Tutti gli sbarchi in Sicilia: il piano Minniti è un flop totale

di Laura Ferrara, Efdd – MoVimento 5 Stelle

La Sicilia paga il prezzo più alto dell’incapacità del governo. Con 68.537 migranti sbarcati dall’inizio dell’anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di … Continua a leggere Tutti gli sbarchi in Sicilia: il piano Minniti è un flop totale

In Sicilia e Sardegna boom di nuovi sbarchi: è il fallimento della Trattativa Stato-Mafie libiche

di MoVimento 5 Stelle Europa

Le rotte dell’immigrazione sono infinite. Minniti pensava che dialogando con i miliziani libici potesse raggiungere la tregua necessaria per far dimenticare in campagna elettorale i disastri del Partito Democratico sull’… Continua a leggere In Sicilia e Sardegna boom di nuovi sbarchi: è il fallimento della Trattativa Stato-Mafie libiche

L’Orlando impappinato sugli sbarchi

di MoVimento 5 Stelle

Mentre tutta Italia commenta sbalordita le parole di Emma Bonino, che in un’intervista ha rivelato come sia stato il governo italiano nel 2014 a chiedere all’Europa di gestire “noi” tutto il traffico di migranti nel Mediterraneo, chi è direttamente coinvolto brilla per il suo silenzio. Sarà forse un silenzio-assenso, quello dell’ex premier Renzi e dell’ex ministro dell’Interno Alfano, chiamati direttamente in causa dalle rivelazioni nonché dal Parlamento stesso per voce di Roberta Lombardi?

Non sanno che dire perché le cose stanno davvero così. Lo si è capito ascoltando ieri sera l’attuale ministro della Giustizia Orlando: interrogato in proposito, si è impappinato e non ha spiegato nulla. La Bonino ha detto il vero: il governo Renzi ha chiesto che fosse l’Italia a ricevere per intero, e da sola, tali migrazioni spesso descritte come “epocali”.

Non solo: Orlando ha anche aggiunto che fino a qualche tempo fa i migranti si limitavano a passare per l’Italia dirigendosi in altri Paesi, ma che ora “questo sistema è saltato, per una serie di ragioni”. Quali? Sta dicendo che non solo dobbiamo incaricarci di tutti gli sbarchi, le identificazioni, le richieste di asilo ed il mantenimento, ma dovremo ora tenere qui tutti, incluso chi non vuole starci (e sono la maggioranza)?

Il motivo di questa follia firmata a nostra insaputa e a spese di un Paese già in ginocchio per la crisi, lo sanno solo Renzi, Alfano e i loro accoliti al corrente dell’affarone servito all’Europa. La colpa è solo ed unicamente loro e devono prendersene la responsabilità. Perché l’hanno fatto, ci chiediamo di nuovo? Solo per foraggiare quel mondo di mezzo in cui il PD sguazza? O anche per vantaggi sui conti pubblici? E soprattutto: ora come ne usciamo? Non certo facendoci elargire 4 spicci, e tornandocene a casa da Tallin con le pive nel sacco e i porti aperti.

Siamo lo zimbello dell’Europa, che ci ha chiuso i confini in faccia, e per giunta in violazione di Dublino grazie ai masochistici accordi firmati da governi Pd che pensano ai loro interessi e non a quelli dei cittadini.

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I dati sull’immigrazione che mostrano l’enorme presa per il culo

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di MoVimento 5 Stelle

L’82% di tutti i migranti in Europa arriva in Italia. Nei primi 4 mesi del 2017 ci sono stati 47.000 ingressi nell’Unione, 37.200 in Italia. L’Italia spende 4,5 miliardi per l’accoglienza di questo 82% e la UE ci mette 91 milioni. Ossia l’Italia copre il 98% delle spese necessarie per accogliere l’82% dei migranti che arrivano in Europa

Grazie al Regolamento di Dublino l’82% dei migranti che arrivano in Europa con l’Italia come primo approdo devono rimanere in Italia e l’Europa si rifiuta di ricollocarli.

