Matteo Salvini, il grande bluff

di MoVimento 5 Stelle

Matteo Salvini è un traditore politico. Oggi ha perso definitivamente qualsiasi tipo di credibilità. La sua Lega Nord dopo gli scandali degli investimenti in Tanzania e dei diamanti comprati da Belsito con i soldi pubblici era … Continua a leggere Matteo Salvini, il grande bluff

#PacificamenteARoma contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere

di MoVimento 5 Stelle

Era il 1923 quando per la prima volta nella storia d’Italia venne apposta la fiducia su una legge elettorale. C’era il Fascismo e si trattava della legge Acerbo, fortemente voluta da Benito Mussolini per assicurare al Partito N… Continua a leggere #PacificamenteARoma contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere

#EmergenzaDemocratica: domani alle 13 tutti a Roma in piazza Montecitorio

di Luigi Di Maio

Bene. Ci siamo. Per anni ci avete detto “Convocateci in piazza e verremo lì”. È arrivato il momento. Abbiamo sempre rispettato questa vostra disponibilità, senza mai abusarne.
Ma adesso abbiamo bisogno di voi. Di tutti. Lo dico anch… Continua a leggere #EmergenzaDemocratica: domani alle 13 tutti a Roma in piazza Montecitorio

Salvini, Maroni e la Lega che non risponde sui finanziamenti pubblici

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di MoVimento 5 Stelle

Toc, toc. Salvini e Maroni vi ricordate di quando avete utilizzato i soldi pubblici rubati da Bossi e Belsito ? Parliamo di un partito, la Lega, che mentre gridava “Roma ladrona” in 20 anni ha incassato oltre 180 milioni di euro di finanziamento ai partiti-rimborsi elettoral. Il tutto senza mai rinunciare ad un solo privilegio o tagliarsi stipendi. Nelle Regioni come in Parlamento.

A due anni dalla prima denuncia del Movimento 5 Stelle, emerge sempre più con forza che anche Salvini e Maroni hanno utilizzato parte dei 48 milioni di euro pubblici frutto della truffa orchestrata da Umberto Bossi e l’ex tesoriere Belsito, entrambi già condannati per la vicenda “Tanzania & diamanti” .

Due giornalisti, Giovanni Tizian e Stefano Vergine, hanno trovato una ulteriore conferma alla denuncia che partiva dai bilanci depositati e dalla costituzione in parte civile del Parlamento. Spulciando le carte della Lega tra la fine del 2011 ed il 2014 hanno scoperto che esiste un filo diretto tra la truffa firmata dal fondatore della Lega ed i suoi successori. In quel periodo prima Maroni e poi Salvini hanno incassato e usato i rimborsi elettorali frutto del reato commesso dal loro predecessore. Lo hanno fatto quando ormai era chiaro a tutti che quei denari rischiavano di essere sequestrati. Si parla di quasi 12.9 milioni di euro da parte di Maroni e 820mila euro Salvini. Quest’ultimo, non a caso, in un primo tempo si costituì parte civile contro Bossi e Belsito, ma a novembre 2014 fece dietrofront e rinunciò a chiedere i danni all’ex tesoriere. Nel 2013 sempre Belsito accusò Salvini di avere preso fondi in nero. Anche qui, nono risulta nessuna querela da parte di Salvini. Quando nel 2014 in diretta tv il Movimento 5 Stelle gli chiese conto di questi fatti, Salvini stizzito non rispose nel merito. Intanto emerge che in questi anni il Carroccio ha speso 4.3 milioni di euro pubblici in avvocati, alcuni di questi poi piazzati da Maroni in diverse partecipate. Sono ancora in tempo a dare le risposte ai cittadini.

Toc, toc. Salvin e Maroni rispondete. Perché è stata ritirata la causa contro Bossi e Belsito. Salvini perchè non hai mai querelato Belsito?

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Chi è senza finanziamento pubblico scagli la prima pietra: il MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle che dal 2010 ad oggi, tra Parlamento e Regioni ha rinunciato e restituito oltre 85 milioni di euro (qualche voce: 47,5 milioni di rimborsi elettorali, 34,5 milioni in tagli stipendi, oltre 1 milione in rinunce indennità di carica, 3 milioni per fondazioni e partiti politici europei etc).

Quello che sta andando in scena tra Salvini che grida al ‘complotto’ per la confisca di 48 milioni di euro per la vicenda ‘diamanti & Tanzania’ e Renzi che accusa il Carroccio di essere “ladri” è il teatrino degli ipocriti.

Mentre il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a oltre 47,5 milioni di euro di rimborsi elettorali, in questi anni la Lega per l’indipendenza della Tanzania ha incassato 180 milioni, il Pd e l’Ulivo oltre 770 milioni di euro di cui oltre 45 in questa legislatura, Forza Italia e Berlusconi 784 milioni di euro e così via fino alla destra della Meloni e la sinistra delle anime belle.

