La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

di Giancarlo Cancelleri

La prima cosa che farò, se sarò eletto presidente, sarà quella di tagliare gli stipendi dei deputati regionali e di abolire i vitalizi degli ex deputati regionali. Valgono 17 milioni di euro.

Con quei soldi voglio farci un fondo per dare un aiuto alle giovani donne lavoratrici autonome. Una lavoratrice, troppo spesso purtroppo, deve rinuncia a diventare madre perché non può lasciare il proprio lavoro. Una cosa profondamente ingiusta, oltre che incivile, per una regione come la nostra. Quindi metteremo quei soldi al servizio di queste lavoratrici e di tutte quelle persone bisognose. Noi questo lo abbiamo già fatto nei confronti: ci siamo tagliati lo stipendio e abbiamo rinunciato alle pensioni da privilegiati. Con il MoVimento 5 Stelle al governo questa misura sarà legge per tutti.

Intanto continuo a girare per la Sicilia. Stamattina siamo stati a Taormina con Luigi Di Maio per ascoltare le istanze e i suggerimenti degli albergatori, asset fondamentale della gestione di tutto il sistema turistico della Regione. Quel turismo che, nella bocca di tutti, dovrebbe essere il volano di tutta l’economia regionale e che invece, nella realtà, è abbandonato alla libera iniziativa meritoria di poche persone che non vogliono arrendersi ad uno spreco del genere. Noi siamo dalla loro parte e daremo loro tutto il supporto possibile.

Il 5 novembre, #SceglieteilFuturo!

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia

#NoiRinunciamoAlPrivilegio

di MoVimento 5 Stelle

Il D-Day dei partiti è giunto. Oggi deputati e senatori hanno maturato la loro pensione privilegiata a cui accederanno mentre tutti gli altri cittadini italiani saranno costretti ancora a lavorare per chissà quanti anni per avere un trattamento pensionistico misero. Quindi la maschera è caduta, dopo aver incagliato la “legge Richetti” nei banchi di nebbia del Senato, i parlamentari che sono al primo mandato otterranno la pensione a 65 anni – chi è al secondo o terzo giro a 60 anni – anche se per il resto della loro vita non faranno più nulla.

Noi no. I capigruppo del MoVimento 5 Stelle in Camera e Senato hanno firmato la rinuncia al privilegio a nome di tutti i nostri parlamentari. Con una lettera indirizzata ai presidenti delle due camere, Laura Boldrini e Piero Grasso, chiediamo di prendere atto della nostra volontà e di trovare il modo con cui si possa applicare, a tutti i portavoce del MoVimento, la legge Fornero. Esattamente come accade fuori dai palazzi dorati a tutti i cittadini italiani. Significa andare in pensione alla stessa età in cui ci vanno tutti i cittadini non privilegiati. Significa che i nostri portavoce dovranno continuare a lavorare per raggiungere la somma di contributi necessari ad accedere alla pensione. Esattamente come tutti gli altri.

“Non si può fare” ci diranno, perché sono coscienti che non avrebbero più scampo.
Perché se lo può fare un portavoce del MoVimento, perché non lo possono fare anche gli onorevoli dei partiti? Ma tante volte ci siamo sentiti dire questa frase. Non si poteva fare di tagliarsi gli stipendi. Non si poteva fare di tagliare nettamente le spese degli affitti passivi di Montecitorio. Non si poteva fare di restituire le eccedenze delle diarie per il fondo del microcredito alle imprese.

E invece si può fare, eccome. Perché quando c’è da mettere la tagliola per regalare 7,5 miliardi a Bankitalia allora vale l’autodichia. Quando c’è da applicare il “canguro” per impedire il dibattito in Senato, allora vale l’autodichia. E allora se vale per tutti questi casi, deve valere anche quando si decide di rinunciare a un ingiusto privilegio. Oggi è l’armageddon dei partiti, non avrete scampo.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere #NoiRinunciamoAlPrivilegio

Loro #SiTengonoIlVitalizio, noi gli regaliamo la Pensione Enigmistica

Lapensioneenigmistica.jpg

Scarica e diffondi la Pensione Enigmistica: Formato A4 o Formato A3

di MoVimento 5 Stelle

Beh, non è affatto male prendere una pensione da quasi mille euro già a 65 anni e dopo appena cinque di lavoro in Parlamento. Oppure circa 1500 euro puliti puliti, addirittura a partire dai 60 anni, per chi ha fatto soltanto due legislature.

