Obbligo dei vaccini, se Nature dà ragione a Di Maio

Anche oggi Renzi torna sul tema dei vaccini. E lo fa da irresponsabile strumentalizzandolo per la campagna elettorale. Lui usa il tema dei vaccini per fare propaganda, noi facciamo proposte serie e responsabili. (Luigi Di Maio)

articolo tratto da Il… Continua a leggere Obbligo dei vaccini, se Nature dà ragione a Di Maio

Sanità a Roma, che c’entra la Raggi? Basta con l’uso pornografico della scienza

virginiaraggi.jpg

da IlFattoQuotidiano

di Ivan Cavicchi, Docente all’Università Tor Vergata di Roma, esperto di politiche sanitarie

Sapete che cos’è la regola transitiva? Se A è uguale a B e B è uguale a C, allora si può dire che A è uguale a C. Facciamo un esempio a caso:

– se la salute a Roma è la peggiore d’Italia e Roma è amministrata dalla Raggi allora la salute peggiore di Italia è colpa della Raggi;

– se Roma è “piena di droga”, come ha dichiarato la ministra Beatrice Lorenzin, e la Raggi è il sindaco di Roma allora presumibilmente è la Raggi è che spaccia droga a Roma.

Questo è il senso del convegno che si è tenuto l’altro giorno a Roma, dal titolo “Crescita vs Crisi” alla presenza di mezzo governo. Sempre seguendo la regola transitiva possiamo fare la seguente interpretazione politica:

– siamo sempre più vicini alle elezioni, il Movimento 5 Stelle è il nemico da battere quindi attaccare la Raggi vale come attaccare il M5S;

– siccome la sanità fa schifo anche a Roma, se non di più, allora incolpare di ciò la Raggi significa dire che la sanità fa schifo in Italia per colpa del Movimento 5 Stelle e a Roma per colpa della Raggi.

Questo modo di ragionare ha un solo nome: “malafede”, ovvero il modo in cui certi partiti ingannano noi cittadini non dicendo le cose come stanno al fine di indebolire i loro concorrenti elettorali e di aumentare i voti degli sprovveduti in loro favore.

Riguardo alla sanità romana, ad esempio, il ragionamento non sta in piedi: i Comuni hanno perso da tanti anni le titolarità gestionali e organizzative in materia sanitaria e sono le Regioni e il governo a fare il bello e il cattivo tempo. Virginia Raggi non ha alcuna responsabilità sui servizi sanitari della sua città. A voler fare un ragionamento transitivo ma senza mistificare la realtà si dovrebbe dire:

– se la salute a Roma è la peggiore d’Italia e la sanità dipende dalla Regione dunque dai finanziamenti del governo, allora la salute peggiore d’Italia dipende dal governatore Nicola Zingaretti e dallo stesso ministro Lorenzin;

– se Roma è piena di tossicodipendenti e i servizi per curarli non sono finanziati, allora i tagli del governo e della Regione Lazio sono la causa del gran numero di tossicodipendenti.

Denunciando la malafede della propaganda elettorale di questo governo, non vorrei apparirvi come l’ingenuo che scende dalla montagna con la piena. So benissimo che il suo uso in politica è la regola. A preoccuparmi davvero è un’altra faccenda sfuggita ai più: se la Lorenzin è la rappresentante della politica e il professor Ricciardi è il rappresentante della scienza (professore universitario di Igiene e presidente dell’Istituto superiore di sanità nominato dalla Lorenzin) allora il pensiero politico della Lorenzin è dimostrato ingannevolmente attraverso la sanità con il pensiero scientifico del professor Ricciardi. Cioè la scienza, che dovrebbe essere autonoma e indipendente dalla politica, si presta a fornire alla malafede addirittura una sua scientificità. Questo è già accaduto con la polemica di Renzi contro Grillo sui vaccini – con la legge che ne impone l’obbligatorietà -, quando Renzi girava l’Italia dicendo che grazie al referendum il cancro sarebbe stato curato uguale per tutti e accade oggi con quella che alcuni giornali hanno definito “micidiale doppietta contro la capitale d’Italia”.

La mia preoccupazione riguarda l’uso pornografico della scienza da parte della politica e la sua disponibilità della scienza stessa ad assecondare non la conoscenza ma il potere.

