Col taglio dei nostri stipendi finanziamo la Sanità campana

di MoVimento 5 Stelle Campania

Attrezzature e strumenti diagnostici destinati ai disastrati ospedali della Campania e acquistati grazie al taglio volontario dei nostri stipendi di consiglieri regionali. E’ l’iniziativa #restituiamoperlasanità che ab… Continua a leggere Col taglio dei nostri stipendi finanziamo la Sanità campana

Nasce in Grecia la generazione 265 euro

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grafico: le colonne rappresentano diversi gruppi di età. Le barre verdi rappresentano gli stipendi nel 2009, quelle arancioni gli stipendi nel giugno 2016. Le percentuali mostrano il decremento tra il 2009 e il 2016. Fonte: Kathimerini.

da Vocidallestero.it: KeepTalkingGreece ci aggiorna sull’orrore della Grecia, dove i lavoratori, specialmente i più giovani, accettano di essere sfruttati per paghe che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili. Anche i meno giovani, che hanno famiglia e obblighi finanziari maggiori, guadagnano in media poche centinaia di euro netti al mese. Ma intanto i riflettori mediatici sulla Grecia si sono spenti da un bel pezzo.

di Keep Talking Greece

L’alta disoccupazione nella Grecia colpita dall’austerity deprime salari e stipendi. Gli imprenditori vogliono spendere quanto meno possibile in salari, e i lavoratori sono costretti a scendere a compromessi che erano impensabili prima della crisi. Si accetta un posto di lavoro a qualsiasi prezzo, non importa quanto sia basso. Il settore imprenditoriale privato in Grecia ignora spudoratamente le leggi sul lavoro e offre una manciata di noccioline con l’ultimatum “prendere o lasciare”. Un ricatto che i lavoratori disperati non possono rifiutare.

Nessuna sorpresa. I dati basati sulle dichiarazioni dei redditi del 2017 relativi all’anno fiscale 2016 mostrano quale sia l’attuale condizione di stipendi e salari nel settore privato greco. Sono spaventosamente bassi, specialmente se si tiene conto del costo della vita nel paese. I dati non rivelano comunque le condizioni di lavoro, se siano lavori a tempo pieno, part time o a turni. I giovani lavoratori sotto 20 anni di età non guadagnano più di 260 euro netti al mese. I lavoratori a 24 anni di età svolgono lavori a tempo pieno per una media di 380 euro netti al mese. I lavoratori fino a trent’anni guadagnano in media 509 euro, e quelli fino a 34 non portano a casa più di 660 euro.

La maggiore diminuzione degli stipendi, tra -42% e -25%, colpisce i lavoratori giovani e quelli nell’età più produttiva, cioè i trentenni e i quarantenni. I lavoratori trentenni di solito progettano di formare una famiglia, e quelli verso i 40 e oltre spesso hanno già delle famiglie e dei figli. Hanno quindi da gestire impegni economici maggiori con redditi che diminuiscono. Ci sono 548.000 lavoratori nella fascia di età 40-49 anni. I lavoratori registrati over 50 sono 335.000. Prima della crisi molti di loro guadagnavano più di 1.600 euro lordi al mese. Nel 2012 i salari minimi sono diminuiti da 780 a 580 euro lordi per i lavoratori sopra i 25 anni e sono diminuiti a 510 euro lordi per i lavoratori tra i 15 e i 24 anni.

Secondo lo stesso dataset, le pensioni medie sono diminuite del 13,96% tra il 2012 e il 2016. Nel periodo 2010-2017 le pensioni di base e integrative sono state tagliate 14 volte. Negli ultimi mesi il tasso di disoccupazione è sceso a causa dei lavori stagionali nel settore turistico. Nell’aprile 2017 il tasso di disoccupazione in Grecia era il 21,7% ed è tuttora il più alto dell’Unione Europea. Seconda viene la Spagna, con una disoccupazione al 17,1%. Tuttavia, secondo l’Unione dei Lavoratori nel Turismo e nella Ristorazione, gli imprenditori pongono l’enfasi sull’ingaggio di lavoratori giovani, fino a 25 anni di età, grazie ai loro minori salari. I salari in questo settore per questo gruppo di età sono di 510 euro al mese lordi per un lavoro a tempo pieno, che diventano 410 euro netti dopo aver scalato tasse e contributi previdenziali.

