Così il tuo voto non conterà nulla. Ecco perché

di MoVimento 5 Stelle

Quella che il Parlamento sta per votare non è una legge elettorale, ma una truffa vera e propria ai danni dei cittadini. Andiamo a vedere come si vota.

Caso 1
Giuliana è un’ambientalista convinta. E per questo decide di dare i… Continua a leggere Così il tuo voto non conterà nulla. Ecco perché

Vota per il #ProgrammaAmbiente del MoVimento 5 Stelle

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Oggi, mercoledì 28 giugno, si vota per il Programma Ambiente del MoVimento 5 Stelle e per la decima sessione di Lex iscritti. Le votazioni saranno aperte su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00.

La settimana scorsa abbiamo approfondito, grazie all’aiuto di esperti, i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo per l’Ambiente. Ora è il momento di decidere quali saranno le priorità di questo programma. Su Rousseau troverai 6 quesiti. Sei chiamato a decidere su:

Cambiamento climatico e sostenibilità ambientale
Costo ambientale dei prodotti
Economia circolare: dai rifiuti a nuova materia
Il consumo di suolo: contrasto e prevenzione
Piccoli borghi e aree interne: valorizzazione del territorio
Trivellazioni e sottosuolo

Vota subito su Rousseau!

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Votofacile, a Ragusa arriva la consultazione online

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di Federico Piccitto, sindaco MoVimento 5 Stelle Ragusa

L’innovazione è sempre uno scambio di relazioni e, soprattutto, di idee. La storia è semplice e, per il Movimento 5 Stelle, “normale”. Un’azienda ragusana, la A2E ha sviluppato un software per la consultazione online. Il Comune di Ragusa, amministrato dal M5S, ha manifestato, più volte, l’esigenza, il bisogno, di far crescere la partecipazione dei cittadini alla vita democratica della città, in linea con il proprio programma elettorale. Domanda ed offerta di idee, insomma, si incontrano. Questa società vuole attivare un progetto pilota, una sperimentazione dell’innovativo sistema a livello comunale. E la cosa più bella è che pensa proprio al Comune di Ragusa. E propone il proprio software, gratuitamente, al Comune. Per questi motivi, questi ragazzi, che scommettono su se stessi, con professionalità ed impegno, possono solo ricevere la gratitudine di tutta la comunità.

Grazie a lor, oggi, tutto questo, è realtà.
Attraverso questo sistema, l’Amministrazione Comunale potrà proporre temi da sottoporre alla consultazione online, chiedendo l’opinione dei cittadini sulle questioni più varie. Molti potrebbero pensare: sì, io voto, ma poi “aggiustano” tutto e decidono come gli pare… Ed invece no!

Il software, attraverso un algoritmo dedicato, permette a chi vota (solo i cittadini di Ragusa), di esprimersi e “controllare” il proprio voto, attraverso un numero personale.
Come si ci iscrive? Utilizzando il proprio codice fiscale e, aspetto essenziale, la propria tessera elettorale.

Altra obiezione: sì, ma non lo userà nessuno!
Noi ci crediamo. E’ chiaro, siamo consapevoli che nella prima fase bisognerà prendere “confidenza” con il mezzo.

Ma è questo il futuro. E’ questa la realtà. E’ questa l’innovazione. Non si può più decidere nelle cosiddette “stanze dei bottoni”. Le decisioni devono essere patrimonio della comunità. E’ la democrazia partecipata. Ed a breve, ne siamo certi, diventerà “normale”.
La piattaforma si chiama “votofacile”: www.votofacile.it. La registrazione è semplice. E, fino al 15 maggio, partiamo subito con un argomento importantissimo. La destinazione del “City”, struttura comunale ubicata all’interno del Parco Giovanni Paolo II di Via Natalelli. Vi aspettiamo numerosi.

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La pazienza degli italiani ha un limite #LasciatemiVotare

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di MoVimento 5 Stelle

Se è vero che la pazienza è la virtù dei forti, gli italiani sono i più forti del mondo. Stanno dimostrando una calma incredibile nei confronti del governo e del partito che il governo ce l’ha in mano: il Pd. Pensate per un attimo a quello che stiamo subendo. Il Paese sta sempre peggio: disoccupazione, povertà, debito pubblico, imprese che chiudono, licenziamenti, pensioni da fame, giovani che fuggono.Uno scenario apocalittico.