Le frasi sensazionaliste pronunciate da Walter Ricciardi a sostegno delle affermazioni della Lorenzin (“L’unica capitale d’Europa ad aver peggiorato i propri indicatori di salute”; “Tutti gli indicatori, da quello più solido che è l’aspettativa di vita e la mortalità infantile a quello per patologie tumorali, fanno riscontrare un peggioramento della situazione dei cittadini romani rispetto al resto di Italia”) sono del tutto ingannevoli, quindi molto poco scientifiche: vengono proposte come assolute mentre andrebbero valutate come relative ad una serie di dati comparativi di contesto che mancano del tutto. Le affermazioni di Ricciardi andrebbero collocate tra «gap» e «glut», cioè giudizi che ammettono gap di verità, «né veri e né falsi» (truth value gap), e giudizi che ammettono glut di verità, «tanto veri quanto falsi» (truth value glut).

Mancando le due clausole salva verità (“fermo restando che i comuni non hanno alcuna titolarità sulla sanità”, “i dati riportati non sono scorporabili dalle tendenze che sottolineano i fenomeni”) le affermazioni di Ricciardi sono di fatto politiche non scientifiche. Ma se la scienza è senza autonomia e la politica se ne può servire a suo piacimento allora secondo la regola transitiva la scienza come la politica è destinata a perdere la fiducia della gente. E questo non è un problema ma una tragedia della quale nessuno sembra preoccupato.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Sanità a Roma, che c’entra la Raggi? Basta con l’uso pornografico della scienza

Vaccini: sul trattamento dei dati è necessario il parere del garante privacy (20-09-2017)

Roma, 19 settembre – "La legge sull’obbligo dei vaccini e le circolari operative dispongono il trasferimento e trattamento di dati sensibili, idonei a rivelare lo stato di salute di minori e adulti. A quanto ci risulta ciò è avvenuto… Continua a leggere Vaccini: sul trattamento dei dati è necessario il parere del garante privacy (20-09-2017)

Fermeremo il decreto Lorenzin

di MoVimento 5 Stelle

Negli ultimi mesi il dibattito sui vaccini è stato strumentalizzato dal PD a fini politici: un atto di irresponsabilità gravissimo, soprattutto se portato avanti da chi governa il Paese. Il MoVimento 5 Stelle, invece, davanti a un tema tanto delicato quanto complesso che riguarda la salute dei cittadini, ha assunto un atteggiamento serio e responsabile, che oggi si concretizza nella presentazione di una nostra proposta di legge.

Il governo ha emanato un decreto, strumento da utilizzarsi solo in caso di necessità e urgenza. Eppure è stato lo stesso presidente Gentiloni, solo poche settimane fa, a smentire l’esistenza di un’emergenza. Se è così, l’uso del decreto è un abuso, e il governo avrebbe dovuto lasciare lavorare il Parlamento.

Se invece esiste davvero un’emergenza, appare chiaro che la responsabilità è di chi da quattro anni governa ed è titolare del Ministero della Salute, ovvero il ministro Beatrice Lorenzin, che avrebbe dovuto evitare di esporre il Paese a questo rischio.

Come abbiamo sempre detto, riteniamo i vaccini fondamentali nella prevenzione delle malattie e il nostro obiettivo è garantire la massima copertura vaccinale nel Paese. Come raggiungere questo obiettivo? Il decreto Lorenzin punta tutto sulla coercizione, esponendosi al rischio, pericolosissimo, di ottenere l’effetto contrario, perché in presenza di genitori preoccupati o dubbiosi sulla vaccinazione, l’obbligo rischia di scoraggiarli ulteriormente. A maggior ragione se la coercizione riguarda ben 12 vaccini!
Per questo la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, presentata in Senato, lascia invariata la legislazione vigente in tema di vaccini, introducendo però la formulazione monodose, e punta sulla raccomandazione come metodo per ottenere la maggiore copertura vaccinale possibile. Raccomandazione significa aumentare l’adesione consapevole della popolazione alle vaccinazioni, attraverso campagne di vaccinazione ed efficaci programmi di comunicazione tra medici e genitori, in modo da sviluppare un senso più alto di partecipazione dell’individuo alla gestione della salute pubblica.
La nostra proposta di legge prevede delle clausole di salvaguardia: in caso di particolari emergenze sanitarie o specifici episodi epidemici che possono compromettere l’immunità di gregge, il Ministro della Salute può ricorrere a un decreto e a misure obbligatorie al fine di tutelare la salute pubblica.

