#TagliateIVitalizi non la Democrazia – È un voto d’azzardo

Oggi, 25 Ottobre, la manifestazione si svolgerà a Piazza della Rotonda al Pantheon dalle 14.30 e andrà avanti fino al voto finale sulla legge elettorale

di Beppe Grillo

Tutto questo sistema immunitario che mi si è rigirato contro, ma d’altronde sta… Continua a leggere #TagliateIVitalizi non la Democrazia – È un voto d’azzardo

#TagliateIVitalizi non la democrazia – Mercoledì 25 ottobre tutti a Roma

di Paola Taverna

Mercoledì 25 ottobre vi aspettiamo a Roma. La manifestazione si svolgerà a Piazza della Rotonda al Pantheon dalle 14.30 e andrà avanti fino al voto finale sulla legge elettorale. Che cosa sta accadendo? Da martedì saremo in aula con… Continua a leggere #TagliateIVitalizi non la democrazia – Mercoledì 25 ottobre tutti a Roma

Il whistleblowing per combattere la corruzione

di MoVimento 5 Stelle

Il Senato dice sì alla legge del MoVimento 5 Stelle sul whistleblowing a prima firma Francesca Businarolo. E’ una legge che tutela chi denuncia corruzione e malaffare nella pubblica amministrazione e nel settore privato, una l… Continua a leggere Il whistleblowing per combattere la corruzione

Tagliate i vitalizi, non la democrazia. Tutti al Senato il 25 Ottobre

di MoVimento 5 Stelle

Segnatevi questa data: mercoledì 25 ottobre tutti al Senato con una benda bianca. Siamo in piena emergenza democratica e dobbiamo reagire! Renzi, Berlusconi e Salvini ormai stanno sfidando i cittadini a viso aperto e stanno att… Continua a leggere Tagliate i vitalizi, non la democrazia. Tutti al Senato il 25 Ottobre

Piccoli comuni: la proposta del MoVimento diventa legge

di MoVimento 5 Stelle

Finalmente la legge sui piccoli comuni che porta anche la firma del MoVimento 5 stelle è stata approvata, in Senato, in via definitiva dopo 4 anni dall’inizio dell’iter che ha portato avanti le proposte di legge unificate a firma Terzoni, e Realacci.

È una notizia di quelle storiche, perché il Parlamento prova ad approvare una legge che tuteli gli oltre 5500 piccoli comuni in Italia da ben 15 anni e ogni volta si è arenato su un binario morto. Il disegno di legge approvato oggi è targato anche MoVimento 5 stelle e di questo siamo molto soddisfatti.

Abbiamo rischiato che il testo finisse per arenarsi, ma abbiamo portato avanti con costanza un lavoro incessante in Parlamento e sul territorio, confrontandoci con tutte le realtà locali, e questo ci ha permesso di non mollare la presa.

Quando parliamo di piccoli comuni non li consideriamo aree marginali: ci riferiamo al 70 per cento dei comuni italiani, che ha una popolazione pari o inferiore ai 5 mila abitanti. Questi comuni occupano il 54,4 per cento del territorio italiano e in essi risiede il 16,6 per cento della popolazione totale. Si tratta di oltre 10 milioni di persone.

Tra i principali risultati ottenuti dai parlamentari ci sono i finanziamenti per il ripristino dei cammini storici che collegano i piccoli comuni, il recupero dei borghi con interventi antisismici e diverse misure a sostegno dei prodotti tipici locali, come ad esempio la vendita diretta all’interno di punti commerciali, l’incentivo della filiera corta e la valorizzazione delle attività pastorali di montagna finalizzate alla produzione di formaggi di qualità.

Inoltre nell’ultimo passaggio al Senato abbiamo accettato la trasformazione in odg degli emendamenti che avevamo preparato, e questo per non rischiare che la legge, modificata, dovesse tornare alla Camera e lì insabbiarsi. Citiamo ad esempio all’impegno per la riduzione degli imballaggi, anche attraverso progetti sperimentali nelle mense di enti pubblici e privati.