Questa tendenza, che i media greci descrivono come “la cattiva cultura degli imprenditori”, impedisce la firma di contratti collettivi che permetterebbero di ingaggiare lavoratori più anziani, con più anni di esperienza e conseguentemente salari più alti.

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Il MoVimento 5 Stelle Liguria restituisce ai cittadini 244mila euro

di MoVimento 5 Stelle Liguria

I portavoce regionali 5 Stelle hanno firmato questa mattina un doppio assegno con le restituzioni dei loro stipendi di consiglieri regionali. Un doppio assegno gigante da 244.686,67 euro complessivi di stipendi restituiti, con la firma dei cinque portavoce regionali del MoVimento 5 Stelle Liguria: Alice Salvatore, Marco De Ferrari, Fabio Tosi, Andrea Melis e Gabriele Pisani. È accaduto questa mattina, in piazza De Ferrari, davanti al Palazzo della Regione, in occasione del Restitution Day, con cui il M5S Liguria ha celebrato la restituzione ai cittadini liguri della cifra risparmiata dal gruppo dal luglio 2015 a febbraio 2017.

Due i maxi assegni firmati in piazza:

il primo, da 175.704,42 euro, frutto dei 145.704,42 euro versati tra luglio 2015 e agosto 2016 sul fondo del Bilancio dello Stato destinato alle piccole imprese italiane, a cui si aggiungono i 30.000 euro donati nel settembre scorso ai terremotati del centro Italia sul fondo aperto dalla sindaca di Torino Chiara Appendino;
il secondo assegno, di 68.982,25 euro, fa riferimento, invece, ai due bonifici rispettivamente di 50.000 e 18.982,25 euro sul conto della Regione Liguria, a sostegno delle piccole e medie imprese liguri.

È il nostro impegno con i cittadini e lo abbiamo mantenuto. Questo è quello che accade quando il MoVimento 5 Stelle entra nelle istituzioni – hanno spiegato i portavoce regionali – Un gesto che speriamo possa ridare un po’ di ossigeno alla cittadinanza così duramente colpita dalla crisi, alle famiglie in difficoltà, alle piccole imprese strozzate da tasse e burocrazia. E fare da esempio alla triste politica tradizionale degli sprechi.”

Mentre i vecchi partiti chiacchierano, il MoVimento 5 Stelle dimostra che non bisogna aspettare indaginosi iter burocratici per fare qualcosa di concreto. È sufficiente la volontà politica. In politica devono regnare solo trasparenza e onestà, valori – conclude il MoVimento 5 Stelle – che ci impegniamo già da ora a portare anche in Comune a Genova, La Spezia, Arenzano, Ceranesi e Luni, e in tutti i comuni in cui il M5S si presenta alle elezioni Amministrative dell’11 giugno. Quello che oggi è accaduto qui in Regione, da un gruppo consiliare del MoVimento all’opposizione, è solo una piccola prova generale di ciò che può fare il MoVimento 5 Stelle al governo. Nei Comuni dove amministriamo infatti la nostra specialità è risanare i bilanci e restituire servizi pubblici alla cittadinanza!”