Creiamo, inoltre, un’Anagrafe vaccinale nazionale, indispensabile per monitorare la copertura delle vaccinazioni e raccogliere le segnalazioni di eventuali effetti avversi dei vaccini.

I cittadini devono sapere che allo stato attuale il decreto Lorenzin non è attuabile
, perché mancano risorse umane e finanziarie. Nella nostra proposta prevediamo la creazione di un Fondo per la prevenzione vaccinale, che serve a garantire la gratuità dei vaccini, la promozione delle vaccinazioni raccomandate e la realizzazione dell’Anagrafe vaccinale nazionale.

E’ da irresponsabili pensare di tutelare la sanità pubblica, calando dall’alto un provvedimento che prevede coercizione, multe fino a 7.500 euro e addirittura l’intervento del Tribunale dei minori. La Lorenzin, così facendo, ha dimostrato una volta per tutte la sua totale inadeguatezza a rivestire il ruolo di Ministro della Salute. Fermeremo questo decreto in Parlamento.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Fermeremo il decreto Lorenzin

Il MoVimento 5 Stelle è per la massima copertura vaccinale

vaccini.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle è a favore delle vaccinazioni e vuole che nel Paese ci sia la massima copertura vaccinale possibile. Noi siamo favorevoli all’obbligatorietà dei quattro vaccini che oggi, per legge, sono gia’ obbligatori, e siamo anche favorevoli all’introduzione di misure di obbligatorieta’ per vaccini che proteggono da malattie per le quali esiste una reale emergenza epidemica (come esiste al momento per il morbillo). Sullo specifico delle misure di obbligatorieta’ come introdotte nel Decreto Lorenzin ci riserviamo di giudicare dopo aver letto il decreto nella sua interezza (e nella sua versione definitiva), e dopo esserci consultati con i nostri esperti nazionali ed internazionali di riferimento. La nostra speranza e’ che su questo tema si possa avere una seria discussione tra tutte le forze politiche, possibilmente senza strumentalizzazioni di alcun genere, vista l’importanza del tema in termini di diritto alla salute individuale e pubblica.

Fatta questa doverosa premessa, il MoVimento 5 Stelle rimane favorevole – in linea generale ma con le dovute specificazioni la cui complessita’ non puo’ essere discussa o riassunta in un comunicato stampa– allo sviluppo di una politica di raccomandazione dei vaccini capillare nel territorio, sostenuta dalle necessarie risorse finanziarie ed infrastrutturali, affinchè le famiglie siano accompagnate dai propri pediatri e dai propri medici verso la vaccinazione, e affinche’ venga rimosso ogni ostacolo pratico alla vaccinazione stesso (in altre parole, un adeguato potenziamento dei servizi a tutti i livelli).

L’approccio che noi proponiamo include anche lo stanziamento di risorse per la creazione di
(i) un anagrafe vaccinale nazionale,
(ii) efficaci meccanismi di monitoraggio della copertura a livello nazionale e regionale,
(iii) la formazione di un comitato indipendente di consulenza composto da esperti del settore (i.e., sul modello americano dell’ ACIP, Advisory Committee on Immunization Policies) con almeno il 50% di rappresentanti internazionali.

Questo approccio, che e’ modellato sulle “immunization policies” dei paesi Scandinavi (e di 47 stati USA su 50), si basa sul coinvolgimento attivo e responsabile della popolazione ed ha anche il notevole vantaggio di creare un patrimonio di fiducia reciproca tra cittadini ed istituzioni che potra’ essere usato per implementare ogni altra politica di prevenzione sanitaria (alimentazione, allattamento, attivita’ fisica, etc). Come spiegato precedentemente, questa posizione di fondo in favore di un approccio “persuasivo” alla vaccinazione include clausole di salvaguardia che introducono misure coercitive (i.e., “obbligo”) in caso di emergenze epidemiche oppure di cadute della copertura vaccinale sotto le soglie che garantiscono l’immunità di gregge.

