’utilizzo dei “sistemi di distribuzione chiusi” da parte dei singoli cittadini o da piccole, medie o grandi aziende, che hanno deciso di produrre e autoconsumare l’energia rompe definitivamente un sistema basato su forme di oligopolio che scaricano sui costi energetici di ognuno di noi le loro inefficienze, i loro gigantismi organizzativi, i loro sprechi infiniti. Il ripristino di tali sistemi contribuisce alla decarbonizzazione dell’economia con una serie di benefici: la riduzione delle emissioni, con conseguenze positive sulla salute umana e sull’ambiente, la diminuzione del costo dell’energia e la creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

E’ una necessità sulla quale nel luglio del 2016 è intervenuta anche l’AGCM (Aurotità Garante della Concorrenza e del Mercato) ritenendo che gli “ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo, che riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce le evoluzioni delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza” chiedendo al Parlamento “una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU (rete Interna di Utenza) e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”. Nelle conclusioni l’AGCM chiede al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente della X commissione e ad altre istituzioni di intervenire “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”.

Perfino le regole dell’Unione europea per il raggiungimento degli obbiettivi al 2030 sul clima e l’energia prevedono la realizzazione di questo modello energetico. Nell’Energy Union (COM 2015/80) si legge espressamente che occorre “prendere le distanze da un’economia basata sui combustibili fossili, con una gestione centralizzata dell’energia incentrata sull’offerta, che si avvale di tecnologie obsolete e si fonda su modelli economici superati”.

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Nuovo record in Danimarca: il 22 Febbraio 2017 il 100% di elettricità dal vento

di Maria Rita D’Orsogna

Non e’ la prima volta, e non sara’ l’ultima. E’ solo il segno del domani che verra’, in Danimarca e nel resto del mondo, prima o poi, ed inesorabilmente, nonostante i petrolieri di turno, nonostante i politici ciechi e ottusi… Continua a leggere Nuovo record in Danimarca: il 22 Febbraio 2017 il 100% di elettricità dal vento

L’Irlanda è pronta a dire addio al fossile

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da HuffingtonPost

Potrebbe passare alla storia come il primo Paese al mondo ad aver messo al bando i combustibili fossili: l’Irlanda ha infatti votato una legge che ha per scopo la riduzione dei fondi pubblici diretti a petrolio, carbone e gas naturale. Se passerà il test della commissione finanziaria, il provvedimento potrebbe entrare in vigore già nei prossimi mesi.

L’Irlanda si appresta, dunque, a compiere un passo epocale: il Fossil Fuel Divestment Bill, proposto dal ministro Thomas Pringle, agirà sul fondo strategico del Paese, denominato Ireland Strategic Investment Fund (ISIF), che ammonta a circa 8 miliardi di euro, e che potrebbe non essere più disponibile per compagnie che si occupino di combustibili fossili.

“Lobby e politici che continuano a negare l’esistenza del cambiamento climatico e che continuano a manipolare i dati scientifici non sono più tollerabili – ha spiegato Pringle -. Non possiamo accettare le loro azioni nei confronti di milioni di povere persone che vivono in zone sottosviluppate del pianeta e che devono fronteggiare gli effetti negativi del cambiamento climatico, attraverso carestie, migrazioni di massa e disordini sociali”.

Una volta reso esecutivo, il provvedimento indirizzerà gli investimenti dell’Ireland Strategic Investment Fund altrove, probabilmente verso compagnie che operino nel settore green. Ciò che sperano in molti è che l’Irlanda non segua l’esempio della Norvegia, che nel 2015 aveva annunciato la decisione di abbandonare tutti gli investimenti del suo fondo sovrano nel carbone. In realtà, Oslo non ha mantenuto gli impegni visto che, di fatto, si è limitato a spostare gli investimenti dalle compagnie minerarie ai produttori di energia elettrica. Il grande passo ora però potrebbe essere tentato dall’Irlanda: le premesse ci sono tutte.

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Il piano energia del MoVimento su Libération

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Tradotto da Libération

Il partito di Beppe Grillo è a favore delle energie rinnovabili. Una «ecologia ideologica», secondo Matteo Renzi. Contro le energie fossili e a favore delle rinnovabili.

In Italia, il Movimento 5 stelle (M5S), il partito politico che rivendica di non essere né di destra né di sinistra, e che sogna di governare il paese dopo la disfatta di Matteo Renzi al referendum costitutionale, ha fatto una consultazione online per redigere un programma elettorale partecipato. In cima alle preoccupazioni di questo partito euroscettico, fondato dal comico Beppe Grillo e accusato di essere populista, c’è l’ambiente, una delle 5 stelle da cui il nome del Movimento (insieme all’acqua pubblica, i trasporti, lo sviluppo sostenibile…). In ritardo rispetto alle altre formazioni politiche, il M5S cerca di guadagnare tempo con questo tema, che ha sempre giudicato importante a partire dalla sua nascita nel 2009.

