Su edilizia scolastica il gioco delle tre carte di Boschi e Fedeli (18-07-2017)

ROMA, 18 luglio – "Numeri trionfalistici dietro ai quali manca una sola cosa, la più importante: come siano state impiegate (e se davvero siano state impiegate),nel dettaglio, le risorse destinate all’edilizia scolastica. Perché senza questi elementi, la conferenza stampa… Continua a leggere Su edilizia scolastica il gioco delle tre carte di Boschi e Fedeli (18-07-2017)

Presentazione del #ProgrammaScuola del MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

La scuola a 5 Stelle è una scuola pubblica e statale, gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa, una scuola che viene messa al centro delle politiche del governo. E’ questa la scuola contenuta nel programma del M5S, votato dagli iscritti, e che presentiamo oggi.

Hanno partecipato alle votazioni sulla Piattaforma Rousseau 19.040 iscritti certificati, che hanno espresso 128.320 preferenze su cinque punti principali: qualità della scuola e offerta formativa per gli studenti, finanziamenti alle scuole statali, scuola pubblica e scuola privata, smantellamento della ‘Buona Scuola’ di Renzi e didattica innovativa.

L’obiettivo principale del programma M5S è alzare la spesa pubblica per l’istruzione, portandola nel medio termine dal 7,9% di oggi al 10,2% della media europea, e reinvestire queste risorse per avere: edifici sicuri e spazi adeguati, insegnanti valorizzati e motivati, un’offerta formativa più ampia per gli studenti, più ricerca e più innovazione didattica.

Il primo punto del programma è riparare i danni provocati dai tagli lineari all’istruzione che hanno massacrato la scuola italiana e impoverito l’offerta formativa.
Se oggi la scuola italiana non è più un’eccellenza è a causa dei governi che nel corso di questi anni, con i loro tagli, hanno drasticamente sottratto ore a discipline fondamentali e hanno portato alla scomparsa di oltre 90mila cattedre.

Il M5S, per migliorare la qualità della scuola, punta a:

– diminuire il numero di alunni per classe, prevedendo un massimo di 22 studenti per classe (opzione votata da 8080 iscritti)
– diffondere il tempo pieno e le compresenze di docenti nelle classi (opzione votata da 5308 iscritti)
– ripristinare gli insegnamenti ridotti dalla “riforma Gelmini” e inserirne di nuovi (opzione votata da 5156 iscritti).

Totale Votanti: 18544.

Il secondo punto è ridare priorità alla scuola statale, che oggi versa in uno stato di sofferenza non più tollerabile. Una scuola che non ha i soldi per comprare i fogli di carta e altri materiali didattici, ed è costretta a chiedere alle famiglie degli studenti un contributo ‘volontario’ all’atto dell’iscrizione, non è più una scuola mgratuita.
Per questo lo Stato deve fare il possibile per cancellare questa odiosa ‘tassa’, investendo prioritariamente sulle scuole statali. (Questo punto ha ricevuto 19040 preferenze, di cui 17937 voti favorevoli.)

In questa priorità restano i nidi e le scuole dell’infanzia privati, che in molti territori costituiscono l’unica possibilità per le famiglie a causa dell’assenza di strutture pubbliche, comunali o statali. L’obiettivo del M5S resta comunque quello di incrementare il più possibile la presenza di strutture statali nella fascia d’età 0-6 anni (asili nido e scuole dell’infanzia) su tutto il territorio nazionale e in particolar modo laddove il servizio è carente.

Il terzo punto ci porta direttamente alle Legge 62/2000 che ha parificato scuole statali e scuole private. E’ nostra intenzione ridiscuterla, per arrivare a una chiara e netta distinzione tra scuole statali e scuole private e combattere il fenomeno dei diplomifici.
(Questo punto ha ricevuto 18618 preferenze, di cui 15697 voti favorevoli.)

Il quarto punto del programma prevede lo smantellamento della ‘Buona scuola’ di Renzi
, la riforma che ha definitivamente distrutto la nostra scuola a colpi di bonus e mancette, introducendo nel sistema scolastico logiche aziendali che nulla hanno a che vedere con la scuola. Per farlo vogliamo:

– Rendere obbligatorie e retribuite le ore di formazione dei docenti, cancellando la “Card” da 500 euro (opzione votata da 10847 iscritti)
– Promuovere la collaborazione tra docenti, eliminando la chiamata diretta e il bonus del merito assegnato dal dirigente (opzione votata da 10422 iscritti)
– Promuovere la cooperazione tra studenti, eliminando o modificando i test INVALSI (opzione votata da 5514 iscritti)
– Aumentare gli strumenti di partecipazione degli studenti e delle famiglie (opzione votata da 5269 iscritti)
– Ridurre le ore di alternanza scuola-lavoro e migliorarne la qualità (opzione votata da 4101 iscritti)

Totale Votanti: 18261, Totale Preferenze: 36153.