Gli arrivi di migranti in Unione Europea sono diminuiti complessivamente dell’84% grazie all’accordo miliardario (pagato anche da noi italiani) con la Turchia, contemporaneamente in Italia sono aumentati del 33% senza che nessuno ci abbia versato mezzo euro in più.

In tutto questo alcune navi delle ONG di tutta Europa sono sotto indagine perché fanno da taxi del mediterraneo Africa – Italia in combutta con gli scafisti e coperti dalla totale assenza di trasparenza.

Non vi sentite leggermente presi per il culo?

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Più di 8mila sbarchi in 3 giorni: l’oscuro ruolo delle ONG private

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di MoVimento 5 Stelle

Negli ultimi giorni l’Italia ha registrato un record di sbarchi senza precedenti. In poco più di 72 ore circa 8mila migranti sono approdati in Sicilia dopo una lunga traversata in mare. Numeri impressionanti, sopratutto se si considera che nel 2016 c’è stato un vero e proprio boom di arrivi sulle nostre coste: secondo i dati del Viminale, l’anno si è infatti chiuso con 181.436 arrivi. Nel 2017, con questi numeri, gli sbarchi potrebbero raddoppiare.

Con l’aumento degli sbarchi aumenta ovviamente anche la spesa interna dell’Italia. Nel Def (Documento di programmazione economica finanziaria) il governo ha indicato per quest’anno una spesa pari a 4,6 miliardi, vale a dire ben 1 miliardo in più rispetto al 2016. In pratica i flussi migratori ci costerebbero più della manovra e tutto questo mentre Padoan smentisce proprio Matteo Renzi, lasciando intendere che sì, anche quest’anno il Pd aumenterà le tasse agli italiani.

E’ la solita solfa, con un’Europa che ci è totalmente estranea e indifferente, capace però di stringere un accordo di circa 10 miliardi con un apprendista rais come Erdogan per fermare la rotta balcanica. E l’Italia? E il Mediterraneo? Silenzio assoluto. L’unica voce ad oggi si è alzata da Vienna, che si è già detta pronta sigillare il Brennero nel giro di qualche ora nel caso di un nuovo boom di arrivi sulle coste siciliane.

Ma c’è un nuovo capitolo che sta emergendo in queste ore e che merita attenzione. Perché a quanto pare l’escalation di arrivi negli ultimi giorni potrebbe non essere casuale. Insomma, potrebbe esserci dietro una regia e a dirlo non è il M5S, bensì anche un’inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Oltre ai trafficanti di esseri umani in Libia, sta emergendo la questione delle navi di alcune Ong private che soccorrono in mare sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all’interno). Parliamo di circa una dozzina di ONG tedesche, francesi, spagnole, olandesi, e molte di queste battono bandiere panamensi o altre “bandiere ombra”. Se ne starebbero “parcheggiate” a Malta, per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti -salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia-, e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese.

Un meccanismo assai controverso, di cui si sa poco e nulla. Ad esempio non si capisce chi sono i finanziatori di queste Ong, il che non è certo un dato marginale. Se si pensa che l’operazione Mare Nostrum ci costava 10 milioni di euro al mese possiamo immaginare quanto sia alta la spesa di queste organizzazioni, in grado di armare navi da milioni di euro e persino di servirsi di droni. Da dove arrivano questi soldi? In base a quale accordo queste Ong se ne stanno a ridosso delle coste libiche per fare il pieno di migranti e portarli in Italia? Con chi si relazionano in Libia?

E il governo, in tutto questo caos, cosa sta facendo? Se pensavano di sfangarla con la pseudo-intesa firmata da Minniti ed al-Sarraj si sono fatti male i conti. Ci avevano detto che l’accordo avrebbe messo un freno ai flussi migratori. Il risultato, invece, è che gli sbarchi sono aumentati del 46%…

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Libia, l’accordo Minniti-Serraj è un fallimento: sbarchi immigrati +46%

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di MoVimento 5 Stelle

Appena ieri, in Libia, era stato faticosamente raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra il governo di Serraj riconosciuto dall’ONU e le milizie locali, dopo 4 giorni di combattimenti intensi a Tripoli.