Complimenti a voi che potrete andarvi a godere il gruzzoletto in qualche buen retiro. Magari in una baita di montagna con camino e pantofole o in una casetta con amaca davanti al mare. Non parliamo poi dei vostri (ex) colleghi più anziani che hanno già maturato il vitalizio “old style” e che si beccano 2, 3, 5 o 7mila euro al mese, avendo fatto magari un solo giorno in Parlamento.
Loro sono dei dinosauri, anzi dei tirannosauri del privilegio parlamentare. Voi, invece, siete solo dei più modesti velociraptor che da domani si prenderanno il malloppo e scapperanno via.

Certo, il MoVimento 5 Stelle si avvicina al governo e voi siete una razza in via di estinzione. Ci stiamo per abbattere su di voi come un asteroide e siete destinati a fare proprio la fine dei dinosauri. Intanto, per adesso, ce l’avete fatta. Complimenti. Avete maturato il diritto a occupare la vostra nuvoletta nel paradiso della casta. Mentre molti italiani sono stati scaraventati all’inferno dalla riforma Fornero e altri si arrabattano in purgatorio.

Avete davanti a voi anni d’argento in agio e serenità. E noi, che in fondo vi vogliamo (quasi) bene, ci teniamo a contribuire al vostro relax e divertimento con un gentile cadeau. Ecco, dunque, la “pensione enigmistica” (SCARICALA SUBITO: Formato A4 o Formato A3) da risolvere su una bella sedia a dondolo con il gatto che fa le fusa sulle gambe. O su un bel patio vista oceano alle Canarie.

Andate pure. E lasciateci rimettere in sesto questo Paese.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Loro #SiTengonoIlVitalizio, noi gli regaliamo la Pensione Enigmistica

L’amaro calice del taglio dei vitalizi

di Luigi Di Maio

Non sono passati nemmeno due mesi dall’approvazione alla Camera della legge che abolisce i vitalizi, quel giorno ce lo ricordiamo bene perché per la prima volta un ramo del Parlamento approvò, nero su bianco, la cancellazione del vitalizio. Gioimmo e la soddisfazione fu enorme, perché sapevamo che il merito di quella prima vittoria era tutta del MoVimento 5 Stelle, che aveva portato il tema nel dibattito pubblico fino ad imporlo nell’agenda politica.

Ma quello era solo il primo passo per arrivare all’approvazione definitiva della legge, sapevamo che lo scoglio più grande sarebbe stato in Senato. E infatti ieri, alla prima occasione utile, i partiti hanno ricominciato con i loro trucchetti per rallentare l’esame della legge Richetti e per affossarla definitivamente nelle sabbie mobili di Palazzo Madama. Ieri, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il MoVimento 5 Stelle ha proposto una cosa molto semplice: inseriamo la legge nel calendario dell’Aula del Senato delle prossime settimane, così da avere tempi certi ed evitare che la legge si impantani in Commissione. Il PD, insieme a Forza Italia e Lega, ha detto no. Ora la legge corre il rischio di rimanere impantanata in Commissione e di finire su un binario morto fino alla fine della legislatura. E’ un film già visto con la nostra proposta sul reddito di cittadinanza: sono oltre due anni che la maggioranza la tiene chiusa in un cassetto in Commissione al Senato!

Non ci voleva la sfera di cristallo per sapere che sarebbe andata così. Il PD ha dimostrato che il suo voto favorevole alla Camera era solo un bluff, che la legge Richetti era un’amara pillola che sono stati costretti ad ingoiare solo perché avevano il nostro fiato sul collo, ma questa battaglia non è nel loro Dna, non gli appartiene. E intanto, messi in sicurezza i vitalizi con il voto di ieri, ora tutti i partiti si preparano allegramente a maturare tra due giorni anche la pensione privilegiata che scatterà grazie a soli 4 anni e sei mesi di permanenza in Parlamento.

