I vitalizi sono ancora vivi: aboliamoli

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di Riccardo Fraccaro

Oggi abbiamo denunciato per l’ennesima volta lo scandalo dei vitalizi. Una battaglia che non si ferma nonostante i partiti stiano provando in tutti i modi a bloccare le nostre proposte per far saltare i vitalizi degli ex parlamentari e la pensione ai parlamentari a settembre. Voglio darvi qualche dato prima di spiegare cosa stiamo facendo e cosa abbiamo fatto in questi giorni. I vitalizi vengono percepiti da 2.600 ex parlamentari, costano alle vostre tasche 215 milioni di euro all’anno e ci sono circa 200 ex politici che prendono anche due o tre vitalizi. Faccio qualche nome: Clemente Mastella prende 6.939 euro al mese di vitalizio, Luciano Violante 5.873 euro, Claudio Scajola 4.904, Antonio Bassolino 2.998 e Carlo Taormina 2.150 euro.

Abbiamo citato anche il caso di Boneschi, che ha ricevuto il suo vitalizio dopo essere stato parlamentare per sole 24 ore nel 1982. A ottobre 2016 Boneschi è scomparso. Il suo nome però è ancora negli elenchi resi noti dalla stampa (e aggiornati a fine 2016) su chi percepisce il vitalizio. Tutt’oggi, per gli stessi parlamentari, e per noi stessi componenti dell’ufficio di presidenza della Camera, gli elenchi aggiornati non sono accessibili. Solo pochi eletti possono accedervi. Questi dati non solo dovrebbero essere accessibili su richiesta, ma dovrebbero essere pubblici e raggiungibili da tutti i cittadini con un click per avere piena cognizione di tutte le persone che manteniamo con i soldi delle nostre tasse. È un sistema che non funziona e che va cambiato: abbiamo scoperto che la Ragioneria di Stato sta aspettando da quasi un mese che la Camera e il Senato forniscano i dati necessari per procedere alla redazione della nota tecnica sui vitalizi. Per questo abbiamo chiesto un incontro al presidente Grasso e alla presidente Boldrini (che tanto decanta la trasparenza di Montecitorio).

I giornali che difendono i privilegi dei parlamentari, in particolare Repubblica che difende quello del suo fondatore Eugenio Scalfari che prende un vitalizio mensile da 2.269 euro, parlano di gaffe per aver citato il vitalizio di un deputato morto. La vera gaffe è di chi ci ha fatto pagare un vitalizio a una persona che ha messo piede un solo giorno nella sua vita in Parlamento. Un caso limite che spiega meglio di mille parole la follia dei vitalizi. Ed è bene ricordarlo perchè non succeda più, anzi sarebbe questo il dovere dei giornali. Boneschi purtroppo è scomparso e i vitalizi purtroppo sono ancora vivi. Aboliamo i vitalizi, subito!

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Tre ex deputati condannati riottengono il vitalizio grazie al PD

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di Riccardo Fraccaro

Vi ricordate la presunta abolizione dei vitalizi ai condannati di cui si era tanto vantato il Pd? Era solo un’altra farsa targata Renzi: l’Ufficio di Presidenza della Camera ha restituito l’assegno a tre ex deputati condannati. Il M5S lo aveva denunciato sin dall’inizio, la sospensione dei vitalizi è uno schiaffo nei confronti dei cittadini onesti. Ora i fatti ci danno ragione.

Il Pd ha approvato una riforma vergognosa, che ha sospeso temporaneamente l’assegno a soli 10 ex parlamentari su 1.543 che lo percepiscono ingiustamente in quanto condannati. Non contento, ha previsto anche la restituzione degli assegni in caso di riabilitazione: una misura che, va sottolineato, ha effetti civili ma non cancella affatto la condanna.

Ci eravamo opposti fermamente a questo salvacondotto, dicendo che i cittadini avrebbero finito per pagare di nuovo gli assegni d’oro agli ex parlamentari condannati con tanto di arretrati. Puntualmente, è accaduto proprio questo.

