Virginia ‘n anno dopo

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di Ventrone Antonio

Virginia l’elezzioni l’ha vinte ‘n anno fà,
Ditejelo a Orfini, che nun è ‘no scherzo,
Er sor Giachetti poi annatelo a svejà,
Se crede d’avè vinto, e invece ha perzo!!!

L’amichi veri, de Buzzi e Carminati,
Sò annati in bestia assieme cor PD,
Tanti compagni in cella carcerati,
A destra poi, non sanno più che dì.

Queli ar potere, sò tutte quante sòle,
Stampa e tivvù, sò quinni scesi in guera,
Li scheletri n’armadio, Sabelli nun li vòle,
Se lavora sempre, e fino a tarda sera.

Sippure è piccola, cià ‘na forza immenzza,
Nun ce provà co lei, è inutile, n’a freghi,
Forte e tenace è simile a ‘na lenza,
Virginia la fermi, sortanto si la leghi.

‘N anno è volato, breve quanto ‘n giorno,
La situazzione pare arquanto grave,
Zitti ar lavoro, senza guardà ‘ntorno,
Seguimo li criteri, veloci co ste gare.

Tanto è lo schifo ch’avemio ereditato,
Chi c’era prima, seguiva ‘n antro schema,
Nissun politico fin’ora s’è sarvato,
Co mafia capitale, mezza Roma trema.

Le resistenze de chi c’è stato prima,
Cor sottobosco de li raccomannati,
A lo scoperto sò esciti ‘na matina,
Sti farabutti, sti granni disgrazziati.

Nun hanno favorito er cammiamento,
Anzi er contrario l’hanno rallentato,
Pe questo sò ‘ncazzato e me lamento,
Pergiunta resta ‘n verme, chi ha sparlato.

Dovete da senticce da ste recchie,
Volemo che Roma, sia pronta per futuro,
Le procedure de prima, eremo vecchie,
Adesso annrà ‘n pò mejo de sicuro.

La trasparenzza credo sia ‘mportante,
Pe ‘na città co tutte ste risorze,
Pe li corotti er piatto è assai ‘nvitante,
Er popolo Virgì, te ama senza er forze…

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I responsabili dei disastri di Roma sono i vecchi partiti e gli italiani lo sanno

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di MoVimento 5 Stelle

Quasi il 70% degli italiani esprime un giudizio positivo sull’operato del sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua giunta. Lo rivela un sondaggio per Agorà, mettendo in luce che a prevalere è la consapevolezza che per vedere i primi risultati, in una città che per 20 anni è stata spolpata dai partiti, serve tempo. Gli italiani dimostrano molta più saggezza dei tanti soloni che pretendono miracoli da una Giunta che si è insediata sulle macerie dei disastri di chi ha governato negli anni passati, e molta più onestà intellettuale di coloro che hanno distrutto Roma e ora vorrebbero che la Raggi, con una bacchetta magica, risolvesse i danni che loro stessi hanno provocato.

Chi ieri ha distrutto Roma e oggi sta mandando in malora l’intero Paese tenta di usare gli attacchi a Virginia Raggi come arma di distrazione di massa per provare a distogliere l’attenzione degli italiani dalle loro responsabilità e dai loro fallimenti. Ma gli italiani ci vedono benissimo e il giochino non funziona. Non funziona con i cittadini e non funziona con il MoVimento 5 Stelle: il PD, che vorrebbe imporre al Paese la narrazione di ‘una Roma mal governata’, deve rendere conto dei dati e dei fatti di questi ultimi quattro anni in cui si sono susseguiti tre governi totalmente fallimentari.

Vi rinfreschiamo la memoria? Immigrazione: quattro anni di nulla, se non un patto scellerato sottoscritto da Renzi con l’Unione europea per avere briciole di flessibilità con cui finanziare le sue mance elettorali – vedi il bluff del bonus da 80 euro – in cambio dell’impegno dell’Italia a far approdare nei propri porti tutti i migranti. Sanità: oltre 4 miliardi e mezzo di tagli, che portano a oltre 12milioni gli italiani che quest’anno hanno rinunciato a curarsi per mancanza di disponibilità economica. E poi il disastro del jobs act, quello della ‘buona scuola’, e chi più ne ha più ne metta.