Il M5S vuole costruire una scuola che guarda al futuro, capace di superare la lezione frontale e di attivare strategie didattiche e pedagogiche innovative, che introduca insegnamenti nuovi come l’educazione alimentare, ambientale e quella all’affettività. Per farlo intendiamo:

– Diffondere l’utilizzo di strumenti tecnologici e di libri digitali (opzione votata da 8175 iscritti)
– Investire su ambienti di apprendimento innovativi (opzione votata da 7849 iscritti)
– Promuovere maggiori esperienze all’esterno dell’ambiente scolastico con pieno protagonismo degli studenti (opzione votata da 7764 iscritti)
– Costituire equipe di esperti territoriali con educatori, pedagogisti, ricercatori ed esperti nel campo della didattica a supporto dei docenti (opzione votata da 6915 iscritti)
– Istituire un fondo strutturale per l’innovazione didattica (opzione votata da 5262 iscritti)

Totale Votanti: 18109, Totale Preferenze: 35965.

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Scuola: la riforma del sostegno è già da rottamare, intervenire è necessario (24-05-2017)

ROMA, 2 maggio – "La riforma sul sostegno è da rottamare: nasce già obsoleta e ha bisogno di essere ripensata sotto quasi tutti i punti di vista. Purtroppo il governo ha buttato a mare questa chance ma il mondo della… Continua a leggere Scuola: la riforma del sostegno è già da rottamare, intervenire è necessario (24-05-2017)

Vota per il Programma Scuola su Rousseau

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi, mercoledì 24 maggio, si vota per il Programma Scuola del MoVimento 5 Stelle.
Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 19. La settimana scorsa abbiamo approfondito, grazie all’aiuto di esperti, i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo per la scuola e l’istruzione.

Ora è il momento di decidere quali saranno le priorità di questo programma e prendere una posizione netta su alcuni temi. Su Rousseau troverai 4 quesiti.
Sei chiamato a decidere su:

1) Finanziamenti alle scuole paritarie Attualmente in italia esistono scuole statali e scuole paritarie private, entrambe finanziate dallo stato: vuoi che i finanziamenti dello stato siano destinati prioritariamente alle scuole pubbliche statali, affinché queste siano realmente gratuite e le famiglie non siano più costrette a versare il cosiddetto ‘contributo volontario’?
A. Sì, sono favorevole.
B. No, non sono favorevole.

2) Scuola pubblica e privata Dovrai decidere se modificare la legge 62 del 2000 che ha istituito la parità scolastica per le scuole private affinché ci sia una distinzione chiara tra scuola statale e scuola privata

3) Offerta formativa Dovrai decidere le azioni che ritieni prioritarie per migliorare la qualità della scuola e l’offerta formativa per gli studenti

4) Smantellare la Buona Scuola Dovrai scegliere le due priorità per smantellare la buona scuola.

5) Didattica Dovrai scegliere le priorità per innovare profondamente la didattica

Accedi a Rousseau e vota subito!

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Scuola: il Miur stanzia briciole per gli animatori digitali (22-05-2017)

ROMA, 22 maggio – "Mille euro a scuola. E’ questa la miseria che il Miur e questo governo investono per il programma di digitalizzazione del nostro sistema scolastico. Una cifra ridicola che non sposterà di un millimetro la situazione rispetto… Continua a leggere Scuola: il Miur stanzia briciole per gli animatori digitali (22-05-2017)

Scuola: il Miur stanzia briciole per gli animatori digitali (22-05-2017)

ROMA, 22 maggio – "Mille euro a scuola. E’ questa la miseria che il Miur e questo governo investono per il programma di digitalizzazione del nostro sistema scolastico. Una cifra ridicola che non sposterà di un millimetro la situazione rispetto… Continua a leggere Scuola: il Miur stanzia briciole per gli animatori digitali (22-05-2017)

Scuole: Miur tiene in naftalina concorso idee per scuole innovative (22-05-2017)

ROMA, 22 maggio – "Il concorso di idee finalizzato alla costruzione di "scuole innovative", prevista dalla Legge 107 è ancora fermo al palo e le giustificazione del Miur non sono sufficienti a spiegare un ritardo ingiustificabile. Ci sono oltre 1.200… Continua a leggere Scuole: Miur tiene in naftalina concorso idee per scuole innovative (22-05-2017)

#ProgrammaScuola: Come innovare la didattica

La Scuola va rinnovata e ripensata in modo da attuare strategie didattiche e pedagogiche innovative, in grado di coinvolgere attivamente gli studenti nella creazione delle conoscenze. Per raggiungere questo importante obiettivo vi chiederemo di scegliere tre priorità.

di Paolo Mottana, ordinario di filosofia dell’educazione Università Milano Bicocca

La scuola oggi presenta tanti elementi che hanno bisogno di essere trasformati. in generale l’educazione pubblica credo che debba essere un’educazione all’altezza delle esigenze dei bambini e dei ragazzi che vivono nel nostro tempo, e questo non è quello che accade. La scuola di oggi continua a tenerli imprigionati in spazi e in tempi, dovendo assecondare argomenti che non sono appropriati alle loro esigenze, ai loro desideri e alle loro possibilità.