Grazie al Pd Massimo Abbatangelo, ex Msi, condannato a 6 anni per violazione della legge sul controllo delle armi tornerà a percepire 5.600 euro al mese più 100mila euro di mensilità arretrate; Massimo De Carolis, condannato a 2 anni e 8 mesi per corruzione, riottiene l’assegno da 3.100 euro mensili oltre a 43mila euro di mensilità arretrate; Giuseppe Astone, infine, condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per concussione avrà di nuovo il vitalizio da 5.200 euro al mese più la “buonuscita” di 46mila euro.

Ecco le riforme taroccate di Renzi: i parlamentari sono condannati al vitalizio. Anche stavolta abbiamo smascherato la loro ipocrisia, è evidente che il Pd continuerà solo ad alimentare sprechi e privilegi funzionali al suo sistema di potere. Cancelleremo noi questo scandalo non appena saremo al Governo.

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Il Pd si tiene i vitalizi (e vogliono innalzare l’età pensionabile)

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di MoVimento 5 Stelle

Il Pd vuole mantenere il privilegio dei vitalizi. Renzi, che aveva detto di volerli tagliare, si è dimostrato per l’ennesima volta un mentitore seriale. Oggi, infatti, il Governo, in commissione Bilancio alla Camera, non ha presentato la relazione tecnica del Mef sul disegno di legge Richetti, atto senza il quale il testo dell’esponente dem rimarrà insabbiato in qualche cassetto della prima commissione. Questo documento, chiesto dal Pd per perdere tempo, non è arrivato in Parlamento e, di fatto, nessuno sa se mai arriverà, in quanto la Ragioneria generale dello Stato non ne sa nulla. Così l’iter della proposta sul taglio dei vitalizi viene affossato.

E pensare che il Movimento 5 Stelle aveva fatto di tutto per farlo approvare, rinunciando alla quota riservata all’opposizione, pur di farlo calendarizzare per il voto dell’Aula. E pensare che Padoan, sulla vicenda Consip, invece, è stato molto veloce nell’inviare una letterina al presidente del Senato, con allegata la relazione tecnica del Mef sui vertici Consip, nel tentativo di evitare la votazione a Palazzo Madama per salvare il ministro Lotti. E perché, allora, la relazione del Mef sui vitalizi si è stranamente persa per strada?

La verità è che Governo e Pd usano due pesi e due misure: quando si tratta di salvare gli amici degli amici, i potenti, o i componenti del giglio magico coinvolti in vicende giudiziarie inquietanti, si danno subito da fare e si inchinano alle richieste dei renziani. Quando, invece, si tratta di tagliare gli odiosi privilegi dei parlamentari, fanno orecchie da mercante e si esercitano in una vergognosa melina, pur di accaparrarsi il privilegio. Appena ci faranno tornare a votare, i cittadini spazzeranno via questa classe politica indegna che, sapendo di essere su una nave che sta affondando, cerca di afferrare tutto il denaro possibile.

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Il MoVimento rifiuta la pensione privilegiata, gli altri se la tengono

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di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Ieri è stato il giorno della vergogna in Sicilia, il giorno in cui dopo soli 4 anni, 6 mesi e un giorno i deputati regionali hanno maturato la pensione privilegiata. Noi l’abbiamo rifiutata. Loro se la tengono.

I comuni mortali devono lavorare una vita per una pensione sempre più incerta, loro invece, gli “ONOREVOLI”, dopo manco cinque anni di mandato (mi pare eccessivo chiamarlo lavoro visti i risultati) hanno già la vecchiaia ben coperta.
Adesso le cose sono due: o siamo noi, del 5 stelle, degli idioti che questo assurdo privilegio l’abbiamo rifiutato; o siete voi dei “benefattori” che permettete a questi signori, votandoli, di godere di un’oscenità del genere.

Per lanciare un urlo di indignazione abbiamo organizzato un corteo che dal centro di Palermo è arrivato fin sotto le finestre del Parlamento. Che sia un promemoria per tutti i siciliani: i politici non sono tutti uguali, e il M5S ne è la prova vivente.

Per inciso: abbiamo pure protocollato una proposta ufficiale di modifica del regolamento affinché la pensione di tutti i deputati venga calcolato col metodo comune, quello cioè previsto per un normale lavoratore. La proposta ovviamente sta marcendo in qualche cassetto del palazzo.