Da quando è iniziata la legislatura, durante la quale si sono succeduti tre premier che non hanno avuto alcuna legittimazione popolare, il Pd di governo si è occupato solo di salvare le banche demolendo i risparmiatori, di fare favori alle lobby del gioco d’azzardo e del petrolio, di fare tagli alla sanità e alla scuola, di abolire i diritti dei lavoratori, di fare una riforma costituzionale dannosa e giustamente bocciata dagli italiani, di fare una legge elettorale antimovimento5stelle salvo ripudiarla quando si sono resi conto che così non era e infine vederla demolita dalla Consulta. Quattro anni buttati al cesso.

Quattro anni di megastipendi a deputati e senatori che hanno lavorato solo per i propri partiti pigiando bottoni a chiamata. Quattro anni di rimborsi elettorali: 45,8 milioni di euro solo per il Pd. Dopo il 4 dicembre hanno detto che sarebbero andati via e che si sarebbe votato e invece ecco Gentiloni. E dagli italiani pazienza. Gentiloni doveva essere temporaneo e invece ora il Pd lo ha blindato garantendo che arriverà fino al 2018. E ancora pazienza. In questi giorni si sta consumando la scissione del Pd. Mentre il Paese si disintegra, il presidente del Consiglio si trastulla insieme al partito di governo in una spartizione di poltrone e poteri personali. L’italiano guarda, forse impreca, ma porta ancora pazienza, si rimbocca le maniche e continua ad andare avanti, ha altro a cui pensare; “la troveranno una soluzione” pensa, “mi lasceranno votare prima o poi”.

Non sarà così. I mesi che ci attendono saranno devastanti. Il Pd non ha nessuna soluzione per il Paese, pensano alle banche degli amici, alle multinazionali che li finanziano e alle poltrone di parenti e colleghi. Gli italiani porteranno ancora pazienza, perchè noi italiani siamo così, siamo persone per bene. Ma tutto ha un limite. Il limite è settembre, quando i parlamentari, dopo tutta questa farsa, si intascheranno finalmente la pensione. A quel punto la pazienza sarà esaurita. Ci sarà l’armageddon dei partiti. L’italiano vorrebbe evitare di perdere le staffe, “lasciatemi votare” pensa “lasciatemi votare e fatemi scegliere il futuro che voglio per il Paese. Non tirate troppo la corda” Non provocate oltre il popolo. Si può andare al voto a giugno approvando la proposta del M5s per la legge elettorale a marzo e ad aprile sciogliere le camere. Se andate oltre (con le vostre beghe, con un premier invisibile, per prendervi la pensione) gli elettori se lo ricorderanno.

Lasciatemi votare
con la matita in mano
lasciatemi votare
un programma serio e sano
Lasciatemi votare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero

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Oggi Sicilia, domani Italia: M5S al 38%, Pd sotto il 10

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Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica che può arrivare al 40% senza inciuci e ammucchiate. I dati di oggi in Sicilia lo dimostrano. Per questo Renzi non vuole fare votare gli italiani: sarebbe la sua fine. Al voto, al voto subito!

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Oggi il quotidiano La Sicilia pubblica un rilevamento che sarebbe stato commissionato dal Centrodestra in vista delle elezioni Regionali in Sicilia e i dati dicono che il MoVimento 5 Stelle è al 38%. A seguire ci sarebbe un’altra forza d’opposizione, cioè il Centrodestra che, in caso di coalizione unita, si attesterebbe al 35%. Numeri da brivido, invece, per il Pd che si fermerebbe all’otto% mentre l’intera coalizione che ad oggi sostiene Rosario Crocetta totalizzerebbe il 18%. Mentre i partiti cercano di fare numeri attraverso coalizioni ed inciuci, noi raccogliamo i frutti di 5 anni di lavoro al fianco dei cittadini, e ci apprestiamo ad affrontare una campagna elettorale senza esclusione di colpi ma che darà finalmente alla Sicilia un Governo onesto e competente!

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Il dado è tratto: #AlVotoAlVoto!

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di Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle vuole andare al voto il prima possibile. Subito dopo il referendum del 4 dicembre abbiamo presentato una proposta di legge in Parlamento per applicare la legge elettorale che sarebbe uscita dalla Consulta anche al Senato. Dopo la pronuncia della Corte della settimana scorsa abbiamo ribadito questa volontà, che va nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica di armonizzare le leggi elettorali per le due camere, adottandone una identica per entrambe: il Legalicum.