Il testo non è perfetto e di certo poteva essere migliorato, ma rappresenta comunque un piccolo ma importante passo verso la ricostruzione e la valorizzazione dei piccoli comuni. Il MoVimento 5 stelle lavora per promuovere un cambiamento di paradigma che permetta ai borghi di ripopolarsi, anche per esempio attraverso la concessione di terreni abbandonati a realtà imprenditoriali giovanili. Questo e altri progetti saranno portati avanti anche con il nostro programma per l’Ambiente, votato in rete.

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Fermiamo il CETA, siamo ancora in tempo!

di MoVimento 5 Stelle

Il CETA si può ancora fermare, basta che il Parlamento voti no alla sua ratifica per l’Italia. Il trattato è entrato in vigore solo parzialmente, in attesa di essere ratificato dai parlamenti nazionali, e basta che uno Stato non lo approvi perché salti tutto. Possiamo essere i primi in Europa a ottenere questo risultato.

In questi giorni il Senato può votare no alla ratifica del CETA e l’Italia può essere il primo Paese a non approvare questo trattato che danneggia il nostro made in Italy. Il MoVimento 5 Stelle si sta battendo in tutte le sedi, e partecipa alla campagna di opposizione al CETA che va avanti in tutta Europa e in Italia dove oltre venti comuni, tra cui la capitale, hanno approvato delle mozioni di contrasto al trattato.

I politici in Senato voteranno avendo a cuore i nostri interessi, o quelli delle lobby?

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I partiti si tengono vitalizi e privilegi

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di Enrico Cappelletti

In Senato di fatto i partiti hanno affossato la legge Richetti che aboliva i vitalizi e la pensione privilegiata dei parlamentari. Oggi avevano l’opportunità di mandarla subito in Aula al Senato e di approvarla velocemente, facendola diventare definitivamente Legge dello Stato, e invece hanno detto no alla nostra richiesta di inserirla nel calendario d’Aula delle prossime settimane, dimostrando che quel voto favorevole alla Camera, prima dell’estate, era solo un bluff. Perché tanto sapevano che una volta in Senato, questa legge sarebbe stata chiusa a chiave in un cassetto.

Questo vale soprattutto per il PD, visto che la legge, almeno sulla carta, porta la firma di un loro parlamentare. Ma anche Lega e Forza Italia non hanno mosso un dito per chiedere che la proposta di legge arrivasse subito in Aula.

Ora come finirà? Che la legge, con ogni probabilità, naufragherà in Commissione Affari Costituzionali e arrivederci e grazie. La sorte delle leggi che non piacciono alla maggioranza la conosciamo: il reddito di cittadinanza, per dirne una, è ferma in Commissione Lavoro da più di due anni.

Se qualcuno aveva creduto che davvero la casta fosse pronta a rinunciare ai propri privilegi, oggi non ha più dubbi: queste persone continuano a sentirsi al di sopra di tutti gli altri cittadini.

Noi, però, a questo non ci rassegniamo, non siamo arrivati fin qui per nulla, abbiamo imposto noi questo tema, lo abbiamo fatto entrare nell’agenda politica e lo faremo diventare realtà. I vitalizi, e gli altri privilegi della Casta, li taglieremo noi quando saremo al governo.

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La fine del mercato della vacche in Parlamento

di Danilo Toninelli

Quella attualmente in corso sarà ricordata come la legislatura del record di voltagabbana. Dal marzo 2013 sono stati 189 i deputati che hanno cambiato in corsa gruppo parlamentare e 133 i senatori. Se si contano tutti i passaggi si arriva al numero monstre di 500 cambi di casacca: come nella borsa, a seconda delle quotazioni, gli onorevoli decidono di investire su un gruppo invece che su un altro.