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Il Parlamento europeo si alza (ancora) lo stipendio, un altro schiaffo ai cittadini

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Il Parlamento europeo costa troppo. La previsione per il 2018 parla di addirittura 1,971 miliardi di Euro, una cifra abnorme se paragonata ai sacrifici che ogni giorno vengono chiesti ai cittadini. Parallelamente, i dogmi dell’austerità – non è una notizia questa – vengono applicati solo agli Stati membri del Sud, costringendoli a misure lacrime e sangue pur di rispettare improbabili vincoli economici. In questo stato di cose, anche solo pensare ad un aumento del bilancio per il funzionamento delle istituzioni europee è assurdo. Ma è quello che purtroppo è accaduto la scorsa settimana a Strasburgo, con l’appoggio di tutti i grandi gruppi e dei principali (vecchi) partiti politici italiani. Il risultato di questa pantomima è l’ennesimo incremento sul bilancio del 2,3%.

Il Movimento 5 Stelle è coerente, la nostra posizione in fase di negoziazione preliminare è stata chiaramente contraria a qualsiasi aumento dei costi. Le nostre proposte sono andate esattamente nella direzione opposta: si sono basate infatti su una riduzione significativa del bilancio attuale, attraverso l’ottimizzazione delle risorse presenti e l’eliminazione di diverse voci di spesa, quali i finanziamenti diretti ai partiti politici e alle fondazioni europee, una voce di bilancio che da sola costa ai cittadini più di 50 milioni di Euro l’anno. Per non parlare dello spreco rappresentato dalla tripla sede del Parlamento europeo (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo), quantificabile in diverse centinaia di milioni di Euro l’anno.

Abbiamo chiesto per l’ennesima volta una riduzione dei salari nonché delle indennità giornaliere degli eurodeputati. Abbiamo preteso una procedura del Parlamento che imponga trasparenza in merito alle indennità per spese generali e alle richieste di rimborso presentate dai singoli deputati. E ancora: riduzione dei costi degli uffici d’informazione nei Paesi dell’Unione e a Washington, tramite l’accorpamento degli uffici nei Parlamenti nazionali; che le spese di comunicazione per le elezioni 2019 non vengano considerate come spese straordinarie, in quanto ciclicamente il Parlamento europeo va inevitabilmente elezioni, pertanto i 25 milioni di Euro previsti per il 2018 non sono giustificati.

Queste proposte di assoluto buon senso e tante altre richieste sono state bocciate durante le negoziazioni dalla grande coalizione costituita da S&D (il gruppo del Partito Democratico) e PPE, dove milita ciò che rimane di Forza Italia. Al di là del dato statistico, è sconcertante vedere la compattezza con cui la vecchia politica si oppone alla riduzione dei privilegi anche in Europa.

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Microcredito 5 Stelle: ecco un’altra bella storia da raccontare

di MoVimento 5 Stelle

Siamo a Passirana di Rho, dove due sorelle si sono reinventate un lavoro, hanno deciso di diventare imprenditrici e aprire la AB Ceramiche, anche grazie al Microcredito del M5S. Siamo molto felici che un’azienda qui a Rho abbia avuto accesso al microcredito, e faremo di tutto perché altre realtà locali possano ottenerlo.
Ecco cosa dice una delle due titolari: Antonella.

E’ stato facile accedere al microcredito? Da chi lo siete venuti a sapere che c’era questa opportunità?

Grazie al M5S locale di Rho, poi su Internet, e dop 60 giorni siamo riusciti ad ottenere il fondo tramite l’istituto di credito.

E’ bello sapere che anche grazie al M5S, agli stipendi che ci tagliamo, siamo riusciti a dare una mano ad un’impresa nuova che vuole investire sul nostro territorio in Italia. Ci puoi dire per cosa avete utilizzato il microcredito?

L’abbiamo utilizzato per fare le vetrine nuovo, abbiamo buttato giù i muri e abbiamo messo i vetri, poi l’abbiamo utilizzato per i computer, i programmi, le scrivanie, per acquistare il muletto, queste cose che servono in azienda.

Voi capite che il microcredito può essere fondamentale per un’azienda, per far partire i lavori, perché serviva ristrutturazione, serviva del materiale, servivano gli strumenti. Con la situazione italiana non c’è nessun aiuto da parte dello Stato, il microcredito è una piccola mano che diamo agli imprenditori per poter lavorare anche in queste condizioni. In qualunque caso, rivolgetevi al M5S locale che potrà darvi informazioni ulteriori oppure guardate sul sito del Microcredito 5 Stelle.