Si godano pure questi momenti finché possono, perché la musica è destinata a cambiare. Quando andremo al governo gli faremo trangugiare l’amaro calice dell’abolizione dei vitalizi, che oggi tanto si affannano a scansare. E insieme a quello, dovranno mandare giù anche il dimezzamento degli stipendi e la fine di ogni altro insopportabile privilegio. E prima che in Parlamento lo faremo in Sicilia con Giancarlo Cancelleri! Così capiranno che non scherziamo. Restituiremo un po’ di giustizia e di equità a questo Paese.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere L’amaro calice del taglio dei vitalizi

I partiti si tengono vitalizi e privilegi

senareps.jpg

di Enrico Cappelletti

In Senato di fatto i partiti hanno affossato la legge Richetti che aboliva i vitalizi e la pensione privilegiata dei parlamentari. Oggi avevano l’opportunità di mandarla subito in Aula al Senato e di approvarla velocemente, facendola diventare definitivamente Legge dello Stato, e invece hanno detto no alla nostra richiesta di inserirla nel calendario d’Aula delle prossime settimane, dimostrando che quel voto favorevole alla Camera, prima dell’estate, era solo un bluff. Perché tanto sapevano che una volta in Senato, questa legge sarebbe stata chiusa a chiave in un cassetto.

Questo vale soprattutto per il PD, visto che la legge, almeno sulla carta, porta la firma di un loro parlamentare. Ma anche Lega e Forza Italia non hanno mosso un dito per chiedere che la proposta di legge arrivasse subito in Aula.

Ora come finirà? Che la legge, con ogni probabilità, naufragherà in Commissione Affari Costituzionali e arrivederci e grazie. La sorte delle leggi che non piacciono alla maggioranza la conosciamo: il reddito di cittadinanza, per dirne una, è ferma in Commissione Lavoro da più di due anni.

Se qualcuno aveva creduto che davvero la casta fosse pronta a rinunciare ai propri privilegi, oggi non ha più dubbi: queste persone continuano a sentirsi al di sopra di tutti gli altri cittadini.

Noi, però, a questo non ci rassegniamo, non siamo arrivati fin qui per nulla, abbiamo imposto noi questo tema, lo abbiamo fatto entrare nell’agenda politica e lo faremo diventare realtà. I vitalizi, e gli altri privilegi della Casta, li taglieremo noi quando saremo al governo.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere I partiti si tengono vitalizi e privilegi

#Italia5Stelle, la nostra casa

di Luigi Di Maio

Anche quest’anno si tiene un evento speciale, un evento in cui si riuniscono tutti i cittadini che hanno idee per cambiare il Paese. Si chiama Italia 5 Stelle e tra poche settimane si terrà a Rimini. Io ci sarò! Italia 5 Stelle è un momento in cui condividiamo e costruiamo insieme a voi quello che vogliamo per l’Italia. Per me l’Italia deve diventare la nostra casa. Deve smetterla di essere un campo di battaglia in cui un cittadino, ogni giorno, deve ingaggiare una guerra contro i soprusi di Equitalia, contro la corruzione, l’aria irrespirabile della Terra dei Fuochi, e di tante altre terre in Italia, contro la disonestà della vecchia politica e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Noi vogliamo che l’Italia torni a essere la nostra casa. Vogliamo che sia un posto in cui ci sentiamo sicuri, un luogo organizzato in modo efficiente, che fa spazio ai tanti talenti che hanno idee imprenditoriali, ai giovani che vogliono formarsi qui e lavorare qui, senza essere costretti a emigrare all’estero. Noi quest’Italia abbiamo cominciato a costruirla da quando siamo nati. Prima nei nostri progetti, poi nelle battaglie che ogni giorno, dal 2013 a oggi, abbiamo portato avanti in Parlamento, ma anche nei Consigli regionali e nei Comuni. Abbiamo già portato in Italia alcune piccole, grandi rivoluzioni. Cose semplici, cose necessarie ma impensabili prima che arrivasse il MoVimento 5 Stelle. Abbiamo costretto il PD ad approvare la legge che abolisce i vitalizi ai parlamentari, abbiamo rinunciato a 42 milioni di rimborsi elettorali, abbiamo aiutato a crescere più di 7000 aziende grazie al microcredito alimentato dai nostri stipendi. L’Italia finalmente ha una legge seria contro gli ecoreati. Una legge che manda finalmente in galera chi inquina.