In totale in 20 anni un ‘tesoretto’ di 2 miliardi di euro rubato agli italiani, alla faccia del referendum del 1993.

A questi si aggiungono finanziamenti opachi tramite le varie “Fondazioni politiche”. Renzi quanto ha incassato da Buzzi?

Perché Renzi nel 2015 ha fatto coprire con 105 milioni di euro pubblici i debiti Ds dell’Unità?

Vogliamo parlare della legge Boccadutri che stanzia soldi ai partiti senza controlli? A questi si aggiungono manager di società partecipate pubbliche, nominati dal Pd, che sono obbligati a versare il “pizzo” al partito.

Salvini è disperato. Dichiara che per Pontida non ci sono soldi. Non si preoccupi. Li può chiedere all’attuale presidente della Lega Umberto Bossi. Oppure faccia come il Movimento 5 Stelle, che ha rinunciato a decine di milioni di euro e auto-finanzia incontri e campagne elettorali con micro-donazioni dei cittadini.

Può anche capitare, come accaduto per lo “Tsunami Tour” delle elezioni del 2013, che avanzino oltre 400.000 euro e vengano donati per ricostruire una palestra terremotata a Mirandola.

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Il MoVimento 5 Stelle fa l’alleanza con gli italiani

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di Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle ha un solo padrone: i cittadini, gli unici nostri alleati. La stella polare che ha sempre guidato il nostro programma politico è la volontà del popolo. Con Rousseau siamo la prima e unica forza politica al mondo che fa decidere online agli iscritti i propri candidati e il proprio programma. Ogni cittadino italiano che abbia compiuto 18 anni, non iscritto a partiti, può entrare nel MoVimento 5 Stelle e partecipare a questo straordinario progetto di democrazia diretta.

Il MoVimento 5 Stelle è nato da un’esigenza che viene dal basso, dalle liste civiche, dai cittadini che sono stati abbandonati dallo Stato, presi in giro e vessati per anni dai partiti. Partiti che sono sempre gli stessi e sempre guidati dalle stesse persone da 20 anni. Noi con questa gente, e lo abbiamo detto da quando siamo nati, non vogliamo avere nulla a che fare. Non faremo nessuna alleanza con i partiti, con nessun partito, né con quelli che si dicono di sinistra, né con quelli che si dicono di destra. Categorie antistoriche, che oggi non hanno alcun significato. Nella nostra attività parlamentare abbiamo sostenuto proposte di tutti i partiti, l’unico requisito necessario era che fossero buone idee. Quando saremo al governo chiederemo a tutti in maniera trasparente di sostenere le nostre buone idee che saranno state votate dagli italiani. Ma nessuna alleanza, nessun compromesso, nessun accordo segreto. Mai.

I media e i segretari di partito adesso fanno il gioco di tirarci da una parte. Sono arrivati addirittura ad inventarsi un incontro mai avvenuto pur di supportare questa teoria. Vogliono piegare la realtà alle loro fantasie più sfrenate. Tra due giorni faranno il gioco di tirarci dall’altra. Due giorni ci fa ci tiravano da un’altra ancora. Pensano che le idee abbiano il copyright. Concetti novecenteschi e stantii. Noi proponiamo soluzioni per i cittadini, non fuffa. Loro hanno paura di affrontare certe tematiche per ideologia o per affari. Noi no.

Quello dell’immigrazione è un problema serio e sentito da tutti gli italiani. Non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell’immigrazione ci hanno lucrato per anni. La patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata. L’immigrazione deve essere gestita, le leggi devono essere rispettate, chi sbaglia paga. E’ buon senso. Chi è contrario non è di sinistra, è uno stupido o ci guadagna.

Sullo ius soli il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile. E’ vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica: secondo l’Istat sono l’11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di “grave deprivazione materiale”. Il MoVimento 5 Stelle non si fa le pippe pensando alle alleanze, alle cadreghe, alle lobby o alle cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui.

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#CalabresiRispondi: ti dimetti o ci dici la data del fantomatico incontro?

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri, usando il famigerato Metodo Repubblica, il direttore Calabresi ha sbattuto in prima pagina la notizia falsa di un incontro tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini. Entrambi hanno categoricamente smentito. Davide Casaleggio, che è stato definito dal direttore di Repubblica come un bugiardo, ha chiesto a Calabresi di pubblicare la data, l’ora e il luogo in cui si sarebbe svolto l’incontro, in modo da poter pubblicare la sua agenda personale ed eventualmente utilizzare dei testimoni per dimostrare a tutti dove si trovava e cosa faceva il giorno indicato.

