Pugno di ferro? Faccia di bronzo!

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di Luigi Di Maio

L’ipocrisia di Matteo Renzi non ha eguali. Oggi dice che bisogna usare il “pugno di ferro” contro le Ong che hanno contatti con gli scafisti, peccato però che quando sollevai io il tema in aprile si mise a sparare a zero sul MoVimento 5 Stelle e sulla mia persona. “Faccia di bronzo“, altro che “pugno di ferro“. Prima mi attaccava, oggi fa il pappagallo e ripete principi che noi abbiamo già messo nero su bianco in una proposta di legge a prima firma Alfonso Bonafede. Invece di rilasciare interviste qua e là si chiami il suo partito e gli chieda di portare in aula la nostra proposta di legge, che prevede di attribuire alle unità nel Mediterraneo i poteri dell’autorità giudiziaria. Solo in questo modo riusciremo a supportare il lavoro delle Procure che stanno lavorando.

Poi un’altra considerazione, visto che Renzi ha anche bollato come una “bufala pazzesca” quel che invece è ormai una verità appurata (e confermata anche da ex ministri del Pd come la Bonino e Mauro), ovvero che è stato lui, nel 2014, a stringere un accordo con Bruxelles per far approdare tutti i migranti del Mediterraneo in Italia. Dà la colpa agli altri Stati membri che non stanno facendo la propria parte. Ma fatemi capire: Renzi il patto con Bruxelles l’ha stretto sulla fiducia? Senza sapere o immaginare che poi gli altri Paesi Ue ci avrebbero voltato le spalle appellandosi a Dublino? E ci voleva tanto a prevederlo?

Il punto è che Renzi altro non sa fare che dare la colpa agli altri, su ogni cosa. Vede gufi ovunque, fin da quando è salito a Palazzo Chigi. E’ una vera e propria ossessione la sua, come quella che prova verso il MoVimento 5 Stelle! La smetta di pensare ai fantasmi e porti la nostra proposta in Aula!

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L’Italia non è il RisiKo!

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di MoVimento 5 Stelle

Dopo giorni di continui schiaffi dalla Francia sulla questione libica, ieri doveva essere la giornata risolutiva, la giornata della chiarezza da parte del governo. Almeno questo ci avevano detto. Invece è stata la giornata del caos. Sulle Ong abbiamo assistito a un ulteriore bluff: come scrivono anche diversi organi di stampa, non sarà prevista alcuna sanzione per le organizzazioni che non aderiscono al codice di condotta. Perché? Perché “non si tratta di una legge, e quindi non si prevedono sanzioni in caso di inosservanza“, hanno spiegato fonti del Viminale. E’ questo il punto. Non si tratta di una legge, bensì di un pezzo di carta senza alcun valore giuridico e nonostante questo, la maggioranza delle Ong riunite ieri al Viminale non lo ha sottoscritto.

A tal proposito il MoVimento 5 Stelle chiede una cosa molto chiara: chiudiamo i porti a quelle Ong private che non rispettano le regole. E basta con i codici, per noi valgono le leggi dello Stato. C’è una nostra proposta di legge a prima firma Alfonso Bonafede depositata settimane fa che prevede unità di polizia giudiziaria a bordo delle imbarcazioni per combattere i trafficanti. Il Pd ha i numeri per portarla in aula. La porti e votiamola. Se proprio vuole, ce la copi come ha già fatto con i vitalizi. Non ci offendiamo, l’importante è fare qualcosa per fermare i flussi irregolari verso le nostre coste che alimentano i portafogli dei trafficanti. Siamo un Paese sovrano, la Libia è un tema di sicurezza nazionale e non dobbiamo aver paura di dire che la priorità in questo momento è proteggere i nostri confini nazionali.

Dopo di che c’è la missione navale di cui hanno ieri timidamente accennato i ministri Pinotti e Alfano. Eroi della patria, quelli che insieme a Renzi benedivano Triton e l’accordo con Bruxelles per far approdare tutti i migranti sulle nostre coste. Ad oggi quel che ci è stato detto, in ordine, è che:
– Le operazioni italiane saranno di affiancamento con le autorità libiche.
– Le navi utilizzate saranno quelle già previste dall’operazione ‘Mare Sicuro’.
– La missione da nazionale diventa bilaterale.