Se il 5 novembre ci darete la possibilità di governare quest’Isola vi prometto che abolire questo schifo sarà la prima cosa che faremo. La parola casta con noi sarà solo un brutto ricordo…

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Cancelliamo gli assurdi privilegi degli europarlamentari #PensioneComeTutti

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Gli europarlamentari hanno diritto a un vitalizio dopo appena 1 anno di mandato. L’Europa si comporta come una matrigna: ai politici concede assurdi privilegi, ai cittadini impone sacrifici nel nome dell’austerity. La casta con il vitalizio in tasca è la stessa che ha preteso i tagli alle pensioni di tutti i cittadini. Ricordate la legge Fornero?

È arrivato il momento di spazzare via i privilegi. Abbiamo presentato al Parlamento europeo una risoluzione che cancella questo retaggio feudale e trasforma in sistema contributivo la pensione degli eurodeputati. Abbiamo chiesto ai funzionari del Parlamento europeo di poter rinunciare a questa ingiustizia, ci hanno risposto che dobbiamo aspettare i 63 anni di età e che fino ad allora nulla può essere fatto. Noi vogliamo cambiare SUBITO questo sistema e per tutti i deputati europei. Per poter ottenere la pensione i politici devono versare i contributi come tutti gli altri cittadini. Pensione sì, privilegio no! Ecco come stanno davvero le cose oggi:

IL VITALIZIO A 63 ANNI
Tutti gli eurodeputati, al compimento dei 63 anni di età, hanno diritto a un pensione di anzianità a vita pari al 3,5% della retribuzione per ciascun anno completo di esercizio di mandato. Questo privilegio scatta dopo appena un solo anno di mandato e, in questo caso, l’importo ammonta a 296 euro al mese. Con una sola legislatura completa, invece (5 anni di mandato), ogni europarlamentare matura una pensione a vita pari a 1.484,70 euro al mese. Questo importo raddoppia se l’europarlamentare fa due legislature. Il costo delle pensioni dei deputati europei è a carico del bilancio dell’Unione europea.

VITALIZIO SENZA VERSARE I CONTRIBUTI
Nella busta paga di ogni europarlamentare non c’è la voce dei contributi previdenziali. I deputati europei ricevono la pensione privilegiata ma non pagano i contributi. Il provvedimento è stato preso nel 2005 (ma è entrato in vigore nel 2009) su proposta del Parlamento europeo. La Commissione europea ha dato parere favorevole. Era in carica il governo Berlusconi-Lega, che ha approvato la decisione in sede di Consiglio. Il Pd era all’opposizione ma non ha battuto ciglio. Tutti i partiti erano d’accordo.

PENSIONE SÌ, PRIVILEGIO NO! LA NOSTRA PROPOSTA
Questi privilegi anacronistici devono finire. A Roma, come a Bruxelles, il MoVimento 5 Stelle propone #PensioneComeTutti. Bisogna cambiare al più presto l’articolo 14 dello Statuto dei deputati del Parlamento europeo che disciplina il trattamento pensionistico degli eletti. Il diritto pensionistico dei membri del Parlamento europeo deve essere in linea con i sistemi previdenziali previsti per i cittadini ordinari, sia per il calcolo dell’ammontare sia per i requisiti anagrafici e contributivi che definiscono l’età pensionabile. Questo significa che i parlamentari europei devono pagare i contributi pensionistici e devono maturare tutti quei requisiti richiesti ai cittadini che rappresentano.

Vogliamo una pensione equa per i europarlamentari e non privilegi della casta! E per questa ragione tutti gli europarlamentari del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle hanno presentato una proposta di risoluzione e hanno sollecitato il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani con una lettera richiedendo che questa proposta sia trasmessa in tempi rapidi alla Commissione parlamentare competente. Inoltre, chiediamo il ricalcolo dei trattamenti previdenziali che vengono erogati agli ex europarlamentari: nel 2014 questa casta era composta da 192 tra politici, vedove, vedovi o altri beneficiari di reversibilità che, a fronte di pochi anni di lavoro, godevano di pensioni di lusso.