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In Italia gli stipendi più bassi dell’Europa occidentale

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di Giuliano Balestreri per Business Insider Italia

Se la ripresa non decolla la colpa è anche degli stipendi che in Italia restano i più bassi dell’Europa occidentale. Peggio fanno solo Spagna e Portogallo che però si possono consolare con un maggior potere d’acquisto. A mettere i numeri nero su bianco è Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione europea, che in un recente report ha fatto il punto sulle retribuzione del Vecchio continente. La paga media oraria in Italia si ferma a 12,5 euro con un potere d’acquisto pari a 12,3 euro: all’interno dell’Unione europea la media si attesa a 13,2 euro l’ora, ma il dato è condizionato dai bassi salari dei Paesi dell’est entrati nella Ue dopo il 2004. Basti pensare, per esempio, che in Bulgaria il salario orario si ferma a 1,7 euro e in Romania arriva a 2 euro: in entrambi i Paesi, però, il potere d’acquisto è più alto.
Insomma l’Italia resta il fanalino di coda del Vecchio continente condannata a guardare da lontana la ricca Germania, i paesi scandinavi e persino la vicina Francia dove gli stipendi medi arrivano a 14,9 euro. E’ quindi solo una magra consolazione il fatto che lungo la Penisola gli stipendi bassi non siano così tanti rispetto alla media. Sempre secondo Eurostat i lavoratori italiani a basso reddito sono “solo” il 9,4%: si tratta dei dipendenti con un salario orario inferiore ai due terzi della paga oraria. La percentuale italiana è la più bassa della zona euro dopo Francia (8,8%), Finlandia (5,3%) e Belgio (3,8%), mentre la media continentale è al 17,2%.
Il semplice dato può anche sembrare positivo lasciando intendere che in Italia non ci siano troppe disuguaglianze sul fronte degli stipendi. Il problema, tuttavia, c’è ed è evidente: la soglia del basso reddito lungo la Penisola è inferiore a tutte le altre economie comparabili: siamo a 8,3 euro all’ora in Italia, 10 euro in Francia, 10,5 euro in Germania, 13,4 in Irlanda, 9,9 nel Regno Unito, 10,7 in Olanda e 17 in Danimarca. Si scende a 6,6 euro in Spagna, poi è bassissima in Bulgaria (1,1) euro, Romania (1,4 euro), Portogallo (3,4), Slovacchia (2,9), Lettonia e Lituania (2,2), ma sono tutti Paesi che vantano un più alto potere d’acquisto.
A livello assoluto, invece, rimangono pronfonde differenze: il 21,1% delle donne è a basso reddito, contro il 13,5% degli uomini. Inoltre, quasi uno su tre (30,1%) degli under-30 rientra nella categoria, mentre tra 30 e 59 anni vi ricadono solo quattordici dipendenti su cento.

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80 milioni di ragioni per dire no – #RestitutionDay

di MoVimento 5 Stelle

Mentre i partiti in questi ultimi vent’anni si intascavano oltre 2,5 miliardi di euro in rimborsi elettorali , più maxi stipendi e privilegi, il MoVimento 5 Stelle dalla sua nascita ad oggi ha rinunciato, restituito e donato oltre 80 milioni di euro. Precisamente: 80.727.585 euro (156,4 miliardi di vecchie lire). Una cifra che aumenta ogni giorno.

Il tutto senza stravolgere 47 articoli della Costituzione e senza aspettare nuove leggi (il Pd ha bocciato la proposta taglia-stipendi del M5S che avrebbe generato risparmi di 87 milioni di euro ).

Sono oltre 80 milioni di ragioni per votare “NO” alle bugie del Bomba.
Ecco i dettagli delle cifre che oggi presentiamo in piazza a Firenze.