Oggi però i combattimenti continuano. Il cessate il fuoco non è servito a nulla, ed è evidentemente frutto di un accordo che non ha nessuna credibilità. Ciò significa che la nostra rappresentanza diplomatica nella capitale è a forte rischio, e che i diplomatici italiani dovrebbero essere rimpatriati al più presto.

D’altronde l’avevamo previsto da tempo: per la precisione da quando il ministro Minniti ha scelto deliberatamente di riaprire l’ambasciata italiana nel Paese. Da allora, parliamo degli inizi di gennaio 2017, un’autobomba è esplosa nei pressi del nostro edificio, e da più parti la misura italiana è stata considerata “un’occupazione”.

In sintesi, tutto l’accordo siglato tra Minniti e al Serraj, che il governo italiano aveva definito la “svolta” nella lotta ai traffici di esseri umani nel Mediterraneo, si è rivelato un bluff. Secondo Frontex, il 99% dei 3mila migranti sbarcati ad Augusta nell’ultimo mese proveniva da Sabrata. Non solo, gli arrivi complessivi segnano un +46%. La prima misura da prendere, lo ribadiamo, è dunque ritirare subito i nostri diplomatici, prima che si ripeta un’altra tragedia come quella di Bengasi 2012 al Consolato Usa e, soprattutto, coinvolgere tutte le realtà rappresentative in Libia in un dialogo che apra un nuovo corso, di pace e stabilizzazione nella regione.

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Immigrazione: 2016 anno con più sbarchi nella storia d’italia

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di M5S Europa

Il 2016 non è ancora terminato ma può vantare già un record: il record di sbarchi nella storia d’Italia. Con 171.000 nuovi arrivi è stato ritoccato al rialzo il precedente record stabilito nel 2014. Gli sbarchi sono un affare sicuro per le mafie e i trafficanti di uomini, che ne gestiscono l’organizzazione. Migliaia di uomini perdono la vita durante il tragitto. L’Europa dov’è? I dati aggiornati al 2 dicembre dicono che appena 1.950 richiedenti asilo arrivati in Italia sui 39.600 promessi sono stati ricollocati negli altri Paesi europei. Il Parlamento europeo, inoltre, sta discutendo la revisione del regolamento di Dublino. Il pacchetto presentato dalla Commissione europea lo ha blindato: i richiedenti asilo continueranno a presentare la loro domanda nel primo Paese di ingresso. L’Italia non ha bisogno di questa ipocrisia. Il The Guardian, in questo articolo, riassume bene quello che sta succedendo in Italia.Di seguito la traduzione dell’articolo: Immigrazione: 2016 anno con più sbarchi nella storia d’Italia, pubblicato sul The Guardian. Link.

“Il Mediterraneo Centrale è nuovamente il tragitto migratorio principale per entrare in Europa, in parte a causa del caos della guerra civile in Libia. Ci sono più richiedenti d’asilo che hanno raggiunto l’Italia nel 2016, che in qualsiasi anno precedente.

Quasi 171.000 persone sono arrivate in Italia dal nord dell’Africa dal inizio dell’anno, secondo le statistiche che sono state compilate dall’agenzia ONU per rifugiati e dal governo Italiano. A partire da Lunedì, il totale ha sorpassato il record precedente di 170,000, stabilito nel 2014.

Flussi migratori nel Mediterraneo orientale, tra la Turchia e la Grecia, sono stati drasticamente ridotti dopo miglioramenti nella polizia turca, un aumento delle minacce di deportazione dalla Grecia, e la chiusura del corridoio umanitario tra la Grecia e la Germania. Ma la strategia deterrente europea ha fallito nel tagliare la migrazione nel mediterraneo centrale tra la Libia e l’Italia, con il tragitto italiano, nuovamente, diventando l’ingresso principale migratorio per entrare in Italia.

Le Marine Europee, tra cui quella della Gran Bretagna, si sono concentrati su una risposta in stile militare, inviando le fregate per arrestare contrabbandieri in acque internazionali. Trafficanti Libici hanno risposto con l’invio dei passeggeri a bordo dei gommoni gonfiabili che sono pilotati dai migranti stessi, riducendo l’esposizione dei trafficanti all’arresto e consentendo la loro attività di continuare normalmente.