Occorre intervenire anzitutto perché la scuola diventi un luogo dove non solo la dimensione cognitiva, ma la dimensione fisica, le dimensioni emotive, le dimensioni immaginative, le dimensioni creative, trovino il loro spazio. È necessario chiudere una fase in cui abbiamo, per così dire, messo da parte bambini e ragazzi rispetto alla vita sociale, e ricondurli invece a entrare in contatto con la vita reale, perché è soltanto quando si entra in contatto con la vita reale, con altre generazioni, quando si entra in contatto con esperienze autentiche che bambini e ragazzi si sentono effettivamente motivati, si sentono coinvolti, possono per così dire vivere delle autentiche passioni per quello che fanno.

Bisogna andare nella direzione di una educazione diffusa, cioè un’educazione in cui tutta la società si sente responsabile, dove la presenza di bambini e ragazzi nel mondo torna ad essere protagonista. Perché noi purtroppo abbiamo perso il loro contributo, abbiamo perso la loro vitalità, la loro freschezza, la loro spontaneità, le loro capacità chiudendoli in luoghi dove tutto questo viene soffocato.

Abbiamo bisogno di aiutare gli educatori e gli insegnanti a ritrovare il gusto di una professione che purtroppo chiusa nelle mura anguste della scuola finisce per essa stessa a spegnersi. Aiutandoli a muoversi nel mondo e a trovare le opportunità, le occasioni, dove il loro stesso sapere venga per così dire chiamato il gioco. Quindi si tratta di un movimento complesso, che rovesci un po’ le gerarchie che sono state per così dire impiegate fino ad oggi, le gerarchie che vedono un sapere organizzato frantumato in discipline, rinchiuso in luoghi dove ci sono le gabbie di discipline, di normative, di valutazioni, che costringono questo sapere a perdere il suo potenziale di interesse, di curiosità, e invece riportarli nella vita reale.

Per tutto questo abbiamo bisogno di una nuova formazione per insegnanti e docenti, che faccia leva davvero sulla loro capacità di stare insieme ai ragazzi. Non come controllori, non come giudici, non come agenti di sicurezza, come spesso accade, ma come compagni di un attraversamento dell’esperienza della vita. E la vita è estremamente varia, è un’arnia infinita di occasioni, di opportunità, di esperienze straordinarie. Ma non possiamo più confinarle all’interno di uno spazio così ristretto come quello della scuola.

Abbiamo bisogno di aprirci al territorio, di aprirci a tutti quegli agenti sia pubblici che privati che possono contribuire a offrire delle opportunità, e anche a ricostruire il profilo stesso di quartieri, delle zone, delle città. Perché bambini e ragazzi possano di nuovo ricominciare a solcarli ad essere presenti in essi attraverso un sistema di trasporti adeguato. Abbiamo bisogno di una formazione di educatori ed insegnanti che cambino il loro profilo esclusivo da esperti disciplinari, e diventino, per così dire, degli organizzatori di esperienze.

L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza, non avviene attraverso alcuna memorizzazione di qualcosa obbligata da qualcun altro, l’apprendimento che io chiamo “apprendimento per sottomissione”. Non c’è bisogno di sottomettersi a nulla, c’è solo bisogno di gustare le infinite opportunità che la realtà ci offre. Da questo punto di vista certamente anche le tecnologie possono avere un ruolo, che non deve essere semplicemente di lubrificazione per imparare, ma un modo per scoprire, per essere creativi.

Ci sono tecnologie che ci aiutano a riprendere il mondo, rivederlo ad analizzarlo, ci sono tecnologie che ci aiutano ad acquisire conoscenze, ci sono tecnologie che però possono anche diventare un alibi per non occuparsi direttamente della realtà. E quindi le tecnologie devono essere un oggetto su cui esercitare un’attenzione critica, da somministrare secondo la dovuta calibratura, rispetto all’importanza che invece l’esperienza autentica, reale, diretta, carnale nel mondo può avere.

Credo che l’educazione diffusa, che per il momento ancora è soltanto abbozzata in qualche esperienza sperimentale, possa diventare per il futuro la strada da prendere. Occorre qualcuno che dalle posizioni in cui si decide come funziona l’educazione nel nostro mondo, prenda delle decisioni in questo senso. Ci aiuti a liberarci da quei sarcofagi che sono le strutture scolastiche, dentro i quali purtroppo noi abbiamo deciso di confinare una parte così importante della vita umana. E tanti soggetti che possono invece contribuire, con il loro lavoro, con la loro meraviglia, con la loro capacità ancora non contaminata a rendere migliore.