RINUNCIA RIMBORSI ELETTORALI POLITICHE 2013: 42.782.512 EURO per le elezioni politiche ai quali il M5S ha rinunciato sin dall’inizio della legislatura, pur potendo munirsi di requisiti sia formali che sostanziali per beneficiarne.

RINUNCIA RIMBORSI ELETTORALI REGIONALI 2010-2014: 4.773.536 EURO, rimborsi a cui le liste regionali M5S hanno rinunciato sin dal 2010. Clicca qui per i dettagli dalla Gazzetta Ufficiale, anni 2013-2014, 2015, 2016 e tabella riepilogativa per i dettagli.

RINUNCIA FINANZIAMENTI PARTITI POLITICI EUROPEI-GRUPPO EFDD: 3.000.000 EURO. La delegazione M5S al Parlamento Europeo ha rinunciato alla possibilità di usufruire dei finanziamenti per la costituzioni di “partiti politici europei e fondazioni europee”. La somma prevista per le delegazioni del gruppo EFDD è di 3 milioni di euro.

RESTITUZIONE STIPENDI PARLAMENTO ITALIANO: 19.493.075 EURO: dai tagli di stipendi e rendicontazione diarie (dato in continuo aggiornamento ). Di questi 17.847.050,33 euro versati nel fondo per il microcredito che ha permesso di finanziare fino a qualche giorno fa 3235 imprese per 7860 posti di lavoro stimati. 1.646.025 euro sono stati versati al Fondo ammortamento per i Titoli di Stato.

RESTITUZIONE STIPENDI CONSIGLIERI REGIONALI: 8.613.724 EURO. Sono stati destinati a fondi regionali o nazionali per il microcredito o altre iniziative regionali. Clicca qui per i dettagli.

RESTITUZIONE STIPENDI PARLAMENTARI EUROPEI : 479.000 EURO. Restituiti al fondo per il microcreditonazionale.

RINUNCIA INDENNITA’ DI CARICA: 1.091.744 EURO: I parlamentari e consiglieri regionali M5S rinunciano alle indennità di carica, le quali vengono lasciate alle istituzioni o restituite. I parlamentari M5S a tutto settembre 2016, hanno rinunciato a 525.485 euro alla Camera, e 237.012 euro al Senato. Clicca qui per conoscere i dettagli dei risparmi nelle Regioni. Rinunciamo inoltre a privilegi come auto blu, appartamenti di servizio per vice presidenti Camera e Questori, spese di rappresentanza aggiuntive.

DONAZIONE TSUNAMI -TOUR 420.000 EURO: donati in favore del Comune terremotato di Mirandola per costruire la palestra di una scuola. Si tratta di fondi in micro-donazioni raccolti e non spesi per le elezioni politiche 2013, che come promesso abbiamo donato alla collettività.

Ecco la tabella generale

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80 milioni di ragioni per dire no – #RestitutionDay

di MoVimento 5 Stelle

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Il tutto senza stravolgere 47 articoli della Costituzione e senza aspettare nuove leggi (il Pd ha bocciato la proposta taglia-stipendi del M5S che avrebbe generato risparmi di 87 milioni di euro ).

Sono oltre 80 milioni di ragioni per votare “NO” alle bugie del Bomba.
Ecco i dettagli delle cifre che oggi presentiamo in piazza a Firenze.

RINUNCIA RIMBORSI ELETTORALI POLITICHE 2013: 42.782.512 EURO per le elezioni politiche ai quali il M5S ha rinunciato sin dall’inizio della legislatura, pur potendo munirsi di requisiti sia formali che sostanziali per beneficiarne.

RINUNCIA RIMBORSI ELETTORALI REGIONALI 2010-2014: 4.773.536 EURO, rimborsi a cui le liste regionali M5S hanno rinunciato sin dal 2010. Clicca qui per i dettagli dalla Gazzetta Ufficiale, anni 2013-2014, 2015, 2016 e tabella riepilogativa per i dettagli.