In molti Stati europei la disoccupazione giovanile è al 34%, con punte del 48% in Grecia. Davanti a questi dati, i privilegi dei politici sono ancor più odiosi! L’Europa dei cittadini non ha i privilegi. Per i politici #PensioneComeTutti

SCARICA la risoluzione del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle e la lettera che i portavoce del MoVimento 5 Stelle hanno scritto al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

VIDEO. Pensione sì. Privilegio No per gli europarlamentari! Rivedi la conferenza stampa al Parlamento europeo con Laura Agea, Ignazio Corrao e Marco Valli.

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Rinunciare ai vitalizi si può: l’esempio del MoVimento 5 Stelle

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di Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

Rinunciare al vitalizio? Si può, basta volerlo. Sono stato l’unico Consigliere regionale piemontese ad averlo fatto. Ho rifiutato 81 mila euro che gli spettavano per legge. Gli altri? Senza distinzione si sono presi tutto come vitalizio o contributi pensionistici.

Il Movimento 5 Stelle è diverso: è tutto documentato, tutto nero su bianco. Basta leggere il sito della Regione Piemonte che finalmente ha pubblicato l’elenco dei beneficiari dei vitalizi e quello dei Consiglieri a cui sono stati restituiti i contributi. La pubblicazione è stata ottenuta dopo una dura battaglia del Gruppo M5S, così è stata garantita ai cittadini la massima trasparenza sull’utilizzo dei loro soldi. E’ stato così sanato un vulnus di trasparenza generato dalla Legge Madia che considerava tali dati come “sensibili” e dunque pubblicabili solo in forma anonima, consentendo però un intervento legislativo delle Regioni così come avvenuto in Piemonte su spinta del Movimento 5 Stelle.

La vera rivoluzione sarebbe però l’abolizione retroattiva dei vitalizi come da noi già richiesto più volte con proposte bocciate dal Pd. Un odioso privilegio retributivo percepito dopo soli 5 anni di lavoro in Regione, mentre i comuni cittadini prendono una pensione contributiva dopo 40 anni.

Oggi i Consiglieri del Movimento 5 Stelle continuano a restituire ai cittadini parte dei propri stipendi. Quest’anno i portavoce M5S in Consiglio regionale hanno restituito 248.924,82 euro, il 50% è stato destinato agli interventi urgenti per le scuole piemontesi ed il restante 50% al fondo del microcredito regionale gestito dalla Fondazione don Mario Operti.

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La pacchia dei vitalizi regionali finirà col MoVimento al governo