Adesso siamo arrivati al momento più importante: ci prepariamo alle prossime elezioni politiche. È il momento più importante perché è quello che ci dà la possibilità di cambiare davvero la storia del nostro Paese. E la nostra vita. Siamo arrivati a un bivio. Ci sono due strade. Una la conoscete già, l’abbiamo già percorsa per tanti anni. È la strada che ci ha mostrato cosa significa avere al governo politici corrotti, corruttibili, gente a cui interessano i giochi di potere tra partiti, gente che pensa in primis ai bilanci delle aziende e delle banche che gli finanziano la campagna elettorale.

L’altra strada è quella che abbiamo percorso insieme in questi anni: è quella dell’innovazione, delle promesse mantenute, della cancellazione degli sprechi, delle persone che non hanno interessi privati o grandi lobby da difendere. Noi abbiamo presentato un Piano Energia fino al 2050, un piano rivoluzionario che – progressivamente – rende l’Italia indipendente dalle fonti fossili. Perché, per noi l’orizzonte non si ferma alla fine della prossima campagna elettorale. Per noi, l’orizzonte è la vita a cui torneremo una volta conclusi i nostri due mandati nelle istituzioni. Se volete conoscere questa Italia che noi stiamo costruendo, vi aspetto dal 22 al 24 settembre a Rimini.

Come, sapete, il MoVimento 5 Stelle non riceve rimborsi elettorali. Per noi le vostre donazioni sono importantissime, quelle che ci avete sempre fatto arrivare in ogni evento che abbiamo organizzato e per questo vi ringrazio, per ogni contributo che vorrete darci. Sosteneteci con una donazione!
A presto!

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere #Italia5Stelle, la nostra casa

Il Pd perde il pelo, ma non il vitalizio #PdVuoleIlPrivilegio

di MoVimento 5 Stelle

La settimana scorsa abbiamo ottenuto una vittoria storica. Grazie al MoVimento 5 Stelle la Camera dei deputati ha votato a maggioranza per l’abolizione del vitalizio ai parlamentari. Una cosa mai accaduta prima e su cui nessuno avrebbe scommesso un euro a inizio legislatura. Una vittoria ancora più forte perchè abbiamo costretto il Pd a portare in aula la nostra proposta e a votarla. Controvoglia, ma l’hanno votata. Le loro facce non riuscivano a nascondere il loro ribrezzo nel votare una legge voluta dal popolo e per il popolo in cui i loro interessi personali e di partito non erano neppure lontanamente considerati. Però l’hanno votata. Il Pd ha perso il pelo.

Però il vitalizio non vogliono perderlo e si stanno organizzando per un clamoroso voltafaccia al Senato. La legge sui vitalizi può essere discussa e approvata subito e infatti abbiamo chiesto al Senato di discutere urgentemente il disegno di legge approvato la scorsa settimana alla Camera. Oggi i cittadini sapranno esattamente chi ha votato per tenersi il vitalizio il più a lungo possibile. Il Pd ha già detto che seguirà questa linea perchè insieme a Forza Italia e Mdp hanno già pronto il trucco per affossare la legge. Vogliono rallentare la discussione che avverrà così solo in autunno e poi approvare modifiche per farla nuovamente tornare alla Camera, quando non ci sarà più il tempo di approvarla e potranno tenersi il vitalizio.