La guerra civile in Libia ha indebolito le forze dell’ordine del Paese, alcuni dei quali sono complici nel traffico, lasciando i governi europei senza partner libici, vitali nella loro lotta contro la migrazione. Il caos in Libia da gli migranti anche più incentive per partire per L’Europa; negli anni precedenti era più facile trovare lavoro e stabilità in Libia.

Pressione sui paesi transitori nel deserto Sahara, da quali un numero di migranti Africani passano attraverso prima di raggiungere la Libia, non ha avuto nessun effetto. Flussi attraverso Niger, il paese al sud della Libia, ha aumentato nel 2016, nonostante il Niger introducendo nuove leggi anti-contrabbando, su richiesta della UE. Sfollamento nel nord-est del Niger, dove 1.4 milioni di persone sono state costrette a fuggire Boko Haram, può contribuire a livelli sostenuti di migrazioni verso il futuro dell’Europa.

I numeri di ingresso in Europa sono, tuttavia, insignificanti verso i flussi che provengono dall’Africa stessa. Soltanto il 3.3% dei Africani sfollati hanno raggiunto l’Europa. Più del 93% rimangono all’interno del loro stesso continente. La maggior parte dei migranti verso l’Italia fugge dalla povertà, dalle guerre e dalla dittatura in Nigeria, Eritrea, Sudan e la Gambia. I Siriani non usano più la rotta Libica.

La ripartizione della legge e dell’ordine ha peggiorata in modo significativo le condizioni di vita per i lavoratori stranieri in Libia dal 2011. Molti riportano condizioni di lavoro equivalenti a lavori sforzati, mentre centinaia sono stati rapiti a scopo di estorsione, e talvolta torturati. Una recente indagine di nuovi arrivi in Italia dal Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ha trovato che il 70% dei rispondenti sono stati sfruttati, in una certa misura, durante il loro viaggio verso l’Europa. Altre ricerche recenti dell’IOM dimostra che la maggioranza non aveva intenzione di recarsi in Europa quando hanno lasciato la loro casa, ma sono stati costretti a cambiare la loro destinazione a causa di circostanze attenuanti, come la guerra civile libica”.

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Immigrazione: 2016 anno con più sbarchi nella storia d’italia

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di M5S Europa

Il 2016 non è ancora terminato ma può vantare già un record: il record di sbarchi nella storia d’Italia. Con 171.000 nuovi arrivi è stato ritoccato al rialzo il precedente record stabilito nel 2014. Gli sbarchi sono un affare sicuro per le mafie e i trafficanti di uomini, che ne gestiscono l’organizzazione. Migliaia di uomini perdono la vita durante il tragitto. L’Europa dov’è? I dati aggiornati al 2 dicembre dicono che appena 1.950 richiedenti asilo arrivati in Italia sui 39.600 promessi sono stati ricollocati negli altri Paesi europei. Il Parlamento europeo, inoltre, sta discutendo la revisione del regolamento di Dublino. Il pacchetto presentato dalla Commissione europea lo ha blindato: i richiedenti asilo continueranno a presentare la loro domanda nel primo Paese di ingresso. L’Italia non ha bisogno di questa ipocrisia. Il The Guardian, in questo articolo, riassume bene quello che sta succedendo in Italia.Di seguito la traduzione dell’articolo: Immigrazione: 2016 anno con più sbarchi nella storia d’Italia, pubblicato sul The Guardian. Link.

“Il Mediterraneo Centrale è nuovamente il tragitto migratorio principale per entrare in Europa, in parte a causa del caos della guerra civile in Libia. Ci sono più richiedenti d’asilo che hanno raggiunto l’Italia nel 2016, che in qualsiasi anno precedente.

Quasi 171.000 persone sono arrivate in Italia dal nord dell’Africa dal inizio dell’anno, secondo le statistiche che sono state compilate dall’agenzia ONU per rifugiati e dal governo Italiano. A partire da Lunedì, il totale ha sorpassato il record precedente di 170,000, stabilito nel 2014.

