Così cambieremo in meglio la scuola italiana

Di seguito l’intervista concessa da Luigi Di Maio al sito tecnicadellascuola.it

Altro che tagli alla scuola: per il Movimento 5 Stelle l’istruzione pubblica è una priorità e se andremo al Governo, dopo il voto politico del 4 marzo prossimo, ve ne ac… Continua a leggere Così cambieremo in meglio la scuola italiana

Il Commissario tedesco alleato di Berlusconi ordina: tagliate 5 miliardi di fondi europei all’Italia

di Rosa D’Amato e Marco Zullo, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Il Commissario europeo al Bilancio, il tedesco Gunther Oettinger, ha annunciato le linee guida della riforma della politica di coesione che verrà presentata a maggio: ci saranno tagli p… Continua a leggere Il Commissario tedesco alleato di Berlusconi ordina: tagliate 5 miliardi di fondi europei all’Italia

2018 con stangata europea: pronti i tagli per le Regioni del Sud Italia

Intervento di Rosa D’Amato, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa, tenuto al Parlamento europeo durante il meeting con i parlamentari nazionali sul futuro della politica di coesione.

Cari parlamentari, le Regioni più povere d’Europa oggi rischiano gros… Continua a leggere 2018 con stangata europea: pronti i tagli per le Regioni del Sud Italia

Col taglio dei nostri stipendi finanziamo la Sanità campana

di MoVimento 5 Stelle Campania

Attrezzature e strumenti diagnostici destinati ai disastrati ospedali della Campania e acquistati grazie al taglio volontario dei nostri stipendi di consiglieri regionali. E’ l’iniziativa #restituiamoperlasanità che ab… Continua a leggere Col taglio dei nostri stipendi finanziamo la Sanità campana

750mila euro al microcredito con i consiglieri di Lazio 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle Lazio

Dal 2013 ad oggi i 7 consiglieri del M5S Lazio hanno accantonato dai propri stipendi e dalle proprie diarie più di 1 milione di euro. Come sottoscritto dai portavoce M5S in campagna elettorale, da questa somma sono stati destinati 750.000 euro al fondo rotativo regionale per il microcredito e la microfinanza e 200.000 versati ai comuni di Amatrice e Accumoli per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto.
Sette cittadini entrati nelle istituzioni hanno ottenuto tutto questo tagliandosi volontariamente lo stipendio, pensate cosa succederà quando il Lazio sarà a Cinquestelle.

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Il Pd taglia 50 milioni tra Istruzione e Cultura (11-05-2017)

ROMA, 10 maggio – "Oggi in commissione Cultura il Pd e la maggioranza hanno dato parere favorevole alla manovrina, che prevede il taglio di ben 38 milioni al comparto istruzione e di 12 alla cultura. Almeno i partiti, in occasione… Continua a leggere Il Pd taglia 50 milioni tra Istruzione e Cultura (11-05-2017)

Politiche sociali: portiamo in Parlamento e nelle Regioni la battaglia contro i tagli

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di MoVimento 5 Stelle

Il taglio da 211 milioni al Fondo Politiche Sociali e da 50 milioni al Fondo per le non autosufficienze deciso dall’intesa Stato-Regioni è intollerabile. Questa politica, questi partiti, riescono a mettere insieme un gruzzolo da 20 miliardi da dare alle banche, ma non le risorse necessarie per garantire i diritti delle fasce più deboli e bisognose. Anzi, a loro vengono imposti i tagli e di caricarsi sulle spalle le conseguenze dei troppi sprechi e dei conti che non tornano.

Per tutte queste ragioni domani a Montecitorio in diretta tv
presenteremo un question time al ministero per gli Affari Regionali per chiedere se, e come, come il governo intenda sopperire a questi tagli e di indicare l’esatta riduzione, Regione per Regione, dei fondi che sono stati decurtati a discapito dei servizi e delle prestazioni che dovrebbero essere un diritto garantito. Contemporaneamente i nostri consiglieri stanno depositando in tutte le regioni coinvolte dai tagli un’interrogazione per sapere se, e come, le giunte riusciranno a garantire gli attuali livelli di assistenza socio sanitaria. Ormai i diritti e quello alla salute in particolare vengono continuamente calpestati in nome dell’equilibrio finanziario. I cittadini vengono sacrificati sull’altare dei conti. Questo è un modo di governare e di concepire la società malato. Per noi i diritti non sono negoziabili.

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Il grande bluff della ‘Buona Scuola’

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di MoVimento 5 Stelle

A quasi cinque mesi dall’inizio dell’anno scolastico, tantissime scuole italiane si ritrovano ancora senza docenti, senza insegnanti di sostegno e con l’organico incompleto. La riforma di Renzi che doveva eliminare la supplentite e il precariato, non ha fatto nè l’uno nè l’altro. Ha solo contribuito a generare altro caos e altri disagi.

Renzi aveva spacciato la sua riforma come la grande rivoluzione che doveva cambiare la scuola e il Paese e invece ha scontentato tutti: docenti, precari, studenti e famiglie, presi in giro da un governo che aveva promesso di ascoltarli e di coinvolgerli, per poi ignorarli e fare una riforma sulle loro teste e sulla loro pelle. Lo stesso metodo e la stessa arroganza che abbiamo rivisto per gli otto decreti legislativi che completano la riforma e che sono ora all’esame del Parlamento.