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di MoVimento 5 Stelle

Vitalizi e “pensioni agevolate” regionali, l’ennesimo insulso privilegio che i partiti non vogliono cancellare. Una regalia di casta che ogni anno costa ai cittadini oltre 157 milioni di euro. Per porre fine a questa che è una vera e propria ingiustizia sociale, il M5S sta predisponendo proposte di legge in tutte le Regioni. Leggi per abolire ovunque e una volta per tutte, sia i vitalizi esistenti e del passato ed ogni altro privilegio pensionistico.
Chi ricopre una carica elettiva nelle Regioni, deve versare i contributi nei diversi istituti previdenziali, senza godere di alcun beneficio aggiuntivo. I consiglieri regionali, come i parlamentari, sono cittadini come tutti gli altri e come tali devono essere trattati. Sin dal 2010, da quando è entrato nelle Regioni, il MoVimento 5 Stelle si è battuto per cancellare tutti i vitalizi. Grazie alla pressioni e azioni del MoVimento 5 Stelle il Piemonte e Emilia-Romagna già dal 2014 hanno cancellato i vitalizi per tutti i futuri consiglieri, senza però toccare il pregresso.
La Regione Lombardia, grazie a un progetto di legge di iniziativa popolare, Zeroprivilegi, presentato da attivisti 5 stelle, dal 2012 li ha aboliti, come sempre solo per i futuri consiglieri.
In seguito Friuli, Toscana, Umbria, Campania, hanno seguito questa via, senza però toccare i privilegi già esistenti come proponeva il M5S. In Campania fino ad oggi l’azione M5S ha impedito l’adozione della ‘pensione privilegiata’ per i consiglieri regionali. De Luca e soci però si son ben guardati di tagliare di un solo euro i vitalizi degli ex consiglieri.
La battaglia continua in ogni Regione. Per il M5S vanno cancellati tutti i vitalizi, sia quelli degli ex consiglieri che le “pensioni agevolate” che si maturano dopo 4 anni e 6 mesi, simili a quelle adottate da Camera e Senato dal 2012.
Nelle altre Regioni infatti i partiti stanno giocando ancora più sporco. Fanno finta di abolire i privilegi, ma non vogliono toccare nè i vitalizi degli ex consiglieri, né le ‘pensioni agevolate’ per loro stessi. Fanno continuamente muro contro leggi ed emendamenti 5 stelle.
E’ accaduto in Sicilia, dove Pd, Ap e Forza Italia ignorano la proposta M5S, in Puglia dove Emiliano, la sua maggioranza e il centrodestra hanno votato contro alla proposta 5 stelle di abolizione totale.
Nel Lazio è dal 2013 che la maggioranza di centrosinistra, a braccetto con il centrodestra, respinge le proposte M5S per la cancellazione totale di ogni privilegio. Dove è data questa possibilità, come in Lazio e Valle d’Aosta, i consiglieri M5S hanno rinunciato volontariamente alla “pensione agevolata”. Cosa che altri non si sognano nemmeno di fare.
In Abruzzo la legge M5S, approvata all’unanimità in commissione, appena giunta in aula è stata rispedita indietro dalla maggioranza PD… ‘per approfondimenti’.
Nel Veneto governato da Lega Nord e Forza Italia i due partiti della maggioranza Zaia, hanno bocciato l’abolizione, con la quale il M5S proponeva di finanziare il referendum per l’autonomia regionale. Anche nella Liguria di Toti, il centrodestra si guarda bene di calendarizzare la nostra proposta anti-privilegi. Per non parlare di Trentino Alto Adige e Molise. Ma la pacchia finirà con l’arrivo del M5S al governo.

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I parlamentari devono avere una pensione come tutti #PuniteAncheMe

di MoVimento 5 Stelle

Sui vitalizi della Casta dei parlamentari non molliamo di un centimetro. Continueremo a denunciare quello che è successo in Parlamento, perché gli italiani sappiano che mentre loro faticano ad arrivare a fine mese e devono fare una vita di lavoro per prendere uno straccio di pensione, alla Camera e al Senato si prendono la pensione dopo soli 4 anni e 6 mesi su una poltrona e ci sono ancora tantissimi ex deputati ed ex senatori che prendono vitalizi d’oro.

Per aver osato raccontare questa verità ai cittadini, e per aver svelato il bluff del PD e degli altri partiti sulle pensioni, 42 portavoce del Movimento 5 Stelle sono stati sospesi: 10 giorni a chi ha esposto i cartelli #SiTengonoIlVitalizio; 12 giorni per chi ha protestato sotto i banchi della presidenza; 5 giorni per chi ha aspettato fuori l’Ufficio di Presidenza solo per guardare in faccia coloro che avevano votato per tenersi il vitalizio mascherato e 15 giorni per chi ha tentato di entrare.

Quelli che a voi hanno imposto una riforma delle pensioni lacrime e sangue e che per loro stessi si sono lasciati la pensione privilegiata, accusano il M5S di “aver attentato al funzionamento delle istituzioni! Sono gli stessi che ogni giorno attentano ai principi costituzionali di uguaglianza e giustizia, gli stessi che hanno salvato dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini condannato in via definitiva, gli stessi che tengono al governo un ministro indagato per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento!

Sappiano, questi signori, che ogni giorno di sospensione è una medaglia che ci appuntiamo al petto.

La sospensione è stata decisa dagli stessi deputati che il 22 marzo scorso in Ufficio di Presidenza hanno bocciato la nostra proposta di abolire la pensione privilegiata dei parlamentari attualmente in carica e di applicare loro la legge Fornero, esattamente come tutti i normali cittadini. E invece no, si sono tenuti stretti la pensione che scatterà a settembre e in più, per lavarsi la coscienza, hanno approvato una delibera bluff, spacciandola come riforma dei vitalizi. Ma vi stanno prendendo in giro: con la complicità della stampa, vi vogliono far credere che hanno tagliato fino al 40% dei vitalizi, ma è una bufala! Quello che hanno deciso è di prelevare 100 euro l’anno a chi prende 71mila euro di pensione all’anno! I tagli sono sulle eccedenze e non sulla cifra totale: chi prende una pensione d’oro continuerà a prenderla, questa è la realtà.