Punto, nient’altro. Non abbiamo indicazioni su dove dovranno posizionarsi le nostre imbarcazioni, nessuna garanzia sulla sicurezza dei nostri militari. Peraltro la relazione di maggioranza del Pd presentata nelle commissioni riunite Esteri-Difesa è pressappoco uno scarabocchio. In un passo si legge che “l’Italia ha scelto una strategia diversa da quella di breve momento (fatta magari di qualche scatto fotografico in un palazzo di Parigi), ma più centrata sulle esigenze di stabilizzazione di quel Paese“. Ma di quale strategia parlano? Dell’accordo sancito a inizio anno con Serraj, quando il ministro Minniti è andato in Libia? Allora dal governo assicurarono lo stop dei flussi migratori verso l’Italia, poi nelle settimane successive gli sbarchi sono aumentati del 46%…

La verità è che questi signori qui vogliono un’altra volta carta bianca, ma l’ultima volta che gli è stata data carta bianca sui migranti, con la forte opposizione del MoVimento 5 Stelle, Renzi e co. hanno stretto un’intesa con i burocrati di Bruxelles per istituire Triton e far si che tutti i migranti approdassero in Italia. Hanno svenduto la nazione per erogare qualche bonus, in cambio di qualche briciola di flessibilità. E noi non ci stiamo più!

Avremmo voluto votare sì, avremmo voluto votare sì perché mai come in questo momento c’è bisogno che l’Italia si faccia protagonista per aprire una fase di stabilità in Libia, dove manteniamo importanti interessi geo-strategici. Avremmo voluto votare sì perché i trafficanti libici vanno fermati, così come i flussi irregolari, in un momento in cui tutti in Europa ci voltano le spalle. Ma per l’ennesima volta questo governo si è dimostrato totalmente incapace. Questa proposta di missione è sembrata più una ripicca verso Parigi (dopo il recente vertici tra Macron, Serraj e Haftar) che un’operazione vera e propria.

Ecco, siamo alle ripicche. Credono che sia tutto un gioco, credono forse che l’Italia sia come il Risiko. Non è così!

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Sui migranti #CiHannoMentito: abbiamo le prove

di Luigi Di Maio

Oggi abbiamo incontrato a Bruxelles il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Ci ha confermato, dopo averlo chiarito anche in audizione al Parlamento Ue, che Triton, voluta da Renzi, prevede che tutti i migranti siano portati in Italia. Questa è la verità: Renzi e il Pd ci hanno svenduto per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa, convinti che saremmo rimasti in silenzio. Non solo: ci hanno mentito e pensano di farla franca. In qualsiasi Paese del mondo chi dice bugie ai cittadini si dimette, è tempo che questa pratica venga introdotta anche in Italia. Abbiamo chiesto oggi a Gentiloni, che quando è stato firmato questo accordo era il ministro degli Esteri, di venire a riferire immediatamente in aula.

Sulle Ong siamo stati molto chiari: la Libia è un tema di sicurezza nazionale, massimo rispetto per i volontari, ma a chi non rispetta le regole dobbiamo chiudere i nostri porti. Bilanci trasparenti e una stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria italiana sono per il MoVimento 5 Stelle due punti imprescindibili. Abbiamo depositato una legge a prima firma Bonafede che prevede la presenza di ufficiali a bordo delle imbarcazioni battenti bandiere straniere che trasportano migranti. Chi non si trova d’accordo, non attracca sulle nostre coste. Chi arriva a entrare in acque libiche per portare i migranti in Italia, non attracca sulle nostre coste.

Non possiamo più aspettare. L’Europa prima si è preso tutto dall’Italia, grazie all’accondiscendenza dei governi degli ultimi anni, e poi ci ha sbattuto la porta in faccia. Noi chiediamo di chiudere la rotta mediterranea così come è stato fatto con quella balcanica, ma se nessuno ci ascolta allora facciamo da noi, sottraendo parte del contributo italiano al budget Ue e re-investendolo nella gestione dei rimpatri. E’ assurdo che l’Ue riesca a stringere accordi per importare l’olio tunisino e poi non sia in grado di stringere accordi per i rimpatri con i Paesi di transito in Africa. Manca, la volontà politica da parte di tutti, ma non da parte nostra. Adesso ci presentano questo pseudo-Codice sulle Ong, solo fumo negli occhi. Noi crediamo nelle leggi dello Stato non nei codici. E se, come ha sottolineato oggi nuovamente Frontex, in Italia la maggior parte degli ingressi riguarda i migranti economici, allora devono essere rimpatriati, in sicurezza, nei Paesi da dove provengono con i soldi dell’UE.