Va da se’ che questo tipo di approccio non può essere considerato ne’ interpretato in alcun modo come una posizione più morbida nei confronti dell’anti-vaccinismo, che e’ un fenomeno senza alcuna base scientifica che noi rigettiamo completamente. Al contrario, noi crediamo che il tipo di persuasione attiva e capillare cosi’ delineato rappresenti il modo migliore per sconfiggere ogni forma di “vaccine hesitancy” e “vaccine resistance” in modo completo e duraturo. In questo senso noi respingiamo fortemente qualsiasi insinuazione su una presunta equazione “obbligo contro non-obbligo = pro-vaccini contro anti-vaccini”, che e’ del tutto insensata dal punto di vista scientifico.

Come detto all’inizio del comunicato, noi confidiamo sul fatto che su questo tema cosi’ importante si possa avere una discussione seria ed informata tra tutte le forze politiche italiane. Sarebbe la soluzione giusta per tutti, ed il modo migliore per sviluppare insieme la miglior “immunization policy” per il nostro Paese.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Il MoVimento 5 Stelle è per la massima copertura vaccinale

Dagli all’untore, dagli al grillino

dagliuntonre.jpg

di Beppe Grillo

Un po’ di Storia: “Racconta Alessandro Manzoni nella Storia della colonna infame (edita per la prima volta nel 1840) che due milanesi, Guglielmo Piazza, commissario di sanità, e Giangiacomo Mora, barbiere, il 21 giugno 1630 vennero accusati – sulla base dell’isteria popolare fomentata da Caterina Rosa e Ottavia Bono, che dichiararono che il Piazza “ungeva” le case ed i muri per propagare la peste, e senza uno straccio di prova che non fossero le macchie di inchiostro sulle mani del Piazza il quale si era appoggiato incautamente a muri e porte – di aver procurato la pestilenza in città attraverso la non provata azione di untoraggio e conseguente spargimento di infezione. Arrestati, torturati senza tregua, illudendosi di uscirne con una confessione, falsa quanto le accuse, coinvolsero altri cinque innocenti, ma il 27 luglio vennero egualmente condannati a morte, e la pena viene eseguita il 2 agosto.

Oggi gli untori additati al pubblico ludibrio dai mass media, nella speranza di aizzare un’isteria popolare d’altri tempi, sono gli esponenti del MoVimento 5 Stelle: io, i nostri portavoce, i nostri sindaci, i nostri attivisti, i nostri elettori. La propaganda di regime, in preparazione alle elezioni politiche, ha fatto un salto di qualità. Il MoVimento 5 Stelle è diventato un pericolo per l’igiene pubblica e la vita dei cittadini. E’ colpa di Beppe Grillo se i bambini prendono il morbillo, eppure è falso. E’ colpa della campagna del MoVimento 5 Stelle se calano le vaccinazioni che mettono a rischio la vita di tuo figlio, eppure non c’è stata nessuna campagna e il MoVimento 5 Stelle è per la massima copertura vaccinale. E’ colpa della Raggi se i bambini muoiono azzannati dai ratti, anche se è una fake news sparata dalla Moretti in diretta tv. E’ colpa dei grillini se i topi banchettano all’aereoporto di Fiumicino, e pazienza se è una bufala diffusa dal Corriere e dal Tg5. E’ colpa dei 5 Stelle la gestione dei rifiuti di Roma, anche se l’ha gestita il Pd con Mafia Capitale per anni. E’ colpa del MoVimento 5 Stelle quello che accade in Venezuela. E’ colpa del MoVimento 5 Stelle se ci sono morti nel mediterraneo. E’ il MoVimento 5 Stelle che unge e sta causando lo sfascio dell’Italia. E’ colpa del MoVimento se non c’è una legge elettorale. E’ colpa del MoVimento il debito pubblico, anche se con Renzi è aumentato di 123 miliardi. E’ colpa del MoVimento 5 Stelle se l’Europa si sta sfaldando. La carenza di libertà di stampa è chiaramente imputabile a Beppe Grillo, colpevole di avere un blog mentre chi lottizza la RAI non ha ovviamente nessuna colpa. E’ colpa dei grillini se si diffondono le “fake news” che confondono le persone. Dagli, dagli all’untore, dagli, dagli al grillino.