RINUNCIA FINANZIAMENTI PARTITI POLITICI EUROPEI-GRUPPO EFDD: 3.000.000 EURO. La delegazione M5S al Parlamento Europeo ha rinunciato alla possibilità di usufruire dei finanziamenti per la costituzioni di “partiti politici europei e fondazioni europee”. La somma prevista per le delegazioni del gruppo EFDD è di 3 milioni di euro.

RESTITUZIONE STIPENDI PARLAMENTO ITALIANO: 19.493.075 EURO: dai tagli di stipendi e rendicontazione diarie (dato in continuo aggiornamento ). Di questi 17.847.050,33 euro versati nel fondo per il microcredito che ha permesso di finanziare fino a qualche giorno fa 3235 imprese per 7860 posti di lavoro stimati. 1.646.025 euro sono stati versati al Fondo ammortamento per i Titoli di Stato.

RESTITUZIONE STIPENDI CONSIGLIERI REGIONALI: 8.613.724 EURO. Sono stati destinati a fondi regionali o nazionali per il microcredito o altre iniziative regionali. Clicca qui per i dettagli.

RESTITUZIONE STIPENDI PARLAMENTARI EUROPEI : 479.000 EURO. Restituiti al fondo per il microcreditonazionale.

RINUNCIA INDENNITA’ DI CARICA: 1.091.744 EURO: I parlamentari e consiglieri regionali M5S rinunciano alle indennità di carica, le quali vengono lasciate alle istituzioni o restituite. I parlamentari M5S a tutto settembre 2016, hanno rinunciato a 525.485 euro alla Camera, e 237.012 euro al Senato. Clicca qui per conoscere i dettagli dei risparmi nelle Regioni. Rinunciamo inoltre a privilegi come auto blu, appartamenti di servizio per vice presidenti Camera e Questori, spese di rappresentanza aggiuntive.

DONAZIONE TSUNAMI -TOUR 420.000 EURO: donati in favore del Comune terremotato di Mirandola per costruire la palestra di una scuola. Si tratta di fondi in micro-donazioni raccolti e non spesi per le elezioni politiche 2013, che come promesso abbiamo donato alla collettività.

Ecco la tabella generale

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Il M5S Abruzzo restituisce ai cittadini 400mila euro in due anni

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di MoVimento 5 Stelle Abruzzo

Oltre 400 mila euro in due anni. E’ questa la cifra che i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle hanno restituito ai cittadini abruzzesi dimezzando i loro stipendi, rinunciando alle indennità, rendicontando le spese sostenute e restituendo i rimborsi non utilizzati. Una cifra che la dice lunga sulla concreta possibilità e sulla volontà di ridurre i costi della politica attuando una gestione di buon senso del denaro pubblico. “Abbiamo realizzato quello che è stato sempre detto sin dal primo giorno di campagna elettorale” hanno spiegato Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi in conferenza stampa “l’abbassamento dei costi della politica è un punto cardine della nostra azione istituzionale. Siamo la prova vivente che si può attuare un risparmio sostanzioso di soldi pubblici senza deturpare la Costituzione Italiana, senza togliere ai cittadini il diritto di votare i senatori, dietro la falsa promessa di abbassare i costi della politica. Abbiamo attuato una politica di tagli dove davvero c’è uno spreco senza limitare la democrazia e senza distruggere le tutele che il nostro Paese ha imparato a garantire dopo anni bui della nostra storia”.

“Con i primi 133mila euro abbiamo dato vita al fondo per le piccole e medie imprese abruzzesi” continuano i 5 Stelle “ad oggi il fondo ha già finanziato 29 aziende (15 nella provincia di Chieti, 10 nella provincia di Pescara, 5 nell’aquilano). Attività lavorative nate o risanate, grazie ai fondi elargiti dal nostro credito. Tra di loro ci sono imprese di parrucchieri, abbigliamento, pasticceria, pizzerie, estetica, trasporto merci, merceria, impianti elettrici, alimentari, ristorazione, infissi, apparecchi medicali, pizzerie e altre. Una mano concreta tesa verso i cittadini, verso piccoli imprenditori che lavorano, nonostante i governi nazionali e regionali prestino attenzione solo alle grandi imprese e alle lobby più disparate.

