I partiti affossano la legge sui vitalizi: li abolirà il MoVimento al governo

di Danilo Toninelli

Ieri poteva e doveva essere il giorno della verità sull’abolizione dei vitalizi. La direzione nazionale del Pd avrebbe dovuto deliberare l’approvazione senza modifiche della proposta di legge a prima firma del loro portavoce Rich… Continua a leggere I partiti affossano la legge sui vitalizi: li abolirà il MoVimento al governo

Non mollano il vitalizio, ma affamano i pensionati

di MoVimento 5 Stelle

I dati INPS appena pubblicati ci dicono che il 64,3% delle pensioni sono sotto i 1000 euro. Parliamo nello specifico di circa 9 milioni di pensioni fra i 500 ed i 900 euro e di circa 6 milioni che addirittura sono sotto i 500 e… Continua a leggere Non mollano il vitalizio, ma affamano i pensionati

#TagliateIVitalizi non la democrazia – Mercoledì 25 ottobre tutti a Roma

di Paola Taverna

Mercoledì 25 ottobre vi aspettiamo a Roma. La manifestazione si svolgerà a Piazza della Rotonda al Pantheon dalle 14.30 e andrà avanti fino al voto finale sulla legge elettorale. Che cosa sta accadendo? Da martedì saremo in aula con… Continua a leggere #TagliateIVitalizi non la democrazia – Mercoledì 25 ottobre tutti a Roma

Tagliate i vitalizi, non la democrazia. Tutti al Senato il 25 Ottobre

di MoVimento 5 Stelle

Segnatevi questa data: mercoledì 25 ottobre tutti al Senato con una benda bianca. Siamo in piena emergenza democratica e dobbiamo reagire! Renzi, Berlusconi e Salvini ormai stanno sfidando i cittadini a viso aperto e stanno att… Continua a leggere Tagliate i vitalizi, non la democrazia. Tutti al Senato il 25 Ottobre

#TagliateIVitalizi, non la democrazia!

di Vito Crimi

Per ben due volte nei mesi scorsi abbiamo lanciato l’allarme: vogliono affossare in Senato la legge che abolisce i vitalizi dei parlamentari. Oggi preparatevi perchè potrebbe arrivare la prova del nove e i partiti potrebbero tentare il… Continua a leggere #TagliateIVitalizi, non la democrazia!

La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

di Giancarlo Cancelleri

La prima cosa che farò, se sarò eletto presidente, sarà quella di tagliare gli stipendi dei deputati regionali e di abolire i vitalizi degli ex deputati regionali. Valgono 17 milioni di euro.

Con quei soldi voglio farci un fondo per dare un aiuto alle giovani donne lavoratrici autonome. Una lavoratrice, troppo spesso purtroppo, deve rinuncia a diventare madre perché non può lasciare il proprio lavoro. Una cosa profondamente ingiusta, oltre che incivile, per una regione come la nostra. Quindi metteremo quei soldi al servizio di queste lavoratrici e di tutte quelle persone bisognose. Noi questo lo abbiamo già fatto nei confronti: ci siamo tagliati lo stipendio e abbiamo rinunciato alle pensioni da privilegiati. Con il MoVimento 5 Stelle al governo questa misura sarà legge per tutti.

Intanto continuo a girare per la Sicilia. Stamattina siamo stati a Taormina con Luigi Di Maio per ascoltare le istanze e i suggerimenti degli albergatori, asset fondamentale della gestione di tutto il sistema turistico della Regione. Quel turismo che, nella bocca di tutti, dovrebbe essere il volano di tutta l’economia regionale e che invece, nella realtà, è abbandonato alla libera iniziativa meritoria di poche persone che non vogliono arrendersi ad uno spreco del genere. Noi siamo dalla loro parte e daremo loro tutto il supporto possibile.

Il 5 novembre, #SceglieteilFuturo!

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#NoiRinunciamoAlPrivilegio

di MoVimento 5 Stelle

Il D-Day dei partiti è giunto. Oggi deputati e senatori hanno maturato la loro pensione privilegiata a cui accederanno mentre tutti gli altri cittadini italiani saranno costretti ancora a lavorare per chissà quanti anni per avere un trattamento pensionistico misero. Quindi la maschera è caduta, dopo aver incagliato la “legge Richetti” nei banchi di nebbia del Senato, i parlamentari che sono al primo mandato otterranno la pensione a 65 anni – chi è al secondo o terzo giro a 60 anni – anche se per il resto della loro vita non faranno più nulla.