Non la passeranno liscia. Il Pd ha l’enorme responsabilità di aver illuso i cittadini che per una volta avrebbero votato un provvedimento giusto dopo migliaia di voti vergogna. Faremo nomi e cognomi di chi saboterà il provvedimento e salvare i vitalizi perchè gli italiani devono sapere con chi hanno a che fare. Come fa una legge a essere valutata dallo stesso partito in un modo alla Camera e in un altro al Senato? Ce lo spiegherà il segretario Renzi o quando i giornalisti glielo chiederanno lancerà con sprezzo nordcoreano il microfono a terra come ha fatto ieri? Forse riusciranno ancora a salvarsi, ma in ogni caso quando andremo al governo elimineremo tutti i privilegi e dimezzeremo i loro stipendi.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Il Pd perde il pelo, ma non il vitalizio #PdVuoleIlPrivilegio

VITALIZI: FA INDIGNARE SENTIRE I PARLAMENTARI DEL PD PARLARE DI ATTO DI SOBRIETÀ

Noi consiglieri regionali M5S abbiamo rinunciato al vitalizio poche settimane dopo l’elezione. È bastata una lettera inviata al presidente Iacop per rifiutare questo medievale privilegio della casta. Non hanno certo atteso l’approvazione di una legge! È vero, il Consiglio regionale qualche mese più tardi ha abolito i vitalizi per tutti i nuovi eletti mantenendo però […]

L’articolo VITALIZI: FA INDIGNARE SENTIRE I PARLAMENTARI DEL PD PARLARE DI ATTO DI SOBRIETÀ proviene da M5S Friuli Venezia Giulia.

Continua a leggere VITALIZI: FA INDIGNARE SENTIRE I PARLAMENTARI DEL PD PARLARE DI ATTO DI SOBRIETÀ

Una vittoria storica: la prima battaglia sui #vitalizi è vinta

di Luigi Di Maio

Oggi è un giorno storico. Segniamocela in rosso sul calendario questa data, perchè finalmente quest’Aula, che si è macchiata di tanti voti vergogna, sta per abolire i vitalizi. C’è voluta quasi un’intera legislatura – quattro anni e 4 mesi per l’esattezza – di pressioni del MoVimento 5 Stelle per giungere -al punto in cui siamo oggi. Perchè, diciamocelo chiaro come lo hanno detto colleghi di altri partiti, questa legge è una vittoria del MoVimento 5 Stelle. Ed è ancora di più una nostra vittoria perchè non solo abbiamo portato la maggioranza di voi a votare per togliervi il privilegio, ma abbiamo addirittura portato il Pd a presentare questa legge. E’ stata dura trascinarvi fino a qua, ma alla fine avete ceduto. Quattro anni e mezzo per questo risultato. Dieci anni di battaglie con migliaia di attivisti. Oggi viene ristabilita la giustizia.

Non è la prima volta che vi costringiamo a far saltare delle indecenze, perchè ve ne vergognate. Quando siamo arrivati qui si spendevano 30 milioni di euro di affitti d’oro e li abbiamo fatti saltare. Si spendeva un milione di euro in rimborsi spese viaggio agli ex parlamentari e li abbiamo fatti saltare. Si spendevano 350.000 euro in un’assicurazione dalle punture di insetto ai parlamentari, l’abbiamo fatta saltare qualche mese fa. Le auto blu costavano 759.000 euro all’anno, oggi costano 200.000 euro, ma si può fare di meglio.

Solo fino a qualche mese fa questo sembrava impossibile, in un’Italia ormai assuefatta ai privilegi delle tante, troppe caste che per anni si sono considerate intoccabili. E infatti il clima in cui in cui oggi si discute, tra questi banchi e di riflesso sui giornali, è surreale: “i vitalizi non si toccano”, “abolirli è incostituzionale”, ho sentito addirittura evocare parole come “macelleria sociale”… Signori, ma voi vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Volete svegliarvi una buona volta? La macelleria sociale è quella che VOI avete imposto al Paese: tagli da oltre 4 miliardi alla sanità, jobs act, questa è macelleria sociale! Qui noi oggi stiamo facendo una cosa semplice, semplice e giusta. Stiamo togliendo di mezzo un privilegio medievale, siamo qui a dirvi: non è intoccabile! Nessuno di voi lo è!