Flussi migratori nel Mediterraneo orientale, tra la Turchia e la Grecia, sono stati drasticamente ridotti dopo miglioramenti nella polizia turca, un aumento delle minacce di deportazione dalla Grecia, e la chiusura del corridoio umanitario tra la Grecia e la Germania. Ma la strategia deterrente europea ha fallito nel tagliare la migrazione nel mediterraneo centrale tra la Libia e l’Italia, con il tragitto italiano, nuovamente, diventando l’ingresso principale migratorio per entrare in Italia.

Le Marine Europee, tra cui quella della Gran Bretagna, si sono concentrati su una risposta in stile militare, inviando le fregate per arrestare contrabbandieri in acque internazionali. Trafficanti Libici hanno risposto con l’invio dei passeggeri a bordo dei gommoni gonfiabili che sono pilotati dai migranti stessi, riducendo l’esposizione dei trafficanti all’arresto e consentendo la loro attività di continuare normalmente.

La guerra civile in Libia ha indebolito le forze dell’ordine del Paese, alcuni dei quali sono complici nel traffico, lasciando i governi europei senza partner libici, vitali nella loro lotta contro la migrazione. Il caos in Libia da gli migranti anche più incentive per partire per L’Europa; negli anni precedenti era più facile trovare lavoro e stabilità in Libia.

Pressione sui paesi transitori nel deserto Sahara, da quali un numero di migranti Africani passano attraverso prima di raggiungere la Libia, non ha avuto nessun effetto. Flussi attraverso Niger, il paese al sud della Libia, ha aumentato nel 2016, nonostante il Niger introducendo nuove leggi anti-contrabbando, su richiesta della UE. Sfollamento nel nord-est del Niger, dove 1.4 milioni di persone sono state costrette a fuggire Boko Haram, può contribuire a livelli sostenuti di migrazioni verso il futuro dell’Europa.

I numeri di ingresso in Europa sono, tuttavia, insignificanti verso i flussi che provengono dall’Africa stessa. Soltanto il 3.3% dei Africani sfollati hanno raggiunto l’Europa. Più del 93% rimangono all’interno del loro stesso continente. La maggior parte dei migranti verso l’Italia fugge dalla povertà, dalle guerre e dalla dittatura in Nigeria, Eritrea, Sudan e la Gambia. I Siriani non usano più la rotta Libica.

La ripartizione della legge e dell’ordine ha peggiorata in modo significativo le condizioni di vita per i lavoratori stranieri in Libia dal 2011. Molti riportano condizioni di lavoro equivalenti a lavori sforzati, mentre centinaia sono stati rapiti a scopo di estorsione, e talvolta torturati. Una recente indagine di nuovi arrivi in Italia dal Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ha trovato che il 70% dei rispondenti sono stati sfruttati, in una certa misura, durante il loro viaggio verso l’Europa. Altre ricerche recenti dell’IOM dimostra che la maggioranza non aveva intenzione di recarsi in Europa quando hanno lasciato la loro casa, ma sono stati costretti a cambiare la loro destinazione a causa di circostanze attenuanti, come la guerra civile libica”.

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Emergenza sbarchi: con Renzi sono triplicati

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri il Bomba ci è venuto a parlare di Europa. Lui, che non viene invitato nemmeno ai vertici internazionali. Ve lo ricordate al semestre europeo quando disse “l’immigrazione sarà il primo tema in agenda”? Da allora il buio totale. Gli sbarchi sono continuati ad aumentare. Berlino e Parigi hanno iniziato ad alzare muri, ci hanno rispedito indietro migliaia di rifugiati. Dublino III e il principio di “chi prima accoglie poi gestisce”, votato e approvato negli anni scorsi da Pd, centrodestra e Lega Nord lo davano per superato e invece sui circa 40mila ricollocamenti annunciati dei 160 mila richiedenti arrivati in Italia al 7 ottobre 2016, solo 1.316 sono stati trasferiti. In più c’è l’ultima della nuova Guardia di frontiera europea in sostituzione di Frontex, che vigilerà lungo il confine tra Bulgaria e Turchia.