Noi no. I capigruppo del MoVimento 5 Stelle in Camera e Senato hanno firmato la rinuncia al privilegio a nome di tutti i nostri parlamentari. Con una lettera indirizzata ai presidenti delle due camere, Laura Boldrini e Piero Grasso, chiediamo di prendere atto della nostra volontà e di trovare il modo con cui si possa applicare, a tutti i portavoce del MoVimento, la legge Fornero. Esattamente come accade fuori dai palazzi dorati a tutti i cittadini italiani. Significa andare in pensione alla stessa età in cui ci vanno tutti i cittadini non privilegiati. Significa che i nostri portavoce dovranno continuare a lavorare per raggiungere la somma di contributi necessari ad accedere alla pensione. Esattamente come tutti gli altri.

“Non si può fare” ci diranno, perché sono coscienti che non avrebbero più scampo.
Perché se lo può fare un portavoce del MoVimento, perché non lo possono fare anche gli onorevoli dei partiti? Ma tante volte ci siamo sentiti dire questa frase. Non si poteva fare di tagliarsi gli stipendi. Non si poteva fare di tagliare nettamente le spese degli affitti passivi di Montecitorio. Non si poteva fare di restituire le eccedenze delle diarie per il fondo del microcredito alle imprese.

E invece si può fare, eccome. Perché quando c’è da mettere la tagliola per regalare 7,5 miliardi a Bankitalia allora vale l’autodichia. Quando c’è da applicare il “canguro” per impedire il dibattito in Senato, allora vale l’autodichia. E allora se vale per tutti questi casi, deve valere anche quando si decide di rinunciare a un ingiusto privilegio. Oggi è l’armageddon dei partiti, non avrete scampo.

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Loro #SiTengonoIlVitalizio, noi gli regaliamo la Pensione Enigmistica

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Scarica e diffondi la Pensione Enigmistica: Formato A4 o Formato A3

di MoVimento 5 Stelle

Beh, non è affatto male prendere una pensione da quasi mille euro già a 65 anni e dopo appena cinque di lavoro in Parlamento. Oppure circa 1500 euro puliti puliti, addirittura a partire dai 60 anni, per chi ha fatto soltanto due legislature.

Complimenti a voi che potrete andarvi a godere il gruzzoletto in qualche buen retiro. Magari in una baita di montagna con camino e pantofole o in una casetta con amaca davanti al mare. Non parliamo poi dei vostri (ex) colleghi più anziani che hanno già maturato il vitalizio “old style” e che si beccano 2, 3, 5 o 7mila euro al mese, avendo fatto magari un solo giorno in Parlamento.
Loro sono dei dinosauri, anzi dei tirannosauri del privilegio parlamentare. Voi, invece, siete solo dei più modesti velociraptor che da domani si prenderanno il malloppo e scapperanno via.

Certo, il MoVimento 5 Stelle si avvicina al governo e voi siete una razza in via di estinzione. Ci stiamo per abbattere su di voi come un asteroide e siete destinati a fare proprio la fine dei dinosauri. Intanto, per adesso, ce l’avete fatta. Complimenti. Avete maturato il diritto a occupare la vostra nuvoletta nel paradiso della casta. Mentre molti italiani sono stati scaraventati all’inferno dalla riforma Fornero e altri si arrabattano in purgatorio.

Avete davanti a voi anni d’argento in agio e serenità. E noi, che in fondo vi vogliamo (quasi) bene, ci teniamo a contribuire al vostro relax e divertimento con un gentile cadeau. Ecco, dunque, la “pensione enigmistica” (SCARICALA SUBITO: Formato A4 o Formato A3) da risolvere su una bella sedia a dondolo con il gatto che fa le fusa sulle gambe. O su un bel patio vista oceano alle Canarie.

Andate pure. E lasciateci rimettere in sesto questo Paese.