Il partito è storicamente legato alla causa ecologista: diversi suoi rappresentanti hanno un passato come militanti del partito dei Verdi, ormai pressoché scomparso in Italia. Molti hanno cominciato a fare politica con le campagne a favore dell’acqua come bene pubblico o contro gli inceneritori, “Non vi è nulla di nuovo – spiega a Libération Gianni Girotto, senatore M5S. Noi ci battiamo per l’ambiente da sempre e lo facciamo per due motivi: crediamo che la protezione del pianeta sia una necessità, per garantire un futuro alle nuove generazioni. Ed è anche logico da un punto di vista economico.”

«Tassare le energie fossili»
Gli iscritti hanno già potuto votare on line su questa prima proposta: «Sì, il prossimo governo dovrà scoraggiare l’utilizzo di carbone e della benzina», hanno risposto in 18000. Questo si tradurrà in un aumento della mobilità elettrica e dell’uso dei trasporti in modalità sharing (metro, autobus e automobili usate in comune). Ma le modalità di realizzazione concreta di quest’obiettivo restano vaghe, così come l’ammontare delle risorse economiche necessarie: «I soldi si troveranno, se c’è la volontà politica», assicura Gianni Girotto.

La seconda proposta del M5S prevede l’aumento delle sovvenzioni statali alle energie rinnovabili e la cancellazione delle sovvenzioni alle energie fossili (carbone, petrolio, gas). Secondo Girotto, «il FMI afferma da diversi anni che è necessario tassare di più le energie fossili. Si tratta semplicemente di cominciare a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente». Inoltre, il Movimento propone di dire stop all’importazione di energia nucleare.

Lo scorso aprile il Movimento 5 stelle è stato in prima linea contro le trivellazioni offshore, in occasione del referendum sulle licenze di estrazione di gas e petrolio nel Mare Adriatico. Il quorum non è stato raggiunto, e la consultazione è stata annullata. Ma il M5S ha colto l’occasione per presentare un piano sull’energia in Italia con 3 obiettivi: fine dell’utilizzo del carbone entro il 2020; fine del petrolio entro il 2040; 100% di energie rinnovabili (solare, eolico, biomasse) da qui al 2050. Irrealistico? “Il M5S crede che sia una tabella di marcia fattibile; bisogna solo cominciare a pensarci. A livello mondiale, il costo è stato stimato in circa 1000 miliardi di dollari all’anno fino al 2050: sono molti soldi, ma a lungo termine è un piano vantaggioso. Non abbiamo scelta: siamo abituati a una classe dirigente mediocre che pensa solo ai propri interessi. Più aspettiamo, invece di agire, e più dovremo pagare.” Ma dove trovare i soldi? “Per cominciare, si possono usare diversamente i 13 miliardi di euro all’anno di aiuti di Stato alle energie fossili.”

«Il paese del sole e del vento»
Tutto questo però non rappresenta la tendenza in Italia: il 2016 è stato un anno nero per le energie rinnovabili, con una riduzione della creazione di nuove strutture produttive rispetto al 2015 (79% in meno nell’eolico, 44% in meno per l’idroelettrico). “Uno scandalo, s’indigna Girotto. Il paese del sole e del vento ha registrato un crollo della produzione elettrica da fonti rinnovabili. Siamo già in ritardo.” L’ex Premier Renzi è stato molto criticato su questo tema: contrariamente alla tendenza globale, l’Italia ha ridotto le sovvenzioni alle rinnovabili, ha diminuito la loro attrattività per gli investitori, e ha creato ostacoli al lavoro in questo settore. Prima delle sue dimissioni, Matteo Renzi aveva ripetuto di volere rilanciare le rinnovabili in Italia. Per lui, la posizione del M5S rispetto a questo tema è di “ecologia ideologica”: “Dovrebbe sapere che senza gas, saremo costretti a comprare petrolio”, afferma.

Non a caso il M5S ha scelto l’energia come priorità nel suo programma elettorale. Il partito viaggia su sondaggi buoni: l’ultimo lo dà in testa con il 30% delle intenzioni di voto, seguito dal Partito Democratico (28%). Ma gli ultimi mesi sono stati molto difficili: i problemi di gestione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, commissariata dal partito, hanno rischiato di nuocere al M5S a livello nazionale. Per la prima volta, l’Italia ha assistito a una lotta per la leadership del Movimento, che però dice di non avere capi. L’ambiente è un tema spesso assente dai programmi dei partiti tradizionali in Italia. Per Beppe Grillo e i suoi sostenitori, può invece unire gli elettori, sia tra i simpatizzanti del Movimento, sia all’esterno. E così, può fare dimenticare le accuse di populismo in tema immigrazione.