Non vi stiamo dicendo “rinunciate a una pensione”, vi stiamo dicendo “smettetela di considerarvi diversi dagli altri e di pretendere trattamenti di favore”. Il vitalizio è un privilegio per chi lo riceve, ma un’ingiustizia non più sopportabile per tutti coloro che sono fuori da quest’Aula, per quei cittadini italiani a cui noi dobbiamo rendere conto.
Oggi lo Stato spende 215 milioni di euro l’anno per il vitalizio di 2600 ex parlamentari. Il loro assegno, ancora oggi, viene calcolato con il sistema retributivo, quindi un ex parlamentare arriva ad incassare fino a cinque volte quanto versava di contributi. Da oggi non sarà più così. Nessuno avrà più diritto a un privilegio del genere. Chi ora percepisce il vitalizio si vedrà un bel taglio perchè ora sarà ricalcolato secondo il sistema contributivo.

Vi sareste dovuti rendere conto da soli che questa situazione di ingiustizia, di disuguaglianza così smaccata, non è mai stata tollerabile. Siamo dovuti arrivare noi per farvelo capire. Perché noi abbiamo a cuore il Paese lì fuori, l’Italia che non ce la fa, le famiglie che soffrono. E se quest’Aula ha il potere di imporre lacrime e sangue ai cittadini, poi ha il dovere morale di imporli anche a se stessa. L’abolizione dei vitalizi è la NOSTRA battaglia, lo era prima che entrassimo in Parlamento e lo è ancora oggi e lo sarà fino a quando non porteremo a casa il risultato dopo il voto in questa Aula e dopo il voto in Senato.

I giornali hanno titolato “sfida PD-MoVimento 5 Stelle sui vitalizi”, ma quale sfida? Non c’è nessuna sfida, toglietevelo dalla testa, tutto è molto chiaro e limpido: questo dibattito dentro queste Aule parlamentari lo ha portato il MoVimento 5 Stelle, lo abbiamo imposto nell’agenda e nel dibattito politici, e lo abbiamo fatto mentre tutte le altre forze politiche remavano contro scandalizzate. Per capirlo basta guardare le vostre facce. Non so cosa sareste capaci di fare se ci fosse anche solo una possibilità di allontanare da voi questo calice. Questa possibilità non c’è. E’ scacco matto. Non avete neppure la possibilità di lamentarvi, dovete pure far finta che gli piaccia! Perchè lo sappiamo tutti che dentro al PD il vitalizio se lo vogliono tenere stretto. E oggi lo sentiamo il loro fiatone, il loro affanno nel rincorrerci su un tema che non gli appartiene, che non è nel loro Dna!

Appena entrato in Parlamento il MoVimento 5 Stelle ha chiesto due cose: abolire i vitalizi degli ex parlamentari, applicando anche a loro il ricalcolo contributivo, e abolire la pensione privilegiata degli attuali parlamentari, il vitalizio mascherato che manda in pensione gli onorevoli a 65 anni dopo soli 4 anni e 6 mesi in Parlamento. In sostanza vi abbiamo chiesto di prendere la pensione come tutti gli altri italiani: calcolo contributivo e Legge Fornero. Lo abbiamo chiesto in tutti i modi possibili e ve lo voglio ricordare.

Settembre 2013: il MoVimento 5 Stelle presenta una mozione per mettere un tetto a vitalizi e pensioni d’oro e ridurre la quota retributiva. Il PD vota NO.
2014, discussione sul bilancio della camera: il MoVimento 5 Stelle presenta un ordine del giorno che prevede un tetto massimo di 5mila euro lordi ai vitalizi. Il PD vota NO.
20 maggio 2015: il MoVimento 5 Stelle presenta un emendamento alla riforma costituzionale per abolire i vitalizi. Il PD vota NO.
9 luglio 2015: il PD è sotto pressione e Matteo Renzi presenta la Legge Richetti, che ricalcola tutti i vitalizi con il sistema contributivo. La legge giace in un cassetto ma intanto Renzi la usa per andare in tv e dire che lui i vitalizi li vuole abolire.
Agosto 2015, discussione del bilancio Camera: il MoVimento 5 Stelle presenta un nuovo ODg che ricalca la legge Richetti. La Boldrini lo dichiara inammissibile.
2016: il MoVimento 5 Stelle ripresenta i due Odg, quello del 2015, e quello del 2014 che all’epoca era stato votato e bocciato. Questa volta per la Boldrini sono entrambi inammissibili.
2 aprile 2017: il MoVimento 5 Stelle presenta in Ufficio di Presidenza altri due ordini del giorno: uno che applica la legge Fornero ai parlamentari in carica e l’altro che ricalca la legge Richetti. il secondo è di nuovo dichiarato inammissibile. Sul primo il PD vota NO dicendo che serve una legge ordinaria.