Renzi diceva ‘basta precari e basta supplentite’ e invece ancora oggi circa 40mila docenti precari sono rimasti nelle Gae. Per loro c’è solo il precariato, a cui si aggiunge la beffa di mesi e mesi di lavoro dello scorso anno scolastico non ancora retribuiti.

Il piano di assunzioni del governo si è rivelato un disastro. Il M5S lo aveva annunciato e così è stato, come poi lo stesso Renzi è stato costretto ad ammettere. Ci siamo ritrovati con insegnanti costretti a spostarsi centinaia di Km da casa, dal sud al nord del Paese, con situazioni paradossali in cui docenti con punteggi più alti sono stati penalizzati nell’assegnazione delle cattedre rispetto a chi aveva punteggi più bassi. Per non parlare degli effetti del potenziamento dell’organico: insegnanti usati come tappabuchi, molto spesso parcheggiati nella sala professori senza fare nulla.
Una situazione folle di cui abbiamo chiesto conto al governo senza mai ottenere risposte chiare.

E alla quale abbiamo contrapposto un serio Piano di stabilizzazione dei precari – sia i docenti che sono ancora nelle Graduatorie ad esaurimento, sia quelli della seconda fascia con abilitazione – che si basa non sulla chiamata diretta da parte dei presidi ma sullo scorrimento delle graduatorie in base ai punteggi, cioè sul merito e non sulla discrezionalità del singolo.

Ad oggi moltissimi docenti hanno chiesto e ottenuto il riavvicinamento nelle proprie Regioni e di conseguenza moltissime cattedre sono rimaste vuote. A settembre 2016 quasi una cattedra su 10 era senza insegnante titolare. In totale sono 207mila i docenti trasferiti (che diventano 257mila aggiungendo i circa 50mila docenti precari che annualmente prendono servizio in istituti scolastici diversi) e due milioni e mezzo gli studenti che hanno avuto uno o più insegnanti diversi rispetto all’anno precedente. Alla faccia della continuità didattica!

Sembra assurdo, ma a decidere le assegnazioni dei docenti alle cattedre è stato un algoritmo che il Miur ha pagato profumatamente. Su questo sistema il M5S sin da subito aveva espresso forti dubbi e ancora oggi rimangono troppe ombre, a fronte di troppi errori e troppi soldi spesi.
I tanti disagi della scuola diventano veri e propri drammi quando parliamo degli insegnanti di sostegno. Qui il precariato è una piaga che viene pagata cara soprattutto dagli studenti disabili, che avrebbero bisogno di più cura e attenzione.

Negli ultimi tre mesi 60 mila docenti di sostegno hanno cambiato posto, con la conseguenza che il 43% dei ragazzi disabili ha cambiato insegnante di sostegno, perdendo così il proprio punto di riferimento. Il M5S, da quando è entrato in Parlamento, non ha mai smesso di chiedere al governo un impegno serio proprio per risolvere questo problema: lo abbiamo fatto con una risoluzione per garantire la ‘continuità didattica’, approvata ma poi ignorata dal governo Renzi; e con numerosi atti con i quali abbiamo chiesto l’assunzione degli insegnanti specializzati sul sostegno sui posti vacanti.

Una scuola migliore è possibile, il M5S è pronta a realizzarla.

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Tagli a sanità: ospedale di Nola è solo punta dell’iceberg (09-01-2017)

Pronta interrogazione M5S sul caso di sovraffollamento nell’ospedale della città campana ROMA, 9 gennaio 2016 – "Il caso di Nola è solo la punta dell’iceberg di un sistema sanitario in estrema sofferenza a cause delle scelte politiche fatte negli anni… Continua a leggere Tagli a sanità: ospedale di Nola è solo punta dell’iceberg (09-01-2017)

Renzi taglia le risorse per Roma

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di Virginia Raggi

Roma ha adottato lo schema di Bilancio per il prossimo triennio, rispettando i termini di legge come non accadeva da anni. In questo modo possiamo programmare le spese per i cittadini senza dover ricorrere con costanza ad affidamenti diretti, una prassi finita nel ciclone di Mafia Capitale.

Il premier ci chiama ancora in causa, invece di pensare a lavorare. Piuttosto si concentri sulla manovra finanziaria e si attenga alle regole: non ha rispettato i termini di presentazione che lui stesso si era dato quest’estate.

Il tutto per predisporre una legge di bilancio con saldi incerti, piena di bonus e mancette pre-elettorali che non risolvono i problemi degli italiani. Anzi, come al solito, anche quest’anno intende tagliare risorse destinate ai Comuni mettendo in difficoltà i cittadini.

Soltanto per il 2017 i trasferimenti da Stato e Regione previsti per la Capitale si riducono di circa 40 milioni di euro. I romani lo sappiano. E senza tener conto che, a quanto pare, il premier non intende impegnarsi per il Patto per Roma come invece ha già fatto per la “sue” Firenze e Milano.

Apprendo, infine, che Renzi ora si scopre anche esperto di elettrodomestici: come un vecchio politico di professione, per fare polemiche continua a tirare in ballo i frigoriferi. Bene, allora si concentri su quelli vuoti degli italiani.

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