Ieri la nostra proposta di legge è stata discussa nella conferenza dei capigruppo della Camera ed è stata calendarizzata per la discussionne alla Camera il 27 febbraio. La nostra proposta è semplice e sarà votata da tutti i nostri portavoce alla Camera e al Senato, i partiti che vogliono votare subito devono approvarla così come è, senza far perdere tempo ai cittadini.

La proposta prevede di applicare il Legalicum al Senato ossia: premio di maggioranza nazionale al 40% alla lista e non alla coalizione e soglia di sbarramento al 3% per le liste, le ammucchiate non sono previste. Il Legalicum per noi deve essere quello che esce dalla Consulta, perchè è il bollino costituzionale imprescindibile. L’unica cosa che abbiamo eliminato sono i capilista bloccati, una scelta di democrazia su cui nessuno può eccepire. Se i partiti ci mettessero mano la renderebbero incostituzionale. Non esiste, per esempio, dare il premio alla coalizione e non alla lista: dovremmo chiedere alla Consulta se all’interno dell’impianto di legge sarebbe costituzionale e non abbiamo il tempo visto che la nostra priorità è votare subito con una legge che ha il requisito minimo della costituzionalità.

La discussione della proposta è stata calendarizzata il 27, ma se c’è la volontà politica si può discutere e approvare ancora prima. Perchè aspettare? Per continuare con il mercato delle vacche dei 100 posti da capolista bloccati? Uno spettacolo disgustoso portato avanti da tutti, ma non dal MoVimento 5 Stelle. Noi faremo le parlamentarie online per tutti i candidati, non ci sono capibastone che possono promettere posti. Non siamo disposti a sederci al tavolo per dicuscutere di cambiamenti, la legge non è perfetta ma questo parlamento se la modificasse farebbe danni o lo farebbe per far arrivare i parlamentari a maturare la pensione dopo appena quattro anni e mezzo di lavoro.

Il Parlamento venga convocato subito in seduta permanente finché non si approva la legge: eviteremo altre leggi porcate e si darà più velocemente libertà di scelta agli elettori. Votate la proposta del MoVimento 5 Stelle e poi al voto. Il dado è tratto.

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VOTAZIONE ONLINE: Primo quesito del Programma Energia 5 Stelle

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Oggi è un giorno importante! Si vota per il primo quesito del piano energia del MoVimento 5 Stelle. Il primo tassello del programma di governo che presenteremo agli italiani non appena ci faranno, finalmente, andare a votare e speriamo che sia il prima possibile. Intanto oggi tutti gli iscritti al MoVimento 5 Stelle entro il 1 luglio 2016 con documento certificato possono votare per il futuro programma di governo accedendo su Rousseau! Il quesito odierno, corretto in seguito ai suggerimenti nei commenti del post di discussione, è: “Sei d’accordo con lo sviluppo di politiche che scoraggiano l’uso della benzina e del gasolio a favore della mobilità elettrica?Vota ora!. Venerdì prossimo inizieremo a discutere il nuovo quesito insieme ad un altro esperto! Di seguito riportiamo invece le risposte di Valerio Rossi Albertini alle domande più frequenti nel post che lanciava la discussione sul quesito. Se avete dubbi è consigliato di leggerle prima di votare. Buon voto!

di Valerio Rossi Albertini

1. Chi sono io e a quale titolo e con quale competenza tratto questi argomenti.
Mi chiamo Valerio Rossi Albertini e sono uno scienziato per l’ambiente.
Sono Primo Ricercatore al CNR. Mi sono laureato in fisica con indirizzo nucleare, per poi passare alla Scienza dei Materiali (dottorato in chimica-fisica dei materiali innovativi).
Mi occupo professionalmente di conversione e accumulo di energia, avendo coordinato per diciotto anni un gruppo di lavoro che studia batterie al litio, celle a combustibile idrogeno e materiali plastici per pannelli solari di nuova generazione. Da fisico nucleare, ho ben compreso i rischi della scelta nucleare e ho sempre combattuto consapevolmente a favore della conversione dalle fonti fossili, a quelle rinnovabili. La mia biografia è su Wikipedia