Benissimo: allora invitiamo il Pd a calendarizzare la legge Richetti. Ma il PD ci dice che non c’è tempo e che bisogna presentare un Ordine del giorno! Rinunciamo persino al nostro diritto di opposizione di calendarizzare e discutere una nostra proposta di legge sui vitalizi, la legge Lombardi, e invitiamo il PD a calendarizzare la Richetti. Ci dicono di NO. Siete stati messi alla berlina anche dalle Iene. A quel punto perdiamo un altro mese, perchè la commissione Bilancio – cioè il PD – chiede alla Ragioneria dello Stato – del governo PD – di produrre una relazione tecnica, e siccome Grasso e Boldrini – in qualche modo sempre PD – non forniscono i dati la Ragioneria non può procedere.

Capite quanta fatica in questi quattro anni e mezzo per portarvi fino a qua? Capite la mia felicità?

Oggi finalmente riusciamo a eliminare l’odioso privilegio medievale dei vitalizi d’oro. E’ una cosa buona, ma non è abbastanza. Potevamo fare un ulteriore passo avanti: potevate eliminare anche la pensione privilegiata che voi che siete in quest’Aula prenderete dopo soli 4 anni e 6 mesi in Parlamento. Non avete voluto farlo. Ma ve lo assicuro: lo faremo. Non rimarrà un privilegio che sia uno qui dentro. E’ solo questione di tempo. Iniziate a prepararvi.

Vi abbiamo dato la possibilità di riparare oggi a questa oscenità, abbiamo proposto un emendamento semplice – ossia la Legge Fornero si applica anche ai parlamentari che sono in quest’Aula – e voi lo avete bocciato! Lo ripresenteremo questo emendamento, quando si discuterà il bilancio della Camera, perché la legge Fornero va applicata da subito, non potete chiedere sacrifici agli italiani e poi sottrarvi quando tocca a voi, non è accettabile, è immorale. E vi ripeto: lo faremo. Così come oggi siamo qui a tagliare i vitalizi, presto saremo qui a eliminare gli altri privilegi e a dimezzare i vostri stipendi. E’ una promessa che faccio a tutti gli italiani, e anche a voi.

Ci avete anche tolto la possibilità di rinunciare alla pensione privilegiata bocciando la nostra proposta che inseriva questa possibilità. Ma ancora una volta il MoVimento 5 Stelle si dimostrerà l’unica forza credibile perché ciò che dice fa. Abbiamo detto che non avremmo preso i rimborsi elettorali e abbiamo rinunciato a più di 42 milioni di euro. Abbiamo detto che ci saremmo tagliati lo stipendio e lo abbiamo fatto, andando ad alimentare il fondo per il microcredito. Il MoVimento 5 Stelle con tutti i suoi portavoce in Italia ha restituito circa 80 milioni di euro. Ognuno dei miei colleghi qui presenti in Aula, da quando è entrato in Parlamento, ha restituito centinaia di migliaia di euro. Ognuno ha fatto la sua parte, ognuno ha dato un contributo diretto al Paese per far nascere nuove imprese e creare nuovi posti di lavoro. Noi i soldi degli italiani non li diamo al partito, ma li restituiamo ai legittimi proprietari, vale a dire agli italiani. Personalmente io ho restituito 300mila euro, ma sia chiaro questo non è un vanto e non deve esserlo. Li ho restituiti semplicemente perché non mi erano necessari, perché per portare avanti l’attività di parlamentare non servono 15mila euro al mese.

