Agricoltura, Governo indichi soglia livelli Thc in alimenti (06-07-2017)

Roma, 6 luglio – "Il Governo indichi i livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti per i quali il Ministero della Salute avrebbe dovuto emanare un apposito decreto entro lo scorso giugno, come disposto all’articolo 5 della… Continua a leggere Agricoltura, Governo indichi soglia livelli Thc in alimenti (06-07-2017)

INVITO STAMPA – Convegno M5S: "Agricoltura, alternative eco sostenibili alla chimica" (03-07-2017)

Roma, 3 luglio – "Agricoltura del domani: le alternative concrete per coltivare il futuro" è il titolo del convegno del MoVimento 5 Stelle che si terrà venerdì prossimo, 14 luglio, dalle ore 15 alle 19.30, nella Sala della Lupa… Continua a leggere INVITO STAMPA – Convegno M5S: "Agricoltura, alternative eco sostenibili alla chimica" (03-07-2017)

La resistenza anti-microbica è un’emergenza, ma il Ministero della Salute la trascura (27-06-2017)

Il Piano nazionale di contrasto alla resistenza anti-microbica avrebbe dovuto essere una priorità, già esecutivo. Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie ha rilevato in Italia una situazione di grave minaccia. ROMA, 27 giugno 2017 -… Continua a leggere La resistenza anti-microbica è un’emergenza, ma il Ministero della Salute la trascura (27-06-2017)

Vota per il #ProgrammaSalute del MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi, mercoledì 14 giugno, si vota su Rousseau per il Programma Salute del MoVimento 5 Stelle. Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 19. Grazie all’aiuto di esperti abbiamo approfondito, la settimana scorsa, i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo.

Ora è il momento di decidere quali saranno le priorità di questo programma. Su Rousseau troverai 6 quesiti. Sei chiamato a decidere su:

Salute e ambiente. Dovrai scegliere come rendere coerenti le politiche di salute con tutte le politiche ambientali attraverso due proposte: condivisione dei dati tra le agenzie e un percorso di integrazione tra Ministero della Salute e dell’Ambiente.

Attività libero professionale. È indispensabile rendere più efficienti le liste di attesa e riordinare l’attività libero professionale dei medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Per questo dovrai scegliere tra le due priorità proposte.

Politiche del farmaco. Dovrai decidere come ridurre il costo dei farmaci e come assicurare l’accesso ai farmaci necessari alle cure. Per questo dovrai scegliere tra le sei priorità proposte.

Formazione lavoro medici specialisti. Dovrai scegliere la priorità tra le tre misure proposte con l’obiettivo di contenere il problema della carenza dei medici, evitando così il rischio di restare privi dell’assistenza di base e specialistica.

Azzardo. Dovrai scegliere, tra le diverse priorità proposte, quale strategia intraprendere per incidere sulla domanda e sull’offerta di azzardo.

Alimentazione. È necessario intervenire con politiche per favorire il consumo e la produzione di cibi salutari. A tal fine sei chiamato a scegliere le priorità da adottare tra le sei proposte previste.

Accedi a Rousseau e vota subito!

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#ProgrammaSalute, Politiche di promozione della salute in tema di alimentazione

Molti prodotti ampiamente consumati, in particolare dalle fasce più giovani della popolazione, contengono ingredienti come grassi idrogenati, zuccheri raffinati e additivi, potenzialmente dannosi per la salute. Si tratta di prodotti particolarmente appetibili ed amati dai consumatori, quali snack, prodotti da forno, bevande fantasia e zuccherate. Discutiamo la priorità degli interventi da adottare per favorire il consumo e la produzione di cibi salutari e per disincentivare il consumo di quei prodotti con ingredienti riconosciuti ufficialmente come nocivi per la salute.

di Roberto Verna, Professore ordinario di patologia clinica – università La Sapienza Roma

La dieta mediterranea è una nostra invenzione. È una prerogativa del nostro Paese, e dei Paesi anche, ovviamente, del Mediterraneo, e deve essere assolutamente incentivata perché l’alimentazione è un aspetto fondamentale della nostra vita. Noi siamo quello che mangiamo: se mangiamo bene cresciamo sani, se mangiamo male non è detto che possiamo riuscire a crescere sani.