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Programma Energia M5S: Incentivi statali ai fossili o alle rinnovabili?

Il quesito che sarà affrontato oggi riguarda lo spostamento degli incentivi statali dalle alle rinnovabili: “Sei d’accordo con lo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili?” Ce ne parla Paolo Rocco Viscontini, CEO di Enerpoint.

di Paolo Rocco Viscontini

Il Programma energetico del Movimento 5 Stelle prevede un progressivo ma deciso passaggio dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili, con una chiara attenzione all’efficienza energetica.

OBIETTIVO ITALIA: 100% RINNOVABILE
Le fonti fossili beneficiano d’incentivi molto importanti, maggiori rispetto le fonti rinnovabili, incolpate del costo elevato dell’energia in bolletta. Scarsa attenzione è data invece ai sussidi di cui beneficiano le fonti fossili. Parliamo di cifre importanti che riteniamo sia corretto trasferire allo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, per perseguire quello che è l’obiettivo del Movimento 5 Stelle: 100% energia rinnovabile il prima possibile, attraverso una road map condivisa e che nel giro di pochi decenni avrà la possibilità di vedersi realizzata. Alcuni Paesi della Scandinavia hanno già questo obiettivo: entro il 2050 essere 100% rinnovabile senza contributi ai gas climalteranti.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Un argomento importante riguarda il cambiamento del clima. Non si tratta più di un parere di pochi. Tutta la comunità scientifica condivide la tesi che il clima sta cambiando. Il cambiamento climatico comporta dei costi molto elevati: danni causati dagli eventi atmosferici estremi come la siccità, problemi enormi causati dall’immigrazione (solamente in un anno si stima circa che 20 milioni di popolazioni sono costrette a migrare a causa dei cambiamenti climatici). E’ importante intervenire nel modo più deciso possibile. Come? Cercando di equilibrare i numeri tra fonti fossili (che rappresentano il motivo principale del cambiamento climatico) e fonti rinnovabili.

SUSSIDI ALLE FOSSILI
Che cosa significa quando parliamo di sussidi alle fossili? Il Fondo Monetario Internazionale parla in Italia di 13 miliardi di euro, Legambiente in quasi 15 miliardi di euro. Grazie allo studio di Legambiente sono propri stati messi in luce degli esempi più significativi di cui ora vi parlo.

1. Le royalties che le società petrolifere in Italia pagano per l’estrazione del petrolio o del gas sono molto inferiori rispetto a quelle che pagano i competitor nei Paesi del Nord Europa. Se solamente ci si avvicinasse (neanche dico a raggiungere) ai valori delle Royalties degli altri Paesi, si potrebbe generare un gettito di 1,2 – 1,3 miliardi di euro all’anno.
2. Agevolazioni alle industri energivore. Sarebbe opportuno armonizzare il sistema tariffario a livello europeo, perché le tariffe di energia elettrica sono uno strumento di politica industriale. Paesi come la Germania hanno deciso di abbassare in maniera consistente il prezzo dell’energia nel settore industriale e aumentare molto il prezzo nel settore residenziale. Questo genera una competitività del settore industriale tedesco molto superiore all’Industria italiana. In un’Europa che si dice unita: non dovrebbe accadere. Il nostro obiettivo è quello di tassare l’energia in base all’inquinamento che produce, ma è importante avere una visione europea in un mondo globalizzato perché non ci sia concorrenza sleale che viene inevitabilmente generata anche da questi squilibri di prezzi dell’energia.

SUSSIDI ALLE RINNOVABILI: RICERCA, INDUSTRIA E OCCUPAZIONE
Togliere progressivamente i sussidi alle fossili, e applicare delle tassazione ben proporzionate all’impatto ambientale e sanitario delle stesse fossili genera delle risorse, come le possiamo utilizzare?
1. Rendere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica alla portata di tutti, per agevolarne la diffusione.
2. Migliorare le tecnologie grazie alla ricerca: l’Italia purtroppo è sempre il fanalino di coda dei paesi industrializzati in quanto investimenti e ricerca. E’ importante dedicare molte più risorse alla ricerca che permetterà di raggiungere risultati migliori in termine di riduzione dei costi, di riduzione d’impatto ambientale delle tecnologie. La ricerca genera occupazione, competenza e permette a un paese di distinguersi.
E’ importante che queste azioni avvengano in un periodo medio lungo, con coerenza e senza incorrere negli errori del passato. Mi riferisco al fotovoltaico che aveva creato una cosa come 100 mila occupati che sono andati persi nel giro di un anno.