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L’amaro calice del taglio dei vitalizi

di Luigi Di Maio

Non sono passati nemmeno due mesi dall’approvazione alla Camera della legge che abolisce i vitalizi, quel giorno ce lo ricordiamo bene perché per la prima volta un ramo del Parlamento approvò, nero su bianco, la cancellazione del vitalizio. Gioimmo e la soddisfazione fu enorme, perché sapevamo che il merito di quella prima vittoria era tutta del MoVimento 5 Stelle, che aveva portato il tema nel dibattito pubblico fino ad imporlo nell’agenda politica.

Ma quello era solo il primo passo per arrivare all’approvazione definitiva della legge, sapevamo che lo scoglio più grande sarebbe stato in Senato. E infatti ieri, alla prima occasione utile, i partiti hanno ricominciato con i loro trucchetti per rallentare l’esame della legge Richetti e per affossarla definitivamente nelle sabbie mobili di Palazzo Madama. Ieri, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il MoVimento 5 Stelle ha proposto una cosa molto semplice: inseriamo la legge nel calendario dell’Aula del Senato delle prossime settimane, così da avere tempi certi ed evitare che la legge si impantani in Commissione. Il PD, insieme a Forza Italia e Lega, ha detto no. Ora la legge corre il rischio di rimanere impantanata in Commissione e di finire su un binario morto fino alla fine della legislatura. E’ un film già visto con la nostra proposta sul reddito di cittadinanza: sono oltre due anni che la maggioranza la tiene chiusa in un cassetto in Commissione al Senato!

Non ci voleva la sfera di cristallo per sapere che sarebbe andata così. Il PD ha dimostrato che il suo voto favorevole alla Camera era solo un bluff, che la legge Richetti era un’amara pillola che sono stati costretti ad ingoiare solo perché avevano il nostro fiato sul collo, ma questa battaglia non è nel loro Dna, non gli appartiene. E intanto, messi in sicurezza i vitalizi con il voto di ieri, ora tutti i partiti si preparano allegramente a maturare tra due giorni anche la pensione privilegiata che scatterà grazie a soli 4 anni e sei mesi di permanenza in Parlamento.

Si godano pure questi momenti finché possono, perché la musica è destinata a cambiare. Quando andremo al governo gli faremo trangugiare l’amaro calice dell’abolizione dei vitalizi, che oggi tanto si affannano a scansare. E insieme a quello, dovranno mandare giù anche il dimezzamento degli stipendi e la fine di ogni altro insopportabile privilegio. E prima che in Parlamento lo faremo in Sicilia con Giancarlo Cancelleri! Così capiranno che non scherziamo. Restituiremo un po’ di giustizia e di equità a questo Paese.

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I partiti si tengono vitalizi e privilegi

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di Enrico Cappelletti

In Senato di fatto i partiti hanno affossato la legge Richetti che aboliva i vitalizi e la pensione privilegiata dei parlamentari. Oggi avevano l’opportunità di mandarla subito in Aula al Senato e di approvarla velocemente, facendola diventare definitivamente Legge dello Stato, e invece hanno detto no alla nostra richiesta di inserirla nel calendario d’Aula delle prossime settimane, dimostrando che quel voto favorevole alla Camera, prima dell’estate, era solo un bluff. Perché tanto sapevano che una volta in Senato, questa legge sarebbe stata chiusa a chiave in un cassetto.

Questo vale soprattutto per il PD, visto che la legge, almeno sulla carta, porta la firma di un loro parlamentare. Ma anche Lega e Forza Italia non hanno mosso un dito per chiedere che la proposta di legge arrivasse subito in Aula.

Ora come finirà? Che la legge, con ogni probabilità, naufragherà in Commissione Affari Costituzionali e arrivederci e grazie. La sorte delle leggi che non piacciono alla maggioranza la conosciamo: il reddito di cittadinanza, per dirne una, è ferma in Commissione Lavoro da più di due anni.

Se qualcuno aveva creduto che davvero la casta fosse pronta a rinunciare ai propri privilegi, oggi non ha più dubbi: queste persone continuano a sentirsi al di sopra di tutti gli altri cittadini.

Noi, però, a questo non ci rassegniamo, non siamo arrivati fin qui per nulla, abbiamo imposto noi questo tema, lo abbiamo fatto entrare nell’agenda politica e lo faremo diventare realtà. I vitalizi, e gli altri privilegi della Casta, li taglieremo noi quando saremo al governo.

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