In particolare, quando dico mangiare male, non dico soltanto prodotti scadenti o prodotti non idonei. Dico anche eccesso di alcuni prodotti. Vi faccio un esempio molto semplice: l’olio extra vergine d’oliva è un prodotto eccezionale ma, se tutto il giorno non facciamo altro che mangiare olio extra vergine d’oliva alla fine abbiamo qualche problema. Quindi noi dobbiamo rispettare la dieta mediterranea in base alla qualità ma anche in base alla quantità. E come facciamo? È difficilissimo perché ognuno di noi quando sente parlare di alimentazione pensa alle proprie tradizioni culturali, familiari, etc. etc. e quindi pensa di sapere tutto. Purtroppo non è così perché nella nutrizione ci sono molti dettagli che fanno la differenza e che soltanto degli esperti possono spiegare in modo corretto. E quindi è fondamentale che questa educazione possa cominciare il prima possibile, addirittura dalle scuole elementari o dalle scuole medie, perché i ragazzi di oggi, che impareranno a nutrirsi bene, magari anche a fare del movimento corretto, diventeranno i genitori, padri e madri di domani, che insegneranno ai loro figli come alimentarsi bene, come muoversi bene, e quindi come stare bene. Stare bene vuol dire evitare le malattie, in particolare l’obesità, perché dall’obesità nasce il diabete, l’ipertensione, patologie cardiovascolari, e anche alcuni tumori. Quindi, se noi riuscissimo a determinare una migliore nutrizione e una migliore attività fisica nella nostra popolazione potremmo raggiungere dei risparmi incredibili: dagli 80 milioni di euro fino anche a 400 milioni di euro all’anno. Denaro che, come potrete capire, potrebbe essere molto meglio investito in programmi sociali o programmi industriali e non soltanto in cure.

Le politiche di disincentivazione nei confronti delle aziende sull’utilizzo di grassi idrogenati e di altri prodotti che possono essere nocivi sono di grande importanza. In genere questi prodotti vengono utilizzati nei pasti preconfezionati o in alcune merendine, proprio per renderle maggiormente appetibili. Di per sé non sono dannosi se vengono assunti una volta, ma l’uso continuativo o magari anche l’uso eccessivo, può comportare dei gravi problemi come arteriosclerosi, malattie del metabolismo, malattie cardiovascolari, obesità soprattutto, che comportano poi un malessere generale della popolazione e un aggravio per la spesa dello Stato. È molto importante anche assumere una posizione precisa nei confronti delle bevande zuccherate. Vediamo nella popolazione americana questo eccesso di obesità che raggiunge ormai anche il 40% nella popolazione infantile e questo è determinato da questo eccesso di utilizzo di bevande di tipo zuccherato quindi la limitazione di queste bevande è molto importante.

O lo facciamo personalmente, ma certe volte questo diventa difficile, oppure disincentivare le aziende a utilizzare bevande zuccherate magari producendo altro tipo di bevande è sicuramente un aspetto positivo. Dovremmo, almeno nell’alimentazione, cercare di utilizzare il più possibile i prodotti naturali. Certamente, avere il cosiddetto, prodotto a km zero, è sicuramente molto più vantaggioso rispetto a un prodotto che viene dall’altra parte del mondo. Soprattutto dobbiamo cercare di difendere la nostra produzione, quella che è la produzione delle cose buone dell’Italia, e che basterebbe semplicemente incentivare la garanzia della certificazione, appunto, di industrie locali che possano dare la sicurezza del prodotto ma allo stesso tempo, non soltanto la sicurezza della qualità, ma anche della provenienza del prodotto che possa essere assolutamente definita. Inserire la pubblicità degli alimenti, anche questo è un aspetto importantissimo. Va migliorato. Noi dobbiamo assolutamente essere sicuri di quello che mangiamo.

Qualunque cosa essa sia, è bene, è doveroso, che sia scritta sull’etichetta, in modo da poterla conoscere e, volendo, anche evitarla. Spero, con queste spiegazioni, di aver fatto comprendere qual è l’importanza di una corretta alimentazione, proprio nella popolazione, per la salute di tutta quanta la popolazione italiana e, quando sarete chiamati a votare per questi quesiti, vi prego di ricordare sempre che la priorità dello Stato è avere dei cittadini sani e la priorità per noi è essere sani, perché essere sani vuol dire poter fare mille cose, divertirsi, lavorare, stare bene. Prima, quando c’è la salute, si diceva una volta, c’è tutto. La salute parte dall’alimentazione corretta.