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La proposta di legge M5s per portare la storia dell’antimafia a scuola (18-05-2017)

ROMA, 18 maggio – "Introdurre nelle scuole lo studio della storia dell’antimafia per far conoscere ai nostri studenti la storia di quei nostri cittadini, rappresentanti delle istituzioni e non, che a questa battaglia di legalità e giustizia hanno dedicato… Continua a leggere La proposta di legge M5s per portare la storia dell’antimafia a scuola (18-05-2017)

#ProgrammaScuola: Legge su scuola pubblica e privata

di MoVimento 5 Stelle

Attualmente in Italia esistono scuole statali e scuole paritarie private. Con la legge 62/2000 è stata istituita la parità scolastica, consentendo alle scuole private che soddisfino determinati requisiti di essere equiparate a quelle statali.
Come ci spiegherà il costituzionalista, il quesito su cui sarete chiamati a votare non vuole impedire che siano istituite scuole private. La nostra Costituzione prevede espressamente la libertà per chiunque di istituire strutture d’istruzione private. Il quesito investe soltanto il tema della parità scolastica come definita dalla legge 62 del 2000.

di Massimo Villone (professore emerito di diritto Costituzionale Università Napoli)

Parliamo di scuola e ve ne parlo io, costituzionalista, perché per la scuola il richiamo alla Costituzione è particolarmente importante. Cominciamo dall’articolo 33 che dice: “la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”. Questo significa che c’è un obbligo, della Repubblica, di avere scuole e non è casuale la formula “su tutti gli ordini e gradi”. Se tutti gli italiani e le italiane in età scolastica volessero andare in una scuola pubblica, dovrebbe esserci una scuola pubblica pronta ad accoglierli. Successivamente, dice lo stesso articolo, “gli enti privati hanno diritto ad istituire scuole, ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Questa è la libertà della scuola, cioè la libertà di istituire scuole da parte dei privati.

Una differenza fondamentale, che dobbiamo cogliere, tra scuola pubblica e scuola privata, è che la scuola privata può essere una scuola definita di tendenza, cioè orientata. Per intenderci, orientata filosoficamente, dal punto di vista religioso, etc. Mentre la scuola pubblica non può e non deve esserlo. Deve essere, da questo punto di vista, indifferente per tutti quelli che vi entrano.

Il fatto che la scuola privata possa essere orientata, poi spiega la formula di chiusura “senza oneri per lo Stato”. Perché, potendo essere orientata, se ottiene fondi sulla fiscalità generale, ovviamente anche io cittadino, che magari non sono di quell’orientamento, sarò chiamato a contribuire. E questo è fondamentalmente ingiusto, dal punto di vista del cittadino che è chiamato a concorrere alla spesa pubblica. Ora, questo quadro è preciso e direi abbastanza netto nei suoi contorni.

Accade che si inserisce un articolo 1 della legge 62 del 2000 per il quale la scuola paritaria privata è parte del sistema scolastico nazionale. La scuola paritaria è una scuola privata che risponde a determinati requisiti di organizzazione, di qualità, di erogazione del servizio, mettiamola in questo modo. E questa scuola paritaria viene definita come un soggetto che può ricevere il finanziamento pubblico. Il punto qual è: che la scuola paritaria è pur sempre una scuola privata. Può sempre essere una scuola orientata o di tendenza, quindi non c’è una scuola paritaria, come tale, uguale alla scuola pubblica.

La scuola paritaria privata non sarà, per definizione, geneticamente, uguale alla scuola pubblica. E tuttavia, sulla base di questo articolo 1, è stato in sostanza aggirato quello che è il chiaro dettato costituzionale per cui non si può avere l’onere per lo Stato come abbiamo visto in precedenza.

Questo ci conduce al quesito che è diretto alla legge 62 del 2000. Badate è un quesito che non vuole impedire che siano istituite scuole private, non viene toccata la libertà della scuola, cioè la libertà di creare istituti di istruzione ad opera dei privati, orientati o di tendenza ci siano non importa. Ma che tocca soltanto il punto della paritarietà come definita dalla legge 62 del 2000.

Quindi è un obiettivo molto più limitato, da questo punto di vista, che trova la sua ragione nel fatto che, ovviamente, la destinazione di risorse pubbliche alla scuola paritaria, in un contesto storico caratterizzato da una forte restrizione della disponibilità delle risorse pubbliche, significa minori risorse alla scuola pubblica e quindi un venir meno all’obbligo di avere, per tutte le scuole, di tutti gli ordini e di tutti i gradi, la piena risposta alla domanda di istruzione dei cittadini e delle cittadine italiane in età scolare. Queste le ragioni del quesito.

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