Avrebbero voluto che gli italiani abboccassero all’amo, che vivessero felici e contenti con la consolazione che il PD aveva tagliato i vitalizi: balle! Non gli è andata giù che gli abbiamo rovinato il giochino, ma devono metterselo in testa: noi andremo avanti fino a quando non cancelleremo i loro vitalizi mascherati.

Se anche voi siete “colpevoli” di volere la pensione dei parlamentari come quella dei cittadini sosteneteci con hashtag #PuniteAncheMe

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di MoVimento 5 Stelle

Sui vitalizi della Casta dei parlamentari non molliamo di un centimetro. Continueremo a denunciare quello che è successo in Parlamento, perché gli italiani sappiano che mentre loro faticano ad arrivare a fine mese e devono fare una vita di lavoro per prendere uno straccio di pensione, alla Camera e al Senato si prendono la pensione dopo soli 4 anni e 6 mesi su una poltrona e ci sono ancora tantissimi ex deputati ed ex senatori che prendono vitalizi d’oro.

Per aver osato raccontare questa verità ai cittadini, e per aver svelato il bluff del PD e degli altri partiti sulle pensioni, 42 portavoce del Movimento 5 Stelle sono stati sospesi: 10 giorni a chi ha esposto i cartelli #SiTengonoIlVitalizio; 12 giorni per chi ha protestato sotto i banchi della presidenza; 5 giorni per chi ha aspettato fuori l’Ufficio di Presidenza solo per guardare in faccia coloro che avevano votato per tenersi il vitalizio mascherato e 15 giorni per chi ha tentato di entrare.

Quelli che a voi hanno imposto una riforma delle pensioni lacrime e sangue e che per loro stessi si sono lasciati la pensione privilegiata, accusano il M5S di “aver attentato al funzionamento delle istituzioni! Sono gli stessi che ogni giorno attentano ai principi costituzionali di uguaglianza e giustizia, gli stessi che hanno salvato dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini condannato in via definitiva, gli stessi che tengono al governo un ministro indagato per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento!

Sappiano, questi signori, che ogni giorno di sospensione è una medaglia che ci appuntiamo al petto.

La sospensione è stata decisa dagli stessi deputati che il 22 marzo scorso in Ufficio di Presidenza hanno bocciato la nostra proposta di abolire la pensione privilegiata dei parlamentari attualmente in carica e di applicare loro la legge Fornero, esattamente come tutti i normali cittadini. E invece no, si sono tenuti stretti la pensione che scatterà a settembre e in più, per lavarsi la coscienza, hanno approvato una delibera bluff, spacciandola come riforma dei vitalizi. Ma vi stanno prendendo in giro: con la complicità della stampa, vi vogliono far credere che hanno tagliato fino al 40% dei vitalizi, ma è una bufala! Quello che hanno deciso è di prelevare 100 euro l’anno a chi prende 71mila euro di pensione all’anno! I tagli sono sulle eccedenze e non sulla cifra totale: chi prende una pensione d’oro continuerà a prenderla, questa è la realtà.

Avrebbero voluto che gli italiani abboccassero all’amo, che vivessero felici e contenti con la consolazione che il PD aveva tagliato i vitalizi: balle! Non gli è andata giù che gli abbiamo rovinato il giochino, ma devono metterselo in testa: noi andremo avanti fino a quando non cancelleremo i loro vitalizi mascherati.

Se anche voi siete “colpevoli” di volere la pensione dei parlamentari come quella dei cittadini sosteneteci con hashtag #PuniteAncheMe

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#Sitengonoilvitalizio e la spacciano per riforma

di Luigi Di Maio

Invece di raccontare la porcata sui vitalizi fatta dal PD, giornali e tv vengono a fare le pulci a ciò che il Movimento 5 Stelle ha spiegato ai cittadini, per far sapere loro cosa accade realmente in Parlamento alle loro spalle. La Stampa è riuscita a fare il fact checking del video di Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro, senza mai spiegare che grazie al PD gli ex parlamentari continueranno a intascare fino al 99% del vitalizio!