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La politica ha deciso: la sanità pubblica deve morire

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di MoVimento 5 Stelle

Era tra le prime tre sanità pubbliche del mondo. Ma la sanità italiana oggi sta morendo -uccisa- e i numeri spaventosi del rapporto Censis certificano, per l’ennesima volta, che il nostro sistema sanitario pubblico arretra a velocità sempre maggiore e, di questo passo, in pochi anni, il diritto universale alla salute come sancito dalla Costituzione diventerà lettera morta.

I numeri sono inappellabili. La spesa sanitaria (privata) degli italiani è salita a 35,2 miliardi di euro, con un balzo in avanti del 4,2% nel triennio 2013-2016. Ma il dato più impressionante è quello dei cittadini che nell’ultimo anno hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie. Si tratta di 12, 2 milioni: 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente.

La sintesi della situazione è preso fatta:
da un lato, ogni anno un esercito crescente di cittadini rinuncia alle cure o le rimanda – principalmente a causa di difficoltà economiche -, dall’altro chi può permetterselo è costretto a migrare verso la sanità privata.

Questa è la verità. Nel frattempo il ministro della Salute, all’Assemblea mondiale della Sanità, afferma giuliva che in Italia abbiamo uno degli ultimi servizi sanitari universali rimasti, con standard elevati a costi ragionevoli. Cosa non si riesce a dire, pur di fare bella figura.

Ma se si volesse davvero fare bella figura con i cittadini
, e non con i comitati internazionali, basterebbe investire molte più risorse e spendere meglio i fondi, invece di chiudere gli ospedali. Le ricette per salvare la sanità pubblica esistono, ma ci vuole la volontà politica di farlo. Certo, “se si volesse”: perché noi pare, invece, che la volontà politica qui vada proprio in direzione opposta.

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La politica ha deciso: la sanità pubblica deve morire (07-06-2017)

Era tra le prime tre sanità pubbliche del mondo. Ma la sanità italiana oggi sta morendo -uccisa- e i numeri spaventosi del rapporto Censis certificano, per l’ennesima volta, che il nostro sistema sanitario pubblico arretra a velocità sempre maggiore… Continua a leggere La politica ha deciso: la sanità pubblica deve morire (07-06-2017)

Salute, a rischio ricerca su canapa industriale e a uso terapeutico (06-06-2017)

Roma, 6 giugno – "Con l’eventuale chiusura della sede di Rovigo del Crea, l’ente nazionale di ricerca sull’agroalimentare, paventata dal piano di razionalizzazione del Governo delle varie sedi locali, rischia di essere gravemente compromessa l’attività di ricerca sulla canapa… Continua a leggere Salute, a rischio ricerca su canapa industriale e a uso terapeutico (06-06-2017)

#ProgrammaSalute, Salute e ambiente

Salute e ambiente, strettamente legati tra loro, sono due facce di una stessa medaglia per garantire uno sviluppo sostenibile complessivo. Per raggiungere questa prospettiva discutiamo due proposte: a) condivisione dei dati sanitari e ambientali tra le agenzie con obiettivi condivisi e lavoro coordinato; b) integrare, eventualmente anche a livello strutturale, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Ambiente

di Ivan Cavicchi, Docente di sociologia sanitaria e di filosofia della medicina, Facoltà di Medicina, Università Tor Vergata Roma

Nell’idea di sviluppo sostenibile sicuramente la salute ha un ruolo centrale. Per capire questo ruolo centrale, è necessario partire da una distinzione, e la distinzione è tra il concetto di ricchezza e il concetto di PIL. Il PIL è un’idea di ricchezza economica mentre invece nell’idea di ricchezza non rientra solo l’economia, rientra l’ambiente, rientra la salute, rientra la cultura, rientra la giustizia. Cioè, un paese senza salute non è un paese ricco, un paese che non è giusto non è un paese ricco. Quindi produrre salute, in un’idea di sviluppo sostenibile, vuol dire produrre la salute come ricchezza, ecco, questo è il concetto di fondo. Per produrre questa salute come ricchezza però dobbiamo dotarci di strutture adeguate, definendo delle istituzioni appropriate, programmi appropriati, strumenti appropriati. E devo dire che, rispetto a questo grande obbiettivo, che poi è l’unico obbiettivo che garantisce la sostenibilità del sistema di cura, noi siamo molto indietro.