Ci domandavamo come fosse possibile l’arrivo di 12.000 migranti in Italia in sole 48 ore, più di quanti non ne siano arrivati in Spagna in un anno intero. Lo abbiamo capito. Renzi, Gentiloni, Alfano, tutto il Pd ma anche una buona parte del centrodestra hanno siglato accordi indicibili con i burocrati UE mettendo in ginocchio la nazione. Hanno trasformato l’Italia in un grandissimo campo profughi, per far contenti anche i loro amici nel coop, in cambio di qualche spicciolo. Di poche briciole. Che loro chiamano flessibilità. I giochi però sono finiti. E a giudicarli saranno prima di tutto gli italiani.

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Cambiamo Triton! Senza Germania e Francia

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di MoVimento 5 Stelle

Per cambiare Triton non servono le autorizzazioni controfirmate da Merkel e Macron, serve solo la volontà politica italiana. La Germania e la Francia del Presidente che fa l’europeista con i confini degli altri vanno solo consultati. Loro non decidono niente. Con noi è finito il tempo dell’Italia cagnolino d’Europa. Vi spieghiamo cosa è Triton, l’operazione che deve essere cambiata per poter salvare l’Italia.

CHE COSA È TRITON
L’operazione congiunta Triton è partita l’1 novembre 2014 per sostituire e “europeizzare” l’operazione Mare Nostrum, un’operazione militare e umanitaria decisa dal governo guidato da Enrico Letta il 14 ottobre 2013 dopo la tragedia di Lampedusa in cui morirono in un naufragio oltre 370 persone.

Triton è responsabile principalmente per il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne dell’UE, comprese le operazioni di salvataggio in mare. Partecipano all’operazione 26 Stati membri dell’Unione europea mettendo a disposizione attrezzature o guardie di frontiera. Attualmente, Frontex impiega nell’operazione 350 ufficiali, 11 navi e 5 aeromobili.

QUANTO COSTA?
Triton è finanziata dal bilancio dell’UE e ha risorse molto minori rispetto a Mare Nostrum. Mare Nostrum costava all’Italia circa 9,5 milioni di euro al mese. Triton, invece, è partita con un bilancio mensile di 2,9 milioni di euro al mese che è stato gradualmente aumentato nel 2015 e 2016 per arrivare a circa 5 milioni al mese.

Il lancio dell’operazione Triton fu salutata dall’allora Ministro dell’Interno Angelino Alfano, come un grande successo della Presidenza italiana dell’UE.

UNA SCONFITTA PER L’ITALIA
Il piano operativo di Triton prevede che tutti i migranti salvati dalle navi impegnate nell’operazione Triton debbano essere sbarcati in Italia. Si legge infatti nel documento originale: “le unità che partecipano sono autorizzate dall’Italia a sbarcare nel suo territorio all’interno dell’area operativa, tutte le persone intercettate e catturate all’interno dell’operazione Triton”. Il piano operativo è stato negoziato dall’Agenzia Frontex con lo Stato ospitante e quindi questa clausola è stata accettata dall’allora governo Renzi come condizione per il lancio di Triton.

In seguito all’ampliamento della zona di operazioni decise nel maggio 2015, Triton adesso opera sia nella zona di ricerca e salvataggio italiana che in quella maltese. Pertanto, tutte le imbarcazioni salvate anche nelle acque territoriali maltesi vengono portate in Italia.

CAMBIAMO TRITON SENZA GERMANIA E FRANCIA

Fonti di stampa sostengono che cambiare Triton sia quasi impossibile, che serve l’unanimità degli Stati membri. Non è così. Le modalità operative sono concordate solo fra lo Stato membro ospitante e l’agenzia europea Frontex. L’articolo 16.4 del regolamento istitutivo dell’Agenzia sottolinea: “ogni correzione o modifica al piano operativo richiederà l’accordo del direttore esecutivo e dello Stato del Membro che ospita, dopo la consultazione degli Stati membri. Una copia del piano operativo corretto o adattato sarà immediatamente spedita dall’Agenzia al tutti gli Stati membri partecipanti”. Il regolamento è chiaro. La Germania e la Francia vanno solo consultati. Facciamoci rispettare! Sui migranti l’Italia ha già dato.

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