Scrive La Stampa:
1– “Dal 2012 il metodo con cui viene calcolato l’assegno (dei parlamentari) è quello contributivo. Cioè, legato ai contributi che vengono versati. Il risultato è stata una significativa riduzione dell’importo”.
– Finché i parlamentari godranno di un sistema pensionistico agevolato rispetto a tutti gli altri cittadini, le loro restano pensioni privilegiate. Un cittadino per andare in pensione prima dei 67 anni deve lavorare 42 anni mentre un parlamentare solo 4 anni e 6 mesi. In sostanza la Legge Fornero non si applica a chi quella legge l’ha votata e imposta agli italiani: l’ingiustizia è evidente e negarla è ipocrita. La riforma del 2012, che ha introdotto il sistema contributivo anche per deputati e senatori, ha limitato solo in piccolissima parte quello che ancora oggi è a tutti gli effetti un insopportabile privilegio della Casta.

2– “La ragione storica di quello che oggi appare un privilegio ingiustificato era di consentire a tutti, anche ai più poveri, di iniziare a fare politica senza la paura di perdere un lavoro sicuro, avendo così una fonte di guadagno anche dopo il termine del mandato”.
– Qui nessuno vuole togliere la pensione a chi lavora in Parlamento. Il Movimento 5 Stelle chiede che il parlamentare maturi e prenda la sua pensione come un qualsiasi cittadino italiano.

3– “Oggettivamente i vitalizi pregressi rappresentano un problema. E, rispetto alla legge Fornero, la proposta del Pd incide proprio sul passato. Anche se per soli tre anni e sottoforma di contributo di solidarietà”.
– Il Movimento 5 Stelle ha sempre detto che i vitalizi, pregressi e attuali, vanno aboliti. Ma quello che chiedevamo con la nostra delibera era un ulteriore passo facilmente attuabile: chiedevamo ai deputati e ai senatori che sono in Parlamento oggi di rinunciare al loro sistema pensionistico privilegiato (quello che dopo 4 anni di lavoro li manda in pensione a 65 anni) e di applicare anche a loro stessi la Legge Fornero. Invece il PD le sue pensioni non le ha volute toccare e per far credere agli italiani di aver fatto qualcosa si è inventato un contributo di solidarietà che non cambia nulla: i vitalizi d’oro restano tali!
Giornali e tv hanno titolato ‘tagli ai vitalizi dal 10% al 40%”: ma quando mai? Il 10%, così come il 40%, non è sulla cifra totale del vitalizio, ma sulle eccedenze. Se un ex parlamentare prende 71mila euro di pensione l’anno, con la delibera del PD ne prenderà 70.900! E tra tre anni tornerà a prenderne 71mila euro. Ma chi vogliono prendere in giro? I vitalizi vanno aboliti definitivamente ed è ciò che farà il M5S quando andrà al governo.

4– “Dopo 4 anni e 6 mesi si va in pensione a 65 anni, come del resto ha spiegato anche Di Maio all’inizio del video. È con due legislature che invece si scende a 60 anni”.
– I parlamentari con soli 4 anni e 6 mesi di lavoro vanno in pensione a 65 anni; se fanno il doppio mandato, in pensione ci possono andare anche a 60 anni: un privilegio che nel Paese reale non esiste per nessun altro cittadino!

5 – “Il Movimento 5 Stelle, in quasi due anni, non ha mai sottoscritto la proposta sui vitalizi di Richetti, presentata il 9 luglio 2015”.
– La riforma Richetti è insabbiata in Commissione da quasi due anni; il Pd, che l’ha presentata, non si è mai preso la briga di calendarizzarla e discuterla, perché in realtà i vitalizi non vuole abolirli. L’ennesima prova l’abbiamo avuta il 22 marzo scorso in Ufficio di Presidenza: abbiamo presentato un emendamento che ricalcava la legge Richetti e ce l’hanno dichiarato inammissibile.

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