INCENTIVARE RINNOVABILI ED EFFICIENZA: COSA SIGNIFICA?
Cosa significa in concreto, incentivare rinnovabili ed efficienza? Significa creare le condizioni perché le fonti rinnovabili si diffondano in maniera incisiva sul territorio. Perché questo possa avvenire, non è sufficiente avere solo dei pannelli solari o delle turbine eoliche che producono energia. Bisogna accumulare questa energia, e gestirla. Siamo nell’era della smart grid: a livello locale è doveroso gestire i flussi di energia in maniera più ottimale possibile, dando priorità alle fonti pulite in primis, poi un giorno saranno solo fonti pulite ma ci vorrà del tempo. Ecco quindi che con dei software adeguati è possibile già adesso dare delle priorità: prima di tutto si utilizza dell’energia prodotta dal fotovoltaico nel momento in cui serve. Quando questa energia non può essere utilizzata laddove viene prodotta perché è week end (ad esempio) questa energia può essere accumulata oppure può essere utilizzata nella zona. Quando questa energia non c’è perché c’è brutto tempo oppure è notte, si utilizza l’energia dagli accumuli che hanno bisogno ancora di aiuti in modo che nei prossimi anni possano diffondersi in maniera più importante. Quando anche l’energia accumulata nelle batterie non è sufficienza, si utilizzerà l’energia idroelettrica, che a sua volta proviene dai bacini che possono essere gestiti, caricati anche dall’energia solare diurna e così via anche con un utilizzo di energia da biomassa, nel momento in cui le fonti che abbiamo visto prima non sono disponibili. E’ necessaria un’intelligenza, un cervellino, che alla fine gestisce questi flussi di energia.

Mi auguro che grazie a queste informazioni siate in grado ora di poter esprimere un parere con consapevolezza: siete d’accordo o meno sullo spostamento degli incentivi dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica?

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Energia solare, energia a basso costo

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tradotto da The Indipendent

nella foto l’isola Ta’u. Una volta dipendenti dalle importazioni di grandi quantità di gasolio, sono ora alimentate completamente da 5mila pannelli solari e 60 batterie Tesla.

L’Energia solare sta diventando il modo più economico per produrre l’energia elettrica. I dati prodotti da Bloomberg New Energy Finance (BNEF) hanno dimostrato come il costo dell’energia solare in 58 paesi a basso reddito – tra cui la Cina, il Brasile e l’India – fosse caduto a circa un terzo rispetto al 2010, ed è ora leggermente più conveniente dell’energia eolica.

Nel mese di agosto, un’asta condotta per la fornitura di energia elettrica in Cile ha raggiunto il prezzo minimo record di $29.10 per megawatt/ora, circa la metà del prezzo del concorrente carbone. Il presidente del BNEF, Michael Liebreich, ha detto in una nota ai clienti: “Le fonti rinnovabili stanno avendo una forte entrata nell’era di sotto quotazione (prezzi dei combustili fossili)“.

L’energia rinnovabile è economica nei paesi in via di sviluppo che stanno cercando di aggiungere più energia elettrica alle loro reti nazionali. “L’energia rinnovabile sconfiggerà qualsiasi altra tecnologia nella maggior parte del mondo senza sovvenzioni” ha detto il signore Liebreich. Tuttavia, nei paesi ricchi, dove nuovi generatori di energia rinnovabile devono competere con i poteri centrali del combustibile fossile già esistenti, il costo dell’energia elettrica senza emissioni di carbonio può essere superiore.

Il crollo drammatico nel prezzo era stato in parte prodotto dalle economie di scala, con la Cina in particolare, che ha aggiunto una grande quantità di nuove capacità solare. Ethan Zidler, capo di analisi delle politiche degli Stati Uniti a BNEF, ha detto: “Gli investimenti solari è passata dal nulla – letteralmente nulla – come cinque anni, a moltissimo. Gran parte di questa storia è rappresentata dalla Cina, che sta rapidamente implementando l’energia solare”.

Pechino sta anche aiutando altri paesi a pagare per progetti di energia solare. Un rapporto BNEF, chiamato Climatescope, evidenzia come Cina, Cile, Brasile, Uruguay, Sud Africa e India siano stati i mercati emergenti con maggiori probabilità di attrarre gli investitori in progetti di energia con ridotte emissioni di carbonio. L’energia solare si è rivelata una manna dal cielo per le remote isole come Ta’u, nel Pacifico Meridionale. Una volta dipendenti dalle importazioni di grandi quantità di gasolio, sono ora alimentate completamente da 5mila pannelli solari e 60 batterie Tesla.

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