2. Le auto elettriche costano molto?
Costano molto soprattutto perché ce ne sono poche. In Italia, meno di 4000. Ancora non si è innescata l’economia di larga scala che -una volta avviato il processo di conversione- comporterà la riduzione dei prezzi. Tuttavia, esistono già forme di rateazione vantaggiose e i costi di mantenimento e rifornimento ridottissimi.
Inoltre, ci sarebbero iniziative concrete da intraprendere per facilitarne la diffusione:
– organizzazione di gruppi di acquisto tra cittadini per comprare lotti di auto, con costi unitari anche molto inferiori a quelli di listino (vedi
http://www.gruppoacquistoauto.it/approfondimenti/auto-elettriche-consumi-e-autonomie-reali/ ).
– concessione, da parte dello stato e/o degli enti locali, di altri vantaggi oltre quelli già esistenti: esenzione permanente dal bollo (e non solo per i primi cinque anni); parcheggi riservati; incentivi alla rottamazione, in caso di sostituzione con veicoli ecologici; ricarica gratuita (costo trascurabile rispetto, ad esempio, all’illuminazione pubblica)
– contributo dei comuni agli incentivi, attirando fondi europei destinati, appunto, ai comuni verdi
– creazione di fondi pubblici “rotativi” per l’acquisto e successiva reintegrazione dei fondi tramite la vendita dei veicoli ai cittadini, per poi ripetere ciclicamente l’operazione.

3. L’energia elettrica per ricaricare le auto chi ce la da?
La risposta è che, nel calcolo dell’energia utilizzata per le attività industriali e per quelle pubbliche e private, la ricarica delle auto, allo stato attuale, è una voce di spesa irrisoria. In futuro, occorrerà fare in modo che l’aumento della produzione da fonte rinnovabile sia maggiore del fabbisogno delle nuove auto elettriche ma, d’altronde, l’aumento delle rinnovabili sarebbe proprio uno degli obiettivi del piano energetico.

4. I disincentivi per le auto convenzionali graverebbero sui cittadini?
No, perché l’intenzione non è di sanzionare chi già possiede un’auto, ma di orientare le scelte future. Frenare, ad esempio, la diffusione dei SUV ed agevolare i futuri acquisti di veicoli a basso impatto ambientale. Le fonti fossili godono tuttora di sussidi cospicui. Bisogna spostare progressivamente i finanziamenti da questo settore, a quello delle rinnovabili. Nel 2014 eravamo diventati i primi produttori di energia solare al mondo e il 16 giugno 2013, per un’ora, l’energia elettrica in Italia è stata generata esclusivamente da fonte rinnovabile, senza bruciare una goccia di petrolio o un granello di carbone. Certo, un’ora è poco, ma è la dimostrazione che si può riuscire ad arrivare al 100% di produzione di energia elettrica rinnovabile.

5. Introducendo le auto elettriche, il risparmio di produzione di CO2 sarebbe piccolo?
Vero, ma, in questo caso, il vantaggio principale sarebbe la riduzione di smog e di emissione di polveri sottili nei centri urbani che, nel solo 2012, ha provocato in Italia 59.500 morti premature (dati ufficiali dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, vedi
http://www.eea.europa.eu/it/pressroom/newsreleases/molti-cittadini-europei-sono-ancora/morti-premature-attribuibili-allinquinamento-atmosferico),
a cui si devono aggiungere i malati cronici, le cui cure gravano sulla sanità pubblica.

6. Come si smaltiscono poi le batterie? E i pannelli fotovoltaici?
Lo smaltimento è un problema che va affrontato modificando il sistema: I prodotti di consumo sono attualmente realizzati per essere usati e ridotti a rifiuto. E’ la filosofia dell’ ”usa e getta”. In qualche circostanza (vetro, carta, plastica ecc.), si riesce a recuperare il materiale, anziché buttarlo, ma è poco più che un caso fortuito. Infatti, in generale, non si sa come recuperare i materiali di cui sono costituiti i vari prodotti, perché i prodotti non sono stati disegnati per essere riciclati! Bisogna intraprendere politiche sostenibili che prevedano la massima riciclabilità di ogni prodotto di consumo. E’ il concetto dell’economia circolare che pervade tutto ciò di cui stiamo parlando in questo post (vedi https://www.youtube.com/watch?v=3KOCX9uNOuA).