Di fronte a queste accuse false, supportata solo da bufale diffuse ad arte dai media e dai partiti, noi non possiamo difenderci, non abbiamo tempo da perdere. Possiamo prenderli un po’ per il culo (chi è venuto al mio spettacolo dell’altra sera controlli per favore di non avere puntini rossi in faccia), ma non prenderli sul serio. Noi vogliamo parlare di temi, non di cazzate. Stiamo proponendo ogni giorno temi per il nostro programma di governo, diteci la vostra su questi temi anzichè darmi dell’untore del morbillo.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Dagli all’untore, dagli al grillino

Vaccini, il principio della raccomandazione per aumentare la copertura

Mi chiamo Guido Silvestri e sono un medico specialista in Immunologia Clinica, Medicina Interna, ed Anatomia Patologica. Sono anche un ricercatore che si occupa di immunologia, virologia, e microbiologia da oltre 25 anni. Dal 2010 sono professore ordinario e vice-direttore del Dipartimento di Anatomia Patologica alla Emory University di Atlanta, USA, e Direttore della Divisione di Microbiologia ed Immunologia allo Yerkes Primate Center, sempre della Emory University. Sono autore di 220 lavori scientifici, che sono stati citati circa 17,000 volte, e su 89 di questi lavori una delle parole chiavi è “vaccini”. Preciso che la mia area di expertise è sullo sviluppo pre-clinico dei vaccini.
Sulla loro implementazione a livello clinico ed epidemiologico mi avvalgo della collaborazione di esperti internazionali del Centers for Disease Control (CDC), che è l’ente preposto ai programmi di vaccinazione qui negli States, della Organizzazione Mondiale della Sanità, ed i direttori dei programmi vaccinali di USA, Svezia, e Finlandia. In particolare ringrazio il Professor Walt Orenstein, che per 10 anni è stato direttore del programma nazionale vaccini degli Stati Uniti d’America, la Dottoressa Ann Lindstrand, che è a capo del programma nazionale di vaccinazioni pediatriche in Svezia, e la Dottoressa Hanna Nohynek, che è a capo dello stesso programma in Finlandia. Aggiungo che da diverse settimane svolgo un ruolo di “consulente” sul tema dei vaccini per il Movimento 5 Stelle in collaborazione con la Senatrice Elena Fattori e l’europarlamentare Piernicola Pedicini, entrambi ricercatori in campo medico-biologico. Preciso che la mia consulenza è a titolo assolutamente gratuito, e la svolgo in modo indipendente da ogni affiliazione ufficiale con il Movimento 5 Stelle.

I vaccini

I vaccini sono preparati farmacologici sviluppati per prevenire le più importanti malattie infettive causate da batteri o virus. Il loro funzionamento si basa sull’attivazione del sistema immunitario che impara così a riconoscere preventivamente un agente patogeno in modo da poterlo combattere in modo efficace qualora questo agente dovesse entrare nell’organismo. I vaccini hanno ridotto enormemente, e in un caso (vaiolo) eliminato, l’incidenza di gravi infezioni, rappresentando la misura più efficace per ridurre i danni causati da molte malattie infettive. Per questo motivo i vaccini sono considerati la più grande scoperta medica della storia. Se in una comunità la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia (di solito 95%) l’agente patogeno non trova più sufficienti ospiti per diffondersi. Questo punto è di particolare importanza in quanto spiega l’effetto di protezione a livello di popolazione (“community immunity” o immunità di gregge) che è vitale per quegli individui che per motivi medici non possono vaccinarsi (neonati, bambini con difetti immunitari genetici, bambini che hanno subito trapianti o chemioterapia per tumori, etc.).

I vaccini, come tutti i farmaci, non sono esenti da reazioni avverse ed espongono ad un rischio ogni individuo che li assume. Le reazioni avverse gravi delle vaccinazioni sono molto rare (

Stabilito con la massima chiarezza l’obiettivo di assicurare nella popolazione la copertura più alta possibile per quei vaccini la cui efficacia e sicurezza sono state dimostrate scientificamente, la discussione è su come meglio raggiungere questo scopo. Le vaccinazioni sono implementate a livello nazionale attraverso i cosiddetti “piani nazionali di vaccinazioni (o immunizzazioni)” che differiscono da paese a paese. Le strategie adottate nei piani nazionali ruotano intorno a due principi fondamentali: il principio dell’obbligatorietà ed il principio della raccomandazione. La scelta tra obbligatorietà e raccomandazione ha complesse implicazioni e ramificazioni mediche, scientifiche, sociali, e politiche, e non si presta ad una comunicazione iper-semplificata. In Italia attualmente vige una modalità mista con due liste di vaccini: obbligatori e raccomandati. I vaccini obbligatori, gratuiti, sono la vaccinazione antidifterica, antipoliomielitica, antitetanica, ed antiepatite virale B. Nel gruppo dei vaccini “raccomandati” rientrano invece tutti gli altri. In Europa ci sono paesi che prediligono l’approccio “obbligatorio” (Francia) ed altri quello della “raccomandazione” (paesi Scandinavi). Negli Stati Uniti le vaccinazioni sono tecnicamente “obbligatorie”, ma esistono (in 47 stati su 50) esenzioni di tipo sia medico che religioso/filosofico che di fatto permettono ai genitori di non-vaccinare i loro figli. Un approccio simile è stato adottato anche in Canada.

