Tari, ora chiarezza sui rimborsi. Il MoVimento non molla

di MoVimento 5 Stelle

Vi ricordate la storia della TARI che avete pagato in più denunciata qualche giorno fa dal nostro portavoce Giuseppe L’Abbate? Bene. Il MoVimento 5 Stelle aveva ragione su tutta la linea. E lo stesso ministero dell’Economia, ne… Continua a leggere Tari, ora chiarezza sui rimborsi. Il MoVimento non molla

Per una #PoliticaPulita aboliamo la tassa sull’onestà

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di Danilo Toninelli

Il MoVimento 5 Stelle come tutti sanno si è dotato da sempre di un codice etico che serve a impedire le candidature di chi non ha la fedina penale pulita. Lo sanno perfettamente le migliaia di nostri iscritti che in questi giorni hanno completato le liste civiche per le elezioni comunali di primavera e che solo grazie a questi documenti potranno essere certificati.

Una questione del tutto politica, non giudiziaria, perché i giudizi penali sono compito dei magistrati, ma per provare a costruire una classe dirigente nuova secondo noi questo è un punto di partenza essenziale.

Che l’applicazione delle nostre regole sia una buona pratica da diffondere in politica è stato riconosciuto di recente dal pm antimafia Nino Di Matteo e dal Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione e il fatto che questa pratica sia stata copiata in recenti elezioni anche da altre forze politiche è uno dei segni della rivoluzione che il M5S sta portando all’interno del sistema.

C’è però un problema. Per dimostrare la propria situazione giudiziaria attualmente è necessario ottenere non uno ma ben due certificati diversi: il certificato penale per le situazioni processuali concluse e il certificato dei carichi pendenti per quelle in corso. Ottenere queste certificazioni dovrebbe essere un diritto per tutti, ma di fatto ambedue hanno un costo di circa venti euro tra bollo e diritti, che quindi raddoppiano per due certificati. Il tutto per poi dover aspettare molti giorni per il rilascio a meno di non pagare ulteriori 3,84 € per il rilascio in giornata. In totale si arriva a quasi cinquanta euro. Questo significa che per potersi candidare anche in una lista per le elezioni amministrative in un piccolo comune, un cittadino che voglia farlo dimostrando a priori di non avere pendenze è costretto a spendere circa cinquanta euro, oltre al tempo necessario per recarsi in orari di lavoro in uffici pubblici che per giunta, con buona pace della semplificazione e della digitalizzazione sbandierata, rifiutano il rilascio online di questi documenti essenziali anche se richiesti attraverso la posta elettronica certificata.
Così, sull’attuazione di quella che sarebbe una prassi contro la cattiva politica si viene a configurare una vera e propria “tassa sull’onestà”.

Il rilascio di questi certificati è però gratuito, cioè esente da tributi, in diversi casi: per esempio quando deve essere esibito nelle procedure di adozione, affidamento di minori o quando deve essere usato nell’assistenza obbligatoria nelle cause di lavoro.

Lanciamo quindi un appello al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, per estendere l’esenzione del pagamento di questi certificati quando siano finalizzati alla candidatura a una carica politica o amministrativa elettiva. In questo modo tutti i partiti potranno costruire con più facilità delle liste fatte esclusivamente di candidature pulite e certificate e si favorirà questa pratica. Per una politica pulita, aboliamo la tassa sull’onestà.

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Ritirato emendamento Pd che tassa i cani, è nostra grande vittoria!

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di MoVimento 5 Stelle

E’ evidente anche al Pd, ormai, quanto sia assurdo proporre una nuova tassa per i possessori dei cani e per questo l’emendamento è stato ritirato. Si tratta di una nostra grande vittoria, l’ennesima a tutela degli animali, giunta grazie alla nostra denuncia. Lo dichiara il deputato del Movimento Cinque Stelle Paolo Bernini.

Suggerirei all’onorevole Anzaldi una semplice soluzione del problema: richiedere a tutti i Sindaci e Presidenti di Regione Pd (inclusi gli eletti nelle loro liste civiche) di pianificare interventi per una attenta verifica della corretta applicazione della normativa vigente e verificare in quali condizioni versano i cani e i gatti nelle strutture comunali e nei rifugi di loro diretta responsabilità, sia civile che penale.

Basterebbe questo gesto doveroso e di rispetto per le normative vigenti per prevenire il randagismo. Cosa che evidentemente non si fa dal 1991, come i miei continui sopralluoghi presso i canili dimostrano.

Se esiste una legge che, dove è stata applicata ha dato i suoi risultati, è intanto necessario capire perché si debbano tassare i proprietari degli animali se Comuni, Asl e pseudo associazioni non sanno svolgere correttamente i loro compiti, il loro dovere e sono, evidentemente, rei di omissione di atti d’ufficio.

Inoltre, come la Federazione nazionale degli ordini dei veterinari e numerose società veterinarie suggeriscono, è necessario diffondere la cultura del possesso responsabile e del corretto rapporto uomo-animale per prevenire il randagismo.

La storia ci insegna che sono la consapevolezza, la conoscenza e la cultura a fare la differenza, non le tasse o le coercizioni.

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Discariche, il governo scaricabarile sui comuni

Roma, 17 settembre 2015 – «A pagare la multa milionaria perle discariche abusive all’Unione Europea saranno i Comuni e, in caso di inerzia, alla Regione. Parola del ministro Galletti che ci ha risposto a una interrogazione in Commissione. Il… Continua a leggere Discariche, il governo scaricabarile sui comuni