Da oggi in poi su Roma non accetteremo più lezioni da chi, responsabile del fallimento dell’Italia intera, sposta l’attenzione sulla Capitale per lavarsi la coscienza e nascondere le proprie colpe.

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Stato d’emergenza per il Lazio: subito!

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di Virginia Raggi

È intollerabile che Roma venga privata dell’acqua. È un danno enorme per i cittadini, per le attività economiche e commerciali. È un danno di immagine per tutta l’Italia.

Ma sono preoccupata soprattutto per la fornitura di acqua ad ospedali, case di cura, strutture sanitarie e, non ultimo, per l’approvvigionamento ai Vigili del Fuoco che in un periodo come questo risulta di fondamentale importanza. Il Governo intervenga con gli strumenti che ha a disposizione.

È necessaria la dichiarazione dello Stato di Emergenza per il Lazio così come avvenuto lo scorso giugno per le Province di Parma e Piacenza: un provvedimento che ha consentito di superare la crisi e che è stato richiesto con forza dal territorio. Si deve intervenire ora.

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67 Green Machine per #RomaPulita

di Virginia Raggi

Erano abbandonate in un deposito, ricoperte di polvere e ferme da anni. Eppure il Comune di Roma le aveva pagate quasi due milioni di euro. Si tratta di 67 spazzatrici manuali – quelle che si usano per pulire i marciapiedi – che abbiamo recuperato e messo finalmente in funzione. Da oggi saranno al servizio di tutti i cittadini. È uno dei tanti sprechi che abbiamo trovato. Rimetterle in strada dopo tanti anni è un segnale importante. Da lunedì le “Green Machine” saranno in giro a spazzare i marciapiedi e pulire le aree pedonali.

Pochi mesi fa abbiamo rimesso in circolazione i filobus dimenticati e buttati in una rimessa Atac. Erano diventati, a causa della vecchia politica, il simbolo dello sperpero e del malaffare. Così come lo erano questi 67 mezzi della flotta Ama che dal 2013 sono stati abbandonati. Le spazzatrici erano state acquistate nel 2009, con i soldi di noi cittadini: costo 2 milioni di euro. Per non parlare poi delle spese di manutenzione, un ulteriore insulto alle tasche dei romani, costate oltre un milione di euro. Ora abbiamo recuperato questi mezzi, cominciando con venti, e la manutenzione sarà fatta in azienda senza ulteriori costi aggiuntivi.

Le prime due “Green Machine” saranno operative nel I Municipio, zona Fontana di Trevi, e a Ostia (X Municipio). Poi, gradualmente, entro settembre, entreranno in funzione le altre. A pieno regime saranno 18 gli itinerari di intervento che copriranno un totale di 50 vie della Capitale. Saranno molto utili per lo spazzamento dei marciapiedi e delle aree pedonali e per raccogliere i micro-rifiuti, come cicche e mozziconi, volantini e deiezioni canine. Vogliamo così garantire ai romani e ai turisti strade pulite e decorose. #RomaPulita

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Un anno e #RomaRinasce

di Virginia Raggi

Questo primo anno ha rappresentato una grande opportunità di rilancio per Roma. Questa Giunta, i suoi consiglieri, i presidenti di Municipio, la maggioranza, hanno lavorato giorno e notte per porre le basi di una rivoluzione che completeremo nel corso della consiliatura. Cinque anni di lavoro e crescita per la città. È stato un percorso irto di ostacoli: li abbiamo affrontati con impegno e serietà, grazie anche a un sincero entusiasmo che – vi assicuro – non ci mancherà mai. In questo percorso abbiamo colto le opportunità di sviluppo e, soprattutto, di cambiamento. Quello vero, non la “mano di bianco” per farsi belli. Quel cambiamento radicale che richiede forza di volontà e la partecipazione di tutti. La politica delle promesse elettorali o del fumo negli occhi ai cittadini non fa parte del nostro dna e, mentre ci lasciamo alle spalle Mafia Capitale e tutte le trappole che quel sistema di corruzione ci ha lasciato, pensiamo a una città moderna ma soprattutto più vicina ai suoi abitanti. E sono i cittadini che ce lo hanno chiesto e continuano a chiedercelo.