L’obbligatorietà vaccinale è di fatto una misura coercitiva verso i genitori dei bambini, introdotta più di cinquanta anni fa come misura di prevenzione resa necessaria da specifiche emergenze epidemiche o endemiche ed introdotta allo scopo di garantire un intervento di immunizzazione omogeneo, costante e tempestivo in tutto il Paese. Con l’approccio della “obbligatorietà” si introducono regole che legano l’ammissione alla istituzione scolastica al certificato di vaccinazione facilitando così il controllo dell’operato del personale sanitario responsabile della programmazione ed implementazione dei programmi vaccinali. L’obbligatorietà dei vaccini non coinvolge ovviamente i bambini che hanno una esenzione per motivi medici citati prima. Va chiarito che, se da un lato l’obbligatorietà delle vaccinazioni è considerata una strategia per migliorare l’adesione ai programmi di immunizzazione, dall’altro appare chiaro che molti dei programmi europei risultano efficaci anche se non prevedono alcun obbligo. Non emergono infatti differenze significative nelle coperture vaccinali tra i paesi che rendono obbligatorie e quelli che raccomandano le vaccinazioni più importanti, ed infatti alcuni paesi a più alta copertura vaccinale, come la Svezia, non prevedono alcun obbligo.

Il concetto di raccomandazione scaturisce da quello più ampio di “promozione” della salute che è alla base di qualsiasi efficace azione preventiva ed intende favorire l’esercizio cosciente della libera scelta sia nell’interesse della salute dei propri figli che nell’interesse collettivo. Molti studi condotti negli Stati Uniti suggeriscono che il metodo migliore per avere coperture vaccinali elevate non è la promozione di misure “punitive” verso chi non vaccina i figli, ma la rimozione attiva e capillare di qualunque “ostacolo” pratico alla vaccinazione. Questa rimozione degli ostacoli comprende il coinvolgimento attivo dei medici (soprattutto pediatri), una comunicazione aperta ed efficace tra medici e genitori, la pronta e gratuita disponibilità dei vaccini, e se possibile anche l’uso di incentivi finanziari. L’approccio basato sulla raccomandazione è culturalmente impegnativo, si avvantaggia di un tessuto sociale coeso, e richiede algoritmi su come comportarsi nel caso di calo della copertura vaccinale o in presenza di outbreak epidemici– pero’ ha il notevole vantaggio potenziale di sviluppare un senso più alto di partecipazione dell’individuo ad una gestione della salute pubblica non più percepita come paternalistica (se non addirittura punitiva).

È importante specificare che la implementazione in Italia di un programma nazionale di vaccinazioni basato sul principio della “raccomandazione” richiede, in maniera assolutamente non-negoziabile, la adozione di quattro punti fondamentali. Il primo punto è lo stanziamento di risorse sufficienti per sviluppare e mantenere l’ infrastruttura necessaria per promuovere le vaccinazioni raccomandate e rimuovere ogni possibile ostacolo alla vaccinazione. Questa infrastruttura include centri dedicati sul territorio, personale medico, infermieristico, esperti di comunicazione, disponibilità di vaccini gratuiti, supporto informatico e statistico per monitorare la copertura vaccinale in tempo reale, e presenza di materiale di training ed educativo. Questa infrastruttura deve essere sviluppata e mantenuta a livello sia nazionale che regionale. Il secondo punto è la implementazione graduale o a fasi, che inizialmente coinvolgerà un gruppo di regioni “pilota”, a cui via via si aggiungeranno le altre regioni. Questo ampliamento progressivo in fasi dell’approccio “raccomandazione” deve essere attuato con costante monitoraggio delle coperture vaccinali a livello locale, regionale, e nazionale. Il terzo punto è la presenza di clausole di salvaguardia che prevedano, nel caso di calo delle coperture vaccinali sotto una certa soglia, oppure della presenza di outbreak epidemici, la immediata reintroduzione di alcune azioni coercitive, come per esempio il possesso del certificato di vaccinazione come requisito per l’ammissione a scuole ed asili. In questo senso il corrente outbreak di morbillo in Italia (almeno 1,600 casi nel 2017) giustifica la adozione temporanea di misure di obbligatorietà relative specificamente a questo vaccino. Il quarto punto è che nel contesto del principio di raccomandazione la scelta di “non-vaccinare” non può essere considerata o percepita come una scelta di “default” – al contrario, il “premesso” a non vaccinare viene garantito ai genitori che ne fanno richiesta dopo la certificazione di un percorso “educativo” che include almeno due visite mediche o infermieristiche condotti in due tempi diversi, e la visione di appropriato materiale educativo (video, film, etc).