7. Le auto elettriche non eliminano il problema della congestione del traffico?
Vero. Quello si ottiene solo con la riduzione del numero e della dimensione dei veicoli. Quindi, trasporto pubblico più efficiente, più piste ciclabili, più car sharing, possibilmente elettrico. Personalmente, sono molto favorevole alla reintroduzione dei filobus in quei centri urbani che li hanno soppressi, perché sono elettrici come i tram, ma non sono vincolati dal percorso su rotaie e dai pericoli che queste comportano per ciclisti e motociclisti.
Qui però stiamo discutendo dei casi in cui i veicoli privati non si possano eliminare. In questi casi, il veicolo elettrico in percorsi urbani è superiore a quello termico sotto ogni profilo. In particolare, nel traffico e ai semafori -ovvero nel ciclo di frenata e ripartenza- le auto convenzionali hanno il massimo di consumo e di densità di emissioni (emissioni per ogni km di marcia), mentre i veicoli elettrici hanno la massima efficienza e non hanno emissioni. Infatti, il motore a scoppio è sempre acceso (eventualmente al “minimo”), mentre il motore elettrico è sempre spento, finché non si preme l’acceleratore.

8. Dove prendiamo l’energia per le auto elettriche? Dovremo bruciare più combustibili fossili?
Assolutamente no! Le auto elettriche in Italia sono meno di 4000. Per ricaricarle tutte basta un millesimo dell’energia prodotta dai soli impianti fotovoltaici attualmente in funzione in Italia! E’ chiaro che, quando il numero delle auto elettriche aumenterà, bisognerà aumentare di pari passo la produzione di energia solare, o da altre fonti rinnovabili. Ma questo è proprio lo scopo della conversione energetica: L’aumento di produzione da fonte rinnovabile dovrà essere destinato ad ogni uso, pubblico e privato, non solo per ricaricare le auto elettriche. Oltretutto, l’estrazione in Italia di combustibili fossili per il nostro fabbisogno è marginale e a costi ambientali elevatissimi. Il resto dei combustibili lo importiamo. Al contrario, le rinnovabili garantiscono, da una parte, che la produzione sia nazionale; dall’altra, una ripartizione democratica della generazione di energia: una centrale elettrica, di qualunque tipo, sarà sempre gestita da una grande compagnia che deterrà il potere, perché senza energia non si sopravvive. Invece, i pannelli fotovoltaici, come pure i piccoli impianti eolici, sono distribuiti sul territorio e ognuno può diventare produttore di energia, utilizzandola, scambiandola o vendendola. Ormai i costi si sono abbassati fino a raggiungere praticamente quelli delle fonti tradizionali, quindi non ci sono più ostacoli tecnici o economici alla conversione.

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No a questo governo, sì al voto!

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di Luigi Di Maio

Un Governo nemico della meritocrazia, nemico dei cittadini onesti.

Colui che è stato Ministro degli esteri mentre si esportavano bombe in Arabia Saudita, promosso Presidente del Consiglio dei Ministri: Paolo Gentiloni.

Colei che ha fatto la riforma della pubblica amministrazione bocciata dalla Corte Costituzionale, confermata Ministra della Funzione Pubblica: Marianna Madia.

Colei che ha fatto la riforma della Costituzione bocciata dal 60% degli italiani con il referendum, promossa a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: Maria Elena Boschi.

Colui che da Ministro dell’Interno (non) ha gestito l’immigrazione e la sicurezza in Italia, protagonista dello scandalo Shalabayeva, promosso a Ministro degli Esteri: Angelino Alfano (si proprio lui ci rappresenterà all’estero…).

Colui che ha portato Verdini in maggioranza di Governo e gli ha permesso anche di fare le liste a sostegno del PD per le amministrative, promosso a Ministro dello Sport: Luca Lotti.

Si stanno scavando la fossa con le loro stesse mani. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure!

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Stiamo con i cittadini, non con i voltagabbana

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di Luigi Di Maio

C’è un Paese che vuole votare. I cittadini non vedono l’ora di cambiare l’Italia con il proprio voto. I partiti in queste ore stanno fabbricando l’ennesimo Governo in provetta per continuare a mantenersi i loro mega stipendi, le loro pensioni e i benefit.

Noi stiamo con il popolo italiano. Non con questa banda di voltagabbana.

Non staremo a guardare.

Un’auto blu vuota è arrivata al Quirinale e ne è sceso Gentiloni #votosubito

— Luigi Di Maio (@luigidimaio) 11 dicembre 2016

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Andate a votare!

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Oggi si vota fino alle 23 in tutta Italia per il refendum confermativo sulla riforma costituzionale.
Se stai ancora cercando informazioni su cosa si vota, le trovi qui.
Per votare occorre presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale.
Per votare NO è necessario apporre una croce sul NO.
Per questo referendum non è previsto quorum: ANDATE A VOTARE e invitate tutti i vostri amici a farlo.

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