Per la prima volta dopo decenni abbiamo approvato il bilancio preventivo e siamo stati i primi fra le grandi città italiane. Questo ci ha consentito, innanzitutto, di usufruire di un “premio” di 15 milioni di euro per la città ma, soprattutto, di fare una cosa che i romani avevano ormai dimenticato: programmare il futuro. Così è stato possibile dire addio agli affidamenti diretti per indire gare, ovvero avere il miglior servizio al costo più giusto e dare una scossa al mercato. Come già sta avvenendo con #stradenuove: basta coi rattoppi fatti sempre dalle stesse ditte e rifacimento totale di interi tratti stradali. Un investimento da 85 milioni di euro in un anno e una buona pratica introdotta in Comune: tutti gli attori, comprese le partecipate, riuniti attorno a un tavolo per massimizzare risultati e ottimizzare i costi.

Abbiamo messo in strada 150 autobus nuovi. A questi abbiamo aggiunto altri 45 filobus che erano abbandonati da otto anni in un deposito. E presto arriveranno altri 60 autobus nuovi mentre sono già in città 200 nuovi mezzi di car/scooter sharing. Abbiamo riportato i controllori sui mezzi di trasporti e attivato quasi 500 telecamere di sicurezza. Su trasporto e mobilità sostenibile, che i cittadini avevano votato come priorità del programma 5stelle (LINK), abbiamo investito 430 milioni di euro. Nessuno l’aveva mai fatto.

Roma, come tutte le grandi città europee, finalmente ha un ‘Piano per la riduzione e la gestione dei materiali post consumo’ con l’obiettivo “Rifiuti Zero” e una differenziata al 70%. Anche questo nessuno l’aveva mai fatto e, forse, neanche mai pensato. Abbiamo già inaugurato 4 isole ecologiche e presto ne arriveranno altre 3 per arrivare a quasi 40 in modo da coprire tutti i quartieri di Roma. Presto realizzeremo anche tre impianti per il compostaggio.

Stiamo riconsegnando ai romani il loro fiume, il Tevere, grazie a un unico ufficio che riunisce i 10 enti e le 15 strutture competenti. E sulla manutenzione del verde abbiamo investito 12,5 milioni di euro tramite gare europee. Abbiamo pensato anche al benessere degli animali con il ripristino della legalità nei canili municipali e l’addio alle botticelle tradizionali: i cavalli staranno nelle ville storiche e saranno sostituiti da veicoli elettrici.

Abbiamo avviato il piano per il superamento dei campi rom senza che i cittadini romani ci rimettano un solo euro, dopo anni e anni di risorse del Comune che sono diventate una vergognosa mangiatoia come evidenziato dalle indagini della magistratura che hanno portato allo scoppio di Mafia Capitale.

Finalmente la cultura è aperta a tutti, con eventi diffusi e gratuiti in tutta la città, non solo nel centro storico. Con il progetto #RomaAscoltaRoma, un percorso in tutti i 15 Municipi, abbiamo ascoltato i cittadini e incamerato tutte le loro istanze. Abbiamo stabilizzato 2mila insegnanti e avviato formazione per 6.600 persone.

Diecimila cittadini sono stati protagonisti attivi della scelte per la città tramite le consultazioni on-line sul portale di Roma Capitale e, in 23 punti sparsi per la città (municipi, biblioteche, sedi associative) stiamo insegnando ai cittadini a utilizzare i servizi on-line del Comune. In questo settore primeggiamo: con un anno di anticipo rispetto alla scadenza normativa abbiamo attivato il Sistema Pubblico di Identità. Già 37 mila cittadini romani possono accedere a ben 66 servizi on-line con un solo nome utente e password, altro che fila agli sportelli.