Con i nostri soldi abbiamo creato nuovi posti di lavoro e nuove attività imprenditoriali, e si poteva fare tanto altro se aveste avuto il coraggio di rinunciare anche voi ai vostri privilegi da Casta. E invece vi tenete la pensione privilegiata, il mega stipendio, vi tenete tutto ciò che vi fa sentire al sicuro, più forti e più comodi di chi è fuori di qui, di coloro che voi stessi avete lasciato nell’incertezza e nel precariato. Il MoVimento 5 Stelle continuerà a dare il buon esempio, dentro e fuori questo Parlamento. In Sicilia, se avremo la fiducia dei siciliani e governeremo, la prima cosa che faremo sarà eliminare i vitalizi dei deputati dell’Assemblea regionale. Possiamo permetterci di dirlo perché i nostri portavoce in Sicilia hanno già rinunciato.

La nostra guerra al privilegio non finisce oggi. Ma oggi abbiamo vinto una battaglia fondamentale nel modo migliore possibile. Vi terremo il fiato sul collo fino a quando tutto l’iter non sarà completato, in Senato non vi daremo tregua, tutto quello che sarà necessario fare faremo, non lasceremo nulla di intentato. Quando saremo al governo, pensioni e stipendi d’oro li cancelleremo con un tratto di penna. Il resto del tempo e delle nostre energie li impiegheremo per risarcire gli italiani di quello che gli avete tolto.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Una vittoria storica: la prima battaglia sui #vitalizi è vinta

I vitalizi sono ancora vivi: aboliamoli

vitalbavala.jpg

di Riccardo Fraccaro

Oggi abbiamo denunciato per l’ennesima volta lo scandalo dei vitalizi. Una battaglia che non si ferma nonostante i partiti stiano provando in tutti i modi a bloccare le nostre proposte per far saltare i vitalizi degli ex parlamentari e la pensione ai parlamentari a settembre. Voglio darvi qualche dato prima di spiegare cosa stiamo facendo e cosa abbiamo fatto in questi giorni. I vitalizi vengono percepiti da 2.600 ex parlamentari, costano alle vostre tasche 215 milioni di euro all’anno e ci sono circa 200 ex politici che prendono anche due o tre vitalizi. Faccio qualche nome: Clemente Mastella prende 6.939 euro al mese di vitalizio, Luciano Violante 5.873 euro, Claudio Scajola 4.904, Antonio Bassolino 2.998 e Carlo Taormina 2.150 euro.

Abbiamo citato anche il caso di Boneschi, che ha ricevuto il suo vitalizio dopo essere stato parlamentare per sole 24 ore nel 1982. A ottobre 2016 Boneschi è scomparso. Il suo nome però è ancora negli elenchi resi noti dalla stampa (e aggiornati a fine 2016) su chi percepisce il vitalizio. Tutt’oggi, per gli stessi parlamentari, e per noi stessi componenti dell’ufficio di presidenza della Camera, gli elenchi aggiornati non sono accessibili. Solo pochi eletti possono accedervi. Questi dati non solo dovrebbero essere accessibili su richiesta, ma dovrebbero essere pubblici e raggiungibili da tutti i cittadini con un click per avere piena cognizione di tutte le persone che manteniamo con i soldi delle nostre tasse. È un sistema che non funziona e che va cambiato: abbiamo scoperto che la Ragioneria di Stato sta aspettando da quasi un mese che la Camera e il Senato forniscano i dati necessari per procedere alla redazione della nota tecnica sui vitalizi. Per questo abbiamo chiesto un incontro al presidente Grasso e alla presidente Boldrini (che tanto decanta la trasparenza di Montecitorio).

I giornali che difendono i privilegi dei parlamentari, in particolare Repubblica che difende quello del suo fondatore Eugenio Scalfari che prende un vitalizio mensile da 2.269 euro, parlano di gaffe per aver citato il vitalizio di un deputato morto. La vera gaffe è di chi ci ha fatto pagare un vitalizio a una persona che ha messo piede un solo giorno nella sua vita in Parlamento. Un caso limite che spiega meglio di mille parole la follia dei vitalizi. Ed è bene ricordarlo perchè non succeda più, anzi sarebbe questo il dovere dei giornali. Boneschi purtroppo è scomparso e i vitalizi purtroppo sono ancora vivi. Aboliamo i vitalizi, subito!

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere I vitalizi sono ancora vivi: aboliamoli