Cittadini che pagano tasse divenute insostenibili, che finalmente possono riavere la loro parte da una forza politica che ha ben inteso che in momenti difficili per il Paese chi governa, o vuole candidarsi a farlo, deve dare per primo l’esempio. Questo è il M5S”. Incalza Marcozzi, capogruppo M5S in Regione “All’indomani del rinvio in commissione della pdl del M5S che avrebbe tagliato le indennità dei parlamentari, ricordiamo che anche la nostra scelta regionale rimane isolata poiché gli altri consiglieri di centro destra e centro sinistra, nei mesi passati, non hanno avuto la forza di rinunciare ai loro stipendi e hanno affossato in commissione la legge a mia prima firma che avrebbe potuto trasformare il gesto di buon senso del M5S in legge per tutto il consiglio abruzzese, per questo governo e per quelli che verranno. Con l’approvazione della nostra legge sul taglio degli stipendi, infatti, la Regione avrebbe potuto risparmiare ben 23 milioni di euro in 5 anni. Stesso destino ha avuto la proposta di legge sull’abolizione del doppio vitalizio per gli ex consiglieri regionali che avrebbe consentito un risparmio annuo di 500mila Euro. Se con i primi 133mila euro il M5S è riuscito a finanziare, fin’ora, ben 29 aziende, pensate cosa si sarebbe potuto fare per il lavoro degli abruzzesi, o per altre necessità della regione, con oltre 25milioni di euro.

Eppure il candidato presidente Luciano D’Alfonso aveva promesso di adeguare gli stipendi a quelli dei sindaci delle grandi città! Promessa, evidentemente, non mantenuta. Non abbandoneremo la battaglia di equità sociale per l’abbassamento degli sproporzionati emolumenti dei politici, così come non abbandoneremo la battaglia per il NO al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. E siamo certi – conclude Marcozzi – che, a questo punto, dati alla mano, anche i cittadini abbiano ben capito la differenza tra chi le cose le annuncia per non farle mai e chi, al contrario, prima le fa e poi le comunica!”. Tutti i rendiconti dei consiglieri regionali sono consultabili sul sito www.movimento5stelleabruzzo.it nella voce “TRASPARENZA“.

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Da pace e bene a pace e rumina

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di Beppe Grillo

Siamo andati, per discutere una cosa importante e loro hanno inglobato le cose, come cibo per la loro trasformazione come i ruminanti. Apparentemente non ci hanno ascoltato, e sarebbe già grave, ma quello che è successo è molto più inquietante: come vacche autonominatesi sacre hanno ingurgitato e se ne sono andate. Poi, nel loro recinto, rigurgiteranno per ruminare fra di loro. Ruminare non per digerire semplicemente ma appropriarsi dell’appropriabile!
Un nuovo modo di rispondere all’opposizione democratica: non in botta, non avevano nulla di pronto o già pensato perché non gli interessa affatto come poter rendere dignitosa la vita della gente.
Il loro obiettivo è quello di togliere dal campo della discussione democratica parlamentare la questione, ma bensì di trasportarla nelle loro stalle dove trasformarla in qualcosa d’altro per cui si ritengono pronti.
Davvero un modo nuovo di distruggere una idea per appropriazione e rielaborazione, DISTANTE dal parlamento.
Questo è il modo più profondo di tradire la fiducia, e il mandato, che hanno ricevuto dagli elettori: una questione di fedeltà al mandato costituzionale del parlamentare che tradiscono sistematicamente spostando il luogo fisico o mentale della discussione: nelle loro case/stalle.
È’ grave perché non lo nascondono neppure più, è grave perché salva soltanto loro.

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