Il direttore continua a dire che vuole tutelare le sue fonti.
Lo ribadiamo per la millesima volta: Calabresi, delle tue fonti non ce ne frega niente, tienile segrete. Noi pretendiamo che tu ci dica quando e dove è avvenuto l’incontro. Sono le basi del giornalismo Calabresi! Who? (Chi?), What? (Cosa?), When? (Quando?), Where? (Dove?), Why? (Perché?). Per lo scandalo Watergate, da lei citato, le prove c’erano eccome anche se la fonte non è mai stata rivelata. Se Nixon al posto di Bob Woodward e Carl Bernstein avesse trovato lei con le sue vaghe indicazioni che non provano nulla, sarebbe rimasto in sella ancora molti anni.

Una volta che avremo il giorno e l’ora allora si potrà fare un fact checking pubblico, incrociando le agende degli interessati e se necessario controllando le celle telefoniche. Ha paura di questo controllo pubblico? Le sue ottime fonti non sanno neppure il giorno, l’orario e il luogo preciso? Ci sta prendendo in giro? Qui, direttore, è in gioco la sua faccia e la continuazione della sua carriera. Deve rendere conto a tutti delle modalità con cui lei informa (o disinforma) l’opinione pubblica. Non è ancora finita Calabresi. Ti dimetti o ci dici la data? #CalabresiRispondi.

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La Repubblica massacrata sui social perde ogni credibilità #MetodoRepubblica

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di MoVimento 5 Stelle

La credibilità del giornale di De Benedetti, tessera numero uno del Pd, oggi è stata definitivamente compromessa, come dimostrano i tweet con l’hashtag #MetodoRepubblica.

Un loro giornalista si è inventato una notizia falsa che è stata messa in prima pagina del direttore Calabresi. Dopo la smentita nessuna scusa, anzi. Il direttore dice di avere “fonti certe” (Beatrice Di Maio?), ma si guarda bene dal fornire prove all’opinione pubblica. Sono arroganti e immorali. Arroganti perché pensano di far diventare vera una notizia falsa solo perchè la pubblicano loro: sono i bulli dell’informazione italiana. Immorali perché non c’è nulla di etico nel dare notizia di un incontro mai avvenuto, spacciandolo per segreto, e alludendo così a una generale mancanza di coerenza del MoVimento 5 Stelle.

Il fine non è informativo, ma politico. Far credere alle persone che il MoVimento non è quello che dimostra di essere. Si chiama mistificazione. In tutto questo Repubblica trova anche il modo di farci ridere e in un articolo afferma che il loro giornale non è mosso da interessi politici e che non esistono conflitti di interesse tra il loro lavoro e gli interessi nel Paese del loro padrone De Benedetti. Aspettiamo ancora di leggere inchieste sui morti causati dalla centrale a carbone Tirreno Power (di De Benedetti) e sul debito di 600 milioni contratti da Sorgenia (quando era di De Benedetti) con Monte dei Paschi di Siena. Dai Calabresi, schiena dritta!

Di seguito una piccola selezione dei tweet pubblicati dagli utenti che criticano e ironizzano sul Metodo Repubblica. Buona lettura.

Se la Repubblica adesso non tira fuori le prove dell’incontro Salvini-Casaleggio perde ogni credibilità.#metodoRepubblica

— Faccio domande (@Antigiornalista) 15 giugno 2017

Ormai il #MetodoRepubblica è assodato: abbattere l’avversario politico con balle e notizie false in prima pagina.

— Antonio Masia (@MasiaOssi95) 15 giugno 2017

La redazione di Repubblica in una foto di gruppo#MetodoRepubblica pic.twitter.com/POdjHyvYNv

— Ewan Roe Deer (@DeerEwan) 15 giugno 2017

Non puoi batterli? Diffondi il falso in #primapagina. Signore e Signori è questo il #MetodoRepubblica. pic.twitter.com/TCq59WweLc

— FabioClerici🦉DiMaio (@FabioClerici) 15 giugno 2017

Che differenza c’è tra la Repubblica e un qualsiasi cyberbullo? #MetodoRepubblica

— Faccio domande (@Antigiornalista) 15 giugno 2017

Io ho visto Casaleggio giocare a tennis con Hitler e Grillo a tressette con i virus di Siamo Fatti Così!!#MetodoRepubblica #fakenews

— Roberto Brandi (@Roberto84Brandi) 15 giugno 2017

L’invenzione dell”accordo tra Casaleggio e Salvini confermerebbe la svolta sci-fi di Repubblica. #MetodoRepubblica

— Arsenale K (@ArsenaleKappa) 15 giugno 2017

Ricordiamo chi c’è dentro repubblica. E pretendete che i cittadini si fidino delle vostre “autorevoli” fonti anonime? #MetodoRepubblica pic.twitter.com/FgUS76s108