Perché il benessere dei cittadini è il nostro principale scopo. Abbiamo abbassato la tassa sui rifiuti e dato 28 milioni di euro in più ai municipi per i servizi assistenziali. L’Assembla capitolina ha dato l’ok anche al regolamento sulle sale slot contro il fenomeno dell’azzardo patologico e approvato tagli per 40milioni di euro netti sul funzionamento della macchina comunale: tutte risorse reinvestite sulla città.

L’assemblea capitolina ha anche costituito una Commissione di indagine sui piani di zona: un risultato storico per la città e per chi attende da anni risposte sull’emergenza abitativa. E in questo versante abbiamo anche fermato gli sgomberi per le realtà socio culturali mentre si stende il regolamento sulle concessioni dei beni comunali: regole uguali per tutti. Il patrimonio comunale non sarà più gestito dai privati ma da Aequa Roma, per valorizzazione immobili e adeguare i canoni: basta alle case in pieno centro per pochi euro (e pochi eletti). Abbiamo anche riaperto i termini per il buono casa.

Questa città chiede sviluppo e questo non può non passare dal turismo: abbiamo fatto rinascere il dipartimento comunale con un budget che passa da 20mila a 3 milioni di euro e la necessaria autonomia per operare a pieno regime. Roma è di nuovo presente nei 10 principali fiere mondiali. E abbiamo anche creato il “Convention bureau” per promuovere il turismo congressuale e fieristico.

Infine, volgendo lo sguardo in avanti, abbiamo il primo appuntamento di “Formula E” sulle strade della capitale: un evento internazionale che ci consente di investire in infrastrutture e mobilità sostenibile. E avremo anche un nuovo stadio, col quale diciamo addio alla speculazioni edilizia e facciamo entrare Roma nel nuovo millennio grazie a un progetto sostenibile che porterà a Roma le migliori ultime tecnologie.

Questi sono solo parte dei risultati concreti raggiunti in un anno. E questo è solo l’inizio, ve lo assicuro: io e la mia squadra continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è, prima di tutto, un onore.

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A Roma inizia il superamento dei campi rom

di Virginia Raggi

Riportiamo Roma in Europa. Oggi ho annunciato che finalmente nella Capitale saranno superati i campi rom.
Partiremo da subito intervenendo in due campi, La Barbuta e La Monachina, che ospitano oltre 700 persone.
Mettiamo così fine alla mangiatoia dei soldi dei cittadini che per anni c’è stata con Mafia Capitale: fondi pubblici finiti nelle tasche della criminalità.
Abbiamo ottenuto 3,8 milioni di euro dall’Unione Europea che investiremo in questo progetto: nessuna risorsa sarà sottratta alla cittadinanza.
Mettiamo fine all’epoca dell’assistenzialismo: il cuore del piano è rappresentato da un patto di responsabilità che definisce, in modo netto, diritti e doveri di tutti.
Si tratta di una svolta senza precedenti, che ci consente di riportare alla legalità migliaia di persone e intere aree della nostra città.

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La verità sui rifiuti di Roma

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di Virginia Raggi

Nessuno scarica barile sui rifiuti. Siamo impegnati per ripulire Roma con una task force straordinaria ed entro questa settimana la città tornerà alla normalità grazie alla apertura “24 ore su 24” degli impianti di Ama e al lavoro dei suoi dipendenti.
Non possiamo, però, soprassedere sulle responsabilità di chi ha permesso che si arrivasse a bloccare il sistema di gestione: le conseguenze sono disagi per i cittadini, immagini di cassonetti ricolmi ed un lavoro extra per l’azienda.

Roma Capitale raccoglie i rifiuti e li trasferisce negli impianti di trattamento Tmb. Da qui, non possono partire i camion di rifiuti trattati perché la Regione non ha previsto impianti sufficienti e, addirittura, non autorizza l’incremento della capienza di quelli esistenti.
Non lo diciamo noi ma il Governo: l’impiantistica del Lazio è sottodimensionata. E, inoltre, dal 2012 la Regione Lazio non ha ancora adottato un nuovo Piano Rifiuti Regionale, né ha approvato la tariffa per lo smaltimento.