Siamo il paese che spende meno del 5% in prevenzione nonostante siamo il paese che più di ogni altro ha tutte le leggi imperniate e concepite sulla base del diritto alla salute. Un po’ di errori in passato li abbiamo fatti e ora si tratta di recuperarli. Per esempio, un errore fatto è stato quello di dividere il concetto di ambiente dal concetto di salute, dividerlo anche istituzionalmente. Cioè, non ha senso che esista un Ministero dell’Ambiente e un Ministero per la Salute, anche perché i dati epidemiologici di cui noi siamo in possesso ci dicono sostanzialmente che l’ambiente è una delle principali cause di malattia nella nostra società, quindi non ha senso fare prevenzione o fare salute indipendentemente dalle politiche ambientali e mi riferisco in modo particolare a certe malattie, per esempio le malattie oncologiche che continuano a crescere. Un altro errore che abbiamo fatto è stato quello di concepire la funzione di prevenzione nella sanità tutta incardinata sulle aziende e sulle regioni. In realtà non si può fare salute nel senso che dicevo prima se non si fa “una politica di comunità”, cioè il soggetto di salute è la comunità quindi io sarei per restituire funzioni di salute ai comuni, funzione che è stata espropriata qualche anno fa. Ma c’è anche un’altra ragione per la quale io darei di nuovo funzioni di salute primaria ai comuni, che è quella che i comuni hanno un sindaco, cioè una figura che è eletta dal popolo. Quindi il sindaco è, come dire, il soggetto, la figura ideale per rappresentare i bisogni di salute di una comunità.

Se andiamo avanti di questo passo, cioè, se siamo d’accordo nel concepire una riunificazione strategica tra ambiente e sanità e salute, dobbiamo fare altre operazioni.

Quando penso a un’idea nuova di dipartimento, penso a qualcosa che sia in grado di agire almeno tre strategie importanti: la prima è quella classica, la prevenzione. La prevenzione che cos’è? Se io ho un fattore di nocività, per esempio l’amianto, lo rimuovo e ho fatto un’operazione di prevenzione di salute. Però non tutto possiamo conoscere sulla base dei fattori di causalità, molte cose ci sfuggono e soprattutto altre cose dipendono dai rischi che corriamo, quindi, un’altra strategia che suggerirei è quella della previsione. La previsione non si occupa di rimuovere fattori di nocività ma interviene sulla probabilità del rischio di ammalarsi e ha delle metodologie sue particolari. La terza strategia che suggerirei, che è quella meno conosciuta e la meno citata, è la predicibilità cioè la capacità di simulare una realtà, di organizzare una realtà, di creare una realtà nella quale il “rischio” di ammalarsi sia minimo, quindi progettare città, come dire, a rischio minimo di ammalarsi, urbanistica. È un’idea molto, molto interessante, che ti permette quasi di costruire, ecco, in maniera simulata, delle situazioni con un basso grado di nocività e di rischiosità. Ovviamente dentro queste, questi nuovi dipartimenti, se vogliamo proprio portare avanti queste strategie, dobbiamo introdurre e inserire anche nuove professioni, cioè non basta più il classico medico del lavoro, l’igienista, abbiamo bisogno di gente che sappia simulare, che sappia analizzare i rischi, etc. etc.

L’ultima cosa che vorrei dire è che, siccome la produzione di salute equivale a produrre ricchezza, io sono perché venga misurata. Quindi abbiamo bisogno di indicatori che misurino il grado di salute prodotto. È importante questo perché credo che dovremmo entrare nell’ottica di incentivare la salute tra i cittadini, e incentivare vuol dire che se io riesco a misurarla posso anche a premiarla. Si può incentivare la salute in tanti modi, per via fiscale, etc. però deve essere chiaro che è più conveniente dal punto di vista sociale produrre salute, quindi incentivare comportamenti “virtuosi”, ecco, e su questo terreno siamo ancora molto lontani.

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Dieselgate, Governo nega trasferimento funzionari indagati (24-05-2017)

Roma, 24 maggio – "Il Ministero dei Trasporti dice no al trasferimento di ruolo dei dirigenti coinvolti nello scandalo italiano ‘Dieselgate’ legato ai Filtri Anti Particolato (FAP) affermando, da un lato, di non voler entrare nel merito della vicenda… Continua a leggere Dieselgate, Governo nega trasferimento funzionari indagati (24-05-2017)