Da un punto di vista culturale e di comunicazione, bisogna specificare con estrema chiarezza che l’approccio basato sul principio della raccomandazione non è, né può essere in alcun modo percepito come un atteggiamento dubbioso o agnostico della legge nei confronti dell’utilità dei vaccini – atteggiamento, che, come già detto prima non ha alcuna ragione scientifica di essere. Al contrario, l’approccio alle vaccinazioni basato sul principio della raccomandazione va inteso come strumento sociale e sanitario per arrivare alla copertura vaccinale più alta possibile e per il periodo di tempo più lungo possibile attraverso il coinvolgimento consapevole ed informato della popolazione.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Vaccini, il principio della raccomandazione per aumentare la copertura

Il calo delle vaccinazioni è un fallimento del governo Renzi

di Paola Taverna

Lo sport preferito di Matteo Renzi è sparare sul Movimento 5 Stelle a colpi di menzogne e fake news. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che questa volta gioca più sporco del solito e per la sua becera campagna contro il M5S sfrutta il delicato tema dei vaccini e specula sulla salute degli italiani. Lui, che tanto con la salute degli italiani ha sempre scherzato, visto che quando era al governo in due anni ha tagliato 4,3 miliardi di euro alla sanità pubblica, costringendo 11 milioni di persone a rinunciare alle cure mediche solo nel 2016.

Il MoVimento 5 Stelle, invece, ha a cuore la salute dei cittadini
, da sempre, e vuole che nel Paese ci sia la più ampia copertura vaccinale possibile. Vuole cittadini vaccinati e consapevoli.

La copertura vaccinale in Italia è scesa e lo dicono i dati dell’Istituto superiore di Sanità: nel 2015 l’andamento è in diminuzione in quasi tutte le Regioni; dal 2013 si registra un progressivo calo delle vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B). E la copertura vaccinale per morbillo e rosolia ha perso ben 5 punti percentuali dal 2013 al 2015.

Questi dati sono la chiara dimostrazione del fallimento del governo Pd e del governo Renzi, governi che avrebbero dovuto investire su una massiccia campagna di raccomandazione delle vaccinazioni e invece non lo hanno fatto, che avrebbero dovuto lavorare affinché medici e pediatri accompagnassero le famiglie alla vaccinazione in un percorso di sostegno e informazioni condivise. Nulla di tutto questo è avvenuto.

Ora, di fronte ai dati impietosi sul calo delle vaccinazioni
, Renzi come suo solito butta la palla nel campo avversario e scarica le responsabilità sul MoVimento 5 Stelle pur di non assumersi le sue responsabilità. E lo fa vigliaccamente, andando a pescare video del passato ed estrapolando frasi e dichiarazioni di singoli Quindi, secondo lui, se le vaccinazioni calano è colpa di un Movimento che non è al governo?!

Anche i dati europei confermano che una buona politica della raccomandazione, che non lascia le famiglie sole e abbandonate, favorisce la massima copertura vaccinale. In questo approccio il ruolo del medico e del pediatra, che si fa intermediario intermediario tra le istituzioni e le famiglie, è fondamentale.

Quella di Renzi è una vergognosa campagna diffamatoria contro il MoVimento 5 Stelle, giocata sulla pelle delle famiglie italiane e dei loro figli. E’ a loro, e poi a tutto il MoVimento 5 Stelle, che Renzi dovrebbe chiedere scusa.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Il calo delle vaccinazioni è un fallimento del governo Renzi