Noi i rifiuti li raccogliamo ma non ci permettono di portarli via dalle strade. Renzi dove immagina di portarli? Magari farebbe bene a trasferirli davanti al palazzo della Regione. Piuttosto, intervenga sui suoi uomini e svegli il Pd del Lazio dal torpore nel quale si trova.
ps Stasera sarò ospite di Bruno Vespa su Rai Uno a Porta a Porta. Non mancate

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No alla tassa sulla povertà: combattiamo l’azzardopatia

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La lettera di Virginia Raggi al Corriere della Sera

Gentile direttore,
le scrivo per rilanciare un dibattito – mi auguro il più ampio e partecipato possibile – sull’azzardo. Questo fenomeno è diventato una vera e propria emergenza nazionale, tale da cambiare l’aspetto delle nostre città e periferie, spesso trasformate in luccicanti e desolate “Las Vegas” dove centinaia di cittadini sperperano stipendio e risparmi. Non userò mai la parola “gioco” perché nell’azzardopatia non c’è nulla di divertente: è una tassa sulla povertà.

Noi amministratori vediamo da vicino gli effetti di questa “miseria umana”: l’azzardo rende poveri non solo economicamente ma priva l’uomo della propria dignità. Negli anni scorsi si sono moltiplicati centri scommesse e sale slot machine. Per questo con Assemblea Capitolina e Giunta abbiamo avviato un iter per limitarne l’attività: una delibera che pone limiti a nuove aperture e regola drasticamente le sale esistenti. Questo lavoro rischia di essere vanificato.
Ogni romano brucia in media all’anno oltre 1.000 euro in azzardo. Le famiglie spendono per slot, “gratta e vinci” e scommesse tanto quanto impegnano per la spesa alimentare. Spesso sono più i soldi sperperati che quelli destinati alle cure mediche. Nella Capitale ci sono centinaia di sale e decine di migliaia di slot machine. In tutta Italia proliferano i luoghi dell’azzardo. Numeri impressionanti.

Il governo punta ad avocare a sé la materia con il rischio di rendere nullo il lavoro delle amministrazioni locali. Il 3 maggio ci sarà un tavolo tecnico tra Mef, Anci e Regioni, in vista della Conferenza unificata del 4 maggio. Da sindaco di Roma lancio un appello all’Anci richiamando l’associazione alla responsabilità: faccia sentire la propria voce nel modo più chiaro e forte possibile. La dignità delle persone non è in vendita.

In questi anni il governo ha agito centralizzando le decisioni politiche a scapito delle amministrazioni locali, che sono più a contatto con le esigenze dei cittadini. La direzione in cui vanno gli ultimi governi nazionali è palese: le trivellazioni in mare, il nuovo gasdotto in Salento o l’intervento sull’area archeologica di Roma. “Politiche d’importanza strategica per l’interesse del Paese”, si legge nei dispositivi ma non c’è alcun coinvolgimento locale. E’ fortissimo il timore che questo centralismo non tenga nel giusto conto le richieste che partono dal basso. Non vorremmo che, in questo caso, ad avvantaggiarsene fossero le lobby dell’azzardo. Siamo di fronte ad una politica di governo silente che non ascolta e manovra.

Sull’azzardo è il momento di far sentire la voce nostra e quella dei più deboli.
Roma non starà a guardare.

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Qui #Roma5Stelle: da mafia capitale alla democrazia diretta

di Virginia Raggi e dei consiglieri del MoVimento 5 Stelle a Roma

Dopo 23 anni dall’ultimo regolamento in materia di partecipazione popolare, il MoVimento Cinque Stelle ha presentato una proposta di delibera di modifica dello Statuto di Roma Capitale per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta: referendum propositivo, abrogativo e consultivo senza quorum, bilancio partecipativo, petizioni popolari elettroniche e consultazioni online.
Passeremo dalla città di “Mafia Capitale” a “Roma Capitale della democrazia diretta e della trasparenza. Si tratta di una rivoluzione culturale.