A proposito dei gruppi. All’indomani delle elezioni politiche alla Camera i gruppi parlamentari erano 6. Dopo quattro anni sono diventati 11, due dei quali autorizzati pur senza avere il numero minimo richiesto per la loro costituzione. A questi si aggiunge il gruppo “misto”, un gruppo che a sua volta raccoglie al suo interno le “componenti” che sono di fatto dei “mini-gruppi”, dove si trova di tutto: all’inizio della legislatura le componenti del gruppo misto erano solo tre mentre oggi sono sette. Istituire un nuovo gruppo ha una convenienza: soldi, personale e altri privilegi.
Questo non è un Parlamento, ma un mercato delle vacche. Il MoVimento 5 Stelle presenterà in Giunta per il Regolamento alla Camera poche semplici modifiche per arginare questo vergognoso fenomeno che dimostra l’assoluto sprezzo degli onorevoli della volontà che i cittadini esprimono con il loro voto.

Si parte dall’inizio: ad ogni lista di candidati che si presenta alle elezioni corrisponde un gruppo parlamentare. I deputati saranno iscritti d’ufficio al gruppo corrispondente alla lista votata dai cittadini in cui sono stati eletti.
Se successivamente si vorranno formare nuovi gruppi, non sarà più possibile costituire gruppi parlamentari sotto la soglia numerica minima richiesta. Anche questo passaggio è un atto di rispetto del voto dei cittadini. In più, ed è la novità più importante, chi cambia casacca non andrà ad ingrassare le casse del nuovo gruppo a cui ha aderito o che insieme ad altri voltagabbana ha creato. Basta soldi e basta dotazioni. Ci sarà una riduzione proporzionale per il gruppo da cui si esce, ma nessuna aggiunta di risorse a quello nuovo in cui si entra.

Così si porrà fine al mercato dei parlamentari à la carte e si permette alla Camera di risparmiare un sacco soldi che fino ad oggi i voltagabbana portano con sé.
Queste poche righe di riforma di un Regolamento possono avere una portata rivoluzionaria.
Se riusciremo a farla approvare alla Camera, contiamo che anche il Regolamento del Senato verrà adeguato di conseguenza.
Ora stiamo a vedere quali saranno le reazioni dei vecchi partiti a questa nostra proposta.

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Ceta: approvato in Commissione, appello a Grasso per non portarlo in Aula (27-06-2017)

Il Ceta è stato approvato in Commissione Esteri del Senato, nonostante le proteste del MoVimento 5 stelle e la richiesta, all’inizio della seduta, di riaprire le audizioni per ascoltare i procuratori Gratteri e Ruberti, a proposito delle loro dichiarazioni… Continua a leggere Ceta: approvato in Commissione, appello a Grasso per non portarlo in Aula (27-06-2017)

Innovazione come volano per lo sviluppo economico

di MoVimento 5 Stelle

Si tiene oggi al Senato, il convegno intitolato “Innovazione volano per lo sviluppo economico” (dalle ore 9.30 alle ore 12.30). È il quarto appuntamento di un percorso di approfondimento nel quale parlamentari ed esperti si confrontano per individuare problemi e soluzioni sul tema decisivo dello sviluppo economico. L’ambizione del MoVimento 5 Stelle è infatti quella di pianificare una transizione il più rapida possibile da un modello di sviluppo lineare ad un nuovo modello circolare, capace di auto-rigenerarsi riutilizzando le risorse produttive del ciclo precedente.

In altre parole, lavoro, ambiente e benessere sociale devono tornare ad essere compatibili, e un ruolo fondamentale nella transizione al nuovo modello l’avranno l’innovazione e gli investimenti pubblici e privati nella cosiddetta Industria 4.0, che gli ultimi Governi hanno di fatto ignorato.

Il convegno vede gli interventi dei parlamentari MoVimento 5 Stelle Barbara Lezzi, Michela Montevecchi, Giorgio Sorial e Ignazio Corrao, in un dialogo con tre esperti autorevoli:

Corrado Spinella, direttore del dipartimento di scienze fisiche e tecnologie dei materiali del CNR, che ci parlerà del rapporto tra le imprese nel campo della microelettronica

Domenico Sturabotti, direttore della fondazione Symbola, che ci presenterà il rapporto “Io sono cultura” e ci parlerà del rapporto tra imprese culturali, innovazione e Pil

Antonio Grieco, docente di ingegneria dell’Università del Salento, che ci parlerà del rapporto tra ricerca e impresa

Apre i lavori con un saluto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

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