Eppure stando ai dati forniti dalla Sar, l’Agenzia di stato bulgara per i rifugiati, quest’anno sono stati 14.728 i rifugiati entrati nel paese, mentre in Italia solo a maggio si contavano già 46.714 arrivi via mare. Insomma, conti alla mano forse sarebbe stato più opportuno rafforzare il monitoraggio nel Mediterraneo, soprattutto in vista dei disordini che interessano la Libia. Invece nulla, il nostro Paese è stato beffato per l’ennesima volta e questo per colpa di un premier incapace di governare e di legittimarsi in ambito internazionale.

Le sua qualità politiche si misurano col numero di veline che il suo portavoce riesce a far passare su giornali e tg. “Renzi diserta la conferenza di Bratislava”, leggiamo. Ma poi dopo un paio d’ore si scopre che non è stato proprio chiamato a partecipare. Un piccolo grande imbonitore, ecco cos’è! Sta facendo lo stesso col referendum costituzionale, basta leggere la formulazione del quesito, scritto appositamente per ingannare i cittadini. Intanto tra tutti i fallimenti annoverati da questo governo l’emergenza sbarchi è sicuramente quello più grande. Lo dicono i numeri: da quando c’è Renzi sono triplicati. Lui se la ride, se la canta e se la suona. Ma fra poco toccherà a lui chiedere asilo. Magari dopo il 4 dicembre, quando il Paese lo inviterà ad andarsene.

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Da quando c’è Renzi gli sbarchi in Italia sono triplicati

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Da quando governa Renzi il numero degli sbarchi (e dei morti purtroppo) è triplicato. Fatalità? Coincidenza? No, semplicemente politiche sbagliate, quelle che il Movimento 5 Stelle vuole cambiare! Nelle ultime 48 ore sono sbarcati nelle coste siciliane, calabresi, pugliesi ben 11 mila migranti, in 28 sono deceduti durante la traversata. I centri di accoglienza sono al collasso. Gli uomini della Guardia costiera, della Marina militare, i volontari delle associazioni umanitarie stanno svolgendo un duro lavoro e a loro va la gratitudine di tutti gli italiani, ma così non si può andare avanti. Con Renzi al governo il picco degli sbarchi è massimo.

TABELLA. I migranti sbarcati negli ultimi 20 anni. Da quando governa Renzi il picco più alto!

fonte: Wikipedia su dati elaborati da Fondazione Ismu

C’è la firma di Renzi sull’accordo con la Turchia che è servito a spostare gli sbarchi dalla rotta balcanica, quella che portava direttamente alla Germania, a quella mediterranea che oggi porta di nuovo verso l’Italia. Se non si affrontano le ragioni profonde che causano i flussi migratori l’emergenza sarà sempre cronica. Renzi è il capofila della politica estera e di difesa europea che privilegia gli affari degli armatori e lo sfruttamento delle risorse dei Paesi di origine dei flussi. Perché non ferma l’export delle armi verso l’Arabia Saudita? Gli interessi economici delle multinazionali, purtroppo, valgono molto più della tutela della vita e dei diritti fondamentali delle persone.

Una volta giunti in Europa migranti africani e asiatici vengono sfruttati come moderni schiavi. In Italia la piaga dello sfruttamento della manodopera e del lavoro in nero degli immigrati è molto diffusa, soprattutto nel Sud Italia per la raccolta di arance e pomodori, come documentato da una missione in Calabria dei portavoce Laura Ferrara, Massimiliano Bernini e Paolo Parentela.

Il 3 ottobre scorso è ricorso il terzo anniversario della tragedia di Lampedusa che è costata la vita a 368 persone. “Da allora si sono verificati in media dieci morti al giorno nel Mediterraneo“, ha dichiarato il portavoce dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), Joel Millman. In occasione di questa ricorrenza il New York Times ha pubblicato un reportage fotografico che mostra le miserie di questi sbarchi. E i grandi della terra sono impotenti. O conniventi?

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