La democrazia rappresentativa si sta destrutturando e stanno emergendo nuove forme di partecipazione popolare dal basso in tutto il mondo, anche per la difesa dei servizi pubblici locali. Devono essere i cittadini e le comunità locali a governare le città attraverso internet, utilizzando l’intelligenza collettiva. Il web sta rivoluzionando i rapporti esistenti tra cittadini ed istituzioni rendendo attuabile la democrazia diretta, così come applicata ad Atene e nell’antica Grecia. Con l’avvio di questo percorso istituzionale finalizzato a modificare la carta fondamentale della capitale siamo di fronte ad un tipping point per la democrazia diretta a Roma. Non appena saranno approvate in Assemblea Capitolina le proposte del MoVimento 5 Stelle di modifica dello Statuto di Roma passeremo all’adozione dei rispettivi regolamenti attuativi di questi nuovi strumenti. Grazie Gianroberto: il dado è tratto.

Le petizioni popolari elettroniche sono uno strumento antichissimo con il quale il cittadino presenta alle istituzioni una richiesta o una proposta. Il Parlamento Italiano in quasi 70 anni di storia dell’attuale Costituzione non ha mai approvato una legge attuativa dell’articolo 50 della Costituzione, che disciplina le petizioni popolari. All’estero, invece, questo istituto di partecipazione è utilizzato in varie forme. Il Parlamento del Regno Unito ha dato la possibilità ai cittadini inglesi di presentare petizioni popolari attraverso internet, raccogliere online ulteriori adesioni, ed illustrarle direttamente all’interno della Camera dei Comuni britannica. Il MoVimento 5 Stelle avvia questo percorso in meno di un anno di governo.

Referendum propositivo, abrogativo e consultivo, senza quorum: così i cittadini romani avranno la possibilità di sottoporre una proposta al voto popolare e l’amministrazione sarà tenuta a metterla in pratica. Abbiamo anche previsto la possibilità di sperimentare il voto elettronico – e-voting – in cabina elettorale per i referendum locali.

Bilancio partecipativo. Non è l’economia a dover governare i processi democratici ma è la democrazia che deve governare i processi d’integrazione economica. Verrà inserito il bilancio partecipativo, già diffuso in alcuni Comuni italiani tra cui Mira e Ragusa, governati dal M5S. Roma Capitale coinvolgerà i cittadini nella costruzione del bilancio sia a livello comunale che a livello municipale promuovendo la possibilità di destinare una quota alla decisione diretta dei cittadini. Dal 1996 il Bilancio Partecipativo è stato riconosciuto dall’Onu come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo. Il controllo diffuso del denaro dei cittadini è stato sperimentato per la prima volta a Porto Alegre nel 1989 ed è stato adottato anche da Parigi con un sito Internet dedicato alla consultazione della cittadinanza su proposte e progetti da finanziare con il 5 per cento del bilancio.

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Virginia Raggi è legittimamente sindaco di Roma

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di MoVimento 5 Stelle Roma

Tutte le firme raccolte a Roma per la presentazione della lista di Virginia Raggi sono autentiche e autenticate.

Il servizio de Le Iene riferisce di una presunta irregolarità formale su un atto (chiamato atto principale) redatto dai delegati di lista, ma è bene chiarire subito che non sono le firme a essere irregolari. Ma anche ipotizzando che ci sia un errore formale questo non inficia la regolarità e la legittimità della lista.

A tal proposito il TAR del Friuli Venezia Giulia 28 giugno n. 450/2006 ha avuto modo di rimarcare che “è del tutto inconferente, ai fini della regolarità delle operazioni elettorali, che l’autenticazione delle firme dell’atto principale sia antecedente a quella delle firme contenute negli atti separati”.” e che “Questa discrasia, però, non è sanzionata dalla legge: e non potrebbe essere altrimenti, dato che non impinge su nessun principio in materia di operazioni elettorali”.

Mettetevi l’animo in pace: la Raggi è legittimamente sindaco di Roma votata da più di due terzi degli elettori romani.

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