— Grand Battery (@Grand_Battery) 15 giugno 2017

#escile… le prove. 😁 #MetodoRepubblica

— Ferdi (@e_c_o_c) 15 giugno 2017

Il #MetodoRepubblica conferme il fatto che se il #PD non vince le elezioni questo giornale non sarà buono neanche più per incartare il pesce pic.twitter.com/dZ7SVNfjVy

— lacorda cura (@lacordacura) 15 giugno 2017

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Il nuovo slogan della Lega: Prima i Minzolini

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di MoVimento 5 Stelle

Sono lontani i tempi della Lega ‘Roma Ladrona’, ormai anche il partitino guidato da Matteo Salvini si è fatto Casta e nella Roma dei Palazzi ci sguazza. Insieme a PD, Forza Italia, Ncd e tanti altri, anche la Lega ha salvato la poltrona al senatore forzista Augusto Minzolini, condannato in via definitiva per peculato. Con il loro voto i senatori leghisti hanno fatto carta straccia della Legge Severino, che per i politici condannati prevede in automatico la decadenza, e aperto una corsia preferenziale per un possibile ritorno in Parlamento di Silvio Berlusconi.

Con che faccia Matteo Salvini possa continuare a girare il Paese atteggiandosi a forza di opposizione, quando i suoi uomini in Parlamento a braccetto con il Pd salvano un condannato, non è dato sapere. E’ chiaro però cosa avesse in mente Salvini: le elezioni si avvicinano e in vista di una possibile Federazione con Berlusconi, ha voluto mandargli un chiaro messaggio di non belligeranza. Alla faccia dei tanti cittadini onesti, che ancora una volta hanno dovuto constatare che la legge non è mai uguale per tutti. Salvini ha detto che la possibile Federazione del centrodestra potrebbe chiamarsi ‘Prima gli italiani’. Fa ridere: meglio chiamarla ‘Prima Minzolini’, almeno ci risparmiano l’ipocrisia.

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La stanza di Ciriaco de La Repubblica

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articolo liberamente ispirato allo stile di giornalismo di Repubblica, fatto di virgolettati inventati, episodi mai accaduti, spaccature inesistenti, totali falsità e bufale clamorose. Questo modo di fare giornalismo è insulso e deve finire. Prima di continuare con la lettura, rileggete l’articolo pieno di balle di Tommaso Ciriaco pubblicato La Repubblica. Niente è più triste di leggere un quotidiano il giorno dopo, Repubblica è l’unico che ti intristisce anche lo stesso giorno

di Agenzia Ansia

C’è una stanza della Repubblica in cui si lavora da tempo a un obbiettivo preciso: la diffamazione del MoVimento 5 Stelle. “Oggi cosa mi invento? – è il ragionamento di Tommaso Ciriaco, articolista del giornale – Potrei inventarmi di sana pianta un qualche virgolettato inesistente su delle assurde ipotesi alleanze di governo.” Il “giornalista” pensa proprio alla destra di Salvini e Meloni, che tanto ci cascheranno come delle pere e gli permetteranno di scrivere un altro articolo, e se ne frega se il MoVimento ha sempre detto e dimostrato che non fa alleanze con nessuno. “Ma sì: Ciriaco può pure scrivere tutte le balle che vuole sui 5 Stelle – è l’analisi che il direttore Calabresi ripete in privato – Una bufala più è grossa meglio è, ormai ne pubblichiamo una al giorno.”

Ogni articolo dei giornalisti di Repubblica parte da una premessa: se diciamo la verità sul MoVimento 5 Stelle prenderanno ancora più voti di quelli che prendono nonostante le nostre bugie. Meglio allora continuare a sparare balle tutti i giorni, “pubblicate” con soddisfazione negli ultimi mesi dal giornale di De Benedetti. Come quella di ripetere che la Casaleggio Associati fa contratti con gli eletti del MoVimento 5 Stelle, un’invenzione diffamatoria che solo giornalisti “a la Ciriaco” potevano creare. Nulla è lasciato al caso, in questa fase. Ogni cosa che dice Beppe Grillo – come l’ultima intervista al giornale francese – viene completamente stravolta nel senso e nel significato. E’ un lavoro di fino, forse pagato troppo poco.

A Ciriaco va bene così. Da pragmatico, il giornalista si dedica alla rincorsa di un posto migliore nella redazione: “E’ meglio continuare a dire balle e mantenere il posto e magari far carriera – è la sua linea – piuttosto che iniziare a dire la verità e dovermi cercare un nuovo lavoro.” Tra i giornalisti di Repubblica, nessuno la pensa diversamente: “Siamo un giornale che non dice la verità“.

Ps: Salvini, Meloni, mangiate tranquilli. Il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese.

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